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IL GIARDINIERE – 2 (Seconda parte)
09.08.2025 |
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"Dopo l’università, non riuscivo a trovare un lavoro stabile, anche perché di voglia di lavorare ne avevo davvero poca; così un giorno mentre stavo pisciando al bagno di una stazione, mi si..."
Rimangono così, in silenzio, in una quiete assoluta, provando un senso di profonda pace e serenità, per un tempo che a loro sembra infinito, ma in realtà passano solo poco più di una manciata di minuti.È Giulio a parlare per primo: «Credo che non potrò mai più fare a meno di te. Non sono mai stato così bene insieme a qualcuno»
«È così anche per me – aggiunge Carlo – sei senz’altro la persona più importante della mia vita. Soprattutto adesso che comincio a vedere mio padre sotto una luce diversa»
«E come mai? Dimmi, cosa è successo?»
Il ragazzo racconta di come, tornando a casa prima del previsto quella mattina, abbia scoperto che suo padre aveva passato la notte con un ragazzo: «Senza farmi vedere, mi sono messo a spiarli mentre facevano sesso. La cosa mi ha sconvolto, ma quando sono andato in camera mia, mi son fatto una sega ripensando alla scena. Più tardi, parlando con papà, mi sono inventato che avevo fatto sesso con l’amico con cui avevo diviso la stanza dopo il concerto, per vedere se anche lui si sarebbe confidato su quanto accaduto la notte prima; invece, per niente scandalizzato, si è limitato a minimizzare su quanto gli avevo detto. E quando si è fatto portare in bagno un flacone di bagnoschiuma, si è fatto trovare dentro la cabina doccia completamente nudo. Non era mai successo prima. Cosa si aspettava? Che entrassi nella cabina doccia con lui?»
«Eh!... Forse, chissà? E tu cosa hai fatto?» chiede Giulio.
«Niente! Mi sono tolto il suo accappatoio, che avevo usato prima, e sono andato a vestirmi»
«Quindi ti sei mostrato nudo anche tu? Volevi provocarlo?»
«Non lo so… ma ora che me lo chiedi, forse sì»
«E lui ha risposto alla provocazione?»
«No, e anche quando a pranzo ho provato a vedere se era disposto a confidarsi: niente. Lui dice che non ci devono essere segreti tra padre e figlio, ma è il primo a non aprirsi»
«Non giudicare tuo padre troppo severamente, un conto è dire che non devono esserci segreti e un altro è essere pronti a rivelarli. Tra l’altro anche tu non sei stato del tutto sincero con lui»
«Sì, ma io vorrei esserlo… vorrei che lui sapesse del nostro rapporto»
«Per me non c’è problema, ma forse è meglio non correre troppo»
«E perché? Visto le tendenze che ha, non dovrebbe avere difficoltà ad accettare la nostra relazione»
«È possibile, ma non credere che sia così semplice, direi di andarci cauti. Da quel che mi hai raccontato, mi sembra di capire che anche lui nutre un certo interesse per te, potrebbe ingelosirsi»
«Dici? E allora cosa bisogna fare?»
«Intanto fare in modo che mi conosca. E credo di avere già un’idea su come fare»
«Davvero? Dimmi»
«Una sera di queste potrei passare da te per invitarti a mangiare una pizza, per ringraziarti del favore che mi hai fatto, glielo avevi detto questo, vero?»
«Sì, certo»
«Bene. Così se c’è anche lui, mi potrai presentare e vediamo come reagisce»
«Sì, mi sembra un’ottima idea, facciamo domani?»
«Ehi, quanta fretta!... Comunque per me va bene, ma ora vado a lavarmi, devo andare in ospedale a fare visita a mio cognato».
L’indomani, nel tardo pomeriggio, Giulio suona al campanello di casa del ragazzo ed è proprio il padre ad aprirgli. Carlo è appena uscito a piedi per andare a comprare le sigarette a un Bar-Tabacchi poco distante. Quando Giulio vede Alessio, rimane interdetto per un po’, è sicuro di conoscerlo già, ma non riesce minimamente a ricordare quando e perché, quindi dice subito il motivo della sua venuta. Alessio invece lo ha riconosciuto, ma fa finta di niente.
«Carlo si è assentato un attimo – gli dice – tornerà subito» e con modi gentili lo invita ad entrare.
Appena chiusa la porta però, il padre cambia completamente atteggiamento, rivolge uno sguardo ostile all’altro e con un tono di voce severo, chiede: «Non mi hai riconosciuto veramente o stai fingendo?»
Giulio, benché sorpreso e spiazzato da questo repentino mutamento di Alessio, risponde calmo: «Veramente ho avuto subito l’impressione che noi ci conosciamo già, ma non riesco a ricordare la circostanza»
«Bene, allora ti rinfresco io la memoria – continua l’altro – saranno passati almeno dieci anni da allora, da quando ci siamo frequentati per un periodo, quando ti facevi pagare per le tue prestazioni sessuali; poi quando io ne ho avuto abbastanza, perché quando eri strafatto non riuscivi nemmeno a fartelo venire duro ma volevi essere pagato ugualmente, hai cominciato a ricattarmi»
«Mi parli di un periodo di cui ho ricordi molto vaghi, non ero mai lucido, ma so di aver fatto del male a diverse persone, oltre che a me stesso»
«Poi a un certo punto sei sparito, grazie a Dio. Ti hanno messo dentro, vero?»
«Sì, è stata la mia salvezza; mi son dovuto disintossicare, sono nove anni che non tocco quella merda; in galera ho imparato a fare il giardiniere»
«Che bella storia! Edificante, anche commovente. Eppure a me non m’intenerisce neanche un po’»
«Non so che dirti, se non chiederti perdono per il male che posso averti fatto, ma ora sono un’altra persona, che tu ci creda o no. Non sono diventato un santo, ma ho ritrovato un certo equilibrio e un minimo di serenità»
«Mi perdonerai, ma non ce la faccio a crederti»
In quel momento sentono aprire l’uscio di casa: è tornato Carlo, che va subito a salutare Giulio, abbracciandolo. Il padre si stupisce per la confidenza che già c’è tra i due. Riporta a Carlo la proposta di Giulio di volergli offrire una pizza uno di questi giorni; allora Giulio rivolgendosi ad Alessio, aggiunge: «Naturalmente può venire anche lei con noi».
«Oh certo, perché no? Volentieri. E visto che non ho ancora preparato niente per cena, perché non ci andiamo proprio stasera?».
«Per me va bene» risponde Giulio, mentre Carlo annuisce contento.
Il giardiniere prenota un tavolo in una pizzeria che conosce e così tutt’e tre se ne vanno a cena fuori usando la macchina di Alessio. A tavola c’è un clima di serena convivialità, ma il genitore è intento soprattutto ad osservare come interagiscono tra loro l’uomo e il ragazzo. Quest’ultimo a un certo punto dice di voler andar fuori a fumare e allora l’altro si offre di fargli compagnia, ma il padre gli chiede di restare un momento, perché voleva chiedergli una cosa. Appena Carlo si è allontanato, Alessio gli fa: «Per essere la seconda volta che vi vedete, mi pare che tra voi c’è già troppa confidenza… ma non è questo il posto per discuterne, anche perché non c’è niente di cui discutere. Ti dico solo che se ti azzardi a fare del male a mio figlio, questa volta non la passerai liscia, neanche la galera potrà salvarti… E ora va, vai a fare compagnia a Carlo»
Senza dire niente, il giardiniere si alza e va fuori.
«Che te ne pare? – gli chiede il ragazzo – mi sembra che stia andando bene»
«Sì, è vero, ma aspetterei a dirgli di noi, forse è meglio farlo in un’altra occasione» risponde, ma non fa parola delle conversazioni avute a tu per tu col padre.
«Sì, forse è meglio che vi conosciate un po’ di più» concorda Carlo.
