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Gay & Bisex

IN MEZZO A DUE


di RedTales
02.11.2026    |    1.639    |    3 9.8
"Lo succhiai al meglio mentre il mio lato b era così meravigliosamente sopraffatto da quelle poderose spinte e iniziai a godere gustando quel saporito bastone in bocca e quell’altro nel culo..."
Nel primo pomeriggio di sabato 17 aprile del 2010 mi recai da Sandu. Era la settima volta che andavo da lui e, nel suo italiano zoppicante, mi aveva anticipato una sorpresa: “sempre che tu vuoi. Se poi piace si fa, se non piace non fa.”
Ero curioso perché con lui il sesso lo avevamo fatto sempre in modo dolce e delicato, come se fossimo due amanti innamorati. Molto spesso abbracciati e scambiandoci lunghissimi baci. L’unica trasgressione che mi aveva chiesto, quasi timidamente e prospettando fin da subito un mio possibile rifiuto era stata quella di esaudire il sogno della sua vita e che non aveva mai fatto: pisciarmi addosso: “se poi vuoi anche in bocca, bene, ma già se piscio io tanto felice.”
Ovviamente avevo accettato.
Quel giorno avevo pensato parecchio alla possibile sorpresa ma non ero riuscito a mettere a fuoco nulla.
Una volta arrivato lo trovai, come era solito fare, già tutto nudo e con un asciugamano avvolto attorno alla vita.
Mi spogliai subito e, scherzando, gli strappai l’indumento chiedendogli della sorpresa. Si fece serio e senza guardarmi mi disse che aveva invitato un suo amico e che: “se ti va bene. Solo se tu vuoi facciamo in tre. Lui come me, buono uomo.”
Lo fissai trovando l’idea simpatica e sicuramente assai godereccia per me e gli sorrisi dicendo che mi andava bene.
Fu contentissimo e mi disse: “arriva tra poco.”
Come entrò, vedendoci nudi, strabuzzò gli occhi dando una veloce occhiata al suo amico e squadrandomi dalla testa ai piedi.
Ovviamente lo guardai pure io, trovandolo interessante: bel fisico, anche lui sulla cinquantina scarsa, faccia simpatica.
Dopo alcuni istanti di silenzio mi si avvicinò e allungò la mano dicendo: “ciao, Radu.” Profumava tantissimo e la stretta fu proprio decisa.
A quel punto Sandu gli esplicitò ciò che era ben evidente: “sì, si fa. Lui contento di fare in tre. Ha accettato.”
Fece un mezzo sorriso mentre il mio conoscente ci invitò a spostarci in camera.
Io mi stesi subito sul letto mentre Sandu si sedette sul bordo e il “nuovo acquisto” quasi goffamente iniziò a spogliarsi.
Quando fu nudo lo osservai meglio, apprezzandolo: gambe e braccia robuste e muscolose, corpo peloso ma non esageratamente, grosse palle e un pene che sembrava promettere decisamente bene.
Sandu si distese al mio fianco e, come eravamo soliti fare, mi abbracciò iniziando a baciarmi mentre l’ultimo arrivato si sedette alle mie spalle iniziando ad accarezzarmi.
Avrei voluto allungare una mano per sentire il suo sesso e valutarne la consistenza ma, nella posizione in cui ero, mi fu impossibile farlo. Restai in quella posizione continuando a baciarlo e sentendo il suo cazzo sempre più duro premere con forza sulla pancia fin quando mi accorsi che Radu si era messo proprio sopra di me e stava iniziando a far scorrere il suo cazzo tra le mie chiappe nell’evidente intento di mettermelo dentro. Allargai un po’ le gambe e poco dopo lo sentii scivolare nel buchetto. Provai una splendida sensazione, stretto in quel caldo panino di carne, intento a baciarne dolcemente uno mentre l’altro mi stava possedendo.
Una volta entrato si sistemò quel tanto da facilitare i movimenti del bacino e quindi iniziò a scoparmi. Bellissimo. Forse mi era già capitata una situazione simile ma in quel momento mi sembrò fantastica.
Radu andò avanti a lungo prima di abbandonare l’ano e, quando lo fece, anche Sandu smise di baciarmi e mi venne sopra. Mi sistemai al meglio e allargai le gambe mentre anche lui mi entrò dentro iniziando a prendersi la sua dose di piacere con le solite profonde e ritmiche spinte.
Appoggiai la testa sul lenzuolo gustandomi tutto quel piacere a lungo fin quando non vidi il pene di Radu che si era sdraiato di traverso proprio davanti a me offrendomi il suo sesso.
Spalancai la bocca allungando un po’ il collo ed iniziai a leccarlo mentre lui si avvicinò ancora consentendomi di prenderlo in bocca. Mi accorsi subito che non aveva il minimo sapore di sperma e pensai che fosse assai resistente perché, nonostante la lunga scopata di poco prima, non era venuto.
Lo succhiai al meglio mentre il mio lato b era così meravigliosamente sopraffatto da quelle poderose spinte e iniziai a godere gustando quel saporito bastone in bocca e quell’altro nel culo.
