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bdsm

30 colpi di canna prima di....


di fetishnapoli
05.01.2026    |    1.574    |    6 9.7
"La mia padrona sorride e la sua eccitazione riempie già le mie narici mentre posa la bacchetta e si sdraia vicino a me “Sei stato bravissimo oggi e voglio darti un premio” Mi toglie il..."
(Racconto tratto da una storia vera, con qualche piccola licenza)

“E’ questo che volevi, cucciolo”?
Le sue parole, dette con quel tono sbarazzino ed ironico, così strano in un contesto bdsm, mi rimbalzano nel cervello sebbene nelle mie condizioni attuali sia impossibilitato a darvi risposta.
Nudo, piegato a 90° con le mani ammanettate dietro la schiena, con addosso solo un collare rosa, un bavaglio a palla forato da cui possono uscire solo mugugni e la saliva che ormai bagna il ripiano della scrivania su cui poggia la mia faccia, non posso che aspettare il mio destino, mentre il mio uccello cerca disperatamente di rizzarsi all’interno della gabbia d’acciaio che ne impedisce dolorosamente ogni movimento.
Lei è dietro di me, non posso vederla ma sento i suoi tacchi, un paio di decolleté nere eleganti che le regalai qualche settimana fa e che ticchettano sul pavimento dell’hotel che per una mattina sarà la nostra alcova ed il nostro dungeon, luogo di piacere e dolore, eccitazione e tenerezza.

