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Black Story cap 5 - Black Sun


di Easytolove
16.04.2024    |    3.256    |    2 8.5
"“Eileen tu mi piaci molto, lo sai che non ti farei mai alcun male, ora ci faremo un bel tuffo nella piscina, che si trova nel retro di questa topaia, ..."
“Alla radio dicono che oggi ci sarà un eclissi di sole, che significa”?
Osservo di traverso, dietro alle lenti scure degli occhiali le spettacolari tette di Minnie, che fanno esplodere la striminzita camicetta di stoffa sintetica colorata, stropicciata dentro alla corta gonna , ricavata da qualche paio di jeans sdruciti e tagliati all’altezza del cavallo, lasciando completamente scoperte le lunghe e magre cosce, e in bella vista le mutandine nere che per fortuna ha indossato.
“Significa che la luna si metterà esattamente tra di noi e il sole, oscurandolo per qualche minuto”.
Resta pensierosa, probabilmente è un concetto che non riesce del tutto a comprendere.
“Ma non verrà buio come di notte vero”?
“No solo penombra, come quando qualche grosso nuvolone nero oscura il cielo”.
“Non capisco come mai ci sia tutta questa agitazione per una cosa del genere”.
Lascio cadere l’argomento nel vuoto, Minnie inizia a trafficare con la manopola della radio, fino a quando trova una musica che sembra un rumore sordo, che la fa immediatamente saltare sul sedile.
Big Mama ieri sera mi ha lasciato un messaggio al Back door,
“Domani mattina, tu e Minnie, prenderete la Camaro, e lei ti dirà quello che dovrete fare”.
“Milwaukee dobbiamo andare li’”.
Così mi ha detto quando me la sono ritrovata già seduta nel sedile del passeggero, parcheggiata lungo il marciapiede davanti al mio portone.
“Vado bene vestita così”?
“Devi essere quasi nuda, e così sei perfetta”.
L’autostrada 94 verso nord, porta direttamente a Milwaukee, è dritta, nemmeno una curva, mi godo l’aria tiepida che entra dal finestrino mezzo abbassato, il sole ormai alto nel cielo, mi brucia sulle cosce scoperte, Minnie mi osserva con i suoi occhi chiari, quasi uno scherzo sulla sua pelle scura, con i lineamenti da bianca,
che tradiscono un concepimento fuori dai canoni razziali consueti.
“Tua madre era bianca Minnie”?
“No era nera, il bianco era mio padre”.
“Erano sposati”?
“Nemmeno per sogno, lei faceva la puttana, lui era uno con cui scopava”.
“Big Mama come l’hai conosciuta”?
“Così , per caso, andavo a giocare a poker in uno dei suoi locali, vincevo giocando sporco, e mi ha fatto prelevare”.
“Mi hanno portata in un posto dove viveva, forse voleva darmi una lezione, ma poi siamo finite a letto”.
“Tu come l’hai conosciuta”.
“Più o meno uguale, io scopavo senza il suo permesso, ma poi non mi ha portata a letto, anche se prima mi ha voluto visionare, e mi ha toccata dappertutto.”
“Lo so, da quando ci sono io non ha mai più scopato con nessuna”.
“Cosa andiamo a fare a Milwaukee”?
“Dobbiamo prelevare un tizio, un esperto di queste nuove droghe che stanno piacendo ai giovani di ora”.
“Che significa prelevarlo”?
“Significa che lo dobbiamo impacchettare e portare a Chicago”.
“E hai qualche idea di come faremo”?
“Non ti preoccupare, il piano è studiato nei minimi particolari, sarà facilissimo”.
“E in cosa consiste questo piano”?
“Andremo in un locale dove si reca quasi tutte le sere, tu lo rimorchierai, e lo porterai nel posto dove stiamo andando, poi mentre starete scopando ci penserò io a sistemarlo”.
“Poi lo impacchettiamo, lo mettiamo nel bagagliaio della Camaro, e prima che la notte sia finita, lo scarichiamo nel portico della casa di Big Mama.”
“Tutto facile a quanto pare ……”
“Certo che si, sarebbe stato ancora più facile farlo fuori, questa faccenda del trasporto un pochino complica le cose, ma non più di tanto”.
Comprendo che Minnie, è uno dei killer tanto temuti di Big Mama, una delle sue ombre silenziose, che manda ad eliminare potenziali nemici, e traditori.
I primi sobborghi di Milwaukee iniziano a palesarsi ai bordi dell’autostrada.
“Prendi il lungolago, tra non molto arriveremo al motel dove soggiorneremo”.
Dopo una decina di miglia, mi indica una costruzione lunga e bassa con un grosso cartellone ai bordi della strada “Motor Lake Motel”.
“Ecco è quello,vai nel parcheggio e cerca la stanza 128, non c’è bisogno di andare alla reception, ho già le chiavi”.
