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Jessica Calcetto - Dopo l’Orgeria


di Duiula_Ikseks
17.09.2025    |    1.443    |    2 8.3
"«Vi offendete se vi mando via senza il tempo di darvi una rinfrescata?» chiese ai suoi ospiti..."
«E comunque questi materassini sono troppo bassi! Potendo li avrei presi più spessi.» disse Emilio disteso sulla schiena, gli occhi fissi sul soffitto.
«Ah, sì?» fece Laura sollevando un sopracciglio. (nota per il lettore: Emilio non usa correttamente la grammatica italiana)
Claudia non si preoccupò più di dissimulare la sua allegria e scoppiò a ridere.
«Che c’è da ridere?» si stupì Emilio sollevandosi sui gomiti.
«Cazzo, in una sola frase hai fatto due errori madornali!» esclamò Laura.
Giovanni girò attorno a Emilio e raggiunse Jessica che si era messa sulla pancia, le mani incrociate sotto al mento, reggendosi sui gomiti. Lui si distese accanto alla ragazza. «Ciao.» disse lei. Lui le sorrise e avvicinò il volto. Si baciarono sulla bocca.
«E voi, cosa fate?» disse Laura.
«Indovina.» rispose Giovanni e fece girare Jessica sulla schiena mettendoglisi sopra.
«Che ore sono?» chiese Claudia. Per esperienza sapeva che in quella stanza si perdeva facilmente la cognizione del tempo.
Laura andò all’armadio dei vestiti in anticamera per controllare lo smartphone.
«Le dieci e mezza. Abbiamo ancora un po’ di tempo.»
Claudia si mise a pecora col culo in direzione di Emilio. Laura la imitò mettendosi di fianco all’amica. «Chiavaci a turno e chiavaci bene!» ordinò.
Emilio sospirò e si alzò menandosi il cazzo. «Andrò in ordine analfabetico!»
«Oh, mamma... Non ne azzecca una!» mormorò Laura attraverso le labbra socchiuse.
«Facciamoci scopare e chi se ne frega!» rispose Claudia e baciò l’amica.
In quel momento qualcosa le esplose nella mente e visualizzò un cratere che si espandeva, come la sua bernarda violata dal siluro di Emilio.
«Porca puttana!» riuscì a dire con un soffio, aggiungendo a fatica «Non fino in fondo, altrimenti muoio!»
«Hai visto che nerchia?» fece Laura annuendo come a dire “E lo sapevo, io!”
Emilio non era avvezzo alla grammatica ma era un gentiluomo e rispettò la richiesta della partner lasciando fuori metà della sua ingombrante minchia.
Dopo aver ravanato un po’ dentro a Claudia, intuì che la somministrazione era stata bastevole e uscì.
Claudia si lasciò cadere prona «Porcaputtana...porcaputtana...» continuò a ripetere. Poi si girò sulla schiena e si masturbò guardando l’amica che veniva scandagliata da Mr. Supernerchia.
Emilio uscì e Laura fece come Claudia. Le due donne, distese una di fianco all’altra, si scambiarono baci mentre ciascuna tormentava appassionatamente il proprio clitoride. «Oggi abbiamo preso fin troppo cazzo.» disse tra Claudia tra gli ansimi.
«Sì, per oggi. Ne voglio ancora in futuro!» rispose LAura.
Le due donne raggiunsero l’orgasmo simultaneamente.
Giovanni e Jessica, nel frattempo, si stavano godendo un tenero missionario.
«E se ti venissi dentro?» chiese lui.
«Sì! Sborrami dentro.» rispose lei a occhi chiusi.
Nel frattempo Emilio che, una volta uscito da Laura, aveva preso a masturbarsi era a pochi istanti dall’orgasmo. Da inginocchiato che era, si alzò in piedi e si avvicinò a Claudia e Laura. «Voglio venirvi addosso!» disse ansimando.
Le due donne si misero in ginocchio con le bocche aperte e le lingue di fuori.
Sborra non ne uscì tantissima ma ciascuna ne ebbe un assaggio soddisfacente.
In quel momento udirono Giovanni ruggire «Vengo! Vengo!»
Dopo la venuta rimase ancora dentro a Jessica per qualche minuto e poi si distese sulla schiena. La ragazza si finì con un dito e lui la strinse a sé.
Passò un lasso di tempo indefinito in cui Emilio si addormentò russando debolmente.
La prima ad alzarsi fu Laura che tornò a controllare l’ora. Erano le undici e venti passate.
«Vi offendete se vi mando via senza il tempo di darvi una rinfrescata?» chiese ai suoi ospiti.
Nessuno ebbe da ridire e dieci minuti più tardi si salutarono tutti davanti al portone dello stabile.
Emilio si offrì di dare un passaggio a Jessica mentre Claudia fece un pezzo di strada assieme alla coppia.
«A Franco, cosa hai detto?» chiese Laura.
«Niente. Lui pensa che io sia in ufficio.»
«Capisco.» Laura si guardò le punte delle scarpe «Come pensi di regolarti?»
«Non lo so. Ho la forte tentazione di dirglielo per fargliela pagare.»
Laura annuì senza sollevare lo sguardo.
«Ti farò sapere. Adesso devo scappare.» disse Claudia. Abbracciò i suoi amici e si diresse alla fermata del tram.
«Franco è proprio un coglione!» commentò Giovanni.
«Dici?» fece Laura. Erano giunti alla loro auto e Giovanni premette il pulsante per aprire le portiere. Salirono.
«Con una moglie come Claudia, che bisogno c’era di farle le corna?»
«Tu non lo faresti, vero?»
«Sarei scemo al cubo!»
«Solo per quello?»
Lui stava per girare la chiave e si voltò verso la moglie «Mi sentirei una merda. Lo sai anche tu che mi chiaverei altre donne e, assieme a te, lo faccio. Ma mai alle spalle.»
Si fissarono negli occhi per qualche istante. Poi Giovanni si schiarì la gola e mise in moto.
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