Per il resto della serata i due adulti continuano ad avere un atteggiamento di normale cordialità. Quando se ne tornano a casa, nell’accommiatarsi, Alessio oltre a ringraziare Giulio, lo invita a una prossima cena a casa loro per ricambiare. Il ragazzo è entusiasta e insiste affinché Giulio accetti. Questi è molto sorpreso dalla proposta, ma non può rifiutarsi. Si accordano per il prossimo venerdì.
Il giardiniere si allontana a piedi mentre padre e figlio entrano in casa. Carlo chiede al padre come gli è sembrato Giulio; questi risponde che gli ha fatto una buona impressione.
In realtà è roso dalla gelosia, perché ha capito che tra i due c’è molto di più di quanto vogliono far credere.
Nei giorni che seguono, il ragazzo e il giardiniere continuano a vedersi di nascosto e a fare l’amore ogni volta che possono. Carlo insiste affinché quando tutt’e tre saranno di nuovo insieme, rivelino al padre del loro rapporto, e nonostante le sue perplessità, alla fine Giulio acconsente.
Alessio è sempre più convinto dei suoi sospetti, il comportamento di suo figlio è diverso dal solito, seppur in senso positivo: è più rilassato, più allegro, più sereno; in una parola, è innamorato, e non è difficile indovinare di chi.
La sera della cena, mentre i due stanno aspettando l’arrivo a breve del genitore, questi chiama Carlo: “Scusa se chiamo solo adesso… sono fuori città; sono venuto a fare un sopralluogo per la ristrutturazione di una villa. Mi trovo da un meccanico; ho un problema con la macchina; devono sostituire un pezzo e mi hanno appena detto che me la potranno ridare solo domattina. Mi fermerò a dormire in un albergo del posto. Torno a casa domani”
«Mi dispiace pa’, Giulio è già qui, ti stavamo aspettando»
“Va bene, voi fate pure, ci sarà un’altra occasione. Ti lascio, mi stanno chiamando, ci sentiamo domani”.
Carlo riferisce quanto dettogli dal padre; Giulio commenta: «Pazienza, vuol dire che ceneremo noi due soli, e a questo punto, se vuoi, posso anche fermarmi per la notte»
«Fantastico!» esclama il giovane.
In realtà Alessio ha deciso di trattenersi in ufficio fino a tardi, per poi rientrare a casa senza farsi sentire, per vedere che situazione troverà.
Sono le undici passate quando entra in casa. Senza fare alcun rumore arriva davanti alla porta semiaperta della cameretta del figlio, tende l’orecchio e li sente ridacchiare. Come aveva immaginato, hanno deciso di passare la notte insieme.
Preso da un raptus di gelosia e di rabbia, si reca in camera sua e prende una rivoltella che tiene ben nascosta in fondo a un cassetto. Va ad aprire piano la porta della stanza del figlio e rimane per un po’ sulla soglia a vedere la scena che gli si presenta davanti.
Alla luce della lampada che si trova sul comodino, vede i due inginocchiati sul letto, uno di fronte all’altro, completamente nudi; stanno abbracciati, si accarezzano e si baciano con tenerezza.
In quel momento realizza: “Con lui non ci siamo mai baciati tutte le volte che ci siamo incontrati… sembra davvero un’altra persona… e mi sa che questi due si amano davvero”.
In quel momento le bocche dei due amanti si staccano e quando Carlo nel poggiare la sua testa sulla spalla di Giulio, rivolge lo sguardo verso la porta, si accorge della presenza del padre, perciò urla: «Papà!».
Così anche il giardiniere si volta e notando la pistola, grida: «Fermo! Cosa vuoi fare?».
Alessio, come inebetito, risponde: «Niente!». Si gira e se ne va.
I due rimangono attoniti per alcuni secondi e quando Carlo corre dietro al padre, lui è già uscito e si sente il rumore della sua macchina che si allontana.
