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trio

Aglaia - La donna ninja


di Duiula_Ikseks
02.10.2025    |    695    |    2 7.6
"Lo ripulì sommariamente e poi pretese un bacio in bocca dal suo amante che non glielo rifiutò..."
Nell’episodio precedente la Donna Ninja (ovvero Aglaia) e Gustavo (il suo complice, nonché compagno di vita), si erano introdotti nella villa di un losco affarista senza scrupoli di nome Cialtronazzi. Dopo averlo ucciso avevano preso dalla cassaforte contanti, gioielli e un laptop. Quel computer contiene le informazioni relative all’enorme patrimonio distribuito in diversi paradisi fiscali tramite un complesso sistema di società fittizie.
Il mattino successivo, Aglaia e Gustavo si erano recati a casa di Ermanno Gualzelli, un esperto di software e hacker ricercato dalle Polizie di tutto il mondo.
- Quanto ti ci vorrà per trovare la password di accesso? - chiese Gustavo.
Lui e Aglaia erano seduti sul divano mentre Ermanno stava sul tappeto con le gambe incrociate e stava già facendo andare le dita sulla tastiera del laptop che poggiava sul tavolino.
- Due o tre ore, penso. - rispose senza distogliere lo sguardo dallo schermo.
- Ti spiace se allora restiamo qui anziché andare avanti e indietro? - chiese Aglaia.
- Per me, non è un problema. - collegò una chiavetta USB al computer.
- Cosa stai facendo? - chiese Gustavo.
- La chiavetta contiene un software che è in grado di trovare le password. - mormorò Ermanno muovendo il mouse. - Ecco, partito! Adesso fa tutto lui. -
Gustavo e Aglaia si scambiarono uno sguardo d’intesa e si baciarono sulla bocca.
- Ti spiace se uso il bagno? - chiese Gustavo alzandosi.
- A me, no però non fare caso al disordine. - rispose Ermanno.
- Devo solo fare pipì. Poi tiro l’acqua e mi sciacquo le mani. -
Ermanno fece un gesto con la mano e sollevò le spalle come a dire “Benissimo!”.
Quando Gustavo se ne fu andato, Aglaia disse - Non mi offri niente? - aveva poggiato il gomito sulla coscia e il mento sul palmo della mano. - Che cosa hai? -
- In verità, non molto. Whisky, vodka, forse del vino bianco. - confessò lui.
- Allora una vodka. Ghiacciata! -
Ermanno annuì e andò in cucina. Tornò con due bicchieri spaiati che aveva riempito poco oltre la metà. Ne allungò uno alla donna.
Lei batté col palmo della mano sul divano per invitarlo a sedersi al suo fianco. Fecero tintinnare i bicchieri, bevvero e li posarono sul tavolino.
- Ci stai facendo un gran piacere, sai? - disse lei a bassa voce fissandolo negli occhi.
Ermanno deglutì e sorrise imbarazzato.
- Vorrei esprimerti la mia gratitudine. - Aglaia gli si avvicinò e gli mise una mano sulla coscia.
Lui si ritrasse - Non so se è il caso. - disse lanciando uno sguardo in direzione del bagno.
La mano di Aglaia proseguì verso il pacco - Uh! A me pare che sarebbe proprio il caso, invece! - mormorò con una debole risata. Gli abbassò la cerniera e gli aprì i jeans. Infilò una mano, frugò ed estrasse l’uccello barzotto dell’uomo. Con lentezza e delicatezza iniziò a menarglielo. Lo sentì inturgidirsi e si abbassò per prenderlo in bocca. Lui si abbandonò all’ottimo pompino con la testa buttata all’indietro e gli occhi chiusi.
Poi lei si alzò, si slacciò la minigonna in pelle nera lasciandola scivolare a terra.
Sotto indossava solamente le autoreggenti. Si sfilò anche le scarpe e si distese sul divano - Chiavami! - ordinò a bassa voce.
Ermanno si liberò di jeans e boxer, le si mise sopra e guidò il cazzo nella bernarda depilata della donna. La baciò in bocca e iniziò a muoversi dentro di lei con misurata lentezza stringendola a sé.
Non si accorse dell’arrivo di Gustavo che si presentò nudo e con in mano i vestiti fatti su a fagotto che gettò su una poltrona.
- Bravi! - disse con un largo sorriso.
Ermanno si arrestò più meravigliato che spaventato e uscì da Aglaia.
- Vai avanti a chiavarla. - disse Gustavo avvicinandosi. Si abbassò a baciare la sua donna sulla bocca. Lei si mise a pecora col culo verso Ermanno. - Montami! - gli disse e lui ubbidì.
Gustavo le prese il mento per guidarla verso il suo cazzo che lei iniziò a succhiare.
- Cerca di non venire subito che dobbiamo farle un bel servizio, a questa troia. - disse Gustavo.
Ermanno, ad occhi chiusi, senza fermarsi, annuì leggermente.
Fu Aglaia a comandare al suo amante di fermarsi. Lo fece sedere e si impalò sulla sua nerchia. Gustavo raccolse più saliva che poté distribuendola lungo l’asta del suo uccello e in parte attorno al buco del culo della compagna. Poggiò il glande contro l’orifizio e iniziò a spingere.
