Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Gay & Bisex > IL MILITARE E IL CONTADINO
Gay & Bisex

IL MILITARE E IL CONTADINO


di sonoquixvoi
29.05.2026    |    14    |    0 6.0
"Il casolare sarà anche degli anni ’30 ma dentro è davvero arredato in modo moderno..."
Questo racconto è il seguito de "Il militare e Graziella" e anche questo si riferisce a uno dei periodi migliori della mia vita sessuale.

Sono passate le 18,30 del pomeriggio quando, cacciato da Graziella, arrivo alla stazione di Vicenza dopo più di un’ora e mezza di camminata. Prendo una bottiglietta di acqua, mangio un panino e mi riposo un po' prima di entrare e prendere un biglietto per Padova.
Stanco, accaldato, mezzo prosciugato dall’ “ultima tornata” tra le lenzuola verso le 20 prendo un treno. Mentre rimugino su quanto accaduto dandomi ancora una volta del cretino, penso che il sabato non può finire così.
Ci deve essere un modo per riscattarmi e mentre il treno corre mi passa per la mente il sospetto che questa mia irrefrenabile voglia di culo sia dovuta dalla mia bisessualità e dal troppo tempo che, (dall’inizio della naia), non ricevo sesso anale.
Arrivato in stazione a PD mi incammino per andare in caserma percorrendo quel rettilineo lungo, dritto, molto largo. Lì non ce mai nessuno nel we e dopo il tramonto ci sono macchine che ti si affiancano e procedono alla tua stessa andatura: maschi che cercano avventure sessuali, la cosa mi è già successa un paio di volte rientrando da Vicenza ma, sazio di sesso e sfinito nelle forze, avevo sempre fatto finta di niente...
Bene mi dico, questa è la sera giusta per vedere cosa succede abboccando e per rendere la mia complicità più esplicita, mi guardo attorno per sincerarmi che non ci sia nessuno, mi tolgo i calzoncini li metto dentro lo zainetto e rimango con addosso i soli boxer neri elasticizzati, la maglietta rossa aderente e le scarpe da tennis.
Riprendo a camminare lentamente controllando che nessun pedone arrivi dietro di me o di fronte. Ormai ho già percorso quasi i tre quarti di quel tratto e sono passate solo 4 macchine che andavano dritte per la propria strada. Mi sa che questo sabato resterà negli annali come il più sfigato, ma poi sento un’auto che accosta al marciapiede proprio affianco a me con la luce interna accesa. Procede alla mia stessa andatura. Mi fermo e si ferma, riparto e riparte. È una R4, dentro c’è un uomo che, per quello che posso vedere nella scarsa luce, è calvo e robusto. Mi fermo nuovamente, lo guardo, mi chiede dal finestrino aperto, < Vuoi un passaggio...>, rispondo < Speravo di trovare qualcuno che me lo proponesse, certo, mi va un bel passaggio!...>. Salito a bordo mi chiede dove sono diretto e alla risposta mi dice di conoscere bene l’ospedale militare.
< Dimmi quanto e cosa mi chiederai per questo passaggio >. Per tutta risposta sorride e sposta i calzoncini solo appoggiati sul grembo e mi mostra u bel bastone non completamente duro.
È davvero un bel cazzo, non lungo ma largo, se è ben pulito sarà un piacere prendermene cura. Mi abbasso su di lui e, benedetta R4 con il cambio che esce dal cruscotto e niente tra i sedili, non ho alcuna difficoltà a raggiungerlo. È davvero profumato e pulito e me lo succhio con calma fino alla base.
< A che ora devi rientrare? >
< Entro le 22,30 ma posso anche rientrare domani sempre prima di quell’ora >.
< Se ti va possiamo andare a casa mia, ti ospito per la notte! >,

