Lui & Lei
Luca e Sofia
02.03.2025 |
359 |
1
"Luca grugnì, tirandosi fuori all’ultimo momento per schizzarle addosso, il seme caldo e denso che colava lungo la sua pelle accaldata..."
La notte era afosa, una cappa carica di sudore e desiderio inesauribile. Sofia avanzava con passo deciso, il tacco dodici che rimbombava sull’asfalto bollente in un ritmo perverso. Il vestito rosso le aderiva come una seconda pelle, sfidando la gravità a ogni curva voluttuosa, mentre uno spacco audace lasciava intravedere il bordo degli slip di pizzo. Sapeva che non sarebbero rimasti addosso a lungo.Aprì la porta della suite senza bussare, trovando Luca già pronto ad aspettarla. Era seduto sul bordo del letto King Size, con un bicchiere di whisky ambrato in mano e lo sguardo che non si limitava a spogliarla, ma le strappava l’anima.
"Sei in ritardo," la sua voce era un ringhio basso, pieno di eccitazione non contenuta.
"Fatti un’idea di quanto mi hai fatto aspettare," rispose lei, avanzando decisa.
Non perse tempo. Si chinò e gli slacciò la cintura con un gesto rapido, abbassando con violenza i pantaloni e le mutande. Il cazzo di Luca scattò fuori, teso, rigido, una barra pulsante. Sofia lo prese subito in bocca, avvolgendolo con le labbra calde. La lingua gli accarezzava il glande umido, liscio come miele.
Lui gemette piano, le dita che le affondavano nei capelli biondi come fossero maniglie, guidandola nel ritmo esigente che voleva. Lei succhiava con avidità, le mani che accarezzavano le palle gonfie, ingorde, sentendo i testicoli farsi duri sotto il suo tocco.
Dopo pochi minuti di questa tortura deliziosa, la tirò su con forza brutale, girandola e sbattendola contro il muro freddo. Il bicchiere cadde, il cristallo che tintinnò sul tappeto. Non le diede il tempo di respirare. Le strappò gli slip con un fruscio secco e fece scivolare le dita tra le sue cosce bagnate.
"Sei già pronta per me, troia," la voce era bassa, densa di dominio assoluto.
Sofia gemette quando il suo dito si spinse dentro di lei, scavando con movimenti lenti e profondi, mentre il pollice le tormentava il clitoride, portandola al limite di un orgasmo prematuro.
Non perse altro tempo. La piegò in avanti, la fronte contro la parete, e le piantò il cazzo dentro con un colpo secco e definitivo. Il dolore momentaneo si dissolse immediatamente in un piacere puro e violento. Sofia urlò, le unghie che graffiavano la superficie liscia del muro in cerca di appiglio.
Lui la scopava forte, affondando con colpi violenti, il rumore osceno delle loro carni che sbattevano insieme riempiva la stanza come un tamburo tribale. Luca le afferrò i capelli, tirandole la testa indietro per costringerla a esporre il collo mentre aumentava il ritmo, spingendo fino all’utero.
"Dimmi che ti piace sentirti sfondata, Lupa. Dimmi che sei solo una puttana per il tuo padrone."
"Sì! Più forte, prendimi più forte, Luca! Sono tua!" ansimò lei, sentendo il piacere che le esplodeva dentro, in onde violente.
Lui la spinse sul letto senza lasciarle il tempo di riprendersi, girandola con una mano e spalancandole le gambe. Si inginocchiò tra le sue cosce, il respiro caldo sulla pelle sudata. La lingua si avventò sulla sua fica bionda e bagnata, succhiando e leccando con foga animalesca. Luca la divorava senza pietà, assaggiandola, inghiottendo il suo desiderio. Sofia si contorceva, le mani aggrappate alle lenzuola mentre lui la portava al delirio.
Non si fermò finché lei non venne con un gemito strozzato e acuto, il corpo che tremava come una corda tesa. Ma Luca voleva di più. Si mise dietro di lei, le accarezzò il buco stretto e inatteso con un dito bagnato, spalmandola con i succhi della sua eccitazione.
"Ti voglio qui, Sofia. Voglio prenderti tutta."
Sofia ansimò, il corpo che si tendeva in attesa. Lui spinse piano, un ingresso metodico, lasciandola abituare alla sua grandezza prima di iniziare a muoversi. Ogni spinta anale era un misto di dolore e godimento che la faceva impazzire. Presto, non riuscì più a trattenersi. Lo implorò di scoparla più forte, di non avere pietà.
Luca obbedì, affondando con forza, fino a riempirla completamente. Lei si strofinava il clitoride con le dita, sentendo l’orgasmo che montava di nuovo, in un’orgia di sensazioni proibite. Quando venne, il suo corpo si contrasse convulsamente intorno a lui, stringendolo e portandolo all’apice. Luca grugnì, tirandosi fuori all’ultimo momento per schizzarle addosso, il seme caldo e denso che colava lungo la sua pelle accaldata.
Rimasero distesi sul letto, i corpi ansimanti, l’odore acre del sesso nell’aria. Sofia sorrise, passandosi un dito tra le cosce per raccogliere il suo sperma e portarlo alla bocca, assaporandolo con voluttà.
"Sei pronto per un altro giro, padrone?" sussurrò lei.
Luca sogghignò, afferrandola per i fianchi, il possesso evidente nel suo tocco. "Sempre. E questa volta, sarai tu a guidare. Ma ricorda chi comanda."
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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