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Il Profumo del Gelsomino e del Whisky - 2
10.02.2026 |
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"Iniziai a spingere, con colpi lunghi e profondi, ogni spinta la faceva andare più a fondo su di lui..."
La notte per me fu tranquilla. Presupposto che per loro non lo fosse affatto.L'indomani mattina, mentre facevo colazione, il telefono vibrò. Un messaggio. Era un numero sconosciuto. "Siamo Elena e Luca. La tua frase ci ha tenuti svegli." Sotto, una foto. Non un selfie, ma qualcosa di molto più intimo: la mano di Luca posata sulla pancia di Elena. Sembrava una foto innocua, ma io sapevo leggere tra le righe. Quella mano era stata lì tutta la notte, a sentire i tremori del suo corpo mentre parlavamo di me..
La mia risposta fu breve e diretta, come la sera prima. "Immaginavo. E ora?"
La risposta arrivò quasi subito. "Ora vogliamo che la nostra immaginazione diventi reale. Stasera. Da noi. Porta il tuo whisky."
L'indirizzo era in una zona elegante, un appartamento al quarto piano con un grande terrazzo che dominava il giardino condominiale. Suonai e ad aprire fu Luca. Mi strinse la mano, la sua impresa era ferma, sicura. "Marco, benvenuto. Lei ti sta aspettando."
Entrai. L'appartamento era profumato di gelsomino, lo stesso profumo che avevo immaginato. Elena era in piedi in salotto, indossava un accappatoio di seta bianca, troppo grande per lei, che lasciava intravedere la spalla e la clavicola. Sorrideva, un sorriso diverso da quello del locale, più vulnerabile e più audace allo stesso tempo.
"Siamo contenti che tu sia venuto," disse lei, la voce un po' tremula.
"Non avrei potuto rifiutare un invito così intrigante," risposi, posando la bottiglia di single malt su un tavolino. "Ho portato il capitolo successivo."
Luca mi offrì un bicchiere, ma lo rifiutai. "Forse più tardi. Credo che il primo brindisi debba essere fatto... in altro modo."
Elena annuì, sciogliendo la cintura dell'accappatoio. La seta le scivolò lungo il corpo, rivelando una pelle perfetta, due seni pieni con i capezzoli già duri in attesa. Non era nuda, indossava un perizoma di pizzo nero che faceva risaltare il colorito ambrato della sua pelle. Era più bella di come l'avessi immaginata.
"Vogliamo che tu ci guidi, Marco," disse Luca, la voce rossa di desiderio. "Vogliamo che tu ci prenda e ci faccia tuo."
Mi avvicinai a Elena. Le posi una mano sulla vita, sentendola tremare sotto il mio tocco. "Prima di tutto, voglio assaggiare," sussurrai, mentre mi chinavo su di lei. La mia bocca trovò la sua, un bacio profondo, esigente. Lei rispose con trasporto, le sue mani mi aggredirono la camicia, aprendola.
Mentre la baciavo, sentii la presenza di Luca dietro di me. Non si univa, solo osservava. Poi si avvicinò e le sue mani mi toccarono la schiena, scendendo lungo i glutei. Non era un gesto di timidezza, ma di condivisione. Voleva sentire ciò che sua moglie stava sentendo.
"Guardaci, Luca," ordinai, senza staccare le labbra da Elena. "Guarda come tua moglie gode."
Mi spostai, facendola sedire sul bordo di un grande divano di pelle. Mi inginocchiai davanti a lei. Le sue gambe si aprirono, un invito esplicito. Il perizoma era bagnato, un piccolo lago nero di desiderio. Lo spostai di lato con un dito, scoprendo la sua carne, liscia e già gonfia. Le mie labbra le baciarono l'interno coscia, sentendo il suo respiro diventare un gemito.
Poi, finalmente, la mia lingua le tastò il clitoride. Elena gridò, un suono soffocato. La sua mano si aggrappò ai miei capelli, spingendo la mia faccia più a fondo dentro di lei. La leccai lentamente, con calma, godendo di ogni sua contrazione, di ogni suo sussulto. Luca era seduto su una poltrona di fronte a noi, si era aperto i pantaloni e si stava masturbando lentamente, gli occhi fissi su di noi, sullo spettacolo che sua moglie e io stavamo offrendogli.
"Vieni qui," dissi a Elena, con voce bassa. Si alzò, tremante. La presi per mano e la condussi verso di lui. "Fagli vedere cosa sai fare. Fagli sentire il piacere che ti do."
Elena si inginocchiò tra le gambe di suo marito. Mentre io mi posizionavo dietro di lei, la mia mano le accarezzò il fondoschiena mentre la mia erezione, dura e pulsante, le sfiorava la schiena. Lei prese il cazzo di Luca in bocca, iniziando a succhiarlo con un ritmo che sapevo essere il suo.
Mentre lei lo faceva, io la penetrai. Entrai lentamente, sentendola aprirsi per accogliermi. Il suo gemito fu attutito dal membro di suo marito. Iniziai a spingere, con colpi lunghi e profondi, ogni spinta la faceva andare più a fondo su di lui. Eravamo un'unica macchina del piacere, un triangolo perfetto di carne e desiderio. Io la scopavo da dietro, lei succhiava il marito, e lui ci guardava, perduto in un'estasi che era anche mia.
"Ora tocca a te, Marco," sussurrò Elena, voltando la testa verso di me mentre si fermava un istante.
Non era una richiesta, era un ordine. Mi sedetti sul divano. Elena si arrampicò sulle mie gambe, guidando la mia erezione dentro di sé. Iniziò a dondolare, lentamente, i suoi seni al mio livello. Le leccai i capezzoli, uno dopo l'altro, mentre Luca si avvicinava dietro di lei. Con un po' di lubrificante, si pose all'ingresso del suo culo.
Elena si bloccò per un istante, il respiro sospeso. Poi, con un sospiro di resa totale, si rilassò e lo accolse. Fu la sua prima doppia penetrazione, e lo gridò al mondo con un urlo di puro piacere. Io da sotto, Luca da dietro. Eravamo dentro di lei, la riempivamo, la possedevamo insieme. I suoi movimenti divennero frenetici, un'impazzata di carne che ci travolse tutti e tre.
La sentii venire, una serie di spasmi che la strinsero intorno al mio cazzo come una morsa. Quella sensazione mi portò oltre il limite. Eiaculai dentro di lei, un getto caldo e lungo che la fece gemere ancora. Poi toccò a Luca, che con un rugito liberò la sua tensione dentro di lei.
Restammo così per un lungo momento, un groviglio di corpi sudati e soddisfatti. Poi ci separammo, lentamente. Elena ci guardò, prima a me, poi a lui. I suoi occhi brillavano di lacrime di gioia.
"Grazie," sussurrò.
"Questo era solo l'inizio del capitolo," risposi, sorridendo. "E credo che il finale sia ancora molto, molto lontano."
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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