trans
il tempo di uno sguardo
03.01.2026 |
1.168 |
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"Che inaspettata sensualità in quel dettaglio, in quella coltre animale, in quel rossore soffuso che protegge la pelle fragile..."
L'umanità vive sfuggendo gli sguardi per paura di guardarsi dentro. Noi invece osiamo. Impudicamente ci stiamo fissando.
Il tempo ha assunto dimensione fisica: ogni secondo diviene turgido e pulsante. Sono mesi che ci scriviamo messaggi colmi di allusioni e ora finalmente siamo nella stessa stanza, allo stesso tavolo. E ci guardiamo.
Percorro le sue iridi con attenzione e lentezza: il contorno esterno, i raggi scuri, i segmenti di colore. Noto ora per la prima volta quanto siano rare le sue sfumature.
Che tensione al suo arrivo, ci siamo abbracciate rigide e impacciate e sono arrossita violentemente quando il normalissimo bacio di saluto ha sfiorato le guance, a mezzo centimetro dalla bocca.
ll battito cardiaco ha subìto un’accelerazione, i capezzoli si sono ristretti e fatti dolenti, la pelle del perineo si è contratta. È qui da un'ora e sono completamente stregata, irretita dal desiderio.
I suoi occhi sono screziati di giallo, come quelli di un felino. Dal pube mi arriva una pulsazione:
potrebbe essere paura. Mi sto chiedendo cosa accadrà adesso, adesso che stiamo accettando di guardarci così profondamente, di rivelarci fragili e desideranti.
Ma potrebbe essere anche un’altra emozione, altrettanto antica e primaria. Un’emozione che riguarda il corpo. La telepatia della nostra pelle, la simpatia dei nostri nervi, l’accordarsi delle nostre ghiandole.
Sento un palpito violento allo sfintere, e poi un rilassarsi. E un altro palpito. È un desiderio di compenetrazione. Bramose contrazioni che lasciano spazio all’ingresso di una corposa verità.
Vorrei sentire la sua pelle sulla mia. Sentire il suo calore. Sentirmi penetrata nel profondo. Ritrovarmi incapace di trattenere i miei umori e i sospiri e gli spasmi del corpo. Oddio, quanto mi bruciano i capezzoli. Il tessuto del top li esaspera e li comprime.
Ma il punto è lo sbilanciamento: il senso di attrazione. I suoi occhi mi hanno agganciata e mi chiamano.
Ci sarebbe l’impulso a protendere le mani, annullare le distanze e cogliere le sue morbidezze, la tessitura della sua cute.
Poco fa, prima che i miei occhi vedessero solo i suoi occhi, ero stata catturata dai peli rossi e fini della sua ascella. Che inaspettata sensualità in quel dettaglio, in quella coltre animale, in quel rossore soffuso che protegge la pelle fragile.
Mi piacerebbe carezzare quei peli e affondarci le narici. Le mani sarebbero tentate di dirigersi in quella direzione e poi proseguire sui seni, mentre il suo odore mi inonda.
E poi ci sono le sue mani, le sue unghie così tonde. Le mie cosce nude vorrebbero essere raggiunte dalle sue mani.
Sento che se mi sfiorasse potrei cominciare a gocciolare. Anzi forse sto già gocciolando. O forse è solo il tempo che scorre così lento e maestoso. Ogni secondo si ingrossa come una goccia in procinto di cadere.
Se le sue mani raggiungessero le mie cosce la mia pelle andrebbe a fuoco. Probabilemente avrei bisogno di aprire le cosce, aprimi, spalancarmi a lei, far fluire il magma che mi ribolle dentro e accoglierla dentro di me. Di nuovo il mio ano ha uno spasmo e poi si rilassa, completamente disponibile.
Ma per ora ci sono solo gli occhi e i nostri respiri accordati. Solo i nostri sguardi sono a contatto, eppure siamo già un unico corpo, un solo fiato, una sola cospirazione di desiderio.
Una tensione: le mie pupille scivolano su ogni superficie, ciglia incluse. Ma la tensione è al centro. Mi sta risucchiando attraverso il nero della pupilla. Sento parti di me, del mio corpo che lentamente scompaiono nel suo sguardo. Ho i capezzoli dolenti per tanta tensione. Il collo percorso da fremiti. Come è possibile che sia già così bagnata? È solo un lungo sguardo.
Oppure è qualcos’altro? Mi concentro sul suono. Una violenta assenza di suono. Solo i nostri respiri e le nostre pulsazioni. Siamo in silenzio eppure stiamo urlando all’unisono: sì. Sì. Ancora sì.
E ora, non si sa come, le sue labbra scivolano sulle mie. Ora ho gli occhi chiusi. Sento un sussuro.
"Ora sei mia"
"Grazie"
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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