Lui & Lei
Mirabilia di una Troia!
13.02.2026 |
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"Dall’altro un uomo che apre una porta, accoglie ed in pochi istanti mi sta facendo gustare il cazzo grosso e lungo a favore di obiettivo..."
Mi diverto con i miei sexy toys, mi piacciono le misure importanti, anche più di una insieme.Maglie, calze, slip, vestiti, plug anali, vibratori gradi e piccoli! Sono tanti i reperti delle mie battaglie da Troia che meriterebbero di essere esposti per essere da stimolo a donne che nascondono la propria indole erotica.
Una sezione di visibilità particolare la meriterebbero quelli che conservano le tracce di sperma colato dal cazzo del mio maschio e depositato sul mio corpo da sweet.
La minigonna:
Teatro di una azione rapida consumata sul luogo di lavoro. Un affare di bocca svelto, bollente. Un fiume di sborra impossibile da raccogliere tutto tra le labbra, difficile da ingoiare senza affogarsi. Ed ecco il filamento che cola dall’angolo della mia bocca e si adagia tra la coscia e la stoffa grigia, formando un disegno astratto di colore più scuro. Con il tempo disegno dai bordi ingialliti. Una toppa che nessun prodotto per la pulizia dei capi riesce a lavare via. Il segno di un pompino fatto con passione tra la paura di essere scoperta ed il brivido del proibito. Una medaglia portata con onore nel tragitto tra la scrivania e l’armadio dove conservo i miei cimeli.
La calza autoreggente:
La balza in silicone. Colore nero, velatissima. Insieme alla gemella cingeva la mia coscia adornata per accogliere mani e piselli di sei uomini. Il tacco 12 nero lucido ed una collana in perle bianche e nere.
Calze più volte tirate su perché l’azione veemente delle cavalcate in groppa a stalloni dal cazzo turgido me le facevano scivolare fino alla caviglia.
Mantenute ai piedi solo dalla cavigliera in oro bianco. Compagne di una sfilata in intimo in pizzo sotto lo sguardo attento di uomini affamati di fica e culo.
Mani calde che mi accarezzano in ogni dove. Uno, due, finanche tre e quattro cazzi tutti insieme a farmi godere senza ritegno. Si alternano, non lasciano tregua. Il mio fiato è spezzato, una full immersion di quasi due ore di sesso.
Distesa sul letto con gli occhi fissi su quelle mani che dimenano il cazzo velocemente alla ricerca dell’apice del piacere. Schizzi che sopraggiungono da ogni lato. Sul mio viso, seno, addome, inondata di sperma caldo. Gocce che scivolano lungo la mia coscia e si lasciano assorbire dal nylon della calza.
Una striscia bianca su un autoreggente. Sigillo chiaro di una gangbang agognata e vissuta!
La maglia bianca:
Le notti d’estate in riva al mare danno tregua alla calura di una intera giornata passata a crogiolarsi al sole, immaginando l’erotismo da sprigionare tra le stradine sterrate, tra macchia mediterranea e qualche alberello ed una vecchia conoscenza che si è fatta audace. Il desiderio di una scopata per combattere la noia di giornate in solitudine.
La fica che mi si riempie di umori al pensiero di fare la Troia nei luoghi dell’infanzia dove, in qualche angolo recondito, è rimasta custodita l’innocenza della ragazzina ora pronta ad aprire le cosce e godere di una lingua penetrante ed un cazzo duro e caldo.
La doccia, la crema profumata, il perizoma, la mini jeans e la magliettina bianca indossata senza reggiseno. Troppo erotica per un uomo affamato di sesso. Le lingue si intrecciano senza sapere il perché. Le mani esplorano alla ricerca del proibito. Il suo cazzo in bocca e la lingua nella fica.
Sono Troia mentre vengo sbattuta sul cofano dell’auto con gli umori luccicanti al chiarore di luna e stelle. Un’azione impegnativa, un arnese tozzo e moscio.
La mia bocca cerca fortuna, la mano aiuta nell’impresa.
Flutti improvvisi senza preavviso colpiscono i capelli e raggiungono l’auto. Un leggero calore sul seno informa che uno schizzo vi si è depositato. Ancora una medaglia sul petto. Qualche istante ed è già giallastra. Una birra per cancellare il sapore dalle mie labbra e poi ancora una doccia per eliminare l’odore di un porco d’estate!
La camicia:
Il ruolo da segretaria Troia mi calza perfettamente sul corpo sinuoso e provocante.
Una doccia preparatoria per un momento di cui i contorni sono ancora sconosciuti. Solo il tacco 12.
Mani poggiate al muro e cosce larghe, come in attesa della perquisizione di un poliziotto dal manganello facile. La coda alta raccoglie i miei capelli.
Una crema profumata viene spalmata dal mio compagno su ogni singolo centimetro di pelle, persino tra le natiche, sul buco del culo, sulla vulva, sul clitoride, sul seno. Il calore infiamma il mio corpo bramoso di cazzo. Momenti interminabili che durano sino alla crema spalmata sulle caviglie.
Una mini nera al ginocchio e la camicia bianca. Senza intimo! Accompagnata verso la porta della stanza d’albergo da un solo ordine perentorio “torna con la camicia sporca di sperma”!
Nei corridoi sono una femmina in carriera che avanza insicura sui tacchi verso un’altra meta, un altro incontro erotico, reso pornografico dal fatto di essere sola.
Due telefoni in collegamento video. Da un lato chi osserva l’azione. Dall’altro un uomo che apre una porta, accoglie ed in pochi istanti mi sta facendo gustare il cazzo grosso e lungo a favore di obiettivo. Affonda in gola fino a farmi soffocare. Filamenti di saliva accompagnano quel succhiare vorace.
A cosce larghe sul tavolo, con la faccia affondata nella mia fica. La schiena è inarcata dagli spasmi degli orgasmi. L’uccello che scivola dentro veloce a pelle.
Troia mi sono concessa senza limiti, ho varcato la soglia che la conduce nel regno delle puttane. Sbattuta sul letto con la fica che si apre accogliente. Colpi possenti di un’azione lunga che mi mette a dura prova. Il pensiero fisso all’ordine che devo rispettare.
Accovacciata sui tacchi, camicia sbottonata per una scollatura profonda. Le mie mani e la mia bocca lavorano sodo un uccello caldo che mischia i sapori degli umori della fica, della saliva e della sborra che inizia fare capolinea.
Mostro il petto dove svuotare il piacere, mi faccio inondare. Per non sbagliare ripasso la cappella lucida perché ogni goccia resti sulla stoffa bianca.
Percorro il corridoio del ritorno sporca di sborra, soddisfatta del mio essere puttana.
Entro nella mia stanza e mostro il lavoro svolto.
Sfilo la camicia e la ripongo in valigia!
Il tutto sarà sempre video ripreso per la mia teca personale!
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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