Anche Sandu si impegnò a lungo prima di fermarsi e spostarsi e, un attimo dopo, anche l’altro me lo tolse dalla bocca e, afferrandomi per le caviglie, mi rigirò a pancia in su e, dopo essersi messo dietro, mi tirò su il culo ed entrò nuovamente. Dopo poche spinte smise per l’infelice posizione e, prendendo nuovamente le caviglie, mi portò le gambe sopra la testa e, ritrovandomi nuovamente con le chiappe sollevate, lo vidi rientrare immediatamente dentro.
Questa posizione si dimostrò subito buona e, appoggiando le gambe sulle sue spalle, iniziai ad apprezzare i suoi movimenti che riuscivano a riempirmi davvero fino in profondità. Inutile dire che iniziai a mugolare e poi anche ad ansimare per il piacere, fin quando non mi tappò la bocca con la sua iniziando a baciarmi.
Da quel momento mi avvolse una cascata di piacere che mi fece perdere lucidità al punto da non ricordare più con precisione l’evoluzione degli eventi che furono tanti e durevoli. Quando ci fermammo per una pausa, dopo che tutti e due i miei amanti, dopo avermi sistemato in svariate posizioni, erano finalmente venuti, ci ritrovammo tutti e tre sfiancati e desiderosi di un po’ di quiete. Io ero sdraiato al centro del letto in mezzo a loro due e, pur sfinito, trovai un po’ di forza per allungare le mani, a destra e a sinistra, per mettermi a giocherellare con i loro sessi, mosci ed umidicci.
Iniziammo a parlare di qualcosa che non ricordo e di cui non trovo traccia nel diario fin quando Sandu, dopo aver detto al suo amico che dovevano pensare anche a me, si impossessò del mio pene e iniziò a masturbarmi, alternandosi più volte con l’altro, fin quando non mi fecero schizzare commentando soddisfatti il risultato.
Quasi subito mi venne un impellente bisogno di urinare e mi alzai: “vado a fare pipì…”
Quando rientrai in camera li trovai intenti a parlare nella loro lingua e, mentre guadagnai nuovamente la posizione in mezzo a loro, Sandu mi disse con estrema gentilezza che Radu aveva un grande desiderio: “se tu puoi accontentare.”
Lo guardai sorpreso perché nelle ore in cui avevamo fatto sesso credevo avesse già fatto tutto quello che desiderava con me.
“Cioè?”
“Ti ricordi del mio desiderio…”
Non gli lasciai finire la frase perché capii immediatamente cosa voleva: “la pisciata in bocca?”
“Sì, anche lui desidera tanto. Non ha mai fatto e io ho detto che cosa si prova a fare. Adesso lui chiede se…”
Sorrisi: “sì, sì, si può fare…”
Radu mi stampò un bacio sul collo, quindi mi alzai.
Ci spostammo nel bagno e mi stesi dentro la vasca mentre lui, rimanendo in piedi, iniziò subito il getto che mi colpì sulla fronte per poi scendere fino alla bocca spalancata. Mi ritrovai la faccia zuppa e, dopo alcuni secondi, avvicinai le labbra alla fontana e le strinsi ritrovandomi quasi subito la bocca invasa dalla sua calda piscia al punto da doverla riaprire per far scendere parte dello scroscio lungo il mento e poi sul petto. Ne fece tanta, anzi, tantissima. La maggior parte la lasciai scorrere su di me ma un po’ la inghiotti. Soprattutto verso la fine quando gli mostrai la bocca piena e, subito dopo vuota e pronta per essere nuovamente riempita.
Una volta finito capii che anche Sandu, che aveva guardato da bordo vasca, aveva una voglia matta di farla e, giratomi verso di lui spalancai nuovamente la bocca e ben presto me la trovai inondata.
Fu lunghissima anche la sua e, ad essere sinceri, la cosa mi procurò un sottile piacere che mi fece agitare tutto il basso ventre.
A quel punto avrei voluto fare una doccia ma c’era solo acqua fredda e così mi asciugai alla meglio con della carta da cucina e restai con i capelli umidi e un po’… puzzolente.
Avevamo fatto le otto passate e il mio ospite propose di fare una pastasciutta. Accettammo e, una volta in cucina, vista l’incertezza di Sandu, mi misi a cucinare io con quello che c’era e che fu sufficiente per fare delle penne piccanti al tonno e pomodoro. Bagnammo il tutto con l’immancabile birra.
Verso le dieci e mezza, quando ormai pensavo di… togliere le tende, Radu propose di fare un altro giro sul letto.
Ormai mi ero perfettamente ripreso e quei due cazzi che mi sballottavano davanti furono un incentivo ad accettare e così ritornammo a scopare. Ancora baci, abbracci, pompe, inculate. E che inculate!
Ci divertimmo fin oltre mezzanotte quando, ormai con il culetto che mi faceva un po’ male per l’abuso e con il gradevole sapore della crema che questa volta avevo assaporato in gola, ponemmo fine al piacevole incontro.
Che dire, due instancabili trapanatori avevano trovato un godurioso succhiatore con il culo ben aperto ed il piacere, su quel letto, era corso a fiumi.
Dopo quella volta Sandu lo ho incontrato altre quattro volte con le ultime due che si sono via via diradate fino a cessare. Forse perché nel frattempo avevo trovato un altro bel palo da usare e poi, sicuramente, perché poco dopo iniziai una lunga convivenza con un terzo. In quei quattro anni, misi la “testa a posto” e smisi di cercarne sempre nuovi passerotti. Quello che avevo… mi bastava.
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