Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > trans > Le cicatrici di Alex
trans

Le cicatrici di Alex


di gserpe
23.10.2025    |    1.351    |    1 9.7
"Spinse con movimenti fluidi, alternando tra figa e culo in un valzer erotico – uscendo dalla figa bagnata per entrare nel culo stretto, poi tornando indietro, ogni passaggio che strappava gemiti..."
Alex era un ragazzo trans di 20 anni, con un corpo snello e curve delicate che aveva modellato con cura grazie agli ormoni. Aveva subito una mastectomia bilaterale un anno prima, lasciando il suo petto piatto e segnato da cicatrici sottili sotto dove un tempo c’erano i seni – segni che lo rendevano fiero della sua mascolinità conquistata. Viveva in una piccola città, dove le notti solitarie lo spingevano a esplorare app di incontri gay anonime. Una sera, mentre scorreva profili su una chat discreta, il suo sguardo si fermò su un uomo di 50 anni: Mark, sposato, con una foto profilo che mostrava un volto maturo, barba sale e pepe, e un sorriso intrigante. La bio recitava: “Sposato, discreto, cerco avventure segrete con ragazzi giovani e aperti.”

Alex inviò il primo messaggio, il cuore che batteva forte.

Alex: Ciao, ho visto il tuo profilo. Sembri un tipo interessante. Che cerchi esattamente?

Mark rispose quasi subito, come se stesse aspettando.

Mark: Ciao bel ragazzo. Cerco qualcuno con cui sfogarmi, lontano dalla routine. Tu sembri perfetto – giovane, carino. Dimmi di te.

Alex: Sono trans, 20 anni. Mi piacciono gli uomini maturi come te. Sposato eh? Tua moglie sa? Ah, e ho fatto top surgery, quindi petto piatto con cicatrici.

Mark: No, e deve restare così. Mi eccita il segreto. Trans? È la mia prima volta con uno come te, ma mi intriga da morire. Dimmi, che fai per divertirti?

La chat prese una piega spinta quasi immediatamente. Alex sentì un brivido sensuale percorrergli la pelle mentre digitava.

Alex: Mi piace immaginare di essere preso da un uomo forte come te. Ti piacerebbe vedermi in ginocchio?

Mark: Oh sì, piccolo. Immagino le tue labbra morbide intorno al mio cazzo. Sono grosso, sai? 18 cm, spesso. Ti farei gemere piano, facendoti sciogliere.

Alex: Mmm, dimmi di più. Come mi toccheresti?

Mark: Ti spoglierei piano, accarezzandoti piano, poi scenderei tra le tue gambe, leccandoti la figa bagnata ovunque, assaporandoti come un nettare proibito. Hai una figa stretta e invitante?

Alex: Sì, e mi piace quando è riempita dal tuo cazzo grosso. Ti lascerei scoparmi forte la figa, e magari anche il culo se sei abbastanza bravo…

Mark: Mi fai impazzire. Ti legherei le mani e ti prenderei da dietro, sbattendoti piano nella figa o nel culo contro il letto, facendoti sentire ogni centimetro. Senti come mi fai diventare duro solo a chattare? Non vedo l’ora di esplorarti tutto, con calma e passione.

Alex: Mandami una foto del tuo cazzo. Voglio vederlo.

Mark inviò una foto: il suo membro eretto, venoso, con una goccia di precum sulla punta. Alex rispose con una sua, mostrando il suo corpo liscio e invitante, con la figa visibile e già umida, le cicatrici che brillavano sotto la luce soffusa.

Mark: Dio, sei stupendo. Voglio incontrarti. Domani sera? Ti vengo a prendere e ti porto nella mia casa di campagna. Solo noi due, tutta la notte.

Alex: Sì, non vedo l’ora. Dimmi l’indirizzo per il pick-up.

Il giorno dopo, Alex attese nervosamente sul marciapiede. Mark arrivò con una berlina nera, elegante come lui: alto, muscoloso per l’età, con un odore di colonia maschile che avvolgeva l’aria come un invito. Salirono in auto, e durante il viaggio di un’ora verso la campagna, le mani di Mark sfiorarono la coscia di Alex con tocchi leggeri e lenti, facendolo fremere di anticipazione.

“Sei ancora più bello di persona,” mormorò Mark, la voce un sussurro vellutato, mentre guidava tra strade buie e isolate. “E questa è la mia prima volta con un ragazzo trans… mi fai tremare dall’eccitazione, come se stessi scoprendo un mondo nuovo.”

Arrivarono alla casa di campagna: un cottage rustico, circondato da boschi silenziosi, con un camino che crepitava dolcemente e un letto king-size nella camera principale, drappeggiato di lenzuola di seta. Mark chiuse la porta con un clic sensuale e, senza fretta, spinse Alex contro il muro, baciandolo con una fame controllata. Le loro lingue danzarono lente e profonde, le mani di Mark che esploravano il corpo del ragazzo sotto la maglia, tracciando linee di fuoco sulla pelle.

