Gay & Bisex
6 Fare La Troia Parte 2 - Schizzi Bollenti
25.11.2025 |
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"Sono d’accordo e da quel giorno avrei sempre messo in chiaro fin dall’inizio se dare il culo o meno e, soprattutto, di capire chi mi sarei trovato davanti..."
“No ti prego non farlo...aaaah piano...non forzareee...aspettaaa, uhmmm non spingereee”Con Fabio divenne una cosa piuttosto regolare; ci vedevamo tutte le settimane e passavamo una buona ora, a volte anche di più a divertirci. Inizialmente frequentavo il suo appartamento dove tra pompini e inculate i miei buchi si stavano abituando ad ogni trattamento. Quando lo imboccavo riuscivo a ingoiarlo sempre più, mentre il culo mostrava sempre meno resistenza alla penetrazione. Ripeto, non aveva un cazzo grosso o lungo, ma avvertivo ogni volta sempre meno fastidio. Con il tempo mi propose di andare a fare sesso all’aperto, poco lontano da casa. Era un luogo frequentato da gay e bsx, un cruising immerso nella natura, riparato da piante e da una fitta vegetazione di alberi e canne; da qui il nome di Canneto. Si trovava più o meno al confine della città costeggiando il fiume poco più avanti. La prima volta ammetto di essere stato diffidente al riguardo; non solo avrei fatto sesso all’aperto ma probabilmente qualcuno si sarebbe fermato a guardare e magari si sarebbe unito al duo.
Essendo la stagione estiva ci si vestiva leggeri. La mia mente perversa già galoppava; Il tempo di arrivare e di uscire dalla macchina che già una piccola macchia umida lambiva i pantaloncini. Fabio mi precedette facendomi da guida. Effettivamente era un posto molto coperto, un dedalo di stradine e cunicoli in cui infrattarsi. A volte capitava passasse qualcuno poco vestito o gente che sostava mentre si massaggiava il pacco nell’attesa di trovare qualcuno con cui divertirsi. Superammo una coppia che occupava lo stretto sentiero: uno era in ginocchio mentre si stava gustando la mazza dell’altro compare completamente nudo. Man mano che la vegetazione si infittiva anche il numero di coppie aumentava. Un altro stava a novanta mentre l’altro gli sfondava il culo. Raggiunto un punto piuttosto isolato e ben coperto mi inginocchia subito, tirai fuori il cazzo di Fabio e presi a baciarlo e a leccarlo. Nel mentre presi a toccarmi finchè il pantaloncino divenne più un fastidio che altro e me li calai insieme ai boxer.
“Uhmmm slaap, ti sta diventando sempre più duro...mmmmmh”
“È merito della tua bocca...aaaaah siii...continua tesoro”
Mi tirai su nuovamente, sfilai la t-shirt rimanendo a petto nudo e messomi quasi a 90 lo ripresi in bocca; questo fece sì che mi ritrovai con il culo all’infuori, in bella vista. Nel mentre lo stavo sbocchinando prese ad accarezzarmi i glutei, solleticarmi la rosellina e poi infilarci 2 dita dentro. Quando capì che ero pronta mi fece girare, piegare ancora di più e mi penetrò. Non starò qui a dire quanto mi piacesse, ma durante l’amplesso un paio di signori si fermarono ad osservare la scena a distanza. Ormai ero troppo eccitata, l’ansia di farmi guardare era già un lontano ricordo e il mio gemere non li avrebbe di certo fatti scappare. È vero, cercavo di contenermi ma era chiaro che la cosa eccitava i due guardoni e non volevo deluderli...aumentai i miei lamenti
“Aaaah si si siii, così...sbattimi...mmmmmh, bravooo”
Mi trovavo con il culo esposto, Fabio che mi sbatteva e i due che si segavano. Al momento dell’orgasmo, Fabio si sfilò e io girandomi mi feci sborrare sul petto e in parte anche sul viso.
“Oddioooo vengoooo...cazzo siii ti sborrooooo”
Il calore dello sperma era notevole nonostante le temperature estive. Sempre in ginocchio udii alle mie spalle dei rami scricchiolare; i due si stavano avvicinando con i loro cazzi gonfi tra le mani. Rimasi ferma, fissando le loro verghe e attendendo che esplodessero. Accelerarono finchè fiotti di caldo liquido bianco non arrivarono ovunque. Corpo, capelli e soprattutto il viso erano imbrattati di seme...ero una maschera di sborra.
Da quel giorno presi a frequentare il Canneto. Spesso anche da solo; principalmente mi dedicavo a seghe e pompini. Il culo capitava raramente che lo dessi, anche perché molti avevano dei randelli piuttosto larghi e a prenderli sinceramente mi metteva soggezione. Non mi andava di farmi sciacqui anali ogni volta, senza contare che ero una frana a farli. Una sera di ritorno a casa mi salì la voglia, raggiunsi la boscaglia senza immaginare cosa sarebbe successo di lì a poco...un doppio pompino. Ebbene sì, presi in bocca il cazzo di due ragazzi contemporaneamente. In ginocchio tra loro succhiavo un cazzo e segavo l’altro, alternando le manovre tra di essi; chi avevo segato poco prima ora lo accoglievo nella bocca e a chi avevo succhiato anche l’anima ora lo scappellavo. Poi me li infilai entrambi in bocca, spalancandola al massimo per inserirli insieme. Solo le cappelle entravano ma il sentire la bocca così piena mi eccitava oltre ogni dire. Anche quella sera, la cosa si concluse con una abbondante sborrata sul viso.
