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Gay & Bisex

IL GIARDINIERE – 2 (Prima parte)


di jeepster
09.08.2025    |    4.343    |    7 10.0
"Il figlio lo vede e ne rimane colpito; è lo stesso per Alessio quando nota che il ragazzo tiene aperto l’accappatoio..."
Carlo sussulta e ansima, infine rimane immobile come stremato e perso in un’altra dimensione. Quando sente il rumore dei passi nel corridoio e l’acqua scorrere al bagno, ritorna in sé; si accorge di avere il petto e l’addome impiastricciati di sperma e in quel momento pensa: “Mi sono appena fatto la sega più grandiosa della mia vita”.
Se ne sta ancora un po’ disteso, poi si alza a sedere sul letto e con un fazzolettino di carta si ripulisce sommariamente. Prende il telefonino e scrive un messaggio al suo amico giardiniere: “Giulio, ho bisogno di vederti al più presto, è successa una cosa che mi ha sconvolto. Appena ti svegli, fammi sapere quando possiamo incontrarci”.
Poco dopo sente i passi in corridoio di suo padre e del ragazzo con cui ha passato la notte, quindi il rumore dell’uscio di casa che si chiude. Socchiude la porta della sua cameretta per capire se il papà è ancora in casa, e infatti dopo un po’ sente di nuovo il portone chiudersi, poi silenzio. Esce dalla sua stanza e va a farsi la doccia.
Il padre è uscito a fare jogging e appena torna, Carlo si fa trovare in cucina che fa colazione.
Indossa l’accappatoio del padre. Questi si rende conto che ancora non aveva tolto quello del figlio, usato dal suo partner.
«Vedo che hai usato il mio accappatoio – gli dice – infatti il tuo l’avevo usato io ieri sera, quando mi sono docciato, prima di andare a letto, poi stamattina, li avrei cambiati entrambi, dopo la doccia che devo farmi. Ma come mai sei tornato così presto? Avevi detto in tarda mattinata».
«Hai ragione, ma Dario stamattina aveva da fare e così siamo partiti presto»
«Capisco… e allora dai, raccontami, com’è stato questo concerto?»
«È stato bello! Tiziano è un bravissimo chitarrista e anche gli altri membri della band sono molto bravi; il cantante poi, ha una voce stupenda…». Carlo si blocca, in quel momento gli viene in mente d’inventarsi un “dopo concerto” per provocare il padre e vedere che reazione ha.
«Perché ti sei fermato? A cosa stai pensando?» lo sollecita Alessio.
«Mah, niente… non so se è il caso di dirtelo»
«Avete combinato qualche guaio? A maggior ragione dovresti dirmelo»
«No, nessun guaio, è che mi vergogno a parlarne»
«Ma che dici? Abbiamo sempre parlato di tutto, non devono esserci segreti tra noi e non c’è niente di cui tu debba vergognarti. Dai, dimmi di cosa si tratta»
«Va bene… è stato dopo il concerto. Prima siamo rimasti nel locale a bere un po’… forse un bel po’; poi Tiziano ci ha portati a casa sua, io stavo in camera con Lorenzo.
Ci eravamo già messi sotto le coperte ma non riuscivo a prendere sonno; dopo un po’ lo sento alzarsi. Si è avvicinato al mio letto e mi ha chiesto se dormivo già, gli ho risposto di no e allora lui mi fa: “Ti va se ci facciamo una sega? Così scarichiamo un po’ di adrenalina e poi dormiamo meglio”. “Ma che ti salta in mente? No, non mi va” gli ho risposto. Ma lui ha infilato il braccio sotto alla mia coperta, poi ha infilato le dita dentro gli slip e me l’ha preso in mano…».
Carlo si blocca di nuovo; anche se sta inventando tutto, prova moto imbarazzo a fare questo discorso con suo padre, che subito gli chiede: «E tu cosa hai fatto?»
«Mi ha colto di sorpresa; sono rimasto immobile; l’ho lasciato fare e così mi sono accorto che la cosa non mi dispiaceva, anzi, mi eccitava. Allora lui ha capito che ci stavo; perciò ha scostato la coperta e… – Carlo fa un’altra breve pausa e poi continua – …me l’ha preso in bocca»
«Perbacco! – esclama Alessio – e tu lo hai lasciato fare anche stavolta?»
«Sì, mi piaceva molto quella sensazione, non avevo provato mai niente di simile»
«Eh già… è un tipo molto intraprendente il tuo amico… come hai detto che si chiama?»
«Lorenzo»
«Ed è finita lì?»
Carlo non risponde, volge la testa da un’altra parte. Non è sorpreso dalla calma con cui il padre sta reagendo alla sua “confessione”, ma si chiede se gli stia credendo o se stia facendo finta.
«Mi hai sentito? È finita lì o c’è dell’altro?» lo incalza Alessio.
«Sì, c’è dell’altro…»
«Allora forza, non farti pregare»
«Dopo che sono venuto, Lorenzo mi ha chiesto se volevo fare lo stesso a lui»
«E lo hai fatto?»
«No, macché… gli ho detto che mi faceva schifo solo a pensarci, allora mi ha chiesto se gli facevo una sega»
«E gliel’hai fatta?»
Carlo aspetta qualche secondo, abbassa lo sguardo e poi sottovoce risponde: «Sì… mi sembrava giusto ricambiare»
«Non eri mica obbligato a farlo. E che effetto ti ha fatto? Ti sei sentito a disagio o ti è piaciuto?»
«Non lo so, pa’… però non mi è dispiaciuto, l’ho fatto volentieri»
«E ora sei turbato per questo?»
«Sì, un po’ sì. Mi chiedo se vuol dire che anch’io ho certe tendenze»
«Mah, direi di non trarre conclusioni affrettate. Certe esperienze le fanno in tanti… Anche a me è successo qualcosa del genere, eppure, come vedi, mi sono sposato, ho avuto un figlio, sono una persona normale. Anche la circostanza in cui ti sei trovato ha influito secondo me: eravate su di giri dopo la serata; l’alcool che scioglie i freni inibitori, il gusto del proibito… Insomma credo che non dovresti dare troppa importanza a quanto accaduto».
Nonostante cerchi di minimizzare, in realtà Alessio è piuttosto scioccato da questa confessione; si sente un po’ a disagio ma non vuole darlo a vedere; soprattutto perché non hanno mai parlato di sesso in modo così intimamente personale ed esplicito. Si è anche eccitato nell’ascoltare il racconto del figlio, così per tagliare corto aggiunge: «Comunque possiamo riparlarne quando vuoi. Ora vado su a farmi la doccia».
Carlo annuisce, e mentre segue con lo sguardo il padre che se ne va, non può fare a meno di notare un’evidente protuberanza nella zona pubica dei suoi calzoncini.

