tradimenti
Il lato oscuro di Marco Capitolo 2
17.07.2025 |
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Mi chiamo Marco, ho quarantuno anni e una verità che non posso più ignorare: la maschera che indosso ogni giorno è ormai diventata parte della mia pelle. Ma sotto quella pelle, sotto la divisa, sotto ogni ruolo imposto, continua a bruciare una fame che non si spegne. La stessa che mi ha portato nel seminterrato di Laura, al Club Malizia, tra le braccia di Marta e le labbra di Sofia. Pensavo di controllare tutto. Ma mi sbagliavo.Fu una sera tranquilla che tutto cambiò. Mia moglie, Elena, stava uscendo per una 'cena tra amiche'. Ma non si era accorta di aver lasciato il tablet sbloccato sul divano. Non cercavo nulla, giuro. Ma un messaggio in arrivo si aprì da solo. Un nome che non conoscevo. Un video. E quello che vidi mi fece tremare. Elena, in lingerie, in ginocchio davanti a una donna. Non un uomo. Una donna.Era una registrazione recente. Il letto non era nostro. La voce della donna era roca, autoritaria. "Di' chi sei." Elena obbediva. "Sono tua. Solo tua." Poi il video finiva. E io rimasi lì, con il cuore che martellava. In quel momento, capii. Elena non era l’ingenua moglie perfetta. Lei, come me, aveva una seconda vita.La osservai con occhi nuovi. Ogni suo gesto quotidiano ora aveva un doppio significato. Ogni suo sorriso sembrava nascondere una verità che non voleva rivelare. E in me nacque una nuova ossessione: scoprire chi fosse quella donna. E cosa avesse fatto di mia moglie una creatura così sottomessa. Così viva.Non mi limitai a spiarla. Le lasciai indizi. Le feci trovare il tablet acceso sullo stesso video. Lei lo notò. Mi fissò. Ma non disse nulla. Poi, una notte, quando pensavo stesse dormendo, sussurrò: "Anche tu guardi, vero?". Non risposi. Ma capii che aveva capito.Fu lei a darmi il prossimo passo. Una busta nera sul mio cuscino. Dentro, un invito. Senza mittente. Senza spiegazioni. Solo un luogo e un orario. E una frase: "Vedrai davvero chi sono."Ci andai. Il posto era un loft all’ultimo piano di un edificio in centro. Entrai. Era già lì. Mia moglie. Elena. In piedi, vestita solo di un corsetto di pelle. Accanto a lei… Laura. Le due si guardarono. Sorrisi complici. "Benvenuto nel nostro mondo", disse Elena. Io rimasi senza fiato.Quella notte fu un rituale. Un’iniziazione. Non ero più il dominatore. Non ero neanche la preda. Ero la chiave. Mi legarono. Mi usarono. Mi guidarono oltre i miei limiti. E io, per la prima volta, mi arresi del tutto. Le due donne si conoscevano da mesi. Laura era stata il suo primo contatto. Era stata lei a iniziarla, anni prima. E ora mi avevano portato dentro. Nei giorni successivi, tutto cambiò. Elena era diversa. Più viva. Più sicura. Di giorno, la moglie perfetta. Di notte, una delle menti del circolo. Marta tornò. Anche Sofia. E con loro, un’altra donna. Greta. Giovane, androgina, magnetica. Era la nuova guida. E ci propose un gioco. Uno nuovo. Uno in cui nessuno comandava. Una stanza, quattro donne, io al centro. Ognuna con un desiderio. Ognuna con una storia. Le regole? Nessuna. Solo una: restare fino alla fine.Quella notte fu un viaggio. Dolore, gusto, odori, lingue, corpi, parole. Ordini urlati e sussurrati. E io… io non ero più Marco. Ero ciò che volevano. Quando tornai a casa, trovai Elena sveglia. Nuda. "Hai capito adesso?", chiese. Annuì. "Ora tocca a noi decidere quando fermarci."Ma io lo sapevo. Non ci saremmo fermati mai.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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