Si aggira per la stanza come una pantera, incerta se scegliere il frustino o la bacchetta che neanche un mese fa le spiegai come usare ma che ora padroneggia con disinvoltura. Non la vedo, ma immagino già il suo odore di donna sapendo che si bagnerà non appena i primi segni rossi appariranno sul mio culo esposto ed in attesa, regalandomi dolore e piacere.
SLACK, SLACK SLACK.
Tre bacchettate veloci rendono fine improvvisamente alla mia attesa, abbattendosi dolorosamente su di me e quasi facendomi mancare sulle ginocchia. Il bruciore è intenso ma cerco di resistere mentre le mie tiene ferma sul ripiano tenendomi per i polsi ammanettati.
“Che c’è? Non te l’aspettavi vero? Davvero potevi pensare che dopo un mese che non ci vedevamo ti facevo solo coccole e carezzine? Oggi dovrai soffrire non poco, e nessuna safeword per te, visto che non puoi parlare. Al massimo ti concedo i tre secondi canonici tra un colpo e l’altro ma prima devo sfogarmi un po’”.
SLACK, SLACK, SLACK
Altri tre colpi in rapida sequenza cadono sul mio sedere inerme facendomi un male boia. Sono sicuro che già sono apparse le prime striature rosse e spero non siano così profonde da restarmi anche dopo la sessione ma è un rischio che oggi corro volentieri, la desidero troppo ed ho troppa voglia di lei, di essere suo nel modo che eccita entrambi e che solo noi possiamo capire.
“Bravo cucciolo, sei colpi senza un fiato, sei ancora vivo? Ma si….. e scommetto che anche il tuo cazzo sarà bello eccitato nella mia gabbietta”.
Si pone dietro di me e con un colpo di ginocchio mi allarga le gambe per afferrarmi brutalmente le palle da dietro. Mi manca il fiato ma il vero dolore non è tanto per le palle strizzate quanto per la gabbia stretta che non mi da’ respiro.
“va bene, visto che sei stato bravo vediamo di renderti il tutto più piacevole”
Molla la stretta e si allontana. Sento fruscii dietro di me ed il rumore inequivocabile della busta in cui teniamo guanti e lubrificanti. Non mi sbagliavo, pochi secondi ed un dito lubrificato entra prepotentemente nel mio buco che nonostante i vari “trattamenti” a cui mi ha sottoposto da diversi mesi a questa parte resta ancora dolorosamente stretto. Poi un secondo ed un terzo ed anche il mignolo seguono velocemente il primo e la sua mano comincia a girare dentro, violandomi nell’intimità. Infine anche il pollice cerca di farsi strada tra le altre ditta incontrando però l’opposizione del mio sfintere dolorante.
“uffa cucciolo, ti sei ristretto di nuovo, ma come devo fare con te? Ogni volta devo cominciare da capo”
Toglie la mano velocemente e ributta dentro le quattro dita con nonchalance mentre con la mano libera afferra di nuovo il flacone del lubrificante. Ora è di nuovo fuori probabilmente per scegliere il plug da ficcarmi dentro. Sono tutti li in bella mostra sulla scrivania, dai miniplug che ormai non ci danno più soddisfazione a quelli più grandi L ed XL che per anni ho avuto nell’armadio senza avere il coraggio di usare, alla sfilza di palline da 4 cm, fino ad arrivare ai cazzi da strapon che tanto piacciono a tutti e due.
Neanche il tempo di realizzare e sento una punta di plastica dura premere sul mio sfintere, cazzo speriamo che non sia l’XL altrimenti oggi piango prima del tempo.
Quasi come potesse leggermi nel pensiero mi dice “non preoccuparti cucciolo non è quello più grande, quello lo mettiamo dopo” e di botto affonda dentro il plug di dimensioni generose che prima di conoscere lei avevo messo solo con difficoltà.
“bene bene, ed ora che il tuo culetto è pieno come piace a me, adesso ti tocca soffrire un altro pochino per la mia eccitazione”.
Piegato sulla scrivania posso solo annuire e chiudere gli occhi mentre la sento porsi di nuovo dietro di me.
“allora a che numero eravamo rimasti? 2 o 3?”
MMMMhhh cerco di rispondere io mentre lei sorride sadica.
SLACK “e sette”
Due secondi
SLACK “e otto”
Due secondi
SLACK “e nove”
Due secondi
SLACK “e dieci”
Due secondi
SLACK “e undici”
Due secondi
SLACK “e dodici”
Il mio culo è in fiamme, le gambe mi tremano ma riesco a resistere, mentre una carezza percorre le mie chiappe martoriate fino a soffermarsi sul plug.
“bravo cucciolo, hai preso 2 dozzine di bacchettate senza fiatare, ti meriti un premio”.
Afferra il plug che ho nel culo e lo tira fuori fino al punto di massimo diametro per poi rimetterlo a posto, per poi riprenderlo e ripeter il gioco 2, 3, 4,5 volte. Le terminazioni nervose del mio sfintere e l’impatto sulla prostata mi mandano scariche di adrenalina e piacere che, nonostante la gabbia di acciaio, si riverberano sul mio uccello. Gocce viscide cominciano a gocciolare attraverso il duro metallo per formare una piccola pozza sul pavimento. Poi lo toglie del tutto lasciandomi un senso di vuoto che cerco di colmare spingendo il mio culo segnato verso di lei.
“ma brava la mia puttanella, che c’è? non puoi più farne a meno? Allora vediamo di ficcarci qualcos’altro”
Pochi secondi e sento qualcosa di ghiacciato premere sul io buco. E’ il plug metallico da 4,5 cm che termina con un finto diamante blu di generose dimensioni che detesto e rimpiango di averle fatto vedere. E’ infatti uno degli strumenti di tortura che tollero meno per rigidità e per il divario notevole tra il diametro della parte a pera e quello del collo estremamente sottile. La mia padrona lo sa bene e mi afferra saldamente da dietro per i fianchi prima di spingerlo inesorabilmente nel mio sfintere.
Un urlo, a stento soffocato dal ballgag, accoglie la dolorosa inserzione che, alla fine, mi lascia col culo pieno da cui sporge un’oscena gemma turchese.

