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Scambio di Coppia

002 - Surprise Orgy


di Duiula_Ikseks
04.09.2025    |    2.805    |    2 9.2
"Prima dei saluti hanno scritto “Non vediamo l’ora di vedere la vostra sorpresa!” e ci hanno messo la faccia del maialino!» rise Cristina..."
Appena entrati si tolsero le scarpe per poi salire su quella specie di tappeto.
Una volta lì, senza dire niente, come se fosse la cosa più ovvia e naturale al mondo, si spogliarono.
Stefano e Dario realizzarono immediatamente che le loro donne erano entrate in sintonia: infatti si erano distese e avvinghiate si baciavano in profondità.
«Voglio assaggiarti!» mormorò Cristina all’orecchio dell’amica che si mise su un fianco e divaricò le gambe. Cristina si cacciò due dita in bocca e poi, come solo una donna sa fare, le introdusse nella figa della sua amante per poi sfilarle che colavano quella specie di miele. Sorridendo se le leccò con gli occhi chiusi.
«Mmmm...» il suo verso terminò in una debole risata. «Fatti assaggiare per bene!»
Lucia si mise supina allargando le gambe.
Cristina, distesa sulla pancia, baciò e leccò la figa profumata di Lucia. «Confermo: hai proprio un buon sapore!». Per tutta risposta Lucia inarcò la schiena sorridendo con gli occhi chiusi, abbandonata al suo piacere.
Stefano e Dario si stavano masturbando lentamente.
«Io divento matto ogni volta che si mette a lesbicare.» disse Stefano.
«Dillo a me...» mormorò Dario.
Stefano si voltò a guardarlo «Dai, chiavala, dalle il tuo cazzo!»
«Ti confesso che ne ho una gran voglia.»
«Lo immaginavo! E anch’io mi farei la tua donna.»
Dario ebbe un sorriso obliquo «Diamoci da fare!»
Cristina, che li aveva sentiti, si voltò.
Fissò Dario e socchiuse gli occhi «Dai, chiavami come si chiava una puttana!» sollevò il suo bel culo offrendogli la bernarda vogliosa.
Lui le si mise dietro e strofinò il suo uccello scappellato contro le grandi labbra emettendo dei versi lascivi. La cosa non le dispiacque tanto che retrocesse per sollecitarlo a montarla. Dario non resistette ed entrò iniziando a chiavarla lentamente.
Stefano, dal canto suo, si era spostato vicino a Lucia posizionandosi in modo che lei potesse succhiarglielo. Cosa che lei fece con grande piacere.
Cristina che aveva visto la scena con la coda dell’occhio, sollevò la testa e disse «Dai, fatti chiavare!»
Lucia rimase distesa e Stefano la scopò a missionario.
Le scivolò dentro senza difficoltà. La baciò in bocca e mosse il bacino con lentezza.
I quattro erano persi in lussuria. Stavano godendo ad occhi chiusi dello scambio di coppia.
«Mi sento così porco!» emise ansimando Stefano. «Anch’io!», gli fece eco sua moglie mentre Dario la martellava e le schiaffeggiava le chiappe.
Dopo alcuni minuti Cristina disse «Voglio scoparmi mio marito.»
«La mia padrona mi chiama.» disse Stefano. Diede ancora un bacio a Lucia e scivolò fuori.
Cristina si mise in piedi e ordinò «Stenditi! Anzi, stendetevi entrambi che ora vi chiaviamo noi!»
I due uomini ubbidirono e le loro mogli si impalarono sui loro cazzi e li cavalcarono sgrillettandosi fino al raggiungimento dell’orgasmo.
Poi scesero dai loro stalloni e si distesero. A quel punto i due uomini ritennero di aver diritto a sborrare. Si misero sulle ginocchia con le cosce allargate e si masturbarono sfacciatamente gli occhi fissi sui corpi nudi delle due donne che sapevano come dargli piacere e gli accarezzarono i coglioni.
Il primo a finire fu Stefano che distribuì la sborra che gli era avanzata sulle tette di entrambe. E lo stesso fece Dario pochi istanti dopo.
Le due donne spalmarono lo sperma come fosse crema idratante. E poi, a turno, si ripulirono a vicenda con la lingua.
«Minchia, se siete troie!» commentò Stefano con un sorriso.
«Hai sentito cosa ha avuto il coraggio di dire, il porco?» disse Cristina alla sua nuova amica che le sorrise prima di darle un altro lungo, profondo e appassionato bacio saffico.
Stefano e Dario stettero distesi per alcuni minuti mentre le donne iniziarono a vestirsi.
«Tempo di muoversi...» sospirò Dario.
«Che vita! Sempre di corsa.» gli fece eco Stefano recuperando i vestiti.
«Del resto, quando si ha famiglia, è così!» disse Dario.
«Però possiamo essere soddisfatti di questa bella orgetta organizzata al volo e al primo appuntamento!» intervenne Cristina che strizzò l’occhio a Lucia.
Piegarono il telo, uscirono dall’appartamento e, una volta in strada si salutarono promettendosi di rivedersi il prima possibile.
«Che piacevole sorpresa!» iniziò Stefano mentre erano fermi a un semaforo.
«Davvero! E in più abitano vicino.» rispose Cristina.
«Dovremmo coinvolgere Emanuele e Sandra una delle prossime volte. Ti ricordi quando tornano?»
«Mi pare la prossima settimana.»
«Si potrebbe fare una cena a sei. Cosa ne pensi?»
«La cosa mi stuzzica!»
«Stai già fantasticando sul dopocena, vero?» Stefano rise.
«E tu no? Ti piace Lucia?»
«Se non mi piacesse non ci avrei scopato. Mi pare che tu le piaccia molto!»
«Sì, è dolcissima ma anche molto appassionata. Bacia bene. Chissà come lecca...»
«Già, ho visto. E a te piace Dario?»
«Ha un bel cazzo.»
«Nient’altro?»
Cristina si prese una pausa e guardò fuori dal finestrino. «Anche la sua sborra non è male!»
«Che vacca, che sei!» rise Stefano. «Dai, manda un messaggio a Emanuele per sapere quando tornano. Digli che abbiamo una sorpresa ma che è ancora un segreto!»
Cristina annuì sorridendo e digitò sullo smartphone.
Ricevettero la risposta mentre Stefano stava parcheggiando sotto casa.
«Rientrano questo weekend e si faranno sentire nel corso della settimana entrante. Prima dei saluti hanno scritto “Non vediamo l’ora di vedere la vostra sorpresa!” e ci hanno messo la faccia del maialino!» rise Cristina.
Il sabato sera successivo al rientro di Emanuele e Sandra, le tre coppie si ritrovarono in una pizzeria.
Avevano già concordato che sarebbe stato solamente un incontro conoscitivo perché sia Sandra che Lucia avevano il ciclo.
«E così ci avete fatto le corna con questi due monelli!» iniziò Emanuele sorridendo a Lucia.
«E voi? Siete stati in Francia per ben due settimane e mezzo!» rispose Cristina aggrottando le sopracciglia con finta aria di rimprovero.
«Già! Com’è andata la vostra vacanza?» Stefano aveva posto particolare enfasi sulla parola “vacanza”.
Emanuele si voltò verso la sua compagna ed entrambi risero. Poi lui si schiarì la gola «Beh, a ben vedere non si può chiamare “vacanza”... Abbiamo sudato parecchio!»
«Abbiamo già capito!» intervenne Dario. Stefano annuì in approvazione e sollevò il suo bicchiere. Gli altri lo imitarono.
Arrivarono le pizze che vennero divorate accompagnate da calici di vino bianco ghiacciato e boccali di birra altrettanto ghiacciata.
I sei allegroni uscirono dalla pizzeria che era già buio.
«Venite!» disse Sandra e, tenendo Emanuele per mano, condusse la comitiva alla loro sette posti di Emanuele.
«E adesso?» fece Cristina guardando di soppiatto Sandra.
«E adesso indovina!» rispose questa restituendole lo sguardo iniziando a ridere poco dopo.
«Sì, ma come ci mischiamo?» chiese Stefano.
«Estraiamo a sorte?» propose Dario.
«Io direi che potremmo anche iniziare in un modo e poi provare altre varianti, eventualmente.» disse Cristina.
«Perché no?» approvò Sandra.
«Proposta: Emanuele e io davanti, prima fila posteriore Sandra e Dario e in fondo Stefano e Lucia.» dichiarò Cristina.
Nessuno ebbe da obiettare e l’allegra combriccola salì a bordo.
«Dove ci porti?» chiese Lucia.
«In camporella, mi pare ovvio!» rispose Emanuele uscendo dal parcheggio per poi dirigersi verso la periferia del piccolo paese.
Aveva imboccato una stretta strada di campagna secondaria, fortunatamente deserta a quell’ora, che conosceva molto bene.
A un certo punto svoltò in una via sterrata che percorse per una decina di metri fermandosi ad una sbarra.
«Capolinea?» chiese Dario.
«No, no. Tutt’altro!» rise Sandra.
La sbarra era illuminata dai fari della vettura e si vedeva chiaramente che era chiusa con un lucchetto. Emanuele scese e lo aprì.
«Apperò!» disse Lucia.
«Il proprietario è un nostro buon conoscente.» spiegò Sandra.
Emanuele, sollevata la sbarra, tornò al posto di guida. Passato oltre, scese nuovamente per abbassarla per poi bloccarla col lucchetto.
«Meglio andare sul sicuro!» disse tornando al posto di guida e ripartì fino a giungere ad uno slargo dove spense il motore. Nonostante l’oscurità Dario e Lucia avevano intravisto la scura sagoma nera di un casolare stagliarsi contro il blu della notte.
«Stasera non si scopa però potremmo fare un po’ di petting e vario palpeggio.» disse Sandra allungando una mano verso la coscia di Dario che le passò un braccio sulle spalle e la avvicinò per baciarla.
«Stando così la situazione, direi che abbiamo aperto le danze!» dichiarò Stefano da dietro posando una mano sul seno di Lucia.
I palpeggiamenti proseguirono per qualche minuto finché, una alla volta, le donne si diedero alla sublime arte del pompino facendo sborrare ciascuna il suo partner del momento. L’eiaculato venne poi ingoiato con lascivia e risate a bassa voce.
«Mi dispiace davvero di non poter fare per il godimento delle signore che se lo meriterebbero!» mormorò Dario.
«Tranquillo che questi pompini ve li faremo pagare a caro prezzo!» rispose Sandra sorridendo nel buio dell’abitacolo «Vero, ragazze?»
«Oh, sì, sì!» confermò Cristina. «A proposito, ragazze, formiamo un gruppo su whatsapp?»
Sandra e Lucia approvarono con entusiasmo.
«E poi dicono che la solidarietà tra donne non esiste!» rise Stefano.
«Lascia perdere! Io già tremo all’idea di cosa si inventeranno queste perverse maiale!» disse Emanuele.
«Lasciamoci sorprendere.» buttò lì Dario e Stefano ed Emanuele scoppiarono a ridere.
«Sì, sì, ridete, ridete..!» minacciò ridacchiando Cristina.
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