Altra volta invece trovai un ragazzo decisamente voglioso. Me ne stavo da solo lungo uno dei tanti sentieri alberati che si perdevano nel fitto bosco. Canotta chiara e jeans short a meta coscia attillati e soprattutto senza intimo. Mi accarezzavo il cazzo attendendo che qualcuno passasse da quelle parti in cerca di piacere. Un rumore di passi in lontananza mi mise sull’attenti. Un ecco che stava arrivando un ragazzo, ed aggiungerei carino, capelli scompigliati color carota, alto con fisico asciutto. Si fermò davanti a me mentre mi massaggiavo il pacco spudoratamente
“Ciao di va di fare qualcosa?” chiesi come una zoccola patentata
“Mh perché no, vedo che hai anche un bel lato b. Vieni mettiamoci sotto quell’albero grande”
Fatti i soliti preliminari iniziò a chiedere il culo
“Dai puttanella voltati che voglio scoparti”
“Guarda non posso, non sono pulita. Puoi leccarmi solo ma niente anale”
“Va beh chi se ne frega, con questo culo da zoccola non puoi rifiutarti”
Non volevo proprio, sapevo di non essere pronta e i suoi modi grezzi non facevano altro che preoccuparmi ma nonostante tutto mi girò a forza
“Taci che hai una voglia di prenderlo nel culo...”
Si chinò e prese a leccarmi violentemente il buchino
“Guarda come sei bella liscia, significa che sei venuta per farti ingroppare”
“Aaah...ah...ah...mmmmh no...io sono sempre liscia...aaaaah daiii”
Mi spalancò le chiappe “Guarda qua che buco invitante...mmmmh sluurp che buono”
Non solo leccava e aspirava il mio buchino ma lo forzava con la lingua
“Aaaah piano...oddio siii la lingua nel culooo...dai...dai infilala dentroooo...”
Sentivo distintamente la punta della lingua girarci dentro
“Ora piegati di più zoccola che ti sfondo”
“No ti prego non farlo...aaaah piano...non forzareee...aspettaaa, uhmmm non spingereee”
Cercavo di liberarmi ma la posizione non me lo consentiva. Faceva peso sulla mia schiena e tenendomi per i fianchi impediva che mi muovessi
“No dai...fermati nooo...piano...ti prego fai piano sono stretta”
“Sshhh zitta che ci penso io”
Sputò più volte nel buco ed alla fine cedette risucchiando la sua verga. Era la prima volta che prendevo un palo del genere
“Aaahiii...fermo aspetta mi fa male...pianooo.”
Il mio sfintere si era aperto a furia di slinguate e saliva ma dovevo ancora abituarmi alla sua bestia, le pareti creavano attrito e il dolore era quasi insopportabile. Credevo mi si fosse rotto il culo talmente era il bruciore; lentamente faceva avanti e indietro, alternando di tanto in tanto affondi più decisi
“Ahia piano...almeno fai piano, non spingerlo tutto in fondooo aaaah, così lentamente...mmmmh”
“Bene daiii...senti come ti stai abituando al mio cazzone...mmmmh siii che pezzo di culo hai”
Si, sentivo fastidio ma il dolore stava lasciando spazio al piacere; bastò qualche minuto per abituarmi
“Aaaaah piano...siiiii così vai...vai...vaiii, continua. Mmmmh che bello, oddioooo mi stai spaccando il culooo...aaah scopami, scopami come la troia che sono...daiiii”
Ora sentivo solo un immenso piacere; il tizio mi stava inculando violentemente e anche se ancora sentivo dolore il godimento sovrastava tutto il resto. I miei gemiti risuonavano in quel bosco e questo contribuiva a caricarlo sempre più
“Ooooh sì così, ci sono quasi” disse dopo un bel quarto d’ora di avanti e indietro nel retto
“No non venirmi nel culooo aaaahh...esci, non nel culooo”
Troppo tardi. Una potente sborrata si riversò nel mio intestino. I primi 2-3 schizzi li avvertii distintamente. Estratto il cazzo senti un gran calore misto a bruciore. Cercai di contrarre lo sfintere per far uscire quanto più sperma possibile
“Piaciuto? Te l’ho detto che avresti goduto...sei proprio una puttanella”
Mi leccò la guancia e se ne andò, lasciandomi lì da solo con il culo nudo, dolorante e lo sperma che mi colava lungo le gambe
Qualcuno lo vedrebbe come un vero e proprio stupro. Sono d’accordo e da quel giorno avrei sempre messo in chiaro fin dall’inizio se dare il culo o meno e, soprattutto, di capire chi mi sarei trovato davanti. Ma devo ammettere che essere stata violentata in quel modo mi era piaciuto troppo e sperai che in futuro sarebbe potuto accaduto nuovamente.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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