Gay & Bisex
Da sconosciuto a padrone nel bosco
18.01.2026 |
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"Mi usano uno dopo l’altro, con movimenti lenti e profondi: uno mi riempie la bocca mentre un altro mi tiene la testa con delicatezza, un terzo mi entra da dietro spingendo piano ma fino in fondo..."
Era una sera d'autunno in Toscana, ero in casa in un paesino tranquillo fuori Firenze, già eccitato dopo aver chattato su Annunci69 con un tipo che sembrava affidabile: diceva che sarebbe passato sotto casa per un incontro veloce in macchina. Ero pronto, con il cuore che batteva forte.Scendo le scale e lo vedo: un cicciottello sui 45, pancia morbida, barba un po’ incolta, fermo con la macchina accesa proprio lì davanti. Mi chiede indicazioni per una stradina verso il Chianti, con un sorriso timido, ma capisco subito che è solo una scusa. Mi guarda negli occhi e dice piano: “Sali un attimo, ti spiego meglio”. Io, con la voglia che mi brucia, apro la portiera e salgo.
Appena dentro, si slaccia la patta senza fretta e tira fuori un cazzo carnoso, spesso, già mezzo duro, con quel profumo caldo e maschio. “Succhiamelo qui, dai…”. Mi piego lentamente, lo prendo in bocca con calma, assaporando ogni centimetro mentre lui guida piano per le stradine buie della campagna. Geme piano, mi accarezza la testa con la mano grande, muovendosi delicato ma deciso. Dopo un po’ rallenta e sussurra: “Ti va se ti porto in un posto più tranquillo, in mezzo al bosco? Solo noi due…”. Annuisco con la bocca piena, già bagnato dall’idea.
Arriviamo in un bosco isolato sulle colline, buio profondo, solo i fari che illuminano piano gli alberi e la terra umida. Spegne il motore, mi fa scendere e mi appoggia con dolcezza contro il cofano. Mi abbassa i pantaloni e mi entra dentro piano, con quel cazzo carnoso che mi riempie completamente, tenendomi per i fianchi e sussurrandomi all’orecchio: “Che bella cagna sei…”.
Poi sento altri motori avvicinarsi piano, fari che si accendono uno dopo l’altro nel buio. Erano cinque o sei uomini, arrivati lì chissà come, forse amici suoi o tipi che si erano sentiti via chat. Mi circondano con calma, senza fretta. Mi tolgono i vestiti piano, mi mettono in ginocchio sulla terra morbida. Mi usano uno dopo l’altro, con movimenti lenti e profondi: uno mi riempie la bocca mentre un altro mi tiene la testa con delicatezza, un terzo mi entra da dietro spingendo piano ma fino in fondo. Mi passano tra loro con calma, sborrando in bocca, in faccia, dentro di me. Qualcuno mi bagna piano dopo aver finito, e io ingoio tutto, tremando di piacere.
Ero lì, in mezzo al bosco toscano, circondato da corpi caldi, gemiti bassi che si mescolavano al fruscio delle foglie, il rischio lontano di qualcuno che potesse passare… e più mi usavano con quel ritmo lento e insistente, più questa cagna godeva, perso in un piacere profondo e continuo.
Alla fine, quando tutti avevano finito, il cicciottello mi ha guardato con un sorriso stanco, mi ha aiutato a rivestirmi e mi ha fatto risalire in macchina. Ha guidato in silenzio per tutta la strada di ritorno, con la mano appoggiata sulla mia coscia ogni tanto. Mi ha lasciato esattamente sotto casa, mi ha dato un ultimo bacio sulla guancia e ha detto solo: “Grazie, cagna… è stato bello”. Poi ha acceso il motore e se n’è andato.
Da quella sera non l’ho mai più rincontrato. Né su Annunci69, né in giro per il paese, né in nessun parcheggio. È rimasto solo un ricordo intenso, di quelli che mi fanno ancora tremare quando ci ripenso. Ogni tanto passo da quelle stradine buie verso il Chianti, sperando di rivedere la sua macchina accesa… ma niente. Solo il bosco silenzioso e la voglia che non se ne va mai del tutto.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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