“Spogliati per me,” ordinò Mark, la voce rauca di desiderio.

Alex obbedì con grazia, togliendosi i vestiti uno a uno, rivelando il suo petto piatto con le cicatrici sottili, il ventre piatto e la sua figa rasata, già umida e pulsante di eccitazione. Mark lo guardò con occhi famelici, poi si denudò a sua volta: petto peloso, addominali definiti dall’età e dall’esperienza, e il suo cazzo eretto, pulsante come una promessa.

Iniziarono sul divano del soggiorno. Mark fece sedere Alex sulle sue ginocchia, baciandogli il collo con labbra calde e umide mentre le sue mani grandi accarezzavano il petto piatto del ragazzo, le dita che sfioravano le cicatrici con una tenerezza reverenziale. Si chinò lentamente e le leccò piano, la lingua calda e bagnata che tracciava ogni linea sbiadita, facendola rabbrividire di piacere inaspettato. “Queste cicatrici sono così sensuali,” mormorò contro la pelle, succhiandole leggermente, il respiro caldo che lo faceva inarcare. Alex gemette piano, strusciandosi contro di lui, il corpo che si scioglieva sotto quelle attenzioni.

“Ti piace, eh piccolo?” sussurrò Mark, infilando una mano tra le gambe di Alex, trovando la sua figa bagnata e calda. Inserì due dita con delicatezza, curvandole dentro di lui mentre il pollice sfregava il clitoride in cerchi lenti e ipnotici, facendolo ansimare di puro estasi. “Sei così bagnato per me, la tua figa mi sta succhiando le dita come se non volesse lasciarle andare.”
Alex annuì, afferrando il cazzo di Mark e masturbandolo con movimenti fluidi e sensuali, sentendo il calore pulsante, le vene che si gonfiavano sotto le dita. Mark grugnì di piacere profondo, poi lo spinse in ginocchio sul tappeto morbido.

“Succhiamelo,” comandò con voce vellutata.
Alex obbedì, prendendo la punta in bocca con labbra morbide, leccando il precum salato come un nettare. Succhiò piano all’inizio, la lingua che danzava intorno all’asta, poi più profondo, ingoiando quasi tutto con un ritmo ipnotico, mentre Mark gli teneva la testa con gentile fermezza, spingendo i fianchi in un cullare lento. “Brava troietta, prendilo tutto in bocca… sì, così.”

Dopo minuti di quel tormento delizioso, Mark lo tirò su con mani forti ma tenere e lo portò in camera da letto. Lo sdraiò sul letto come un tesoro, legandogli i polsi alla testiera con una cravatta di seta, come aveva promesso nella chat. Poi si posizionò tra le sue gambe aperte, leccando prima l’interno delle cosce con baci umidi e mordicchi lenti, la pelle che si accendeva sotto la sua bocca. Arrivò alla figa di Alex, leccando il clitoride con la lingua esperta, succhiandolo piano come un frutto maturo mentre infilava la lingua dentro, assaporando i suoi umori dolci e caldi. Alex si inarcò languidamente, gemendo forte, le gambe che tremavano, la figa che pulsava contro quella bocca vorace.

“Ti prego, scopami la figa,” implorò con voce rotta dal desiderio.

Mark rise piano, un suono profondo e seducente, posizionandosi all’ingresso della figa, spingendo piano all’inizio, sentendo la resistenza calda e stretta avvolgerlo. Alex era bagnato fradicio, e gridò di piacere puro mentre Mark entrava completamente, riempiendolo fino in fondo senza barriere, pelle contro pelle in un’unione intima e cruda. Iniziò a muoversi, prima lento e profondo, poi più veloce, sbattendo i fianchi contro quelli di Alex con un ritmo sensuale. Il letto cigolava piano, i corpi sudati che si scontravano in un balletto bagnato, il suono umido della figa che accoglieva ogni spinta come una sinfonia erotica.

“Sei mio stanotte,” ringhiò Mark con passione, girando Alex a pancia in giù, penetrando di nuovo la sua figa da dietro. Afferrò i fianchi con mani possessive, scopandolo con spinte profonde e fluide, una mano che scivolava sotto per stimolare il clitoride in cerchi perfetti. Alex urlò, venendo per la prima volta in un’onda travolgente, la figa che si contraeva ritmicamente intorno al cazzo di Mark, schizzandogli i succhi caldi sulle palle.