Mentre si spoglia per fare la doccia, Alessio ripensa a ciò che gli ha appena rivelato suo figlio e così gli viene in mente di farlo venire in bagno.
Il flacone del bagnoschiuma è quasi vuoto, così decide di svuotarlo del tutto nello scarico della doccia; poi chiama il figlio per chiedergli di portargliene uno pieno.
Quando Carlo arriva, si fa trovare dentro la cabina doccia con lo sportello aperto, e col membro ancora barzotto in vista.
Il figlio lo vede e ne rimane colpito; è lo stesso per Alessio quando nota che il ragazzo tiene aperto l’accappatoio. Ne ha portati anche due da sostituire con quelli bagnati. Li appende; porge il flacone al papà, indugiando un po’ nel fissare il suo pene; poi, mentre il padre lo osserva con attenzione, con noncuranza si toglie l’accappatoio che indossa e lo pone nella cesta dei panni sporchi; restando nudo anche lui; quindi esce dicendo: «Vado a vestirmi» sotto lo sguardo del padre che è letteralmente inchiodato sulle natiche del giovane.
Alessio riprende a docciarsi e si masturba con in mente l’immagine del figlio, ma dopo esser venuto, viene subito assalito da un forte senso di colpa per quello che prova per lui: “È sbagliato! È mio figlio. Faccio schifo ad avere certi desideri” pensa.
A pranzo Carlo ritorna sull’argomento della conversazione di prima: «Sai pa’? Quando ti ho raccontato di Lorenzo, mi vergognavo da morire, mi sembrava che le budella mi si contorcevano, ma sono stato contento di esser riuscito a dirtelo. Poi la tua reazione, mi ha sorpreso, non pensavo che saresti stato così comprensivo… E anche quando son venuto di sopra e ti ho visto nudo, la cosa non mi ha turbato affatto, così come non ho avuto nessuna vergogna a mostrarmi nudo anch’io. Trovo bellissimo che ora ci sia questa intimità tra di noi, tu non credi?»
«Ma certo, sono contento anch’io»
«Come hai detto tu, non devono esserci segreti tra un padre e un figlio» aggiunge Carlo, nella speranza che il papà racconti quello che ha fatto la notte scorsa; invece questi gli fa: «Sicuro, nessun segreto… ora vado un po’ a riposare. Stanotte ho dormito poco, forse per il pensiero di avere mio figlio fuori di casa».
Carlo resta allibito.
Dopo un po’ torna in camera sua; quasi subito gli arriva un messaggio del giardiniere: potranno vedersi da lui tra un paio d’ore.