Appena il ragazzo torna in camera, Giulio gli dice: «Il guasto alla macchina era un’invenzione. Tuo padre ci ha teso una trappola e noi ci siamo cascati in pieno»
«Perché pensi questo?»
«Carlo, devo dirti una cosa… veramente avrei voluto dirtela davanti a tuo padre»
«Oddio Giulio, ma è qualcosa di grave?»
«No, niente di grave, ma è importante che tu lo sappia»
«Di cosa si tratta?»
«Si tratta del mio passato. È giusto che tu sappia che io prima ero una persona molto diversa da come sono oggi… di certo peggiore; direi anche spregevole; non ho difficoltà ad ammetterlo. Dopo l’università, non riuscivo a trovare un lavoro stabile, anche perché di voglia di lavorare ne avevo davvero poca; così un giorno mentre stavo pisciando al bagno di una stazione, mi si avvicina un tipo, un uomo maturo sulla sessantina, che mi fissa l’uccello e mi fa: “Se te lo fai succhiare, ti do 50 euro”. Io avevo già avuto esperienze omosex, perciò la proposta non m’infastidì, anzi, mi sembrò un buon affare e così accettai. Quella fu la mia prima marchetta. Mi ero sposato da poco, ma decisi che da lì in poi sarebbe stato quello il modo per fare soldi. Dopo una serie di bugie, discussioni e litigate, dovetti dire a mia moglie la verità, ma non riuscii a farle accettare la cosa. Me ne andai di casa, e visto che guadagnavo bene, spesso le mandavo dei soldi; ma non immaginavo cosa sarebbe accaduto poi»
«Perché? Cosa è successo?»
«Ero molto richiesto, lavoravo tanto, e per reggere il ritmo, ho cominciato ad assumere sostanze di vario tipo. In breve tempo sono diventato un tossicodipendente e quello che guadagnavo lo spendevo tutto per drogarmi, e non mi bastava mai. Ho iniziato ad estorcere denaro extra ai miei clienti. Li ricattavo, li minacciavo, li derubavo; finché uno mi denunciò e finii in galera. Mia moglie chiese subito il divorzio, ma lì sono riuscito a disintossicarmi, ho imparato a fare il giardiniere e quando sono uscito, ho cercato di rifarmi una vita»
«Che storia triste… Ma che bisogno c’era, di raccontarla anche a mio padre?»
«In realtà, lui questa storia la conosce già, e magari avrebbe potuto raccontartela a modo suo per mettermi in cattiva luce nei tuoi confronti; perciò volevo che tu lo sapessi da me, e anche per dimostrare ad Alessio che non ho nulla da nascondere»
«E come fa a conoscerla?»
«Era uno dei miei clienti che ho ricattato, ma questo non te l’avrei mai detto se non fosse successo quello che è successo poco fa. L’altra sera, in pizzeria, ha minacciato di uccidermi se avessi fatto del male anche a te, e certamente era quello che aveva in mente quando si è presentato in camera tua impugnando una pistola»
«Oh mio Dio! Non l’avevo vista»
«Non ho idea del perché ci abbia ripensato, ma è stato meglio così… per tutti»
«E ora cosa farà?»
«Non lo so, ma qualunque cosa accada, sappi che io ti sarò sempre vicino e che puoi contare su di me in tutto e per tutto» risponde Giulio, mentre stringe forte a sé Carlo.
Restano a parlare per un bel po’; il giardiniere comincia a raccontargli altri episodi del suo passato; finché, vinti dal sonno, si addormentano abbracciati l’uno all’altro.
Nei giorni che seguono, il figlio, preoccupatissimo, cerca in tutti i modi di rintracciare il padre, ma inutilmente, finché, quando una mattina va a controllare quanti soldi gli sono rimasti sul suo conto, scopre che gli è arrivato un bonifico da una banca Svizzera: “L’ha fatto lui; almeno so che è vivo – pensa – spero che torni”.
FINE
padre e figlio giardiniere passato oscuro gelosia riconciliazione rivelazioni minacce amore proibito
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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