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Gay & Bisex

Io e Arturo


di valeriogr
28.03.2026    |    85    |    1 8.0
"Io lo blocco e prendo l’iniziativa avanti e indietro con la testa, senza mai mollare la preda..."
Finalmente finito l’estate come ci capita sempre più spesso abbiamo prenotato una casa vicino al mare in Sicilia io mia moglie, suo fratello e moglie, ormai abbiamo i figli grandi e tutto è più semplice per organizzare una vacanza.
Scesi all’aeroporto di Catania abbiamo noleggiato auto e poco dopo siamo arrivati. Casa stupenda, vecchia, ma ristrutturata con gusto, anche una vasca idromassaggio nel giardino.
Ci sistemiamo io e mia moglie camera “glicine”, mio cognato con sua moglie camera “camelia”. Lo sapevamo, ma abbiamo toccato con mano che c’era un solo bagno, subito fatto accordo: il bagno al piano delle camere per le mogli, mentre in un semi interrato una lavanderia sarebbe diventato il bagno dei maschietti.
Cena in un ristorantino li vicino, niente di speciale, la prossima volta cerchiamo meglio, poi a casa un po' stanchi e subito a nanna. Io e mio cognato scendiamo di sotto c’è un doccino attaccato ad un tubo, comincio io, mi spoglio e lui regge il tubo, dopo essermi sciacquato, ora cambio.
Quando mio cognato si è spogliato noto subito le dimensioni importanti del cazzo, visto tante volte al mare, ma mai nudo. Cerco di non fissarlo troppo, risaliamo in camera con un telo ciascuno.
La doccia si ripete il II giorno il III giorno, non sono sicuro se è stato il IV oppure il V giorno che mentre si lavava dico: “L’arnese che ti trovi se è così grosso da moscio, quando è duro come diventa?”
Lui non mi risponde; io non so se è stata la mia fantasia oppure la realtà, ma mi è sembrato che si sia fermato davanti a me a gambe aperte con il grosso batacchio in bella mostra. Provo ad allungare la mano, non si scosta lo prendo e sento subito che si sta indurendo nella mia mano.
Accidenti è più grosso di come l’avrei immaginato si e ben lungo, ma la cosa impressionante è l’impugnatura. Lui sorride orgoglioso, ma lascia che la mia mano accenni a una sega solo quando lascio la presa riprende a lavarsi.
I giorni successivi nessuno dei due fa commenti su quanto accaduto e le docce nella lavanderia si ripetono senza sorprese; anche i dieci giorni in Sicilia finiscono.
Mio cognato ha degli appartamenti che in estate affitta ai turisti e come è sempre capitato mi telefona: “Domani riesci a venire nell’appartamento in Via xxxxxx che mi aiuti per una piccola riparazione del bagno”
Il giorno dopo come ci eravamo accordati arrivo alle 15,00, sistemiamo le due mattonelle del bagno, il lavoro per noi inesperti è durato più di due ore. Puliamo raccogliamo i pochi attrezzi e ci avviamo al portone, prima di uscire Arturo (così si chiama mio cognato) mi dice: “Lo sai tu sei stato il primo uomo che mi ha preso il cazzo in mano” si ferma un secondo “ e devo dirti che mi è anche piaciuto”
Non me lo faccio ripetere, io lascio le due sacche con gli attrezzi e mi avvicino, senza parlare metto la mano tra le sue gambe sento subito che gli piace. Gli calo i pantaloni poi i boxer ed inizio un bocchino prima solo la lingua sull’inguine e palle poi sempre con la lingua bagnata risalgo l’asta fino ad arrivare a leccare la cappella, con un po’ di difficoltà, inizio a prenderlo in bocca il cazzo che nel frattempo era già duro. Succhio, sento che gli piace e lascio a lui l’iniziativa, così comincia con energia a scoparmi la bocca. Anche se mi piace un sacco ogni tanto lo devo bloccare tutto in gola non ci sta.
Mentre mi scopa gioco con le sue palle poi arrivo ad afferrare le chiappe pelose, e entro li in mezzo mezzo per arrivare al buco giocandoci un po’. Sempre con il cazzo in bocca forzo leggermente il buco ed entro con l’indice, forse ho esagerato lui di ferma un attimo, ma poi bloccandomi la testa riprende a scoparmi la bocca con più energia.
Io allora entro ed esco dal buco con il dito e inizio anche un massaggio interno aiutandomi con l’altra mano che spinge sul perineo. Lo sento che gli piace molto. La foga nello scoparmi aumenta, ma ad un certo punto si ferma dicendomi: “Sto per venire” e cerca di tirarsi indietro.
Io lo blocco e prendo l’iniziativa avanti e indietro con la testa, senza mai mollare la preda.
- “Attento vengo!” ripete, ma questa volta non tenta di togliermi il cazzo di bocca. Arriva un poderoso schizzo direttamente in bocca, continuo a succhiare, ingoiare, e leccare fino all’ultima goccia.
Alzo lo sguardo e lo vedo felicemente scosso mi guarda anche un po sorpreso per la mia performance. Però nessun commento tanto meno un accenno per farmi godere anche a me, anzi si tira su mutande e pantaloni e si avvia verso il portone. Lo seguo usciamo un cenno di saluto ed ognuno verso la propria auto.
Due giorni dopo nuova telefonata per dirmi: “Vieni domani ad aiutarmi nell’appartamento in via yyyyyy?” Arrivo allo stesso orario suono, ma questa volta lui si presenta solo in mutande. Chiudo il portone alle mie spalle lo abbraccio ed iniziamo a baciarci come si deve. Non mi ricordo come, ma poco dopo ci siamo trovati entrambi nudi nel letto. Continuiamo a baciarci e a toccarci, mi giro per iniziare un bel 69. Entrambi i cazzi sono già duri io lo prendo subito in bocca ed inizio a succhiare.
Lui fa altrettanto, ma lo sento che è super impacciato e imbranato. Lascio la cappella e ricomincio il lentamente bocchino leccando le palle. Lui copia ogni mio movimento salgo fino a prendere in bocca la splendida cappella, come uno scolaro attento e diligente lui ripete ogni mia mossa al mio cazzo.
Ora mi stacco da cazzo e questa volta non metto il dito nel buco, ma mi avvicino ed inizio a leccarlo, sento che si contorce e gli piace. Poi smetto e gli agevolo l’ingresso della sua lingua tra le mie chiappe, capisce quello che deve fare e lo fa benissimo sembra che nella vita abbia sempre leccato il culo.
Ricominciamo a prenderci i cazzi in bocca con foga io lo fermo un attimo perché sto per venire, lui mi dice che anche lui è vicino non me lo faccio ripete e mi faccio di nuovo riempire la bocca, prima di scaricarmi tutto lo sperma in gola riprende a succhiare il mio cazzo lo avverto: “Ora vengo!”
Arturo stacca la bocca, ma non si allontana forse l’ho centrato in viso, mentre io assaporo le ultime gocce lui mi pulisce la cappella con la lingua. Mi giro ci abbracciamo e ci baciamo, restiamo così stretti uno all’altro ogni tanto ci scambiamo delle tenere carezze.
Nessuno dei due vuole alzarsi, ma si è fatto un po tardi una doccia veloce per togliere l’odore del sesso, un ultimo bacio ci si riveste e torniamo a casa.
Non è stata l’ultima volta che abbiamo fatto sesso io e Arturo
Valeriogr
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