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Prime Esperienze

Come ho potuto?


di Figar0na
31.03.2026    |    5.266    |    6 9.0
"Visto che fa il porco voglio farlo schiattare e ne approfitto per ripulire dietro un vaso più grande, solo che per farlo devo stare a quattro zampe e ne approfitto per arcuare la schiena ed..."
Adoro casa nuova, non ce la facevo più a vivere con coinquilini ingombranti,
senza alcuna possibilità di avere la mia privacy, condividendo frigo e bagno. E’ un
bilocale ristrutturato, quanto serve ad una giovane donna che vuole finalmente
vivere da sola, con una bella terrazza e tanta luce in un palazzo di tre piani. Non
che mi sarebbe dispiaciuto avere un panorama diverso, ma nei condomini è così.
Oggi ho deciso di dedicarmi ad abbellire la terrazza, dopo quasi un mese che
vivo qui sto mettendo a dimora nei vasi un po’ di gerani ed erbette aromatiche, il
sole primaverile fa il suo lavoro e canotta e pantaloncini non impediscono di
sudare. I capelli scuri e lisci, legati frettolosamente dietro la nuca si incollano sulla
fronte sudata. Sento le gocce calde scivolare ai lati dei miei occhi scuri, accanto
alle mie labbra carnose e piene, le sento anche infilarsi tra i miei seni turgidi e
pieni, una vista niente male se ci fosse qualcuno a gustarsela. Il caldo ha dorato
anche le mie cosce, sulle quali sento sempre gli sguardi degli uomini, colleghi o
ragazzi, che risalgono al mio culo da tutti considerato il mio punto forte. Passo la
mano sulla fronte per cercare di mitigare il calore, e nel farlo mi accorgo di un
dettaglio.
Il mio appartamento è al primo piano ed è diviso dal vicino da un muro di alcuni
metri. Al terzo piano c’è un appartamento sfitto da anni, e al secondo piano,
l’unica finestra che affaccia su casa mia ho notato un'ombra, seminascosta dalla
tenda. So chi è, Rocco, il figlio quasi 18enne dei miei vicini, un tipo timido e
taciturno, quasi sempre in camera sua dalla quale sento provenire musica da
teenager e suoni da videogame. Quando mi incrocia sulle scale arrossisce
sempre e mi fa sempre passare avanti, in un gesto in bilico tra la cavalleria e la
lussuria, perché lo so bene che quando cammino davanti a lui, i suoi occhi si
incollano al mio culo, quel piccolo perverso, chissà quali sconcezze immagina,
maiale, beh quando capita mi diverte torturarlo ancheggiando in maniera
leggerissima, quanto basta a sporgere il mio lato B e magari dargli la possibilità di
scorgere il perizoma, e raddrizzando bene la gamba ad ogni scalino perché ne
possa ammirare la tonicità. L’ultima volta, entrando in casa ho fatto in tempo a
notare quanto fosse arrossito, quanto i suoi pantaloni fossero gonfi all’altezza
dell’inguine.
Quel piccolo maiale, non perde occasione di affacciarsi alla finestra nemmeno
quando metto la roba stesa ad asciugare, lo so cosa cerca… il mio intimo e io
glielo sbatto in faccia, perizomi di pizzo e autoreggenti, perfino body e corpetti,
bene in vista, così che sbavi come merita…sognando senza potermi avere.
Sbavi, si , perché l’altro giorno si è infilato con me in ascensore, mentre ero
carica di buste dell’Eurospin, e credendo che non me ne accorgessi ha incollato
lo sguardo sul mio culo e ho notato con la coda dell’occhio che la bocca è rimasta
leggermente aperta . A sua discolpa indossavo un leggings un po’ consunto e il
perizoma sotto aveva nastri e cuciture non proprio invisibili.
Anche ora sento i suoi occhi ansiosi su di me, percorrere ogni curva del mio
corpo cercando di notare quei dettagli che riempiranno i suoi sogni, il capezzolo
che spinge sulla canotta, il canale tra i seni lucido ed invitante per accogliere
un’erezione, le mie labbra morbide e disegnate. Visto che fa il porco voglio farlo
schiattare e ne approfitto per ripulire dietro un vaso più grande, solo che per farlo
devo stare a quattro zampe e ne approfitto per arcuare la schiena ed alzare il
sedere in alto, in una perfetta pecorina, senza preoccuparmi sei il pantaloncino
comodo che indosso scivola sui fianchi ed espone la curva nera del perizoma che
segue la morbida circonferenza dell’anca evidenziandola per poi sparire nella mia
zona più segreta. Guarda e sogna, ragazzino…
Volto appena la testa per sbirciare cosa fa ma senza dargli l’impressione di
sbirciare e resto di stucco, la tenda dietro cui è seminascosto si muove
ritmicamente, e il suo braccio è impegnato in una inconfondibile attività, quel
porco se lo sta toccando, se lo mena mentre mi guarda. La cosa mi lascia
immobile qualche istante, poi un mix di vergogna e stupore mi spinge a rientrare
di corsa in casa, quasi a cercare rifugio. Mi poggio alla penisola della cucina e mi
rendo conto che il cuore mi batte all’impazzata e i miei seni ansimano ma con i
capezzoli ritti come chiodi. Non mi aspettavo un gesto così sfacciato. Mi fiondo
sotto la doccia per rinfrescarmi e tornare in me. Piccolo maiale sfacciato…non ce
la facevi più? Come ti permetti a fare una cosa così sporca, così volgare
guardandomi? E perché mentre ti sto odiando la mia mano ha preso a torturarmi
un capezzolo? Stronzetto arrogante, tutto il sangue ti è andato al cazzo quando
mi hai vista eh? Magari ora sogni che sia la tua mano a strofinarmi il viso, quel
pollice che stropiccia le labbra e cerca quasi di infilarsi in bocca per essere
succhiato vorresti fosse il tuo, eh? Piccolo depravato, se sapessi di cosa sono
capaci queste labbra, come succhio forte quando un cazzo merita…A proposito chissà se hai un cazzetto da adolescente…se lo sentirei qui, tra le grandi labbra
della mia fichetta, sempre curata e depilata in modo impeccabile…al posto del
dito che ora mi dà piacere, porco… il tuo cazzetto che strofina come stanno
facendo le mie due dita ora, sul bordo interno delle grandi labbra, velocemente
perché simulano i tuoi movimenti frenetici accecati dalla voglia, e quando infilo
due dita all’interno scivolano senza difficoltà come farebbe il tuo cazzetto mentre
ti muovi in modo inconsulto tra le mie cosce…. L’altra mano sta strizzando il seno
con cattiveria, e penso alle tue labbra che succhiano inesperte, senza
delicatezza…Dio, quanto mi sento sporca adesso…eppure le gambe mi cedono
quasi mentre vengo investita dall’orgasmo, mentre immagino una scena
degradante, tu che mi sborri in viso chiamandomi PUTTANA…Come ho potuto?
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