“bravo cucciolo, adesso ti meriti una bella foto di questo culetto che comincia a somigliare alla barriera americana tra strisce bianche e rosse e diamantino blu. Ora però ti toccano almeno altre 12 bacchettate, che per evitarti segni ti darò sulle tue belle gambe lisce, sei pronto?”.
Neanche il tempo di emettere un mugolio e….
SLACK SLACK SLACK SLACK SLACK SLACK
SLACK SLACK SLACK SLACK SLACK SLACK
Per ben dodici volte la bacchetta di bambu' si abbatte sulle mie carni, dalla parte posteriore delle cosce sotto il sedere fino ai polpacci, in posti dove il piacere è praticamente zero e c’è solo il dolore che parte dal mio culo violato fino ad arrivare alle caviglie.
Il 24mo colpo mi fa cadere in ginocchio mentre lacrime e saliva mi scendono lungo il volto e sul torace e dal bavaglio escono suoni inconsulti.
“Sei vivo?” mi fa lei sarcastica, tenendomi per i capelli mentre sono in ginocchio davanti a lei.
“lo so sono stata parecchio cattiva oggi però guarda che bel risultato”.
Nonostante le mani ammanettate dietro mi tiene per i capelli e fa affondare il mio viso sulle sue mutandine sono oscenamente bagnate e piene dei suoi odori.
“Adesso però non ho ancora finito con te, ma se preferisci stare in ginocchio puoi salire sul letto”
Annuisco e con non poca difficoltà salgo carponi sul letto dove affondo la faccia sul materasso. Nello specchio di lato intravedo lunghe striature rosse sul mio sedere. La mia padrona mi sistema vicino al bordo, prima di legarmi insieme le caviglie con un nodo a doppia colonna che le ho insegnato un po’ di tempo fa.
“ed ora per il gran finale penso tu sia pronto per il plug XL”
Senza troppi complimenti tira via il plug metallico dal mio culo strappandomi un gemito e comincia a lubrificare la bestia da 5 cmq di diametro gomma nera che ogni volta mi fa urlare di dolore come un animale sgozzato.
“Lo so che ti fa male ma è colpa tua che non mi dedichi abbastanza tempo e non vuoi allenarti da solo, perciò ora soffri e basta”.
Così comincia a spingere dentro e nonostante il mio buchetto sia stato già violato da altri due plug per quasi un’ora arriva un punto in cui la carne dello sfintere, già oscenamente tesa e dilatata, sembra non voglia accettare altro.
“su su fai il bravo tanto lo sai che alla fine ti piace sempre, devi solo rilassarti”
E così dicendo da un colpo secco che mi fa urlare nonostante il bavaglio. Scatto in avanti sul materasso mentre lacrime di dolore mi rigano il viso e un dolore lancinante mi si propaga dal buco al cervello a tutto il resto del mio corpo sofferente.
Lei si avvicina a me premurosa, mi accarezza e con un “bravo cucciolo, adesso passa” mi asciuga le lacrime e mi rimette in posizione carponi.
“ora ci sono le ultime 6 che sono sempre le più dolorose, ma ti distrarranno un po’ dal mal di culo. Sei pronto?”
Senza aspettare risposta per sei volte la bacchetta si abbatte sulle piante dei miei piedi che, avendo le caviglie legate non hanno scampo, anche perchè la sua mano sinistra mi tiene fermo cingendomi la vita
SLACK e venticinque
SLACK e ventisei
SLACK e ventisette
SLACK e ventotto
SLACK e ventinove
Poi una lunga attesa e l’ultima bacchettata, la più forte della giornata, si abbatte a sorpresa sul mio culo lasciandoci un netto segno viola.
SLACK “e TRENTA!!!! Bravo cucciolo”
Mi accascio sul materasso dolorante ed in lacrime, girandomi a pancia in su cercando di proteggere le mie terga martoriate.
La mia padrona sorride e la sua eccitazione riempie già le mie narici mentre posa la bacchetta e si sdraia vicino a me
“Sei stato bravissimo oggi e voglio darti un premio”
Mi toglie il bavaglio e si mette a cavalcioni della mia faccia senza togliersi le mutandine ormai fradicie…..
“non è questo che volevi, cucciolo? lo senti quanto mi hai fatto eccitare soffrendo per me? queste dopo te le lascio per regalo, ma con te non ho ancora finito….”
(CONTINUA)
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