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Gay & Bisex

Il gioco della Bottiglia


di Membro VIP di Annunci69.it Topix2
30.06.2025    |    11.753    |    22 9.3
"Mi rendo conto che ormai sono diventato la loro troia, la loro puttana, se anche Patrizio, un ragazzino appena diciottenne, fa queste cose..."
Una sera, in spiaggia, eravamo molto ubriachi e l'alcol aveva ridotto i nostri freni inibitori. Cantavamo, ballavamo e ci divertivamo. C'era un gruppo vario di almeno trenta persone, tra ragazzi e ragazze di età compresa tra i 16 e i 40 anni.
Dopo le ventidue, molti se ne andarono; rimanemmo una decina di ragazzi, tutti maschi. Continuammo a bere un po' e, per divertirci, iniziammo a giocare alla bottiglia, con grande desiderio di trasgredire. Il perdente doveva pagare pegno. Iniziammo con gli indumenti.
Quasi tutti rimanemmo in costume, e la posta in gioco diventava sempre più pesante. Giovanni si alzò e annunciò che quella sera avremmo provato qualcosa di nuovo, il prossimo perdente avrebbe dovuto far masturbare tutti i partecipanti. Alcuni non furono d’accordo e decisero di lasciare il gioco.
Rimanemmo in otto, tutti desiderosi di nuove esperienze. Girò la bottiglia e individuò Mario, si appellò alla pena alternativa, evitando di fare il pegno, ma promettendo di pagare un drink per ciascuno di noi. Accettammo con un po' di delusione, riprendemmo il gioco, alzammo la posta, il prossimo avrebbe fatto un pompino e una masturbazione a due partecipanti scelti dal gruppo.
Girò la bottiglia e si fermò davanti ad Augusto, anche lui preferì non pagare in natura, ma optò per offrirci una pizza come pena alternativa. Eravamo tutti scontenti, ma accettammo.
Il gioco ci aveva eccitati e volevamo sfogare questa emozione. Decidemmo di eliminare il pegno alternativo, poiché il prossimo sarebbe stato ancora più trasgressivo e sessualmente significativo, l’emotività nel gruppo cresceva.
Rimanemmo in sette a giocare. Patrizio entrò al posto di Augusto e propose che il perdente della prossima mano dovesse subire un rapporto orale e un rapporto anale con due dei partecipanti al gioco. La prima girata di bottiglia stabiliva chi doveva inculare, la seconda chi lo doveva mettere in bocca e la terza chi avrebbe ricevuto entrambi i cazzi.
La tensione salì, la bottiglia girò, prima uscì Uccio poi Francesco, al quale brillavano gli occhi dal desiderio di farsi fare un pompino. Eravamo rimasti in quattro, ci guardavamo negli occhi un po' attoniti e smarriti, quella sera uno di noi avrebbe preso il suo primo cazzo in culo.
L'atmosfera era molto tesa. Qualcuno mormorava mentre la bottiglia girava. Si fermò proprio verso di me. Tutti rimasero in silenzio guardandomi. Con nervosismo dissi: 'Voglio un’altra possibilità come gli altri.'
Silenzio, ci fu un veloce conciliabolo tra i sei partecipanti che concordarono di darmi un’altra opportunità, una sfida a due con chi era deputato a mettermelo nel culo, sé la perdevo, dovevo pagare il pegno senza altre discussioni.
La nuova condizione per affrontare la sfida diretta con Uccio era chiaramente più provocatoria e difficile. Consisteva nell'essere inculato da ognuno dei sei partecipanti. Una condizione molto pesante se avessi perso, avrebbe cambiato la mia vita, mentre vincendo non avrei dovuto nulla. Purtroppo, non avevo altre soluzioni e ho accettato senza riflettere sulle conseguenze.
La gara consisteva nell'arrivare più lontano col proprio zampillo di pipì. Ci spostammo tutti sulla riva del mare. Ero molto nervoso. Uccio, invece, era calmo. Lui era più grande e più esperto di me, aveva 32 anni, un bel fisico e attirava molto le donne.
La Luna era alta nel cielo mentre Francesco faceva da giudice. Eravamo sulla spiaggia, scalzi con i piedi nell'acqua. Francesco diede il segnale! Iniziammo a zampillare: il mio getto partì per primo, Uccio aspettò un attimo, poi scatenò tutta la sua forza e mi superò di almeno un metro. Si voltò verso di me e mi fece l'occhiolino, avevo perso!
Francesco annunciò il vincitore e disse che avrei dovuto pagare immediatamente la scommessa persa. Ero deluso e stranito, provavo vergogna, ma confermai che avrei pagato il pegno. I ragazzi gridarono: "Sì! Bravo! Bene!"
Ci dirigemmo verso le cabine di legno, illuminate dalla luce suggestiva della Luna. Ero l’ultimo dei sette e il mio capo era chino per l’imbarazzo di incrociare gli sguardi furbetti di chi avrebbe approfittato di me. Ero ancora confuso, non rendendomi conto di cosa mi sarebbe successo quella sera.
Uccio aveva le chiavi di una delle cabine, quella più grande. Entrò e aprì una piccola finestra da cui entrò la luce. Dentro c’era un lettino da spiaggia, una sedia, dei teli e altri oggetti. Mi ero fermato all'ingresso, immerso nei miei pensieri, riflettendo che quella fosse la cabina dove avrei preso il primo cazzo e sarei diventato lo zimbello del gruppo. Mi veniva da piangere.
Uccio mi riportò alla realtà, chiamandomi dentro e mostrandomi il lettino. Stese un paio di teli e mi chiese se avevo compreso bene cosai sarebbe successo. Risposi: “Si, mi spaccate il culo!!!”
“Tranquillo, sarò io ad aprirti per primo sarò delicato, togliti il costume!” Lo feci senza problemi mi sdraiai sul lettino a pancia sotto, con le gambe verso la porta, Francesco il secondo, poi Aldo, Enrico, Gianni e Patrizio che era il più giovane, appena 18 anni. Entrarono tutti e si misero spalle alla parete per godersi lo spettacolo, il lettino era posizionato al centro, sentivo il loro sguardo sulla mia pelle, e sul mio culo, accompagnato da commenti e sfottò, che bel culo vergine, ancora per poco ahahah!
Sono disteso nudo, con il mio sedere bianco, illuminato dalla luce della luna, su un lettino da spiaggia circondato da sei persone, mentre attendo di pagare la mia scommessa perduta.
Uccio si avvicina al lettino, mi tocca il culo, lo stringe tra le sue grosse mani, inizia ad accarezzarlo, con le dita mi tocca il buchetto, si toglie lo slip, un attimo di pausa e di silenzio, poi un mormorio che commenta il suo cazzo, mi giro e lo vedo in controluce, è molto grande, con una grossa cappella. Si sposta in avanti e mette il cazzo vicino al viso e dice:” Guarda bene, questo è il membro che ti cambierà la vita.” Capisco che sarà una serata di sofferenza, affondo la faccia negli asciugamani e aspetto…
Torna indietro, mi allarga le gambe, si inginocchia al centro e mi accarezza le chiappe, con le dita si sofferma sul buchino, lo massaggia, prova la consistenza spingendo con le dita, si abbassa con il viso e morde una chiappa, usa la lingua, mi lecca bene il pertugio, cerca di entrare con la lingua.
Mi piace! Sento dei brividi lungo la schiena. Apre la crema, si unge il cazzo e lo strofina tra le chiappe. Mi prende il bacino e lo tira verso di sé, unge il buchetto. Mentre tutti in religioso silenzio osservavano ciò che stava accadendo.
Sento la sua cappella spingere decisamente tra i miei glutei, il buchetto non cede! Spinge ancora più forte, ma la mia carne resiste. All'improvviso cede con un flop. La cappella è entrata. Mi pervade una sensazione indescrivibile. Patisco un po' di dolore e un leggero fastidio, stringo tra i denti l'asciugamano, mi lamento e lui si ferma. Aspetta un po' di tempo, poi ricomincia a spingere, sento un palo di ferro che mi entra nelle viscere. Parte un gemito e mi irrigidisco, si ferma, aspetta, ruota il bacino più volte in entrambi i sensi. Mi piace! Ricomincia a premere, finché sento le sue palle sbattere sulle mie chiappe. In quel momento, tra dolore e piacere, mi rendo conto che mi ha sfondato il culo!
Ora inizia a penetrarmi con sempre maggiore forza, colpi sempre più intensi, mentre mi dibatto e strepito di piacere e di dolore. Il lettino si sposta in avanti sotto i suoi colpi potenti, e anche il mio corpo si muove, devo appoggiare le braccia a terra per non cadere. Lui, piegato tra le mie gambe sul lettino, cavalca il mio sedere con un'energia incredibile. Sento la sua verga dentro di me, finché, con un colpo deciso, mi riempie di sperma. Si accascia esausto, il cazzo dentro di me si placa lentamente, e scivola via. Ho il culo in fiamme, indolenzito, e pieno di sborra, sono percorso da brividi e sensazione mai provate, mi sento pieno e soddisfatto!
Uccio appagato si alza col cazzo ciondolante e pieno di sborra, lo strofina sul mio viso, apro la bocca e assaggio il sapore del maschio che mi ha tolto l’innocenza.
Forse passarono un paio di minuti, mentre ascoltavo i commenti entusiasti degli altri partecipanti. Spettacolo eccitante! Gli ha sfondato il culo! Lo ha scopato alla grande! Ha resistito con dignità e coraggio!
Ero ancora sconvolto emotivamente e fisicamente, per quello che avevo subito, quando Francesco si avvicina al lettino, eccitatissimo, tutto nudo col cazzo in tiro, mi dice: “Ciao, tocca a me!” Lo guardo, farfuglio: “Auguri!” Va velocemente ai piedi del lettino, mi allarga le gambe, con un fazzolettino pulisce qualcosa sul mio culo, forse un po' di sborra, sale in piedi sul lettino si inginocchia, mi tira indietro il pube, alza il culo verso il suo bacino, mi allarga i glutei, appoggia la testa del suo cazzo sul mio buchino, mentre abbasso la testa sugli asciugamani, afferro con le mani i laterali in alluminio del lettino, li tengo ben stretti, sono pronto a prendere il mio secondo cazzo consecutivo.
Boom! Entra con un colpo solo il maledetto! Mi toglie il fiato! Mi fa male! Strillo! Lui continua, mi penetra violentemente, tenendomi per il bacino, per fortuna dura poco, cinque minuti al massimo, ed esplode con tutto il suo sperma nel mio condotto anale, riempendolo! Faccio fatica a respirare, sono stravolto, in difficoltà fisica e mentale. Mi giro verso Francesco con il viso sofferente. Mi sorride, tutto contento. Esce dalla cabina.
Senza un attimo di pausa, si presenta Aldo, anch'egli molto accalorato dalle scene precedenti. Sale subito sul lettino, mi alza le gambe con le braccia, prende il bacino, lo tira verso di sé. Riesco a dire con un filo di voce: “Fai piano, per favore!”
Si inginocchia dietro il mio culo, spinge con il suo grosso glande sul mio fiorellino ed entra facilmente, evidentemente la strada era rimasta aperta, sento le sue palle sbattere sul mio culo, mi penetra in maniera più lenta e sensuale, facendo entrare ed uscire il cazzo, lo tira tutto fuori e lentamente lo rimette dentro, inizio a sentire piacere, e lo esprimo con dei suoni goderecci, adesso godo ad avere un cazzo in culo, i miei gemiti aumentano di intensità e mordo gli asciugamani per non urlare di piacere.
Percepisco un brusio di approvazione dagli altri partecipanti e qualcuno esclama: “Guarda come gli piace! Gode come una vacca!
Aldo accelera il ritmo, i suoi colpi sono più forti e intensi, percepisco la sua nerchia gonfiarsi e vibrare sputando nel mio sedere, sei sette schizzi di calda sborra, poi esce lentamente, strofinandosi tra le mie chiappe.
Finalmente respiro un attimo, in mezz’ora ho preso per la prima volta nella mia vita, tre cazzi in culo, mi hanno spaccato, scopato ed inondato di sperma, uno dopo l’altro.
Ho il culo devastato e sofferente, la sborra mi cola attraverso le chiappe sul lettino, imbrattandomi gambe e pancia, mi gira la testa, mi sento stordito, chiedo una pausa mi siedo sul lettino, bevo un po' d'acqua, mi passano qualche fazzolettino per ripulirmi, ho bisogno di lavarmi sono tutto appiccicato di sborra, mi alzo, le gambe hanno un cedimento, mi aiuta Aldo e raggiungiamo gli altri in acqua, mi immergo, mi lavo togliendomi tutta la sborra appiccicata sul mio corpo, l'acqua di mare mi brucia il culo dolente, Patrizio mi fa notare ho ancora della sborra sulla guancia, si lecca un dito lo passa sulla guancia e me lo infila in bocca.
Mi rendo conto che ormai sono diventato la loro troia, la loro puttana, se anche Patrizio, un ragazzino appena diciottenne, fa queste cose.
Siamo tutti e sette in acqua a scherzare, ridere come nulla fosse, mi rilasso e mi rinfresco, se non mi bruciasse il culo sarebbe perfetto, è passata una mezzora ma mi sento pieno e vuoto allo stesso tempo, pieno di sperma, ma vuoto di cazzo, stranamente sento un vuoto, una carenza, il mio culo già soffre di assenza di cazzo! Strano ma vero!
Sento colare qualcosa dal buchetto, passo le dita, esce ancora sborra mista a sangue, penso che dietro non abbia più niente di sano, considerando che mancano altri tre cazzi, i più giovani e forti, la vedo dura e lunga, alla fine uscirò dalla cabina a quattro zampe. Continua

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