Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > trio > Il silenzio della Pineta
trio

Il silenzio della Pineta


di Membro VIP di Annunci69.it bubi_xham
24.07.2025    |    173    |    1 9.5
"Si inginocchiò, guardandolo negli occhi, e abbassò lentamente i pantaloni a Bubi..."
Il Parco di San Rossore si apriva lentamente alla luce del mattino. L’aria era tagliente, fresca, con quel sapore misto di mare e bosco che solo certi posti riescono a mantenere intatti. Poche auto nel parcheggio: due utilitarie e un camper bianco, targato RE, fermo sotto un pino. Bubi parcheggiò la sua Punto poco distante, si stiracchiò e aprì il baule per recuperare lo zaino e infilarsi le scarpe da trekking.

Vestito comodo e leggero: felpa, pantaloni da escursione, senza mutande sotto. Una sua abitudine segreta, che rendeva ogni passo un piccolo stimolo, ogni sfregamento un anticipo. Sabato mattina, aria ancora limpida, nessuno in giro. Aveva voglia di camminare. Di guardare. Di lasciarsi sorprendere.

Fece pochi passi, poi si fermò. Aveva dimenticato la borraccia. Tornò indietro. E fu passando accanto al camper che la vide: un movimento dietro la tendina, uno spiraglio. Una donna sui quaranta, seno naturale, reggiseno slacciato e un sorriso complice rivolto a un uomo più o meno coetaneo. Lui la fotografava. Lei si muoveva con naturalezza studiata, lasciando intravedere, non mostrando. C'era gioco, e un messaggio. Non per lui. Per l'idea di uno sguardo.

Bubi trattenne il fiato. Un seno pieno, il profilo delle cosce, un accenno di pelo scuro, curato ma lasciato apposta. Un dettaglio che pungeva nel basso ventre. Si voltò senza far rumore, ma nella testa il film era già partito.

Si avviò lungo il sentiero, cercando di scacciare l’eccitazione. Ma i passi dietro di lui lo riportarono nel gioco. Si voltò. La coppia si era incamminata, poco distante. Lei con una minigonna corta, felpa leggera e nessuna fretta nei movimenti. Il marito dietro con macchina fotografica al collo.

Camminarono a lungo senza parlare. Ma tra i corpi, tra gli sguardi, l'elettricità aumentava. A ogni sosta, lei sembrava sistemarsi i vestiti, tirare un laccio, piegarsi: sempre con quel confine tra il caso e l’intenzione. Quando si chinava, la gonna saliva. Quando si girava, il seno si muoveva sotto il tessuto leggero.

Bubi li seguiva a distanza, ma sentiva che qualcosa stava cambiando. Lei lo guardava. Sempre più spesso. Sempre più diretta. Il marito la fotografava con disinvoltura, poi si voltava anche lui, intercettando gli occhi di Bubi e sorridendo appena. Nessuno parlava, ma tutto era detto.

In un punto più ombroso, vicino a una panchina abbandonata, lei si sedette e aprì le gambe appena, lasciando che la luce rivelasse quel triangolino scuro tra le cosce. Nulla di volgare, ma bastava. La gamba mossa lentamente, un dito che giocava sull’orlo della gonna.

Bubi si fermò anche lui, fingendo di guardare il telefono. Ma osservava ogni gesto. Immaginava quel dito spingersi più in fondo. Si sentiva parte di una scena costruita per lui. E quando il marito si inginocchiò davanti alla moglie, e le scostò la minigonna con calma, la conferma arrivò: era un invito.

Lei lo accarezzava tra i capelli. Si lasciava fare. Poi, con lentezza, alzò lo sguardo verso Bubi e lo tenne fisso. Il marito le aprì piano le gambe. E sotto, niente. Solo la pelle, e quel pelo sottile e brillante di umidità.

Il marito disse: «Stai bene così. Fatti guardare.»

Lei rispose piano: «Mi piace farmi desiderare.»

E si toccò, davvero. Due dita tra le labbra, lente, come se danzassero. Il marito la guardava, Bubi era fermo, il cuore martellava. Nessuna parola. Solo silenzi carichi.

Poi lei si alzò, sistemandosi appena.

«Scusa,» disse, camminando verso Bubi con un sorriso «ci scatti una foto insieme? È una giornata così bella...»

La foto fu solo un pretesto. Il primo contatto. Gli occhi di lei si fermavano sui suoi. Il seno che sfiorava la maglietta. La minigonna sempre troppo alta.

«Tu sei del posto?» chiese lei.

«Sì, vivo qui vicino.»

«Beati voi. Noi veniamo da fuori, da Reggio Emilia. Cercavamo un posto un po’... fuori mano.»

«In fondo al sentiero ci sono piazzole isolate,» disse Bubi. «Nessuno passa mai da lì.»

Lei lo fissò un istante. Poi sorrise: «Ci accompagni?»

Il ritorno fu lento, la tensione che cresceva. Non servivano più allusioni. I gesti di lei erano carezze lente al proprio fianco, sguardi più lunghi, e un’andatura più morbida. Il marito, sempre dietro, sembrava accettare tutto con una calma piena di eccitazione trattenuta.

Una volta tornati al camper, fu lei ad aprire.

«Almeno un caffè te lo meriti, no?»

Dentro, l’aria era calda, ferma. Lei chiuse la porta e si tolse la felpa. Nuda sotto. Il seno pieno, il profumo del bosco mescolato al suo. Si inginocchiò, guardandolo negli occhi, e abbassò lentamente i pantaloni a Bubi.

«Fammi sentire come sei...»

Le labbra scivolarono morbide sul glande, la lingua avvolgeva. Sputava, leccava, lo teneva in pugno mentre con l’altra mano apriva la zip del marito. Lo guardava, lo portava con sé. Prese entrambi in bocca, alternando, stringendo, bagnando.

Si spogliò del tutto. Il pube umido, il pelo lucido. Si sdraiò. Le cosce aperte. Le dita tra le pieghe, mentre i due uomini la guardavano. «Non parlate. Fatemi vostra.»

Le lingue la cercavano. Uno sul clitoride, l’altro sui capezzoli. Si contorceva, rideva, gemeva piano. Poi a quattro zampe. Bubi dietro. Il marito davanti. Una spinta. Una gola. Una figa stretta e bagnata.

«Più forte... così... sì... dentro!»

Si alternavano. Bocca, figa, culo. Tutto di lei. Lei si offriva, li voleva entrambi. Li chiamava per nome, li incitava. Poi chiese la doppia.

Lubrificante. Respiro. Coordinazione. Entrarono insieme. Lei urlò. Ma non fermò nessuno.

«Dio... mi spaccate... continuate... voglio sentire tutto... tutta la vostra voglia.»

Vennero insieme. Il marito nella figa. Bubi nel culo. Lei si accasciò, il corpo tremante, sporca di piacere.

Il marito si chinò. Guardò. E la leccò. La ripulì. Leccò anche il cazzo di Bubi, appena uscito. Senza dire nulla.

«Così... restate dentro anche dopo... voglio sentirvi ancora.»

Poi il silenzio.

Un letto caldo. Tre corpi esausti. E un sorriso.

«Ci fermiamo qui anche domani.»

E nessuno ebbe nulla da ridire.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.5
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Il silenzio della Pineta:

Altri Racconti Erotici in trio:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni