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Gay & Bisex

5 Fare La Troia Parte 1 - Il Vicino di Casa


di Maiala94
25.11.2025    |    53    |    0 6.0
"Ogni volta che affondava rantoli di piacere uscivano dalla bocca “Aaah si daiii..."
“Aaah si daiii...bravo...mmmh continua...dai...daii...daiii...muoviti nel mio culo...”

Ormai il dado era tratto e la necessità di nuove avventure erotiche si faceva sempre più insistente. Continuavo a trovare diversi porci come me nelle varie chat, continuando a scambiare immagini sconce, desideri peccaminosi e chi più ne ha più ne metta. Anche il mio sederino iniziava a ricevere attenzioni. Capitava spesso che chiedessero di mostrargli il culo, il mio buchino e magari di infilarci un dito. Mi piaceva molto e man mano accoppiai alla masturbazione anche la penetrazione anale...se così la si può considerare visto che entrava appena mezzo indice. Ecco che finalmente mi contatta un signore della zona, desideroso di farselo succhiare. Ci organizzammo per il pomeriggio del giorno dopo, programmando di fare porcate nel suo appartamento. Non vedevo l’ora, il tempo sembrava non passare mai e non avevo idea di cosa sarebbe successo. Avrei ricevuto dopo tanti anni un pompino? O sarei finito per dare il culo? Mi avrebbe sborrato in faccia o in bocca? I dubbi c’erano e anche una certa ansia.
Ricevo l’indirizzo di casa sua...bingo! Praticamente dietro casa! Un bidè rinfrescante, outfit comodo e facile da sfilare e via diretto verso casa sua. Mi si presenta un signore sulla cinquantina, alto come me se non di meno, non proprio affascinante; insomma, un inizio non dei migliori. In compenso tranquillo, cordiale e delicato nei modi.
“Ciao, sei Amine?”
“Sisi sono io, piacere Amine”
“Fabio, ti ho già visto in giro e mi sa conosco i tuoi nonni”
Molto bene...anche questo mi conosce.
“Devo essere proprio un vip” pensai.
“Non ti preoccupare facciamo tutto con discrezione. Anche io cerco di non dare nell’occhio quindi stai sereno. Vieni il mio appartamento è questo, al secondo piano. C’è anche un letto e un divano così stiamo più comodi”.
Entrati dento mi accompagnò in un piccolo salotto, con tavolo rotondo e divano stile “nonna”
“Cosa ti va di fare?” chiese sedendosi sul divano
“Te lo posso prendere in bocca se vuoi”
E così mi inginocchiai in mezzo alle sue gambe, iniziai a sfregare il viso contro il suo pacco ormai duro, pregustandomi il momento in cui lo avrei imboccato.
“Mmmmh quanto sei carina, dai tiralo fuori”
Mi tolsi felpa, canottiera e pantaloni rimanendo in boxer e nel mentre anche Fabio si era completamente spogliato. Il suo cazzo, seppur non particolarmente grande e neanche bello a vedersi si stagliava davanti la mia faccia duro e pulsante. Ormai non potevo tirarmi indietro. Bello o brutto che fosse stato dovevo assaggiarlo...e così feci...
Inizia baciandogli la punta, leccando l’asta dalla base fino in cima, poi un giro di lingua intorno alla cappella e via dentro le mie fauci
“Uhmmmmh...mmmh...mh mh mh mh slap aaaah...uhmmmmh”
Pompavo quel cazzo come mai mi sarei aspettato, soffermandomi a solleticare con la punta il buchino; davo colpi di lingua rapidi, scendevo a leccare tutta la lunghezza, per poi risalire lentamente fino alla punta e rimboccandolo tutto.
“Mmmh siii...mamma mia tesoro, che bocchinara...oooddio...aaaaah te lo stai proprio gustando”.
Non rispondevo, non avevo intenzione di staccarmi da quel paletto anzi, stavo mugolando. Nella stanza si sentiva solo l’ansimare di Fabio, il mio gemere e il suono osceno del risucchio che facevo.
“Dai forza levati anche questi, voglio leccarti tutta”
Mi tolsi i boxer e in preda ad un raptus salii in piedi sul divano, posizionando il cazzo duro e bagnato davanti la sua bocca.
“Dai sbocchinami” gli ordinai
Fabio, come io qualche minuto prima, ingoiò tutto il mio pisello. Una scossa di piacere mi pervase i sensi: calore, umidità e ritmo si fondevano in un connubio perfetto.
“Aaaah siii...dai...pompami tuttaaa mmmmh”
Cominciai a gemere nuovamente. Neanche un minuto probabilmente, che presi a muovere ritmicamente il bacino, scopandogli la bocca.
“Girati che ti lecco dietro”
Non me lo feci ripetere, mi misi a 90, fiero di mostrargli il mio buco posteriore e attendendo qualcosa di meraviglioso che non tardò ad arrivare. Appena sentii la lingua sulla mia rosellina persi ogni ritegno. Un urlo di godimento uscì dalla mia gola
“Mmmmmaaaahh siii...oddio si, leccami tutta...si si siii mmmmm...cosììì continua...” non ragionavo più
Sentire quella lingua umida che mi deliziava il culo era troppo; presi a sculettare, gemere forte, a spingere contro la sua bocca per sentirla meglio e con una mano il cazzo segandomi.
Ad un certo punto avverto una cosa dura spingere contro l’orifizio. Non era un dito, troppo grande e viscido per esserlo; Fabio stava spingendo lentamente la cappella dentro. Non ero pronto per ciò, mentalmente e fisicamente e non avevo idea se mi avesse fatto male o meno. Nonostante tutto non dissi niente, attesi solo il fatidico attimo in cui sarei stato sverginato. Il buco iniziava ad aprirsi pian piano. Il bruciore si faceva sentire, seppur lieve. Rendendosi conto ormai che mi ero abituato a quella presenza, Fabio iniziò un ritmico andirivieni nel retto. Sicuramente non poteva averlo infilato tutto, ma era davvero bello sentirselo sfregare contro le pareti, di come lentamente il bruciore iniziava a scemare lasciando posto al puro piacere, facendomi godere ad ogni affondo
“Ooooh...mmmmh piano, fai piano...non ti muovere troppo...mmmmm siiii”
Seguendo le mie indicazioni prese il giusto ritmo, facendomi provare per la prima volta i piaceri del sesso anale. Ogni volta che affondava rantoli di piacere uscivano dalla bocca
“Aaah si daiii...bravo...mmmh continua...dai...daii...daiii...muoviti nel mio culo...”
“Vaaai si, dai prendilo tutto in culo, senti come sei stretta...mmmmh”
Stavo godendo. I miei gemiti si stavano trasformando in urla di piacere, la voce sempre più femminile, la testa che girava per il continuo sospirare. Mi stavo letteralmente comportando come una puttana: a pecorina con il culo aperto, un cazzo che martellava dentro e il mio urlare di piacere.
Estrasse d’improvviso la mazza
“Sborrooo”
E una marea di sperma bollente mi colpì le chiappe e la schiena.
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