Mentre sale con l’ascensore che lo porta al terzo piano della palazzina dove abita Giulio, il cuore di Carlo batte forte. È emozionato per le cose che gli vuole raccontare e soprattutto perché spera che potranno di nuovo fare l’amore.
Il giardiniere lo sta aspettando sulla porta, indossa solo una vestaglia. Quando il ragazzo gli si para davanti, lo prende per mano e lo fa entrare, chiude la porta dietro di sé e lo bacia con passione; quindi gli fa togliere il giaccone, lo appende e dice: «Dobbiamo riprendere da dove siamo stati interrotti ieri sera, dopo mi racconterai tutto» e così dicendo lo prende per mano e lo conduce in camera da letto. Si toglie la vestaglia e comincia a spogliarlo; Carlo non dice niente, stupito e sopraffatto da tanto ardore. Appena sono nudi entrambi, si abbracciano, si accarezzano e si baciano ancora; i loro sessi eccitati premono sui rispettivi bacini. Si distendono sul letto, Giulio supino e Carlo sopra di lui, riprendono a baciarsi e a un certo punto, afferrando i glutei del ragazzo, Giulio dice: «Voglio farti mio». Carlo annuisce e si dispone a pancia sotto. L’uomo allora gli divarica le gambe, s’inginocchia dietro di lui e comincia a passargli la lingua nel solco delle natiche, soffermandosi in po’ di più sull’apertura dell’ano; a Carlo piace molto questa sensazione mai provata e inizia a mugolare debolmente. Allora il giardiniere, dopo aver lasciato un bel po’ di saliva sull’apertura dell’ano, chiede al ragazzo di non irrigidirsi mentre prova ad entrare delicatamente con un dito. Questi sente un po’ di dolore quando Giulio lo fa scorrere lentamente avanti e indietro, poi man mano si abitua.
L’uomo sente che il muscolo dello sfintere si sta rilassando e prova ad entrare con due dita, ma a quel punto l’altro geme dal dolore, e Giulio si ferma.
«Prova a spingere in fuori» gli dice, e riprende.
Gli fa ancora un po’ male, ma Carlo cerca di resistere, e infatti, poco dopo, è di solo piacere la sensazione che prova, e i suoi mugolii ne sono la prova. Allora l’uomo allunga una mano per prendere un tubetto di lubrificante sul comodino, e se ne spalma una buona quantità sul membro, che ormai è duro come il legno, e un altro po’ sul buco del giovane. Gli fa divaricare le gambe e poi gli si piazza dietro in ginocchio; lo afferra ai fianchi per tenergli un po’ alzato il bacino e infine, con estrema cautela e lentezza, comincia a penetrarlo. Carlo trasalisce appena sente il cazzo di Giulio entrargli tutto dentro ed esclama: «Oooh!… mi piace! Continua, ti prego». Perciò il giardiniere comincia a pompare ritmicamente nel retto del ragazzo che, coi suoi mugolii e i suoi gemiti, dimostra di gradire oltremodo quel “trattamento”. Tutto ciò porta l’eccitazione dell’uomo al settimo cielo, finché aumentando il ritmo degli affondi esplode in un orgasmo come mai prima. Si accascia sul giovane e va a cercare la sua bocca per baciarlo; si sfila e gli si distende a fianco supino. Carlo allora si alza in ginocchio rivolto verso Giulio; si masturba fino a raggiungere l’orgasmo a sua volta e schizza la sua sborra sul corpo e sul membro dell’amico; poi gli si distende accanto e gli poggia la testa sul petto. Rimangono così, in silenzio, in una quiete assoluta, provando un senso di profonda pace e serenità, per un tempo che a loro sembra infinito, ma in realtà passano solo poco più di una manciata di minuti.

(CONTINUA… - Il seguito è già disponibile sul mio profilo)
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