Gay & Bisex
Maschio Alfa II
CERCO_ATTIVI
22.06.2026 |
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"Ma sono talmente rilassato che non c'è bisogno ed il buco si dimostra elastico e pronto ad accoglierlo..."
Succede quasi sempre così. La notte sembra favorire la trasgressione, come se l'oscurità concedesse libertà che il giorno tende a negare. E le notti d'estate hanno qualcosa di speciale: l'aria tiepida, il cielo punteggiato di stelle, il silenzio che avvolge boschi e campagne lontano da sguardi indiscreti. Sono il palcoscenico ideale per avventure che nascono all'improvviso e si consumano sotto la luce discreta della luna. La temperatura gentile permette di abbandonarsi al piacere senza il peso della calura che, a volte, rende tutto più faticoso che appassionante.Sono le due del mattino.
La serata mi ha regalato incontri piacevoli, persone interessanti, qualche piacevole novità. Eppure sento che manca qualcosa. Non saprei definirlo con precisione. Forse una scintilla diversa, qualcosa di leggermente proibito ma innocuo, capace di accendere la fantasia senza complicare la vita. Qualcosa di semplice eppure raro da trovare.
Pubblico un last su questo sito, senza entrare nei dettagli. È meglio lasciare spazio all'immaginazione. A volte ciò che non viene detto è molto più intrigante di qualsiasi descrizione.
Ci hanno sempre raccontato che gli italiani sarebbero maestri dell'arte della seduzione. Uno stereotipo che, a ben vedere, appare piuttosto sopravvalutato. La realtà è che il fascino non dipende dalla nazionalità, ma dalla capacità di creare una connessione autentica, anche quando dura soltanto poche ore.
Ognuno di noi ha una vita fatta di affetti, abitudini e responsabilità. Poi esistono gli incontri occasionali, spesso giudicati con severità da chi li osserva dall'esterno. Eppure, per molti, non rappresentano altro che un modo per vivere una fantasia, per concedersi un momento di leggerezza. In fondo il desiderio è anche un gioco tra adulti consenzienti: nessuno vince, nessuno perde. Ci si incontra per il piacere di condividere un'esperienza.
Tra questi incontri, quasi sempre destinati a rimanere episodi isolati, talvolta nasce qualcosa di diverso. Non è amicizia nel senso tradizionale del termine, ma nemmeno semplice casualità. È una complicità costruita sul desiderio reciproco e sulla piacevole certezza di stare insieme divertendosi.
Sono rapporti particolari. Ogni volta lasciano una sensazione di appagamento. Si crea una sintonia fatta di intenzioni condivise, di sguardi che comprendono senza bisogno di troppe parole. A volte mi sono chiesto se, in fondo, questa forma di connessione non sia più comune di quanto si creda. Qualcosa di antico, quasi istintivo. Due persone che si riconoscono e si comprendono senza necessità di spiegazioni. Come due boscimani che si incontrano nella foresta.
Sono ancora le due di notte.
Come un lupo solitario attraverso questa foresta urbana in cerca di quella scintilla che renda diversa la notte. Ma la prudenza non mi abbandona mai: chi cammina da solo conosce bene il valore dell'attenzione.
Così affido il mio desiderio ad un last su questo sito. Non sempre ottiene risposta, ma qualche volta regala sorprese.
C'è una persona che frequento da tempo e con cui mi sento particolarmente a mio agio. Ha il carisma naturale di chi non ha bisogno di ostentare nulla. All'apparenza controllato, quasi impeccabile, ma con una passione che traspare nei dettagli, negli sguardi, nel modo in cui occupa lo spazio attorno a sé.
È uno di quegli uomini che attirano l'attenzione senza cercarla. Non per arroganza, ma per una combinazione rara di sicurezza, prestanza fisica ed eleganza. Non l'ho mai visto nella quotidianità, né a cena o tra amici. Eppure, quando gli sono vicino, percepisco una sorta di energia tranquilla che riesce a mettere a proprio agio e, allo stesso tempo, a tenere viva l'attesa.
Ogni tanto risponde ai miei messaggi notturni. Forse sta tornando da una serata particolarmente movimentata, dove ha fatto felice una donna formosa ed assetata o forse semplicemente non ha ancora voglia di andare a dormire.
Quando non si fa vivo spontaneamente, sono io a provocarlo con qualche battuta. Non amo la volgarità, ma mi piace quel gioco fatto di allusioni dirette e provocazioni audaci, quando entrambe le persone sanno perfettamente che si tratta di un rituale destinato ad alimentare il desiderio.
Alla fine arriva la risposta.
"Dove sei?"
Gli propongo un incontro in un luogo isolato, facilmente raggiungibile ma decisamente non è il luogo dove si va di notte.
