Prime Esperienze
Ottimo inizio
04.11.2025 |
85 |
2
"Ci baciamo con passione mentre con la mano sul culo mi spinge a sè e con l’altra mi stantuffa, lo fa con ritmo serrato, non ho bisogno d’altro, torna a leccarmi il seno, a prenderlo ora con..."
Eccoci qui, stiamo per entrare, mia moglie Francesca al mio fianco, mi giro verso di lei, ha uno sguardo che non riesco ad interpretare, cos’è? Emozione, agitazione, biasimo…Non dico che l’ho convinta a forza, ma di certo senza le mie ripetute allusioni adesso non saremmo qui.
Il patto è che siamo qui per poter stare in libertà, fare il bagno nudi, prendere il sole senza costume, lasciarsi andare ad effusioni e carezze sempre più intime senza doversi fermare, ma anzi poter arrivare fino in fondo con la curiosità di sapere che effetto ci può fare farlo davanti ad altre persone, sentire il loro sguardo addosso, incontrare il loro sguardo mentre stanno facendo altrettanto, chissà se entreremo in competizione o saremo solo io e Francesca e tutto il resto sparirà…
Insomma siamo qui per viverci la libertà che questo posto può offrire ma senza interazioni fisiche.
Suoniamo, la porta si apre ed entriamo.
Ci accoglie una bella signora in abito lungo con una profonda scollatura, un gran sorriso le illumina il volto nel momento in cui ci vede e senza bisogno di chiedere ha già capito che per noi è la prima volta.
-Benvenuti! Prima volta vero? Io sono Sara, seguitemi così ci mettiamo più a nostro agio e vi dico qualcosa di questo posto.
La seguiamo in un luminoso ufficio anche se chiamarlo ufficio gli dà una connotazione troppo formale, c’è una grande finestra di lato da cui si vede il vialetto di accesso alla struttura, due sedie di design dove ci fa accomodare, lei si mette a sedere dall’altra parte di un bel tavolo di vetro, accavalla le gambe e per un attimo mi lascio distrarre.
Ci parla del posto e che le regole fondamentali sono la libertà ed il rispetto.
Di avvisare subito il personale nel momento in cui qualcuno si possa mostrare molesto nei nostri confronti anche se è sicura che non accadrà.
Sentitevi liberi di fare quello che vi sentite nel momento in cui lo sentite e sappiate che non siete obbligati a fare niente, siete liberissimi di stare anche solo tutto il giorno nudi a prendere il sole, anche se sarebbe un peccato perdere la possibilità di mettere da parte tutti i freni inibitori e godersi le possibilità offerte dal locale.
Non vi faccio fare il giro delle varie stanze, non vorrei che possiate sentirvi sopraffatti, passerò più tardi, dopo che avrete preso confidenza con il posto e vi sarete ambientati ci faremo un giro insieme.
Sbrighiamo tutte le varie pratiche burocratiche e ci alziamo per andare negli spogliatoi.
Pensavamo di entrare in uno spogliatoio comune, invece la signora ci indica due direzioni opposte, gli spogliatoi sono divisi per sesso, Francesca rimane un attimo smarrita da questa inaspettata separazione, Sara la prende per mano.
-ci penso io a lei, ci vediamo fuori tra pochi minuti.
Le vedo sparire dietro alla porta.
Entro nello spogliatoio, niente di diverso da quello che troveresti in una spa, armadietti con la chiave a braccialetto, alcune panche, le docce.
Mi spoglio, sistemo tutto e mi avvio verso l’uscita, mi fermo davanti alla porta.
Sto per varcare una soglia che potrebbe aprire un percorso di trasgressione ed eros condiviso con mia moglie o chiuderlo per sempre.
Apro temendo di ritrovarmi in un girone dantesco, in mezzo a persone che fanno di tutto nella più totale perdizione senza neanche sapere chi gli sta facendo cosa o a chi stanno facendo che.
