incesto
Io e nonno Enzo
08.01.2026 |
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"- Mi toglie le mutande e dopo una seconda sberla si insinua tra le chiappe con le sue grosse dita, non so con che cosa e quando, ma aveva l’indice bagnato e senza interromper su e giù della mia..."
Quando ero ancora bambino entrambi i miei genitori andarono a lavorare in Svizzera ed io sono rimasto in Italia a casa con nonno e nonna. Si tutti i Natali e qualche volta anche in estate i miei tornavano a casa, ma il resto dell’anno e da quando è venuta a mancare nonna siamo solo io e nonno Ezio.Nonno era agricoltore, tipo rude anche un po’ autoritario, era alto, muscoloso, ma con una abbondante pancia. Tutto il corpo coperto da peli grigio/bianco dello stesso colore dei capelli e della barba.
Da qualche anno io dormo con nonno, per risparmiare su lavatrice e altro, dice lui. Qualche giorno fa abbiamo festeggiato i miei diciotto anni, mentre i miei amici di scuola per i loro compleanno organizzano grandi feste, io solo una piccola torta gelato certamente comprata al supermercato.
Cominciava l’estate e in campagna c'erano un sacco di lavori, nonno si faceva aiutare da Gilberto, un nostro vicino di casa, che era tutto l’opposto di lui: piccolo, testa pelata e petto e corpo completamente glabri. Nonno, che già aveva compiuto i sessant’anni, alla sera tornava veramente stanco. Io, finiti gli impegni di scuola cuocevo la cena con quello che nonno aveva già preparato.
Questa sera dopo cena lo vedo particolarmente assente, lui si mette in un angolo del divano, non capisco se sono pensieri oppure solo stanchezza.
- Nonno va a letto, finisco io di sistemare la cucina, poi ti raggiungo – dico io.
- Si vado a farmi una doccia, poi sprofonderò nel letto - mi rispose, mentre già si avviava verso le scale.
In meno di venti minuti ho già sistemato tutto, mi metto a guardare un po' la televisione, comincio uno “zapping” senza trovare nulla. Sono solo le otto di sera, ma decido di andare a letto anche io.
Prima di entrare in camera vado a farmi la doccia, e dato che i cesto dei panni sporchi era bello pieno decido di fare una lavatrice. Sta sera colori chiari: quindi metto dentro il cestello due federe, due lenzuola e riempio poi con le mutande mie e di nonno, entrambi intimo bianco, ma quando prendo in mano le mutande del nonno, cavolo ormai non sembrano bianche, quasi tutte più che sporche, ma non solo di sudore e polvere sul davanti macchiate, provo ad annusare, quasi mi stordisce l’odore forte e acre: è certamente sperma secco.
Faccio partire la lavatrice e vado in camera, non sapevo se dire a nonno che avevo notato le sue mutande sporche di sperma, oppure far finta di nulla. Deciso, non ne parlo proprio. Fa già caldo, spalanco la finestra che da verso il mare e vado a letto solo con le mutande.
Mi ero già addormentato, sento muoversi nonno che si era girato verso di me, non ci credo, si stava strusciando sul mio sedere.
- Starà sognando – penso io e mi allontano verso il bordo del letto.
Neanche un minuto si avvicina di nuovo, stavolta è innegabile sta strisciando il cazzo sulle mie chiappe.
- Ma che fai nonno? – dico io
- Sta buono continua a dormire – mugugna lui
Mi allontano ancora un po', ma lo sento di nuovo.
- Che ti succede, cosa stai facendo – dico mentre mi giro supino.
- Guarda cosa sto facendo! – dice togliendo il lenzuolo da sopra di noi.
Dai boxer di cotone bianco esce, portentoso, un cazzo duro con la cappella lucida. In un attimo si toglie i boxer e comincia con la sua grossa mano a segarsi. Con l’altra mano prende la mia e mi dice – Adesso continua tu! -
Sono impietrito, ma non so perché, ubbidisco senza fiatare ed inizio lentamente a segare il cazzo, ha la cappella veramente bagnata, interrompo un attimo per annusarmi la mano, stesso odore forte, ma non acre come nelle mutande.
- Per il tuo compleanno ti sei lamentato che sul gelato non c’erano le candeline, eccoti una bella candela, e adesso spegnila. -
Non finisce neanche la frase che mi spinge poderosamente la testa sul suo cazzo. Avevo già preso in bocca il cazzo di un amico, ma qui era diverso nonno mi spingeva con forza sulla sua cappella, apro la bocca e mi ritrovo il cazzo tutto dentro
Lui allenta la presa, io alzo la testa, ma poi di nuovo mi spinge fino a alla base del cazzo. Con forza, quasi con violenza. Mi vergogno a dirlo, ma quella forza quella violenza cominciava a piacermi. Mentre in ginocchio sul letto la mia testa in mano a nonno fa un super bocchino.
Nonno dice: - Maiale ti si è indurito anche a te! – Così dicendo con la mano libera mi strizza l’uccello da sopra le mutande fino a farmi quasi male, lenta la presa solo per darmi una sonora botta sul sedere.
Sghignazzando comincia a cantare: - Tanti auguri a te, tanti auguri ad Alberto ... - Mi toglie le mutande e dopo una seconda sberla si insinua tra le chiappe con le sue grosse dita, non so con che cosa e quando, ma aveva l’indice bagnato e senza interromper su e giù della mia testa per continuare il bocchino, mi sento entrare in culo il suo grosso indice.
Fortunatamente mentre lo sento a dir poco ululare viene e mi riempie la bocca di sperma. Con la bocca piena lui continua a tenermi premuto sul suo cazzo, ancora abbastanza duro.
Sempre con la voce impastata mi dice: - Mangia che ti fa bene -
Non posso fare altro che ingoiare tutto, anche se del tutto inaspettata mi è piaciuto tanto.
Prima di di girarsi per mettersi a dormire vedendo che avevo il cazzo ben in tiro, mosso a compassione, inizia una sega, questa volta dolce, tenera, sembrava una altra persona e come nel libro non era più Mr. Hide, ma era tornato il dolce e tenero Dr. Henry Jekyll. Con le sue dolci cure anche io vengo copiosamente schizzo sul letto e gli bagno la mano. Lui sempre delicatamente si lecca le dita e si gira per dormire.
Valeriogr
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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