Scambio di Coppia
001 - Al centro commerciale
02.09.2025 |
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"Lucia e Dario avevano portato, oltre alle chiavi, anche un ampio telo di uno spesso tessuto che stesero al centro del salotto che era un tutt’uno con l’ingresso..."
«Quanti messaggi?» chiese Stefano.«Più di trenta.» sospirò Cristina scorrendo col dito lo schermo dello smartphone.
Erano a letto con la porta della camera chiusa. Cristina aveva messo a letto i loro figli Giancarlo e Isotta, rispettivamente di dodici e dieci anni, e poi aveva sistemato la cucina.
Stefano era sceso a gettare l’immondizia e a fumarsi la sigaretta del dopo cena.
A turno avevano poi fatto una rapida doccia e infine si erano messi sotto le coperte.
«C’è qualcosa di interessante?» riprese Stefano dopo una pausa.
«Forse.» mormorò Cristina.
«Speriamo bene.»
«Davvero!»
«Con Emanuele e Sandra che prendono ferie a settembre, è un bel guaio!»
Cristina rise debolmente «Addirittura "un bel guaio"!» scosse la testa mantenendo il sorriso.
«Scherzo. Però ho voglia delle nostre allegre serate in quattro.»
Cristina annuì con lo sguardo fisso sullo smartphone.
«Leggi un po’ qua.» disse alla fine porgendo il telefono al marito.
Stefano si mise a sedere col cuscino tra la schiena e la testata. Sollevò le sopracciglia vedendo il corposo paragrafo e iniziò a leggere in silenzio.
«Eh!» commentò restituendo il telefono.
«Vero?» disse Cristina. «Gli rispondiamo?» nel dirlo si era voltata per fissarlo negli occhi. Si scambiarono un sorriso. «Mi stai suggerendo di fare le corna a Emanuele e Sandra?» mormorò Stefano.
Cristina fece spallucce «Ti meraviglieresti se loro stessero facendo altrettanto e in questo momento?»
Stefano rise «No. Anzi..!» allungò la mano per farsi dare lo smartphone e rilesse con più calma il messaggio. Visitò anche il profilo della coppia scorrendo velocemente il testo dell’annuncio. Dedicò maggiore attenzione alle foto e a qualche feedback. Non tralasciò la provincia di residenza e la data di iscrizione.
«Che stai facendo?» chiese Cristina meravigliandosi della lungaggine del marito.
«Hai già dato un’occhiata al profilo?»
«No. È interessante?»
«Sì. Guarda anche tu.»
Dopo che anche Cristina ebbe "studiato" il profilo, stilarono la risposta e, dopo averla riletta e corretta più volte, la inviarono.
«Sono proprio curioso.» disse Stefano.
«Ah, sì?» chiese Cristina con tono canzonatorio.
«Tu no?»
«Abbastanza.»
Stefano rise. Allungò la mano verso il comodino per recuperare il giallo che stava leggendo da qualche giorno. Stava iniziando un nuovo capitolo, quando Cristina gli diede di gomito. «Hanno risposto!»
Insieme lessero il messaggio a cui risposero poco dopo comunicando il loro contatto Telegram. Nei giorni successivi riuscirono anche a fare una telefonata a quattro e a fissare un primo incontro di persona in un centro commerciale.
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Non faticarono a riconoscersi e presero posto in un bar al secondo piano. Avevano scelto un tavolo distante dagli altri dove avrebbero potuto parlare con una certa tranquillità.
«Siamo contenti di essere riusciti a combinare in così breve tempo e poi in un posto comodo per tutti.» disse Stefano. Cristina annuì in direzione dell’altra coppia.
«Venite spesso qui?» volle sapere Dario.
«No. Ci è più comodo il Supermercatone di Binasco. Però una volta al mese, più o meno, un salto ce lo facciamo. Voi?»
«Abitiamo a due chilometri. Siamo qui spesso.» disse Lucia.
Arrivò il cameriere per prendere le ordinazioni.
«Ci è molto piaciuto il vostro messaggio.» riprese Cristina quando se ne fu andato.