Conosceva i versi di Aglaia che suonavano inizialmente come un lamento ma che poi, via via che il cazzo si faceva largo, diventavano mugolii di piacere.
- Adoro avere due maschi dentro di me. E ne ciuccerei un terzo. - dichiarò con voce rauca mentre i due la pompavano in sincrono. Ermanno le mordicchiava i capezzoli e le stringeva le tette mentre Gustavo la stava tenendo per i fianchi e, nel frattempo, le era entrato in culo fino ai coglioni.
- Sto per venire, cazzo! Sto per venire! - urlò Ermanno.
- Svuotati dentro in figa! - ordinò Gustavo aumentando il ritmo.
Dai versi che emise, era evidente che Ermanno stava sborrando. La cosa eccitò Gustavo che lo imitò mezzo minuto più tardi.
- Restate dentro di me. Almeno un po’. - disse lei a bassa voce.
Gustavo rimase finché non sentì scemare l’erezione. Il suo cazzo molle non faceva più da tappo e la sborra colò fuori dal culo. Andò a sedersi su una poltrona per riprendere fiato.
Aglaia scese da Ermanno e, messasi di fianco all’uomo, si abbassò per prendere in bocca il cazzo stanco e inzuppato di sborra e dei propri umori. Lo ripulì sommariamente e poi pretese un bacio in bocca dal suo amante che non glielo rifiutò.
- Vi vedo affiatati, bravi! - commentò Gustavo con una debole risata.
- Ce n’è anche per te. - disse Aglaia estraendo la lingua appiccicosa. Gli fece segno di avvicinarsi.
Gustavo li raggiunse sul divano prendendola in mezzo. Lei lo slinguò.
- Ma ti baci la mia sborra? - si meravigliò Ermanno.
- E allora? Sai quanti pompini con l’ingoio che ho fatto? - rise Gustavo, imitato da Aglaia.
- Ah! - commentò Ermanno.
- Tu hai mai provato con un uomo? - chiese Aglaia.
- No. Non ho mai avuto la curiosità.
- Ti sei perso qualcosa. - rise Gustavo e baciò la sua compagna.
- Come sta andando? - aggiunse facendo un cenno con la testa in direzione del laptop.
Ermanno si alzò per verificare. - La password di accesso al computer è stata trovata! - disse.
- Puoi fare in modo che non sia più necessaria? -
- Volete l’accesso senza password? -
- Esatto. Fatto quello, dovremmo lavorare su quelle per accedere ai vari conti correnti. Ma forse c’è qualche cartella sul disco fisso con quelle informazioni. - disse Gustavo.
Ermanno annuì e prese a digitare.
- Ti piace il sushi? - chiese Aglaia.
- Perché? - ribatté lui con aria stupita.
- Mi sa che si farà un po’ tardi. Non hai niente in contrario se ceniamo da te, stasera?-
Ermanno ci pensò un attimo e poi annuì. Il suo smartphone squillò. - Ahia! - disse lui.
- Che succede? - chiesero Gustavo e Aglaia.
- È la mia morosa. Cosa le dico? -
- Invitala a cena, qual è il problema? - risolse Aglaia.
- D’accordo. Però acqua in bocca! - si premurò di dire Ermanno prima di rispondere.
Nel tardo pomeriggio si presentò Elvira, la ragazza di Ermanno.
Una ragazza di ventotto anni, alta, ben proporzionata portava i capelli corvini tagliati a caschetto.
Ermanno le aveva anticipato la presenza di una “coppia di amici”.
- Di cosa vi occupate? - chiese Elvira dopo le presentazioni.
Aglaia e Gustavo si scambiarono uno sguardo complice e sorrisero.
- Commercio e prodotti finanziari. - disse Aglaia.
- Ah, però! Avreste mica per caso qualche dritta da darmi? - chiese Elvira.
- Potremmo prepararti un prospetto, se vuoi. - propose Gustavo.
- Grazie. Lo apprezzerei tantissimo. -
- Elvira ha ereditato un discreto importo e non vorrebbe lasciarlo sul conto corrente. - spiegò Ermanno.
- Mi dispiace, condoglianze! - disse Aglaia prendendo la mano della ragazza.
- Grazie ma si tratta di un lontano parente che viveva all’estero. -
- Beh, allora meglio così. - Aglaia le accarezzò la schiena e poi le passò col dorso della mano sul volto. Elvira sembrò apprezzare il gesto. Le sorrise e chiuse gli occhi.
- Mi aiuteresti a preparare qualche antipasto? - disse a bassa voce.
Per tutta risposta, Aglaia si alzò e attese che la ragazza la precedesse verso la zona dove si trovavano i fornelli e il frigo oltre a un’isola su cui Elvira mise un grande tagliere di legno.
Gustavo si voltò verso Ermanno e gli sorrise sollevando e abbassando velocemente le sopracciglia.
Ermanno aggrottò la fronte e piegò la testa da un lato. Gustavo gli si avvicinò e gli bisbigliò qualcosa all’orecchio.
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