Prime Esperienze
Eva - pt .1
28.06.2022 |
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"La sue pelle liscia invitava a proseguire ed a cercare il calore delle sue intimità coperte da un piccolo slip di pizzo nero che celava tepori ed aromi invitanti ed ai quali le mie mani non..."
Lavoravo in un ufficio in una città del nord Italia , ci eravamo trasferiti da poco in questa nuova palazzina di uffici .Oltre al nostro ufficio per il momento c’era solo lo studio del Notaio. Dopo qualche settimana di ambientamento cominciavo a frequentare il bar vicino incontrando altri impiegati o lavoratori vari che , come me , bevevano il loro caffè .
Da qualche giorno frequentava il bar anche una bella signora castana che, scoprii poco dopo , era l’impiegata del notaio.
Il Suo profumo dolce e sensuale anticipava sempre il suo arrivo e la sua voce soavemente roca era inconfondibile.
I soliti convenevoli , un saluto dopo l’altro e dopo pochi giorni cominciammo ad entrare in confidenza .
Era più vecchia di me di dieci anni ed il suo modo di fare era affabile e ipnotizzante .
I miei capelli appena ingrigiti avevano avuto un certo successo perché Eva ( nome di fantasia) non lasciò passare troppo tempo per farmi i complimenti mentre io ero stordito dal suo profumo , ipnotizzato dai suoi occhi verdi e abbagliato dall’abbronzatura dorata messa sempre in evidenza sulle belle gambe lunghe che ondeggiavano sotto i mini abiti e sui suoi immancabili tacchi vertiginosi.
Alcuni caffè dopo ci confidammo che eravamo entrambi sposati ed Eva mi disse candidamente che Suo marito , molto più vecchio di lei , non la rendeva felice da anni ed anche io in quel periodo non ero particolarmente felice del mio matrimonio così , ricambiando le sue confidenze , le spiegai che ero sposato da 20 anni e che non avevo mai tradito mia moglie.
Eva sembrava compiaciuta e sorniona , i suoi gesti parlavano da soli e spesso le sue gambe si accavallavano lasciando intravvedere per qualche secondo l’intimo di pizzo quasi sempre nero.
Prendeva sempre i mezzi pubblici per tornare a casa ed un pomeriggio , durante una pausa caffè , mi disse che c’era uno sciopero e che avrebbe avuto delle difficoltà nel tornare .
Non me lo feci ripetere due volte e mi offrii così di accompagnarla a casa , alle fine non era poi lontanissima da dove abitavo io .
Ci siamo dati appuntamento alle 18 dopo il lavoro nel piazzale davanti l’ufficio.
Fummo entrambi puntuali io non vedevo l’ora di vederla e passai il pomeriggio in attesa di quel momento.
Eva era raggiante , il miniabito nero evocava dolci e sensuali scene e la mia immaginazione era molto fervida .
Salì in auto e mi baciò all’improvviso sulla guancia in un modo così inaspettato che mi fece quasi sobbalzare e mi sussurro ”grazie”.
Per quanto ricordo ero già suo . Il tragitto in auto non era eccessivamente lungo e cominciammo così a lamentarci delle nostre situazioni lavorative e dei colleghi poco collaborativi .
Conoscevo il quartiere da raggiungere e dopo qualche semaforo Eva mi disse di tirare dritto all’incrocio successivo e disse “ conosco un posto dove possiamo parlare tranquilli “ sussurrò impietosamente aggiungendo che aveva avvisato casa che sarebbe rientrata più tardi del solito.
Superai l’incrocio e seguiii le sue indicazioni in pochi minuti eravamo in un piazzale praticamente vuoto attorniati da alcuni condomini ma non così vicini da essere visibili ; mentre Eva mi indicava l’angolo a destra a ridosso di una siepe molto alta dove avrei dovuto fermarmi pregustavo in silenzio quello che poteva succedere .
Stava sopraggiungendo il tramonto e le luci del piazzale si accesero emettendo una luce dorata , la macchina ,parcheggiata frontalmente , era coperta davanti e di lato dall’alta siepe e gli altri lati erano liberi per vedere se si avvicinava qualcuno.
Sembrò una mossa quasi casuale ma evidentemente Eva aveva già visto e “utilizzato” questo posto.
Ci fermammo e continuammo a parlare per qualche minuto di argomenti futili , il tempo ,le stagioni e non ricordo di cos’altro finchè Eva , inclinando lateralmente il capo e facendo ondeggiare i capelli , mi guardò in modo quasi felino e mi disse “ ma sul serio non hai mai tradito tua moglie?” annuii , forse non dissi nulla ero stordito dal suo profumo e lo sguardo era fisso sul suo volto e sulle cosce ormai quasi completamente scoperte fino all’inguine .
Ci baciammo in modo quasi animalesco e le nostre lingue s’intrecciarono più volte mentre con le mani le accarezzavo prima i fianchi poi il seno e poi scendendo fino alle cosce .
La sue pelle liscia invitava a proseguire ed a cercare il calore delle sue intimità coperte da un piccolo slip di pizzo nero che celava tepori ed aromi invitanti ed ai quali le mie mani non resistettero a lungo.
Scostai lo slip partendo da sopra e facendo scivolare due dita scesi verso la sua figa , appena la sfiorai senza smettere di baciarla , Eva face un gemito di piacere che mi autorizzava a proseguire .
Le sue mani nel frattempo accarezzavano il mio cazzo ormai duro anche se costretto dai vestiti , non passarono molti secondi e la mia cintura fu aperta e liberato il cazzo duro Eva cominciò ad accarezzarlo lentamente dall’alto al basso facendomi mugolare .
Mi spinse indietro e dovetti togliere la mano dalla figa ,si tolse gli slip in modo fulmineo e la sua bocca cominciò a leccarmelo lentamente facendomi buttare la testa all’indietro .
La sua posizione ora era a carponi con la testa che si muoveva sopra al mio cazzo potevo vedere il suo culo sporto verso il finestrino del lato opposto , non esitai ad accarezzare la schiena e allungando la mano sopra le natiche presi il bordo dell’abito e lo tirai liberando il culo
Accarezzai lentamente l’incavo delle natiche superando il buco del culo per affondare la mano nella sua figa che ormai era fradicia .
Non feci fatica ad entrare con due dita mentre la sua bocca continuava a pompare senza sosta i suoi mugolii mi davano le istruzioni per come aumentare il suo piacere .
Due dita erano poche mi allungai il più possibile e infilai prima tre poi quattro dita e ora Eva , sempre col cazzo in bocca , emetteva dei gemiti intensi ed invitanti … continua …
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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