Quando riparte mi sposto sul sedile con il culo ora nudo verso di lui, accavallo la gamba sinistra sulla destra, avvicino la testa al finestrino lasciando il mio culo in parte sollevato in bella vista. Mi sento una puttana e penso: il sabato sta svolgendo finalmente al meglio…
In breve tempo siamo fuori dalla città e mentre mi palpa mi dice che è un agricoltore e che in meno di un quarto d’ora saremo arrivati.
< Qual'è il tuo desiderio erotico più grande? >
Rispondo che mi piacerebbe ripetere l’esperienza di essere fistato con mano, cosa già sperimentata,
< Interessante, vedrò di accontentarti, pensi di farcela? > mi dice mostrandomi la sua mano davvero grossa!
Svoltiamo a destra e imbocchiamo una piccola strada tra i campi in terra battuta, vedo in lontananza un casolare, stiamo andando lì.
Il casolare sarà anche degli anni ’30 ma dentro è davvero arredato in modo moderno. . Faccio la doccia così come deve essere fatta in queste occasioni togliendo il tubo dal docciotto per usarlo nel modo adeguato. Quando esco dal bagno con quel suo accappatoio addosso: mi sento ridicolo; è larghissimo ma anche molto corto, mi arriva a malapena a metà coscia, adeguato a un maschio robusto e… basso, tutto il contrario di me!
Lo raggiungo in camera, è semisdraiato sul letto con un cuscino dietro la schiena, nudo e con un piccolo asciugamano marrone a coprire il suo giocattolo.
< Che ne dici di riprendere da dove abbiamo lasciato? >
La richiesta è chiara e non me la faccio ripetere, tolgo l’accappatoio, salgo sul letto, gli tolgo l’asciugamano, mi inginocchio davanti a lui e riprendo a succhiare. Siamo sdraiati di traverso tra di noi e sono davvero scomodo, lui lo capisce e si sdraia al mio fianco. Iniziamo uno stupendo 69, del resto chi meglio di un maschio riesce a far godere al massimo un altro maschio sapendo quali sono i punti e i modi giusti per stimolarlo? Io sotto, lui sopra, mi spinge forte il suo pene in gola, sto soffocando, la mia saliva, che si fa via via sempre più densa e collosa mi scende disordinatamente dalla bocca imbrattandomi le guance roventi.
< Mettiti a pecorina > mi ordina. Adesso ho le mie ginocchia che mi toccano il ventre con il resto del busto aderente al letto. Mi sta’ leccando il buchetto, sono eccitato al massimo, ci sa fare il porco!
Alcuni minuti dopo sento la sua cappella bussare al mio buco, entra lentamente e arriva fino in fondo, non è una scopata frenetica ma con movimenti avanti/indietro molto lenti, cadenzati. Ogni tanto senza preavviso mi da un colpo secco spingendomi fino a farmi quasi battere con la testa sulla spalliera del letto. Un vero maestro del sesso…
Adesso si ritrae e mi dice < Fermo lì, non ti muovere! > prende un barattolo e subito dopo sento la sua mano che spalma qualcosa di molto scivoloso sul mio buco aperto.
< Vedrai che sarà tutto più facile >
Da lì in poi la sua grossa e callosa mano cerca di insinuarsi con calma nel mio culo.

Nessuna risposta, nessun commento, ormai sono in ballo e devo ballare. Passano i minuti e altro lubrificante si aggiunge al tanto già presente. Dopo le prime 2 dita entrate davvero agevolmente, l'anulare si è fatto strada e, con un po di fatica era entrato alla fine anche il mignolo: le 4 dita ormai dentro, rimaneva il pollice e lo scoglio delle nocche ma infine, con tanta pazienza sua e sofferenza mia ecco che tutta la mano e dentro. Il culo mi brucia maledettamente ma non si ferma, la sfila per metà e poi torna dentro, non so quante volte e ogni volta l’entrata è sempre più facile e meno dolorosa.
< Ecco, adesso ti ho aperto per bene > e chiudendo il pugno all’interno inizia a ruotarlo lentamente da una parte all’altra e mentre vengo senza essermi nemmeno toccato gli dico < Non ce la faccio più, tirala tutta fuori, ti prego >.
< Hai goduto, adesso devi fare godere anche me > e mi ripresenta il suo cazzo per un nuovo pompino. .
Una potente eiaculazione inonda la mia bocca. Corro in bagno a sputare tutto e a sciacquarmi il viso.
< Adesso dormiamo, domani mattina ti allargo ancora per bene e poi ti riporto in città >
È domenica mattina, sono esausto: il venerdì pomeriggio sesso con Graziella, il sabato mattino ancora sesso con Graziella, sabato notte sesso con i “il contadino”, la domenica mattina nuovamente sfondato senza pietà prima con il cazzo e poi con la mano. Arrivato in caserma mi butto in branda con il fondoschiena in fiamme e dolorante ma ...soddisfatto!.
Salto pranzo e mi alzo solo per il rancio della sera. Sono le 21 circa di domenica quando chiamo Graziella,
< Ciao, sei ancora arrabbiata con me? >
< No… mi è passata, sappi che il culo te lo avrei dato prima o poi ma decido io quando! Ti aspetto il prossimo venerdì, dai… magari potrebbe essere la volta buona >
< Ok per venerdì, ma non resto la domenica, sabato nel tardo pomeriggio ti dovrò lasciare, in serata sono di servizio qui a Padova… >
Con fare beffardo dice < Come è andato il rientro ieri? > Rispondo < Benissimo, ho fatto sesso con un orso peloso che mi ha distrutto tutta la notte; me lo sono proprio goduto >, ride, < La voglia di scherzare non ti passa mai! >.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
6.0
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per IL MILITARE E IL CONTADINO:

Altri Racconti Erotici in Gay & Bisex:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni