tradimenti
Kayden
29.06.2026 |
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"Così alla fine m’arresi al suo grande amore, tanto d’accettare di fargli da testimone, pur sapendo che quello sarebbe stato il giorno più triste della mia vita..."
Questo è il mio secondo racconto non erotico, quindi se cercate qualcosa d’eccitante passate ad altro senza esitare un solo istante. Se invece volete leggere una storia diversa dal solito, che sia chiaro è del tutto inventata ma non per questo non possibile nel mondo reale, allora andante avanti e magari alla fine lasciate un commento anche se non v’è piaciuto nulla, solo per piacere criticate in modo civile.Se non fosse stato che lo conoscevo da una vita, avrei fatto fatica a riconoscere l’uomo che era seduto davanti a me, e non solo perché dimostrava almeno vent’anni in più dei suoi cinquanta. Nei suoi occhi non brillava alcuna luce, le spalle erano così basse che quai sparivano sotto il tavolo, ma soprattutto il suo volto era il ritratto della delusione. Eppure, era un brillante manager, uno di quelli che in anno guadagnano una ‘base’ di un milione di dollari, e che aveva fatto la fortuna dell’azienda che aveva creduto in lui.
“Se devo indovinare cosa t’è successo dimmelo subito, così mi prendo un paio di giorni liberi.” gli dissi mentre aspettavo il mio whiskey irlandese.
Lui armeggio un po’ col suo I-Phone prima di mettermelo davanti e far partire un video, che non aveva bisogno di alcun audio tanto era evidente quel che era finito in memoria.
La videocamera di sicurezza di casa sua aveva ripreso la moglie mentre apriva a due ragazzi, che poi ‘salutava’ molto calorosamente infilandogli la lingua in bocca. Si vedevano inoltre alcuni palpeggiamenti prima che il terzetto sparisse dalla visuale della videocamera, chi si riaccese dopo quasi due ore per riprendere l’uscita dei due ragazzi, sempre ‘salutati’ in modo molto affettuoso dalla signora. La mancanza di alcun tipo di vestito da parte della donna era la palese dimostrazione che non avevano discusso di geopolitica, oltre al fatto che si capiva di un nuovo incontro nei giorni a seguire.
“Senti Leroy che tua moglie non fosse una santa lo sapevi da prima del matrimonio, o credevi d’aver portato all’altare una vergine ?”
Il mio tono era sì ironico, ma anche sincero e del resto non avrei saputo cos’altro dire.
È vero, ma questa non è una scappatella, di quelle ne ho avuto più volte il sentore, qui si fa scopare come l’ultima delle puttane e magari sul letto dove poi dormiamo insieme.”
“Una puttana a cui hai sempre perdonato tutto, e coperto di regali costosi, o devo credere che la Porsche su cui gira è frutto dei suoi risparmi sulla spesa ? Perché sappiamo benissimo tutti e due che dalla galleria non tira fuori un dollaro, ma solo inviti ad eventi dove ti trascina anche se non te ne frega un cazzo d’andarci.”
Sapevo d’essere un bastardo, ma del resto ero anche l’unico amico sincero che gli era rimasto, l’unico che non indorava la pillola.
Leroy si mise a piangere, e lo fece senza trattenersi in alcun modo, lasciando che le lacrime lavassero il suo viso prima di finire nella birra che aveva davanti a sé.
“Visto che non sai mentire dimmi cosa dovrei fare.”
Tracannai il whiskey che mi era rimasto prima di ordinarne un altro, che m’arrivò mentre mi preparavo il discorso.
“Potresti pagare un investigatore che avrebbe vita facile nel trovare le prove della sua infedeltà, per poi chiedere il divorzio che la lascerebbe con poco, ma sappiamo benissimo che una così ci mette un attimo a trovare un coglione a cui succhiare l’anima iniziando dal portafoglio. Sia chiaro questa è una soluzione da gran signore e pure a buon mercato, al limite faresti un po’ la figura del fesso, ma non lo vedo un gran prezzo da pagare, oppure …”
“Oppure cosa, pago un killer per farla uccidere.”
“No mi dai quarantamila dollari, almeno tre mesi di tempo, e ti prometto che dopo ti farai la più bella sega della tua vita.”
