Lui & Lei
Il Sussurro nel Chiostro: La Biblioteca
07.05.2025 |
177 |
0
"La voce le uscì a fatica, rotta:
«Ti prego… Maestro di Scritture… prendimi..."
Quando Anna varcò la soglia, sentì il tempo non solo fermarsi, ma cambiare densità. L’aria era fredda, ma non per la temperatura; era l’aria densa di conoscenza proibita. La lanterna di Lorenzo illuminò pareti che si perdevano nell’alto, interamente rivestite di scaffali carichi di volumi antichi. Alcuni erano chiusi da catene di ferro annerito, altri avvolti in pergamene ingiallite. L’odore era inebriante: cuoio pregiato, cera d’api, e la polvere sacra dell’oblio.Il centro della sala era dominato da un gigantesco tavolo di rovere nero, lucido come ossidiana.
E sopra, la messa in scena era completa.
Un busto di seta nera, le stecche rigide che promettevano costrizione. Un colletto elisabettiano, bianco e austero. Stivaletti di pelle nera allacciati fino al ginocchio. Una maschera di velluto scuro e pizzo veneziano. Per lui: un mantello pesante, foderato in seta cremisi, abbottonato con ottoni lucidi. Sotto il tavolo, un’ombra rivelò una frusta a nove code e una penna d’oca.
Lorenzo la fissava. Non era più il custode, ma un’autorità antica. Il suo sguardo era lontano, profondo, dominante.
Si avvicinò a un leggio di ferro battuto su cui era aperto un registro manoscritto, scritto in un latino misto a francese arcaico.
«Questa non era una biblioteca, Anna. Era un luogo di censura, vietato ai novizi. Qui i frati annotavano i sogni più torbidi, i peccati... e le fantasie carnali da reprimere.»
Prese la maschera in pizzo e velluto.
«Da ora non sei più Anna, la restauratrice. Sei la Discepola. E io...» indossò il mantello con un gesto regale. «Sono il Maestro di Scritture Proibite.»
Anna non tremò per il freddo, ma per il desiderio ardente che le attanagliava lo stomaco.
Fu spogliata lentamente, in un rito silente. Ogni indumento rimosso era accompagnato da un sussurro, forse in greco, forse in una lingua dimenticata. Le fece indossare il busto, stringendolo dietro la schiena con lacci di cuoio fino a farla ansimare. Poi gli stivaletti, rigidi e gloriosi. Il colletto, bianco e opprimente, completò la sua trasformazione in una statua vivente. Infine, la maschera.
Il Maestro la fece inginocchiare davanti al tavolo. Aprì il registro manoscritto e iniziò a leggere ad alta voce, la voce profonda e melodica, un elenco di peccati capitali carnali, alternandoli a ordini sussurrati.
«Scrivi con la lingua, Discepola.» Indicò la sua asta eretta, lucida e scura, che si protendeva dal mantello scarlatto.
Anna capì il comando. Con le mani bloccate dietro la schiena, si chinò, e iniziò a “scrivere” col movimento della bocca e della lingua, come fosse una penna viva sul rotolo di carne. Ogni gesto era preciso, teatrale, guidato dagli occhi di lui che la tenevano prigioniera in quel ruolo di carne e inchiostro. Anna assaggiava il potere, la tensione, la sua totale disponibilità.
Dopo minuti che sembravano ore, la sollevò sul tavolo.
Le aprì le gambe, fissandole con sottili lacci cerati alle colonne laterali, rendendola una X tesa e fragile. Anna era un libro aperto, illuminato dalla lanterna, pronto a essere letto e violato.
Il Maestro prese la penna d’oca. La intinse in un piccolo calamaio, non di inchiostro, ma di miele denso e dorato. Poi, con una delicatezza oscena, la passò tra le labbra della sua vulva, disegnando calligrafie invisibili che solo lui poteva gustare.
«Ti sto scrivendo un poema,» le mormorò all’orecchio. «Fatto di piacere e obbedienza. Una storia per la tua carne.»
E la trasformazione continuò. Infilò un plug sottile e freddo di metallo nel suo ano già pulsante, poi un dildo in vetro curvo nella vagina. Ogni inserimento era lento, pieno di riverenza erotica, come riporre reliquie in un sarcofago.
Anna era immobile, legata, penetrata, ma non dal suo desiderio. Stava per esplodere, il busto che le impediva il respiro, la maschera che le intrappolava i gemiti.
Ma il Maestro fermò tutto.
La lasciò legata, il corpo teso tra i lacci. Si sedette pesantemente sulla poltrona di rovere dietro il tavolo, aprì un grosso volume rilegato in pelle e, con calma spaventosa, iniziò a leggerlo davvero. La guardava solo di tanto in tanto, un accenno di sorriso crudele sulle labbra.
Anna si contorceva, i muscoli tirati. Mugolava, le lacrime scendevano calde dietro la maschera di velluto. Voleva essere letta. Voleva che lui la strappasse da quella prigione sensoriale.
«Se lo vuoi,» disse lui, la voce ruvida e bassa. «Se vuoi che io concluda questa lezione... devi chiederlo. Ma solo usando il titolo giusto.»
Anna, nel picco della sua disperazione mascherata, strinse i denti. La voce le uscì a fatica, rotta:
«Ti prego… Maestro di Scritture… prendimi. Prendimi come si prende un testo sacro. Aprimi. Leggimi. Usami.»
Fu il segnale. Lorenzo si alzò, la calma trasformata in ferocia. Slegò i lacci con un movimento secco, la sollevò di peso e la prese in piedi contro lo scaffale più vicino, il mantello scarlatto che sventolava.
La gonna del busto era sollevata, il suo sesso libero dalle costrizioni artificiali, pronto per la carne viva. La penetrò con una violenza improvvisa e profonda.
Ogni spinta, faceva tremare i volumi antichi. I dorsi delle pergamene vibravano contro la sua schiena nuda come le corde di un violino impazzito. Il plug metallico volò via, il miele si mescolò al sudore.
Anna si aggrappò al suo collo, il busto che le comprimeva il petto, rendendo i suoi gemiti ancora più disperati. Il Maestro la possedeva forte e profondo, ogni colpo un punto esclamativo urlato in quel tempio del sapere proibito.
Vennero insieme, un urlo condiviso tra gli scaffali. Anna crollò tra le braccia di Lorenzo, esausta, svuotata, ma la sensazione di essere stata letta fino all’ultima parola era inebriante.
Quando si distesero sul tappeto, accanto a una pila di volumi che minacciavano di crollare, Lorenzo le tolse la maschera e le baciò il collo.
«Hai retto bene il tuo primo ruolo, Discepola. Ma ci sono altri giochi… altre identità che questo convento ha visto. Vuoi scoprirle?»
Anna sorrise, la bocca ancora indolenzita. «Sì. Maestro. Voglio tutto. Insegnami.»
biblioteca proibita ruoli erotici scritture proibite sottomissione cerimoniale giochi di dominazione penetrazione letteraria erotismo culturale identità segrete
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Il Sussurro nel Chiostro: La Biblioteca:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