Questo forse sarebbe troppo anche per me non sono di quelli che dicono “non c’è sesso senza amore” ma non mi ci vedo a fare cose con qualcuno che non conosco, con cui non ho parlato, per cui non nutro una certa simpatia, con cui non è scattato niente, magari può essere anche un ‘intesa nata da uno scambio di sguardi, chissà non essendo un’ esperienza fatta non mi posso ancora pronunciare.
Insomma, apro e mi ritrovo su un vialetto che porta verso vari edifici, più in là si intravede una piscina e nulla, probabilmente complice l’orario non vedo nessuno, rimango quasi deluso.
Poi in realtà mi sento sollevato, penso che potrò passare una bella giornata con mia moglie senza pressioni.
Già, mia moglie, quanto ci sta mettendo ad uscire…
Non mi aspettavo tutta questa dedizione di Sara nei nostri confronti.. non so come sia andata la prenotazione, se Carlo abbia anticipato che per noi sarebbe stata la prima volta, se leggendo i nostri nomi ha capito che non eravamo clienti abituali… fatto sta che tutta questa cura nell’accoglierci mi fa piacere e un po’ inizio a rilassarmi.. oddio forse rilassata è un po’ troppo, ma provo a pensare che posso farlo.. più avanti, tra un po’…
Arrivati all’entrata degli spogliatoi Sara mi prende per mano dicendo che ci pensa lei a me.
Entriamo e il fatto di trovare un ambiente “conosciuto”, ci sono armadietti, panche, le docce, pareti di specchi, nessun rumore, nessun’ altra in giro, mi fa distendere un po’ i nervi.
Sara mi fa scegliere dove posare il mio borsone e iniziare a spogliarmi, mentre parliamo del lavoro, se abbiamo figli, mi chiede se può sedersi lì o preferisco che vada via, e un po’ per non essere scortese, un po’ perché la conversazione è piacevole, le dico che può restare. Mi muovo lenta, ripiego i vestiti e li infilo nel borsone, per ultimo tolgo le culotte di pizzo. Noto che il suo sguardo si è fermato più volte sul mio seno e mi stupisco, dopo le gravidanze, l’età , non è più quello dei vent’anni.. ma mentre faccio questo pensiero Sara mi fa invece un complimento proprio sul seno. Mi sento arrossire, ringrazio e dico che un tempo era meglio, ma lei si alza e mettendosi di fronte a me a distanza ravvicinata, guardandomi negli occhi mi sussurra se può avere il piacere di accarezzarlo. Sbam, non me lo aspettavo, e come non avrei fatto mai, rispondo sì e piegando la testa di lato socchiudo gli occhi, già praticamente sulla via dell’abbandono. Il suo tocco è delicato, ma a mano piena, mi solletica i capezzoli e già in un’altra dimensione sento che si abbassa per prenderne uno in bocca.. nulla, questo è il mio punto debole, mi fa impazzire di piacere. Continua a leccare, mordicchiare e ciucciare e con l’altra mano palpa l’altro seno, lo stuzzica. Il suo tocco inizia a spostarsi, lo sento scendere lungo il fianco, passare sulla schiena e prendere a mano piena il sedere. Mi sta piacendo come non avevo mai provato con un’altra donna.. precede i miei desideri e non credo di riuscire e volere fermarla. Sento anche l’altra mano andare giù mentre continua a ciucciarmi il seno, non va dietro come l’altra, ma mentre con quella mi spinge in avanti, la mano arriva sulla mia passera fradicia, gonfia di piacere, percepisco le mie labbra completamente aperte e pronte a ricevere qualcosa, ora, qualunque cosa sia. Sara ha capito a che punto mi ha fatta arrivare, sale a baciarmi, ho gli occhi chiusi, il suo profumo è buonissimo, sento due dita, al giro dopo sono tre, che brava, ha capito all’istante che eran poche. Ci baciamo con passione mentre con la mano sul culo mi spinge a sè e con l’altra mi stantuffa, lo fa con ritmo serrato, non ho bisogno d’altro, torna a leccarmi il seno, a prenderlo ora con foga. Apro gli occhi per guardarla e posso godermi la scena dallo specchio di lato. Il ritmo è sempre più forte, non credo manchi tanto, anzi nulla, mi abbandono al piacere e arriva un orgasmo stupendo, pieno, che mi fa contorcere, i miei ansimi sono diventati più rumorosi e non mi importa se qualcuno possa sentirmi. Sara si stacca da me e mi guarda con aria soddisfatta, e decide per finire in bellezza di scendere giù a leccare tutto il mio piacere. Stranamente non è fastidioso, anzi, mi dà ancora piacere il modo in cui mi ciuccia tutto, lecca con la lingua piena, altri gemiti e ridarella. Si tira su e scoppiamo a ridere, complici come vecchie amiche di giochi.