“Quarantamila una sega mi sembra un po’ caruccia.” mi rispose abbozzando un mezzo sorriso “Quindi dovrai dirmi di più.”
“Assolutamente no.” dissi con un tono che non ammetteva repliche “Vedi meno sai meglio è per te, non tanto oggi quanto domani, o se vuoi devi solo fidarti di un vecchio amico. Nel frattempo, non devi fare assolutamente nulla d’inconsueto, insomma come se non sapessi nulla.”
“Quindi dovrei recitare la parte del marito felice ?”
“Sì, solo una curiosità, com’è che hai quel video ?”
“Sinceramente non lo so, insomma è partito da solo pur essendoci lei in casa, è facile che chi l’ha installato ha fatto qualche casino oppure c’è stato un malfunzionamento. Ora dimmi come ti devo pagare anche perché non credo tu voglia un bonifico.”
“Domani t’arriverà una mail da un indirizzo proton.me, tu segui le istruzioni e tranquillo sono solo bitcoin. Te la manderà un hacker che conosco ovviamente non di persona, ma almeno è uno di quelli che non prende i soldi per poi sparire nel nulla. A proposito la tua signora lavora sempre alla galleria d’arte e in quell’associazione di volontariato ?”
“Sì perché ?
“Nulla era solo per rinfrescarmi la memoria. Dimenticavo domani manda quel video come risposta alla mail che t’arriverà come prova per l’hacker, e stai tranquillo che non uscirà da nessuna parte.”
Lo lasciai col conto da pagare per poi passare al negozio di liquori e comprarmi da bere per almeno una settimana, e del resto avevo molto lavoro da svolgere.
Quella sera però non andai a sedermi alla mia scrivania, ma sul mio vecchio divano in pelle compagno di mille battaglie ed altrettante sbronze. Accesi la televisione che da anni era sintonizzata sullo stesso canale di musica jazz, e lasciai che la memoria mi facesse male.
I ricordi andarono agli anni dell’high school, quando Leroy, Kayden ed io eravamo come una famiglia, anche se io avrei voluto essere il fratello incestuoso. Avevo amato quella ragazza fin dalla prima volte che incrociai il suo sguardo, anche se all’epoca non era quella bellezza che sarebbe diventata con gli anni, senza però aver mai avuto il coraggio di dirle qualcosa sui sentimenti che provavo con lei. Così divenni con Leroy il suo miglior amico, soffrendo come un cane ogni volta che usciva con qualche ragazzo, e finendo col cercare un minimo di conforto nell’alcol.
Forse mi aveva salvato l’essermi arruolato nell’esercito, anche perché li avevo scoperto la mia vera vocazione diventando ben presto un affermato programmatore specializzato nella sicurezza informatica di alto livello. Avevo così passato quattro anni lontano da casa, ma soprattutto da lei che nel frattempo era diventata la classica reginetta del college, mentre Leroy era il migliore del suo corso alla Columbia.
Le ‘gesta’ di Kayden arrivarono sino a Washington, portate da suo fratello maggiore che era stagista al Dipartimento di Stato, uomo completamente diverso da lei, a volte troppo grigio per essere vero. Quando tornai a casa dopo il congedo trovai facilmente lavoro in una piccola società di consulenze, e non potevo volere di meglio per mascherare la mia redditizia attività di hacker.
Avevo infatti trovavo il dark web qualcosa di realmente familiare, un piccolo grande mondo dove mi sentivo libero di poter fare ciò che volevo, sempre mascherato da VPN o altre forme di protezione. Tor Browser era diventato quasi un amico, e ben presto compresi come con le mie conoscenze potessi guadagnare ‘bei soldi’ mantenendo come facciata il mio lavoro da dipendente.
Dopo pochi anni, la fama di Gengis Khan, nickname che non so neanch’io come avessi scelto, era diventata quasi una leggenda, anche se preferivo non andare a colpire troppo in alto per non ritrovarmi l’FBI alle costole.
