Gay & Bisex
Kamal
CERCO_ATTIVI
31.12.2024 |
736 |
3
"E' la prima volta che trovo un ragazzo marocchino che si fa leccare il buco del culo..."
Kamal è un giovane uomo marocchino. Un ragazzo difficile che dietro una scorza durissima nasconde un cuore generoso e dolce. Kamal è venuto in Italia molti anni fa. Si è integrato. Lavora ed è un ragazzo onesto. Come tutti i giovani non accetta di buon grado le apparenti regole rigide che sembrano valere solo per gli strati più bassi della società ma che vengono ampiamente disattese dalla ipocrita borghesia al potere. L'ho incontrato la prima volta un paio di anni fa in una zona di cruising. L'approccio è stato piuttosto ruvido, diretto. Senza scambio di parole. A tratti volgare. Arriva con la sua auto di seconda mano. Si appoggia al portellone e se lo tira fuori. Dalla mia postazione vedo un bel cazzone e basta. Lui non sa neppure chi ci sia davanti. Scendo mi avvicino. Mi metto in ginocchio. Me lo infila in bocca, con forza. Mi obbliga ad una pompa violenta. E' un bel cazzo. Lui è curato. Sento l'odore di pulito. Non è così scontato visto che certi occidentali - spesso molto critici contro gli "altri" - si dimenticano di una antica invenzione chiamata sapone. Mentre lo pompo con avidità, ma forse è meglio dire che è lui che usa la mia gola per i suoi comodi, mi accorgo toccandolo, che ha un bel corpo. Avrà si e no 28 - 30 anni. Corpo atletico. I muscoli naturali di un corpo giovane. Culo duro e ben forgiato. Ma più che altro vedo il volto. E' veramente un bel ragazzo. Finisce i suoi comodi e se ne va senza una parola. Chissà chi era. Un momento di debolezza? Si capisce che non è uno che viene spesso in certi posti.Dopo un paio di mesi lo incontro di nuovo. Stessa storia. Si appoggia all'auto e se lo tira fuori. Scendo, mi avvicino e mi riconosce. Stavolta non mi inginocchio subito ma lo guardo. Mi avvicino al volto e gli annuso il collo. Lui sembra sorpreso ma me lo lascia fare. Dice qualcosa che non capisco. Mi mette una mano sulle natiche e le stringe. Sento il suo cazzo che mi preme sul mio. Lo annuso ed il suo odore è molto buono. Sa di uomo giovane. Glielo prendo in mano e scendo in basso a succhiarlo. Stavolta lentamente. Lui mi lascia fare. Si abbandona. Non è lui - oggi - a condurre il gioco. Si gode la pompa più passivamente. Dopo mezz'ora di lavoro mi inonda del suo succo sul volto senza avvvertirmi. Appena venuto mi chiede un fazzoletto che gli porgo. Si pulisce accuratamente e torna verso l'auto. Sale e armanacca nel cruscotto. Prende il cellulare e mi chiede: Mi dai il tuo numero. Glielo do e cerco di intavolare una conversazione. Ma lui taglia corto e dice che non c'è molto da dire. Ti chiamo io, mi fa.
Dopo qualche giorno ricevo un messaggio e mi vuole. Accondiscendo a questo metodo un po' grezzo di incontrarsi ma la cosa mi eccita. Lui mi piace molto. Non è di quelli di cui ci si stanca facilmente e mi incuriosisce parecchio come persona. Lui si nega e questo mi intriga.
Questa storia degli incontri dura mesi.Ci vediamo una decina di volte. La modalità è sempre la stessa.
Una sera molto tardi - sono circa le due di notte - in una serata molto fredda, gli mando un messaggio. Stranamente lui mi risponde subito. E' particolarmente loquace nei messaggi. Mi da un appuntamento non nel solito posto ma in un luogo isolato. Vado sicuro, senza alcun timore.