Sono pronta ad uscire, mio marito mi aspetta
Dopo 5 minuti ancora nulla, comincio ad agitarmi, che ci abbia ripensato, forse ho calcato troppo la mano.
Poi sento la voce di Sara:
-Eccoci! Non ci siamo perse e non ci ha ripensato…
Mi dice Sara con un sorriso pieno di sottintesi uscendo dagli spogliatoi.
magari non lo era, ma adesso forse è più pronta di te. Venite, vi offro da bere.
Sara si avvia lungo il vialetto mentre te mi affianchi, in risposta al mio sguardo interrogativo mi baci stringendoti a me, sento il tocco del tuo seno sul braccio, mi ritrovo con le dita che sfiorano il tuo boschetto, accarezzo l’interno coscia e un attimo dopo sfioro le tue labbra e mi sorprendo di trovarle già gonfie e bagnate.
Ti stacchi da me e sorridi del mio sguardo smarrito mentre mi passi sulle labbra un dito, odora di sesso.
Sara è tornata indietro e ci separa prendendoci a braccetto.
-Signori avete tutto il tempo, adesso andiamo a prendere qualcosa da bere.
Ci accompagna fino al bar a bordo piscina, qui noto che il posto non è poi così deserto, si vedono diverse persone in acqua, altri che prendono il sole, mi sorprendo di vedere alcune persone sole, non tanto per gli uomini, avevo messo in conto che ci sarebbero stati dei singoli, ma noto anche due donne sole che si rilassano.
Sara ordina tre prosecchi che consumiamo al bancone seduti su tre sgabelli, noto che la mano di Sara si appoggia alla coscia di mia moglie con naturalezza, cerco di nascondere con il telo l’erezione che probabilmente mi farà compagnia per l’intera giornata, Sara mi sorride, scansa l’ asciugamano con la mano che poi scorre dall’interno coscia fino ad impugnarmelo, col dito intercetta una goccia limpida che si stava affacciando, fa scorrere il dito lungo tutta l’asta lasciando una scia umida e poi si assaggia il dito.
-Qui non ti devi vergognare di queste cose, anzi. Comunque siete una coppia bellissima, spero che starete bene da noi, siete entrambi buonissimi.
Ci bacia e si congeda.
Io rimango un po’ imbarazzato, non so cosa sia successo negli spogliatoi ma probabilmente le interazioni fisiche che abbiamo avuto sono già andate oltre quelle previste.
Francesca coglie il mio stato d’animo e mi rassicura con uno sguardo dolce..
Si alza, si guarda intorno e la luce nei suoi occhi cambia, probabilmente si ricorda del luogo in cui siamo, fa cadere le ultime gocce di prosecco sulla mia cappella e si abbassa su di me, me lo prende in bocca, da due lente e profonde pompate, di quelle che vedi le labbra che si adattano all’asta mentre passano dalla cappella alla mazza, poi lo lecca per tutta la sua lunghezza, si alza e mentre lo tiene in mano viene a baciarmi.
Si stacca ,mi guarda negli occhi e dice
-Dai amore, andiamo a goderci questa giornata.
E tirandomi per l’uccello come se tenesse un guinzaglio si avvia sul vialetto.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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