Quando Kayden e Leroy annunciarono il loro fidanzamento ufficiale mi misi a ridere, ma poi cercai in tutti i modi di aprire gli occhi al mio vecchio amico. Era infatti cosa nota che la futura moglie avesse passato più esami sdraiata su un letto per avere le risposte, che studiando qualche materia, così come che si era fatta tutta la squadra di basket panchinari compresi, e forse le era andata bene che quell’università non ne avesse una di football.
Peccato che gli occhi lui li usasse per vedere solo Kayden, e che di conseguenza nulla gli avrebbe mai fatto cambiare idea. Così alla fine m’arresi al suo grande amore, tanto d’accettare di fargli da testimone, pur sapendo che quello sarebbe stato il giorno più triste della mia vita.
Perché in realtà io non avevo mai smesso d’amarla.
Vederla entrare in chiesa con l’abito bianco fu una pugnalata al cuore, sentirle dire “Sì lo voglio” un’altra coltellata nello stesso punto, darle le fedi il colpo di grazia.
Avevo pregato per la loro felicità, perché a un amico non puoi augurare il male, anche quando ero venuto a conoscenza delle sue scappatelle, sperando solo che lui le ricambiasse.
In teoria lei lavorava come PR per una galleria d’arte, in realtà quella era solo una copertura per permettere di avere un ufficio con comodissimo divano.
Quanto a me collezionavo una dopo l’altra storie senza senso o senza futuro, ma senza farmi una fama di stronzo tale da far scappare tutte le donne di New York. Quando tornavo a casa particolarmente tardi incrociavo spesso Lillith, una prostituta non proprio giovane che batteva nel quartiere, e che a modo suo era la mia unica amica, quella che sapeva tutto di me ma non avrebbe mai detto nulla.
Erano passati quasi vent’anni dal giorno del loro matrimonio a quando Leroy mi confessò la sua scoperta, ma forse per me il tempo si era fermato in quella chiesa.
Il giorno dopo mandai la mail a Leroy con le istruzioni per il pagamento e alcune piccole richieste, firmandomi col mio nick che ero certo lui non lo conoscesse.
Poi iniziai a tessere la mia tela, sapendo che dovevo fare un lavoro perfetto.
Violare il portatile di Kayden fu fin troppo facile, così come aprire una e-mail usando il suo stesso IP, e subito dopo un conto corrente in una banca delle Bermuda.
Pur non essendo un pedofilo, sapevo fin troppo bene dove trovare materiale di quel genere, foto e video che scaricai sul suo notebook mettendole in quelle cartelle di sistema che nessuno controlla. Passai due mesi a far girare soldi, sia in entrata che in uscita, sul suo conto caraibico, facendo sì che i pagamenti avvenissero poco prima di metterle materiale proibito sul portatile. Non si trattava mai di grosse cifre, ma del minimo che serviva per comprare foto o video proibiti, alzando ogni tanto la cifra per non destare sospetti.
In quel modo anche il più idiota dei poliziotti avrebbe capito che Kayden pagava per vedere bambine e bambini fare atti osceni, ma io volevo che ad indagare fosse il migliore.
Da qualche anno facevo avere ‘informazioni riservate’ al detective Paul Barnes, dell’unità informatica vittime speciali di New York, uno che non si era mai chiesto da dove provenisse quel materiale, ma che in compenso si era rivelato un mastino di primissimo livello, che era riuscito a far incriminare ogni pervertito che gli avevo portato. L’avevo visto la prima volta in una conferenza stampa fatta dopo una grossa retata di pedofili, scoprendo poi che era il poliziotto vecchio stampo ma in chiave moderna, insomma uno che aveva sostituito la lente ‘ingrandimento con uno spettrometro di massa.
La busta che ricevette era quanto di più anonimo si potesse immaginare, nessuna impronta o DNA, il mittente risultava essere Bill Clinton, e all’interno c’era una pennetta di fabbricazione cinese, di quelle che trovi a prezzi stracciati su AliExpress, e che quindi sono irrintracciabili.
Dentro la pennetta una cartella e un file di testo che ero solito allegare.
“Sono un privato cittadino venuto a conoscenza di questi crimini e la prego d’indagare grazie”
Non so come abbia reagito il detective a quel regalo, ma sono abbastanza sicuro che la sera sia andato a festeggiare, fosse solo perché il caso era già chiuso.