«A noi il vostro profilo. Abbiamo pensato che potesse valerne la pena.» rispose Lucia.
Poco dopo tornò il cameriere e Stefano pagò per tutti.
Ciascuna coppia raccontò delle proprie esperienze menzionandone i punti salienti.
Quando ebbero finito, calò il silenzio e ciascuno rimase assorto per alcuni istanti nei propri pensieri.
Fu Dario a rompere il silenzio «Ho un’idea.» Sua moglie Lucia lo guardò aggrottando le sopracciglia. Lui la tranquillizzò con un sorriso e le strizzò l’occhio.
«Cos’hai in mente?» chiese lei accennando un sorriso.
Dario si sporse sul tavolino e fece cenno all’altra coppia di avvicinarsi perché avrebbe parlato a bassa voce.
Udita la proposta, Cristina e Stefano si appoggiarono agli schienali e si scambiarono uno sguardo. Stefano strizzò gli occhi e Cristina si passò la lingua sulle labbra e annuì «Ci sto!»
I quattro si alzarono e andarono al parcheggio esterno; Cristina seguì Dario al suo SUV e Stefano accompagnò Lucia alla station wagon.
Le due automobili si diressero verso una zona ai limiti dello spiazzo dove un’alta siepe impediva sguardi indiscreti dalla strada.
Le due vetture si sistemarono in modo da essere muso contro muso permettendo alle quattro persone di vedersi attraverso i parabrezza.
Stefano si tirò giù la zip dei pantaloni e tirò fuori il cazzo. Intuì che Dario aveva fatto la stessa cosa. Cristina gli lanciò un’occhiata e poi disparve dalla sua vista
«Hai visto i due porconi?» disse Lucia che aveva seguito la scena.
«Non vorremmo mica essere da meno, no?» Stefano deglutì eccitato e trasalì leggermente quando sentì la mano di Lucia che gli stringeva il cazzo.
«Duro e caldo!» mormorò lei muovendo la mano lentamente su e giù. «Tua moglie si sta spompinando quel porco di mio marito!»
«E allora facciamoli cervi, quei due maiali!» rispose Stefano con voce rauca.
Lucia non se lo fece ripetere e, abbassatasi a sua volta, glielo prese in bocca.
Dario e Cristina finirono prima e raggiunsero gli altri.
«Fate i guardoni?» chiese Stefano. Lucia si era tirata su e si era girata verso i sedili posteriori. «Avvicinati!» le disse Cristina «Che ti faccio assaggiare la sborra del tuo porcone!»
Si baciarono giocando con le lingue. Dario mise una mano su una tetta di Cristina palpeggiandogliela da dietro mentre Lucia allungò la sua verso il cazzo di Stefano.
Le due donne si staccarono e Lucia riprese il pompino terminandolo poco dopo facendosi inondare la bocca della sborra di Stefano.
Cristina la stava già aspettando per un po’ di snowballing.
«Ho voglia di cazzo!» dichiarò Cristina dopo aver ingoiato la sua porzione di sborra.
«Dillo a me!» rispose Lucia.
«Come facciamo?» chiese Dario.
«Mi sa che per stasera le nostre signore dovranno accontentarsi di una banale scopata coniugale.» sospirò Stefano.
«Potremmo andare da tua sorella.» disse Lucia.
«Ci stavo pensando anch’io.» mormorò Dario. Spiegò loro che sua sorella era andata via per qualche giorno e che quindi il suo bilocale era vuoto.
«Però dobbiamo passare da casa per recuperare le chiavi.» aggiunse.
«Per guadagnare tempo potreste andare già avanti e aspettarci là.» disse Lucia e diede loro l’indirizzo.
Nel giro di mezz’ora i quattro entrarono nel bilocale al quarto piano della palazzina in periferia.
Lucia e Dario avevano portato, oltre alle chiavi, anche un ampio telo di uno spesso tessuto che stesero al centro del salotto che era un tutt’uno con l’ingresso.
«Ci spogliamo?» chiese Dario.
«E anche alla svelta!» rispose Stefano con un sorriso a trentadue denti.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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