Lui accetta. Gli mando la posizione. Quando ti mancano tre minuti mandami un messaggio che mi preparo.
Vado nel posto. Faccio un giro di perlustrazione. Non c’è nessuno. La luna emana abbastanza luce da rendere la scena ideale per il vedo non vedo. Parcheggio l’auto. Mi spoglio completamente nudo e preparo in mezzo alla campestre un telo ed un tappetino da campeggio. Mi fumo una sigaretta e attendo. Dopo circa 25 minuti mi arriva il suo messaggio. Ci sono.
Butto il mozzicone. Mi metto a pecora in mezzo alla strada nudo, gambe leggermente divaricate e culo ben in vista. Da lontano vedo i fari dell’auto avvicinarsi. Mi immagino lo stupore di lui che avvicinandosi vede il mio corpo a disposizione. Oddio magari è un altro ed ora mi mette sotto. Accende gli abbaglianti e si ferma a qualche metro da me. Spegne i fari. Lo sento scendere dall’auto e capisco che si sta spogliando. Mi viene dietro e con la mano mi accarezza le natiche delicatamente ma con decisione. La cosa mi eccita talmente che un brivido mi percorre il corpo. Poi a mano piena mi da pacche sul buco per rilassarlo. Ma sono talmente rilassato che non c'è bisogno ed il buco si dimostra elastico e pronto ad accoglierlo. Mi si piazza davanti a cazzo eretto. Un cazzo bellissimo. Gambe muscolose. Pelle chiarissima senza peli. Una statua. Mi avvicina il cazzo al viso e mi tiene con una mano la testa per non farmelo prendere subito. Gioca col mio desiderio che diventa smania. Cede la mano all’improvviso e me lo pianta in gola. Non devo fare nulla per farglielo diventare duro. E’ già di marmo e me lo ritrovo in gola piantato con forza. Lo ingoio fino a quanto posso, riprendo fiato e stavolta arrivo alle palle. Pompa violenta, mi fa sgolare. Tanto sa che mi piace e che lo posso tollerare. Me lo godo dentro e fuori. La gola si riempie di muco come fosse una fica. Lui ne approfitta. Un po’ con violenza, poi con calma. Mi sbatte la sberla dura sulla faccia. Non deve dire nulla. Si capisce che a me piace e che lo sto adorando come un dio del sesso. E lui approfitta della mia devozione. Mentre continua a farmi pompare, si piega sulla schiena. Mi allungo per non perdere l’asta dalla gola. Sento le sue mani accarezzarmi ancora il culo e va al buco. Lo avevo leggermente lubrificato. Lo sento grugnire. Si alza, si fa leccare le palle e si calza il preservativo. Mi viene dietro e lo mette dentro, prima appoggiandolo piano, ma alla mia disponibilità non si fa nessun problema e lo infila in fondo. Mugolo di piacere. Sento la mia prostata spremuta ed il cazzo mi gocciola da solo. Mi tiene una mano sulla bocca, un dito si fa strada sulla lingua e inizia a cavalcare forte.
Meno male che c’è il tappetino. E’ pur sempre una strada piena di ghiaia.
Colpi su colpi, ma è un godimento potente perché non si butta col suo peso sul mio corpo. E’ talmente agile nel gioco di gambe che non sento il suo peso ma solo il suo sesso e la morsa delle gambe muscolose. Il suo torso mi sfiora la schiena. E’ proprio come se mi scopasse un dio.
Questo gioco dentro e fuori dura un’infinità di tempo. Mi fa godere in modo indescrivibile. Poi lo sfila. Velocemente mi si para davanti, sfila il preservativo, mi caccia il cazzo in bocca. Mi tiene la testa e mi fa bere un litro di sborra che ingoio in preda all’estasi. Mi ritrovo il cazzo pieno della mia sborra senza neppure essermi toccato.
Mi lascia il cazzo in bocca. Non è di quelli che lo ritirano. Me lo gusto ancora e mi torna duro. Si accorge e mi lascia fare. Mi masturbo col suo cazzo in bocca e stavolta vengo in modo tradizionale. Scorgo con lo sguardo che guarda dove e quanto sono venuto.
Gli porgo un asciugamano ed un disinfettante al limone. Fa una battuta su come sono organizzato. Poi si volta verso il ciglio e si mette a pisciare. Gli vado vicino. Mi metto in ginocchio per osservare la pisciata. Non c’è bisogno di dire nulla, mi dirige il getto addosso. Maschio Alfa, è così che si fa.
Si riveste mi saluta e se ne va. Mi asciugo e guardo lo spazio di questi campi quasi infiniti. Ai bordi luci di paesi dormienti e insediamenti industriali.
Mi rivesto e torno a casa. Mi sento ubriaco. Dormo veramente soddisfatto.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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