In un file c’erano tutti i dati dei pagamenti, che indicavano chiaramente come Kayden facesse compravendita di materiale pedopornografico, ma anche cosa aveva scaricato e cosa rimesso in circolo. Vi erano anche mail in cui commentava foto e video in maniera molto esplicita, facendo capire che preferiva quelli dove la violenza fosse ben presente. Perché per quanto si possa considerare già un bel figlio di puttana chi violenta una bambina di otto anni, c’è chi preferisce farlo nel modo più sadico possibile, usando come ‘preliminare’ qualche forma dolorosa di tortura.
Quando Paul Barnes andò ad arrestarla lei cadde dalle nuvole, come del resto Leroy che non poteva credere d’aver sposato una pedofila oltre che una mezza puttana.
“John non ci crederai ma hanno appena portato via Kayden.” mi urlò al telefono “L’anno arrestata per la pedopornografia o almeno credo per quello.”
“Stai calmo e vediamoci al nostro bar, ti aspetto lì e mi raccomando non guidare che non sei in grado di farlo.”
L’aspettai quasi un’ora guardando una partita degli Yankees che stavano umiliando i Red Sox con mia grande gioia, poi come arrivò lo portai a un tavolo in fondo al locale e non appena seduti tirai fuori un pacchetto di sigarette.
“Ma tu non fumi.” mi disse con una certa curiosità.
“Infatti questo serve a disturbare i microfoni direzionali della polizia, casomai ti avessero seguito, sai com’è la prudenza non è mai troppa.”
“Voglio sapere se tu c’entri qualcosa.”
“Se c’entro sull’arresto di tua moglie ? La persona di cui ti volevi vendicare solo qualche mese fa, e per la quale mi hai dato del denaro senza volere alcuna spiegazione ? Leroy ci fai o ci sei ?”
Nella sua faccia c’era di tutto, stupore e rabbia, uniti a gioia e sollievo, ma soprattutto la consapevolezza che in fondo quello che era successo a Kayden era dovuto a lui.
“John ma che cazzo hai fatto o al limite hai fatto fare a non so chi.”
“Ti ho solo permesso di chiedere il divorzio senza dover pagare un centesimo, e pensa non serve neanche tirar fuori le prove delle corna che ti ha messo, quindi non c’è bisogno che ti sputtani.” gli dissi con la massima tranquillità di cui ero capace “Tutti e due sappiamo che la tua prossima ex moglie è una gran troia, ma non gli piacciono i bambini, ma quel che conta è che davanti a una giuria apparirà come una pervertita di altissimo livello, e che di conseguenza la condanna sarà pesante, a occhio almeno cinque anni sempre se è così intelligente da patteggiare.”
“E se non lo volessi ?”
“Puoi sempre andare dalla polizia e dire che hai pagato un amico per comprare un hacker per incastrare tua moglie, ma che poi siccome sei un coglione hai cambiato idea e vuoi che sia libera. Secondo me ti prendono a calci nel culo ma puoi sempre provare.”
Lui si alzò, disse qualcosa d’incomprensibile per poi uscire dal locale, e quella fu l’ultima volta che lo vidi.
Seguendo il consiglio del suo avvocato, o forse spaventata da una pena pesantissima, Kayden patteggiò quattro anni e mezzo di reclusione, che scontò in un carcere di bassa sicurezza, dove i casi come il suo erano la regola e non l’eccezione.
Quando la vidi uscire della bella donna che avevo lasciato in tribunale non c’era più nulla. Kayden sembrava più una settantenne che una che di anni ne aveva poco più di cinquanta, e del suo portamento fiero era solo un lontano ricordo.
Ad attenderla c’era solo un’assistente sociale che avrebbe curato il suo reinserimento nella società, sempre che qualcuno avesse mai voluto una pedofila fra i piedi.
Non credo che mi vide, e del resto non appena fu fuori, feci quello che avevo fatto per tutta la vita, cioè andare dritto senza dirle nulla.
Mentre tornavo a casa ripensai a come fosse stato facile anni prima far arrivare quell’allarme a Leroy, il resto già lo sapete.
FINE
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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