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incesto

Pasquale e Andrea


di valeriogr
26.05.2026    |    22    |    1 8.0
"Nonno con la sua voce calma: “Andrea oggi facciamo un gioco diverso, un gioco da ”uomini grandi" così dicendo comincia ad accarezzarmi, toccarmi e anche baciarmi, prima viso, poi sento..."
Da quando mamma aveva ripreso a lavorare era nonno Pasquale che mi veniva a prendere a scuola non eravamo lontani da casa, ma specie in inverno lui mi aspettava all’uscita e tornavamo a casa con il suo Ape.
Emozionante vedere nonno che passava nei vicoli del paese con una precisione assoluta. La spesa al mattino la faceva sempre nonno, poco dopo il nostro arrivo a casa arrivava anche mamma e babbo. Il pranzo tranne rarissimi casi c’era sempre tutta la famiglia. Poi veloce i miei ritornavano al lavoro, nonno sistemava la cucina poco da fare perché mamma preparava tutto la sera prima e rimaneva da lavare solo quelle che era stato utilizzato a tavola.
Poi specie in inverno che fare prima dei compiti scolastici, in casa anche se c’era la TV io potevo guardarla solo quando c’era babbo o mamma quindi nonno la teneva sempre spenta. Un pomeriggio di pioggia mentre nonno stava quasi appisolato sul divano io con una matita in mano dico: “Aspetta sta fermo che ti misuro la febbre” e costringo senza fatica il nonno ad alzare il braccio destro dove appoggio la matita. Poi controllo la temperatura e con un fazzoletto faccio finta di bagnargli la fronte, tolgo le ciabatte e lo adagio nel divano e comincio a consigliargli medicine inverosimili.
Il pomeriggio è scivolato via era già ora dei compiti.
Il gioco del dottore lo abbiamo ripetuto anche due giorni dopo, questa volta gli ho tolto anche la maglia e la camicia e sul divano solo con la maglietta intima. Nonno era bello abbondante e dal collo a V della maglia uscivano dei peli. Che hanno attirato la mia attenzione io chiaramente ancora completamente glabro.
Un pomeriggio mentre, come capitava spesso, io ho adagiato nonno sul divano, lui si ferma e dice: “Oggi ti curo io”
Mi sdraia sul divano mi spoglia e resto solo in mutandine, solita matita, ma non sotto le ascelle ma all’inguine, poi mi controlla con le sue manone schiena gambe e anche pancino. Da una occhiata all’orologio sono già le quattro e trenta ora vestiti e vai a fare i compiti.
Durante i compiti nonno scendeva nel suo piccolo laboratorio anche se non lavorava più, ma a volte capitava di dover fare delle piccole riparazioni a vicini e amici come ex idraulico.
Il gioco del dottore era diventato quasi una abitudine di tutti i giorni; oggi sono io il dottore e questa volta spoglio nonno lo lascio solo con i suoli boxer bianchi. Nonno era veramente peloso io sento la pancia e domando: “Qui ti fa male? E qui?” le mie piccole mani strisciavano in mezzo ai peli ormai grigi di nonno.
Mentre cerco la “malattia nella pancia” dall’apertura dei boxer che nonno non aveva chiuso con il bottone fa capolino un bel pistolotto. Io sono sorpreso, si anche a me a volte già si induriva il pistolo, ma mi sono un attimo fermato a vedere le grosse dimensioni.
“Che fai non mi curi più?” dice nonno e con noncuranza rimette il cazzo barzotto dentro le mutande.
Ora senza vestirsi mi sdraia e comincia lui a fare il dottore, mi sdraia, mi spoglia e questa volta mi toglie anche gli slip e dice: “Vediamo come è messo qui quest’ometto” così dicendo prende delicatamente il mio cazzo che sotto le sue cure mi si è indurito.
“Urca anche il mio Andrea ora ha il pistolo dritto come un uomo vero!" dice il nonno, io mi sentivo orgoglioso di queste parole dette da nonno a 10 anni già come un uomo. Sempre lasciandomi nudo sul divano ora tira fuori il suo e cosa nuova per me comincia a scappellarlo energicamente, con l’altra mano invece fa anche al mio, ma con dolcezza e lentamente.
Con la sua manona mi prende le mie palline e sempre piano ci gioca. Io rimango bloccato non dico una parola non faccio nulla. Poi nonno: “Ora vestiamoci è già ora dei compiti”.
Obbedisco, ma che bello il gioco di prima, nonno come scende nel laboratorio ed io provo a toccarmi di nuovo il cazzo, è ancora bello il gioco, ma nonno lo faceva meglio.
Inutile dire che già quando ero a scuola non vedovo l’ora di ritornare a fare l’ammalato, nonno mi aspetta fuori corro incontro già penso noi sul divano. Dopo pranzo purtroppo nonno dice: “Vieni con me la zia Argia ha bisogno, le devo aggiustare un lavandino.” Nonno prende gli attrezzi saliamo e mentre nonno sistema il lavello la zia mi vizia con degli ottimi dolcetti, io che mi ero portato lo zaino ne approfitto per prepararmi al compito di matematica.
Siamo tornati a casa presto e io dico: “Ho già fatto i compiti ti va se ti curo io oggi?”
Nonno sorride e si sdraia sul divano, io cerco di togliere camicia e maglia, ma in pratica è lui che si spoglia. Poi comincio a slacciare cinghia e pantaloni, compito riuscito, ma è lui che poi li abbassa alle caviglie restando con i soliti boxer, oggi azzurri.
Io comincio a toccargli i petto anche se ero inesperto ho capito che anche al nonno questo gioco piaceva. Mentre continuo la mia visita medica : “Qui ti fa male”
“No”
“Se spingo qui di fianco ti fa male?”
“No”
Le mani passano da una parte all’altra del corpulente corpo del nonno
“Attento se mi tiri i peli mi fai male” dice sorridendo nonno
“Se tiro qui” continuo io tirandogli un capezzolo
“Li con le tue manine non fanno assolutamente male”
“Aspetta che io sono grosso e tu non arriva a visitarmi ovunque” così dicendo nonno in pochi attimi mi spoglia completamente e mi mette seduto a gambe aperte sulla sua pancia di fronte a lui.
Bello sentire il caldo del nonno sotto di me in poco tempo anche al mio pistolo si drizza.
Nonno con la sua solita calma bonaria: “Eccolo l’ometto di casa che gli si drizza, per la tua età hai veramente un gran bel pistolotto”
Io sempre più orgoglioso dei commenti di nonno cerco di farglielo vedere ancora meglio.
Nonno: “Urca! Veramente un gran bel pistolo” così dicendo non smette di toccarlo accarezzarlo e avvicinandomi a lui mi da un bacio sulla cappella restando attaccato con le labbra bagnate di saliva.
Mi prende mi alza di peso come fossi un fuscello, mi gira: “Adesso va te vedere e a controllare come è il cazzo del nonno”
Per facilitarmi la verifica in un attimo si abbassa i boxer e mi vedo bene il cazzo grosso del nonno.
“Controlla ora se tutto OK” Continua nonno
Lo prendo in mano anzi tra le mani è caldissimo già duro, ma lo sento irrigidirsi ancora di più, mentre io lo tocco, passo a toccare le palle tra i peli grigi per me sembrano enormi rispetto alle mie.
“Sollevale e controlla bene, senti se fanno cattivo odore”
Io avvicino il viso e mentre accarezzo le grosse palle mi abbasso per sentire il forte odore, non puzza, anche io do un bel bacio lungo al grosso cazzo del nonno. Da come si è mosso sotto di me sembra che gli sia piaciuto, ma nonno mi alza di peso si riveste dice: “E’ tardi rivestiti in fretta anche tu, questo gioco deve rimanere un nostro piccolo segreto, me lo prometti?”
Io rispondo mentre mi infilo mutande e pantaloni: “Cerco nonno, lo prometto sarà un nostro segreto”
Arriva i fine settimana e non si fa nulla babbo e mamma sono a casa, il gioco è rimandato.
Ecco oggi finalmente è lunedì pomeriggio io sono già pronto a chiedere al nonno di sdraiarsi sul divano, a sorpresa lui mi ferma e dice: “Oggi saliamo in camera mia staremo più comodi e caldi”
Saliamo al piano notte entriamo nella camera del nonno, è passato tanto tempo dall’ultima volta che ero entrato nella sua camera e sinceramente non mi ricordavo ne mobili tanto meno lettone.
Nonno in poche tempo si spoglia completamente, si infila sotto le lenzuola e mi invita a fare altrettanto; il letto è molto più alto del mio con un po’ di difficoltà riesco a salire ed entrare.
Subito nonno mi strige a lui avvolgendomi tra le sue grosse e forti braccia io ora al suo fianco sembro ancora più piccolo.
Nonno con la sua voce calma: “Andrea oggi facciamo un gioco diverso, un gioco da ”uomini grandi" così dicendo comincia ad accarezzarmi, toccarmi e anche baciarmi, prima viso, poi sento le sue labbra sulle mie, e come in alcuni film alla TV non si ferma anzi con la lingua entra e cominciamo a giocare nella mia bocca.
E’ bellissimo sento che il mio pistolo è diventato veramente duro, ma nulla in confronto a quello del nonno che me lo sento strisciare ovunque: duro e caldo.
Ora nonno non ha la solita voce calma, ma lo sento un po’ diverso: “Adesso ti faccio una cosa che ti piacerà molto, dopo anche tu dovrai fare la stessa cosa al nonno”
Scopre un po' le coperte si abbassa con il viso sul mio corpo comincia a baciarmi ed anche a leccarmi prima petto poi pancia ora è arrivato al mio pistolo dritto, se lo mette tutto in bocca con la saliva che cola mi sento anche la palle bagnate.
Non ho le parole per dire che bello mi sembra che mi scoppia il cervello ho anche dei brividi lungo la schiena, sto tremando, è una sensazione nuova che non conoscevo ma molto molto bella, finalmente ora mi sono calmato
Nonno alza la testa e con orgoglio mostra la sua bocca: “Il mio Andrea è veramente diventato un uomo, guarda cosa ti è uscito dal pistolo! Bravo sei un vero uomo ora!” cosi dicendo mostra la lingua con sopra del liquido diverso dalla sua saliva.
Le parole di nonno mi rendono orgoglioso
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