Non si fermarono. Mark lo slegò con cura e cambiarono posizione: Alex cavalcò Mark, impalandosi sulla sua figa sul cazzo eretto, rimbalzando su e giù con movimenti ondulati, sentendo il cazzo sfregare contro le pareti interne della figa in un piacere elettrico. Mark afferrò il collo di Alex, la lingua che tracciava sentieri di fuoco mentre Alex si muoveva, controllando il ritmo con grazia felina. Poi, Mark lo mise a quattro zampe, ma questa volta cambiò bersaglio: lubrificò il cazzo con i umori abbondanti della figa di Alex e spinse piano contro l’ingresso anale, sentendo la resistenza stretta e invitante. “Rilassati, piccolo, voglio provarti tutto con passione,” disse, entrando centimetro per centimetro fino a essere completamente dentro il culo di Alex, che gemette di un misto di dolore dolce e piacere intenso, il corpo che si apriva come un fiore.

Mark iniziò a muoversi, scopando il culo con spinte ritmiche e sensuali, più rude ma sempre controllate, schiaffeggiandogli le natiche con palmate leggere che lasciavano segni rossi e caldi, mentre le sue spinte facevano tremare il corpo di Alex in un’estasi profonda. “Dimmi che ti piace,” disse Mark, la voce un sussurro roco.
“Mi piace… scopami il culo più forte, più profondo!”
Mark accelerò con grazia, il sudore che colava come perle sui loro corpi, le palle che sbattevano contro la figa bagnata di Alex, fino a venire con un ruggito sommesso, pulsando dentro il culo stretto e caldo, riversando il suo seme caldo e abbondante senza protezione, riempiendolo fino a far colare gocce bianche lungo le cosce.

Crollarono esausti tra le lenzuola disfatte, ma la notte era ancora giovane e carica di promesse. Si presero una pausa languida, sdraiati nudi davanti al camino, sorseggiando vino rosso dal calice condiviso, le dita di Mark che tracciavano pigri cerchi sulle cicatrici di Alex, baciandolo piano sul collo. “Non ho mai sentito niente di così… unico,” confessò Mark, gli occhi che brillavano di una nuova passione. “La tua figa, il tuo culo… mi hai rovinato per sempre.”

Ricominciarono con rinnovata tenerezza: Mark si inginocchiò tra le gambe di Alex, usò tre dita per scoparlo piano nella figa, curvandole per colpire quel punto sensibile dentro di lui mentre la lingua leccava il clitoride con colpi lenti e deliberati, facendolo venire di nuovo in un orgasmo che lo lasciò tremante, i succhi che bagnavano il mento di Mark. Poi, lo prese in posizione missionaria, penetrando la figa piano e profondo, i loro sguardi incatenati mentre i corpi si fondevano in un ritmo ipnotico, baci appassionati che si intrecciavano con gemiti soffocati, il cazzo che scivolava dentro e fuori in un abbraccio bagnato e stretto.

Più tardi, tornarono all’anale con una sensualità ancora maggiore: Mark lo lubrificò di nuovo con la saliva e i propri umori, penetrando il culo da dietro mentre Alex era sdraiato su un fianco, una gamba alzata per permettere un accesso perfetto. Spinse con movimenti fluidi, alternando tra figa e culo in un valzer erotico – uscendo dalla figa bagnata per entrare nel culo stretto, poi tornando indietro, ogni passaggio che strappava gemiti sempre più intensi. Alex si toccava il clitoride, sincronizzandosi con le spinte, il corpo un arco teso di piacere.

Mark leccava il suo corpo tra una penetrazione e l’altra, mormorando parole di adorazione: “Sei perfetto… così stretto, così mio.” Alex venne ancora, il culo che si contraeva in spasmi ritmici intorno al cazzo di Mark, mungendolo fino a un secondo orgasmo esplosivo, il seme caldo che riempiva di nuovo l’interno di Alex, colando lento e viscoso mentre i loro corpi pulsavano all’unisono.

Esplorarono ogni centimetro con dedizione: Mark lo leccò dalla figa al culo in un’unica carezza lunga, la lingua che danzava tra le aperture, facendolo venire una terza volta con un urlo soffocato. Poi, Alex ricambiò, cavalcandolo al contrario, il culo che ingoiava il cazzo fino alla base mentre le mani di Mark esploravano ogni centimetro del corpo del giovane.

Si persero in ore di tocchi, baci e penetrazioni alternate, il sudore che mescolava i loro odori, il camino che proiettava ombre danzanti sui loro corpi intrecciati.

All’alba, quando i primi raggi filtrarono attraverso le tende, stanchi ma ebbri di piacere, si addormentarono nudi e intrecciati, la figa e il culo di Alex ancora sensibili, gonfi e pieni del seme caldo di Mark che colava piano sulle lenzuola. Le cicatrici sul petto brillavano debolmente alla luce del mattino, testimoni silenziose della loro notte di passione. Mark, con un bacio pigro sulla fronte di Alex, promise di rivedersi presto: “Questa è stata la mia prima volta… ma non sarà l’ultima.” Per ora, era stato il loro segreto perfetto, un ricordo scolpito nella carne e nell’anima.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.7
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Le cicatrici di Alex:

Altri Racconti Erotici in trans:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni