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Gay & Bisex

Il gioco della bottiglia un anno dopo


di Membro VIP di Annunci69.it Topix2
03.10.2025    |    6.923    |    11 8.7
"Dopo una decina di minuti, il mio pene vibrò e gli sputai sette ricchi fiotti di sperma in bocca, che lui ingoiò; era tanta, e qualcosa uscì dai lati delle labbra, finendo sul lettino..."
Era una splendida sera di fine maggio, quando l’aria tiepida e il cielo terso mi accompagnavano in una lenta passeggiata sulla spiaggia. Ogni passo era accompagnato dalla dolcezza della brezza marina e dalla magia che solo certi momenti sanno trasmettere. Mentre camminavo, lo sguardo si soffermava sulle cabine di legno poste all’ingresso dell’arenile. Tra queste, la più grande, destinata ai bagnini, spiccava per il valore simbolico che aveva assunto nei miei ricordi. Fu proprio lì, un anno prima, che vissi un’esperienza capace di segnare un punto di svolta nella mia vita: pagai il pegno di una scommessa persa, un evento che ancora oggi sento dentro di me.
Quel ricordo è ancora vivido nella mia mente, riaffiora ogni volta che torno su quella spiaggia. Ricordo con precisione le ore in cui, in quella circostanza, esaudii i desideri di sei ragazzi tra amici e conoscenti. Fu una sorta di maratona senza sosta, in cui il mio corpo venne messo duramente alla prova: presi sei cazzi diversi nel mio culo, conobbi il dolore ed il piacere di essere un oggetto del desiderio. Quell’esperienza mi lasciò spiazzato e trasformò per sempre il mio rapporto con loro e, soprattutto, con me stesso.
A distanza di un anno, avverto una sottile inquietudine. Si avvicina la data della festa di inizio estate, il pensiero di poter rivivere situazioni simili genera disagio e non riesco a liberarmi da un senso costante di apprensione.
Perso nei miei pensieri durante la passeggiata, incontro Uccio, che mi rivolge il suo solito sorriso sornione e con entusiasmo mi invita alla festa: “Martedì facciamo la solita festa di inizio estate, sei invitato come tutti gli anni, non mancare.” Cerco di mascherare il mio turbamento, rispondendo con indifferenza: “Non so se vengo, sinceramente non ho voglia.” Ma Uccio insiste: “Dai, vieni, l’ultima volta ci siamo divertiti!” Mi sento a disagio e con un filo di voce sussurro: “Vi siete divertiti a mie spese!” Lui mi guarda e replica: “Non è vero! Anche tu hai goduto e non poco!” Allora, più seriamente, ribatto: “Questo è il problema, tutti voi sicuramente mi chiederete il bis e io non voglio trattare l’argomento!” Uccio, con espressione rammaricata, conclude: “Mi dispiace se non vieni, noi ti aspettiamo!” Senza aggiungere altro, mi allontano dalla spiaggia.
Dopo quella notte di un anno fa, ricostruì il rapporto con Serena, la mia ex fidanzata, sorella di Mario, tornai a fare il DJ e ad organizzare feste, ma quando mi chiedono di quell’esperienza, cambio discorso.
Il giorno dell’evento giunge infine. Serena manifesta il desiderio di partecipare e acconsento senza obiezioni. Ci presentiamo insieme alla festa, con aspetto curato e positivo. La serata si svolge in un clima mite e sereno, illuminata esclusivamente da luci artificiali predisposte per l’occasione, in assenza della luna. Trascorsa la mezzanotte e avviandosi alla conclusione dell’evento, riaccompagno Serena presso la sua abitazione. Successivamente, mentre stavo rientrando, ricevo una telefonata da Uccio che mi invita a raggiungerlo in spiaggia; dopo un’attenta riflessione, nonostante alcune esitazioni, decido di invertire la marcia e accettare l’invito.
In spiaggia, mi unisco a dieci persone sedute in cerchio per il gioco della bottiglia. Oltre ai soliti amici, ci sono tre nuovi bagnini di colore, un egiziano, il fratello di Patrizio e due amici di Uccio, entrambi sopra i cinquant’anni. L’atmosfera elettrizzante è palpabile: negli sguardi di tutti si percepisce una voglia smisurata di piacere e trasgressione. Tutti mi guardano con desiderio e io capisco di essere diventato, ancora una volta, la loro preda.
Uccio mi dice che hanno già giocato e Assam ha vinto. Se voglio partecipare, devo sfidarlo: se perdo, dovrò soddisfare sessualmente tutti i presenti. Se dovessi vincere, sceglierei due di loro che esaudiranno tutti i miei desideri; gli altri rimarranno in osservazione o saranno pronti a soddisfare qualsiasi mia richiesta. Naturalmente, tutti parteciperebbero all’evento come spettatori o partecipanti.
Obiettai: “È una proposta inaccettabile e troppo sbilanciata, se dovessi perdere, è impossibile accontentare tutti; al massimo due persone."
Dopo alcune discussioni, ci accordammo: se avessi perso, avrei scelto quattro persone da soddisfare, incluso Assam. Se avessi vinto, mi sarei scopato Patrizio e il fratello sedicenne Nicola, davanti a tutti i presenti.
La sfida con Assam era trattenere il fiato sott’acqua più a lungo. Entrammo nell’acqua, Uccio cronometrava. Al segnale ci tuffammo e resistetti fino al mio limite massimo; Assam uscì prima, quindi vinsi.
Uccio confermò la vittoria e chiese a Patrizio e al fratello di pagare immediatamente il pegno. I fratelli si opposero chiedendo un'altra possibilità, che però non fu concessa.
Seguimmo Uccio nella cabina più grande, dove c’erano due lettini, asciugamani e una luce soffusa. Uccio chiamò Patrizio e Nicola e chiese loro di spogliarsi. Patrizio disse che voleva parlare con me e Uccio, e propose: “Lasciamo perdere mio fratello e mi faccio scopare il culo da quattro persone da voi scelte anche tutti insieme, davanti ai presenti.”
Risposi: “Mi dispiace, l’anno scorso hai fatto il paraculo, quest’anno la mia più grande soddisfazione sarà vederti mentre guardi tuo fratello inculato davanti a tutti! Inoltre, ti metto il cazzo in bocca e ti sborro in culo!”
Dissi: “Procediamo!!!” Uccio fece spogliare i fratelli e li fece sdraiare sui lettini con il sedere all’aria.
Nicola si era sdraiato nascondendo il volto tra le braccia per la vergogna e la paura. Facemmo entrare gli altri, chiedendo a tutti di spogliarsi e di rimanere col cazzo a vista, perché avrei scelto chi avrebbe avuto la verga di maggiori dimensioni per aiutarmi a scopare i due fratelli. I bagnini neri avevano delle belle banane, ma il più grande e impressionante era Ahmed, l’egiziano, una cosa esagerata. Scelsi lui.
Mi spogliai lentamente mi tolsi il costume, il mio cazzo era duro e voglioso, con un sorriso chiamai Amhed e lo feci posizionare davanti il lettino di Patrizio, a pochi centimetri dal suo viso e comandai a Patrizio di toccarlo con le mani, appena lo palpò, la proboscide di Amhed si indurì fino a sfiorargli il naso, dissi: “Ora apri la bocca ” immediatamente l’egiziano infilò il suo palo di carne tra le sue labbra, entrò solo la cappella ma Patrizio divenne rosso in viso quasi soffocò, iniziò a leccarlo cingendo con la lingua la cappella e mordicchiando l’asta fino ai coglioni, per poi tornare sopra e ingoiare la cappella succhiandola, Amhed gemeva di piacere e spingeva sempre più in profondità il suo cazzo nella gola di Patrizio.
Nicola guardava sorpreso e impietrito come il fratello succhiava il cazzo arabo, dissi: “Ora tocca a te! Apri la bocca!” Rispose: “Ma veramente non vorrei, non mi piace”, infastidito alzai la voce: “Apri la bocca e zitto!” Scappellai il mio cazzo e lo spinsi velocemente dentro fino in gola, strabuzzò gli occhi, gli vennero i conati, ma continuai a spingere facendo entrare ed uscire il mio bastone dalle sue labbra, in poco tempo la bocca si riempì di saliva e del mio liquido pre-eiaculatorio che colava da entrambi i lati della bocca, finalmente iniziò a succhiare e leccare, la sua lingua ruvida mi procurava brividi lungo la schiena, dopo un primo momento di difficoltà, ora succhiava con voglia e passione donandomi piacere ogni volta che il mio glande affondava tra le sue labbra.
Dopo una decina di minuti, il mio pene vibrò e gli sputai sette ricchi fiotti di sperma in bocca, che lui ingoiò; era tanta, e qualcosa uscì dai lati delle labbra, finendo sul lettino. Che goduria! Ero venuto in bocca al fratello del poco simpatico Patrizio.
Il quale era impegnato a gestire la proboscide di Ahmed che imperversava nella sua bocca. Il suo viso era paonazzo, sporco di saliva e di una sostanza densa e appiccicosa, gli stava devastando la gola; la sua cavità orale era spalancata e piena di cazzo, l’egiziano continuava a premere per farlo entrare tutto. Patrizio era senza fiato in apnea.
Intervenni, fermando Amhed: “Ora respira e goditi lo spettacolo di come spacca il culo a tuo fratello Nicola”. Invitai l’egiziano a salire sul lettino del giovane fratello, lo fece subito, era molto eccitato e cominciò a leccare le chiappe di Nicola, che sembrava preoccupato e angosciato.
Gli leccò lentamente tutto il buchino, sputandoci in continuazione, e col dito fece entrare la sua saliva nel pertugio. Ogni volta che entrava con il dito, Nicola sobbalzava ed emetteva un gridolino di piacere. Tirò a sé il bacino del ragazzo, lo alzò a novanta gradi, iniziò ad infilare la cappella fra le natiche. L’appoggiò sul fiorellino. Nicola la percepì e con voce tremolante chiese: «Fai piano, per favore», Ahmed non capì e spinse fortissimo: sfondò in un attimo il buchetto, la potente e massiccia asta iniziò ad entrare, lacerando tutto quello che trovava sul suo passaggio. Un urlo disumano si levò dalla bocca del fratello di Patrizio, mentre un rigolo di sangue uscì dal suo culo. «No, no, stop! Toglilo! Toglilo! Non ce la faccio più!” aggrappandosi al lettino per reggersi dai potenti colpi dell’egiziano. «Mi fa male! Mi hai spaccato il culo!» Ormai, la spiritromba di carne era entrata per metà. Ahmed diede un ultimo forte colpo e, nonostante la resistenza del corpo, il cazzo affondò tutto nel culo del povero Nicola, sbattendo con forza i coglioni sulle sue chiappe! Lui chinò la testa tra le lacrime!
Intervenne immediatamente Patrizio: “Basta! Lasciatelo stare! Sono disposto a soddisfare tutti, ma per favore lasciate in pace mio fratello!!”
Io e Uccio fermammo subito Ahmed e lo facemmo uscire dal culo sventrato di Nicola, Chiedemmo ai presenti se la soluzione proposta da Patrizio fosse accettabile, ci fu un consenso unanime.
Aiutai Nicola con le lacrime agli occhi per il dolore a rialzarsi dal lettino. Lo portai fuori dalla cabina per una doccia calda, si ripulì, si asciugò e insieme ci dirigemmo verso la fine dell’arenile, per poi accompagnarlo a casa.
Passammo davanti alla cabina: la porta era aperta. Guardammo all’interno e notammo che Patrizio aveva iniziato la sua lunga notte. Infatti, era impegnato a pagare il pegno. Assam si era posto dietro di lui sul lettino e lo stava inculando con forza e decisione, nel silenzio della notte si udivano i suoi gemiti e il rumore di sciacquio del cazzo nel culo. Sorrisi in modo perverso, sentendomi contento e soddisfatto di quanto accaduto, mi stavo godendo la mia piccola vendetta.
Accesi lo scooter e accompagnai Nicola. Mi chiese di fermarmi in un bar perché aveva ancora il sapore della mia sborra in bocca. Ci fermammo, gli offrii una bibita seduti al tavolino e gli dissi: “Sei stato davvero bravo, sei riuscito a ingoiare tutto”. Rispose: “Non è stato difficile, aveva un buon sapore, soltanto che adesso si è seccata in gola!” Rimasi sorpreso dalla sua affermazione, e insistetti: “Ti è piaciuta?” Nicola rispose: “Sì! È stata la prima volta, mi è piaciuta molto!!!»
Mi chiese: “Perché mi hai fatto inculare da Ahmed? Sapevi che mi avrebbe fatto male!» Risposi: “Sì, lo sapevo, volevo vendicarmi di tuo fratello. L’anno scorso, nelle stesse circostanze, mi ha umiliato. Scusami, ho sbagliato!» Nicola: «Ho capito!» Aggiunsi: «Mi dispiace, non averti scopato con me, avresti goduto! Mi ecciti molto!» Nicola mi guardò negli occhi, sorrise: “Anche a me dispiace, se vuoi possiamo farlo, il dolore l’ho provato, il piacere no! Ormai sono aperto!» Rimarcai: “Stupendo, mi piacerebbe, dove?” Nicola: “Ho una cantina che uso con gli amici per le ragazze. Penso che vada bene anche per un ragazzo!” Andiamo! Salimmo sullo scooter e, dopo pochi minuti, arrivammo a destinazione.
Mi trovai ad entrare in una camera non molto ampia, con un letto matrimoniale centrale e un grande specchio a capo letto e poco spazio dai lati, un bagnetto con doccia, due sedie e un piccolo armadio, Nicola entrò lo seguì, chiuse la porta mi guardò ed iniziò a spogliarsi, tutto nudo era veramente bello, un bel fisico e un bel culo, sono veramente eccitato di poter scopare il suo culo e la sua persona, mentre ero immerso in questi pensieri, mi chiese: “Non ti spogli?”
“Non risposi, ma lentamente mi spogliai, per ultimo tolsi il costume, il mio cazzo uscì duro ed eccitato con la cappella leggermente umida, era seduto ai piedi del letto: “Che bel cazzo, è pure grosso! Mi piace!” Allungò una mano, lo prese, lo scappellò, diede un bacetto sulla capella e con la punta della lingua toccò il glande e continuò a leccarlo girandoci intorno, ebbi un sussulto! Aprì le labbra e lo fece entrare tutto in bocca fino alla fine dell’asta, iniziò a succhiarlo da sopra a sotto e viceversa trasmettendomi una sensazione di piacere, che espressi con un flebile gemito di piacere
Mentre la sua bocca, le sue labbra e la sua lingua avvolgevano il mio membro, nello specchio laterale vedevo la scena riflessa, aumentando la mia eccitazione. Dopo poco, chiesi di fermarsi, altrimenti sarei venuto.
Prontamente smise di succhiarmi, si alzò, si distese lentamente al centro del letto in posizione prona, girò la testa, mi fissò e disse: “Inculami!” Risposi: “Certamente, sono qui proprio per questo!”
Salii sul letto, mi posizionai dietro quel bellissimo culo bianco, misi due cuscini sotto il suo pube, in modo di alzarlo, gli allargai le gambe, spostai il mio bacino in avanti fino a toccare il suo, gli allargai i glutei e stesi della crema sul suo buchino ancora semiaperto dalla precedente esperienza, la spalmai anche sul mio cazzo, appoggiai la capella sul suo fiorellino, spinsi delicatamente senza fare molta resistenza entrò, Nicola spasimò.
La cappella era dentro, mi fermai un attimo e ripresi a premere dolcemente, la mia asta scendeva veloce ed in breve tempo fu tutta dentro, le mie palle si schiacciarono sui suoi glutei, Nicola lanciava dei gridolini di piacere, alzai la testa e vidi sullo specchio il suo viso trasfigurato dalla goduria: “E’ bellissimo! Ora scopami più forte!”
Iniziai a far scorrere il mio bastone avanti e indietro più velocemente, penetrandolo sempre più intensamente, facendogli sbattere le palle contro le sue chiappe, risalendo lentamente verso l'uscita per poi spingere profondamente verso la sua viscere.
Nicola ansimava, si agitava e sbavava, immerso in un'estasi indescrivibile! Dalla sua bocca uscivano continui suoni gorgoglii di piacere.
Sentii il suo culo avvolgersi con calore attorno al mio cazzo, stringendolo, aumentai la velocità e la spinta, venni tra le pareti del suo fondoschiena sputando sei schizzi di sborra, un orgasmo così intenso che strillai il mio piacere al mondo, Nicola avvertì il mio seme e contemporaneamente provò il suo primo orgasmo di culo singhiozzando di gioia!
Entrambi, stanchi e soddisfatti, giacemmo nel letto per diversi minuti; eravamo colmi di soddisfazione e di gioia per le sensazioni ed emozioni sperimentate. Avevo trascorso un momento di così grande piacere con questo ragazzo di sedici anni che desideravo baciarlo. Forse, non si trattava soltanto di un rapporto sessuale.
Dopo aver raggiunto l’orgasmo più intenso della mia vita, carezzai Nicola ancora pieno del mio seme, gli diedi un bacio sulla guancia, poi mi alzai dal letto e andai in bagno a fare una doccia, iniziando a vestirmi.
Nicola chiese: "Dove stai andando?"
Risposi: "Torno in spiaggia per riscuotere il pegno da tuo fratello."
Nicola chiese: "È davvero necessario?"
Continuai: "Sì, ho aspettato un anno per far capire che non deve mancarmi di rispetto." Nicola concluse: "Va bene, vai."
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