Ci troviamo e salgo sulla sua auto. Siamo sull'argine di un torrente. La notte è limpidissima. Ha bevuto una birra. Non se lo tira subito fuori. Ha voglia di parlare ed questa cosa mi piace moltissimo. Si racconta senza che io gli abbia chiesto nulla. Lo trovo molto più bello di quanto mi ero immaginato. Lo vedo da vicino. Un lampione lontano gli illumina il viso e i suoi tratti sono quelli tipici di un berbero. La pelle è chiara. Le sopracciglia sono nerissime. Pure gli occhi sono nerissimi. La bocca ha quella curvatura che solo chi vive sulle rive del Mediterraneo ha. Gli accarezzo le gambe mentre lui continua a parlare. Ascolto la sua storia. Una storia dolorosa ma ricca di riscatto. Una storia dove viene fuori il risentimento di una parte della società nei confronti delle persone come lui. Considerati tutti degli spacciatori anche quando non lo sono. Considerati dei farabutti anche quando non lo sono. I pregiudizi degli italiani sono veramente il frutto di una società chiusa, ipocrita, estremamente ignorante.
Mi dice che è sposato ed ha due bambini. Gli accarezzo il viso e se lo lascia fare. Gli dico che è un ragazzo molto bello. Lui mi chiede che cosa intendo. Gli spiego che ha una bellezza mediterranea. Che la deve far fruttare. La bellezza apre sempre molte opportunità a chi la sa sfruttare. Continuo ad accarezzarlo. Lui prepara l'alcova nell'auto. Ci spogliamo. Mi accarezza. E' meno violento delle altre volte ma appena glielo prendo in bocca mi tiene ferma la testa e mi violenta la gola. Io sto al gioco. Sono eccitato e lui si gode il mio lavoro. Lo faccio con una passione unica e se ne accorge. Sei una gran puttana. Me lo fai stare duro come non me lo fa nessun altro. Lo pompo per un'ora e mezzo. Mi insegna come masturbare un cazzo circonciso. Non era il primo che ne trovavo, mi spiega che avendo poca pelle si deve essere meno energici. Alterno la pompa con la masturbazione. Mi mette a testa bassa e mi fotte la gola dall'alto. Si fa leccare le palle. Avvicino la lingua al culo sfiorandolo e mi accorgo che non si tira indietro. Oso e vado a leccargli quel buco completamente vergine. Lo sento mugolare. E' la prima volta che trovo un ragazzo marocchino che si fa leccare il buco del culo.
Torniamo in una posizione più canonica e continuo a pomparlo sino alle palle. Sono digiuno e posso ingoiarlo sino alle palle senza problemi. Lui mi tiene la testa ferma in fondo. Resisto per minuti col cazzo piantato alle tonsille. Sento che si bagna. Si prende una pausa e si accende una sigaretta. Mi appoggia un piede al petto come per allontanarmi. Capisco che se la vuole godere e che questo incontro durerà a lungo. Gli prendo il piede e lo avvicino al viso. Lui mi dice: togli il calzino. Lo faccio ed inizio a leccargli i piedi. E' veramente molto diverso da tutti gli altri ragazzi marocchini che ho incontrato. Mi godo i suoi piedi sul volto e gli lecco la pianta e succhio le dita. Vedo il cazzo duro in mezzo a quelle gambe senza che lui se lo tocchi. Mi ripete di continuo: ma quanto ti piace questo cazzo? Rispondo solo con dei sorrisi.
Gli dico di parlare in arabo e di dire tutto quello che vuole. Inizia a sciorinare una sequela di vocalizzi di cui non capisco un cazzo di nulla. Ma è estremamente eccitante. Mi rimette sotto con la testa bassa e mi continua a fottere al gola. Sento che mi dice: vuoi che venga? Si dai. L'ho quasi seduto sul mio volto e vedo la sua mano intorno al suo grosso uccello. Se lo masturba molto lentamente ed ogni tanto mi mette la cappella in bocca. Lo sento gemere. Alza il cazzo in alto e vedo dalla punta iniziare a colare lo sperma. Diversi getti lentissimi che colano dalla punta verso il mio viso e verso la mia bocca. Sto col cazzo in mano e mi vengo sulla pancia.
Ci ripuliamo. Diventa più freddo. Mi fa qualche domanda. Si raccomanda che non vuole casini. Io gli rispondo: Per me sei bello e mi piace farti quello che ti ho fatto. Fatti vivo tu quando vuoi. Non sono single neppure io. E' solo un divertimento.
Sono solo incontri di sesso ma sono anche pezzi di vita. Frammenti che vanno persi nel tempo. Saranno ricordi.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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