Parcheggio di fronte alla stanza, al piano terra, dove per ognuna c’è un posto auto dedicato.
Minnie si stiracchia, e attende che spenga il motore.
Mi fissa per qualche istante, sembra aver compreso il senso di timore che si è impossessato di me, nel momento in cui ho scoperto quelle che sono le sue mansioni nell’organizzazione di Big Mama.
Si avvicina e mentre sento una delle sue mani avventurarsi su per una delle mie cosce mezze rosolate dal sole, mi soffia in un orecchio.
“Eileen tu mi piaci molto, lo sai che non ti farei mai alcun male, ora ci faremo un bel tuffo nella piscina, che si trova nel retro di questa topaia, guarderemo il sole che si nasconde dietro alla Luna, e poi ci rilasseremo nel lettone con una bella scopata, prima di andare a catturare la nostra preda.”

Osservo i tre scalmanati che sul piccolo palco in fondo all’enorme salone del locale in cui dovremo prelevare questo tizio, stanno producendo una musica distorta e a tutto volume,che sembra fare impazzire Minnie.
Ci siamo appollaiate su due dei vertiginosi sgabelli che circondano il bancone del bar, in attesa dell’arrivo della nostra preda.
Quasi nude, coperte solo da degli straccetti colorati, con le cosce lucide in bella mostra, le tette che fanno capolino, sorseggiamo coca cola corretta con il rhum, da due bicchieroni pieni di ghiaccio.
Nella piscina deserta, mentre il sole si nascondeva dietro alla luna, Minnie mi ha scopata, immerse nell’acqua, mi ha stretta in un punto dove c’era una seduta, e mi ha infilato una delle sue piccole mani ,
nella fica, prima lentamente, poi ha stretto il pugno, lo sentivo muoversi nel ventre, vedevo il suo avambraccio entrarmi dentro,non ha smesso fino a quando non ho gridato, implorandola di continuare.
Adesso comprendo perché Big Mama l’ha fatta diventare la sua amante.
Stringo le cosce sullo sgabello, un dolorino piacevole misto ad una specie di calore mi fa rabbrividire.
“Mi hai distrutto la fica, ancora mi fa male”
Sorride beffarda, consapevole della diabolica attrazione che esercita sulle persone, mi appoggia una mano sul sedere, mi infila la lingua in un orecchio e soffia.
“Tu poi, a letto mi hai distrutta con la lingua, direi che siamo pari”.
Un giovane bianco, biondo con un paio di bermuda e una camicia hawaiana si è seduto dall’altra parte del bancone,e ha ordinato un drink, Minnie lo ha subito notato.
“Il nostro amico è arrivato, ora tocca a te, ci vediamo nella camera del motel”.
Si allontana a passo svelto, e si va a mescolare tra la piccola folla di spettatori, che si agitano sotto al palco, dove i tre scalmanati continuano a martellare sugli strumenti.
Abbandono il mio sgabello, e sculettando come una piccola puttanella, mi avvicino al biondo.
E’ un bel ragazzo sulla trentina, abbronzato e muscoloso, quando mi vede mi sorride, e resta per un attimo come imbambolato.
“Sono così bella da far restare senza fiato”?
Scoppia in una risata, e poi con un accento californiano, mi dice,
“Più che altro temevo che mi chiedessi di offrirti un drink”.
Mi siedo vicino a lui, girata , allargo quel poco che basta le cosce, in modo che possa vedere le mie mutande colorate.
“Tu mi devi offrire un drink, bel maschio biondo”.
“Anche più di uno, ragazza bionda, con le mutande colorate”.
Beviamo e chiacchieriamo, evitiamo accuratamente di fare domande personali, restiamo sempre in quel territorio delimitato, che si crea quando due, prima ancora di conoscersi, hanno deciso di finire da qualche parte a scopare, per poi con ogni probabilità, mai più rivedersi, senza nemmeno conoscere il dato anagrafico più banale.
Basta una mezz’ora per essere già arrivati al punto di non ritorno, mi alzo e mi avvicino.
Gli infilo una mano sotto all’elastico dei bermuda e gli stringo il cazzo, come prevedevo è già eccitato dall’idea di scoparmi, lo bacio in bocca, infilandogli la lingua fino in fondo al palato.
“Ho una camera in un Motel qui vicino, se mi segui ti faccio vedere cosa altro so fare con la lingua”.
“Sono venuto in taxi, se vuoi ne faccio chiamare uno”.
“Ti sembro una che va a piedi, vieni che ti faccio fare un giro sulla mia Camaro.”
Mentre usciamo per una attimo Minnie mi passa accanto, appare come un ombra, e mi fa un cenno rapido.
Devo darle il tempo di infilarsi nel bagagliaio, prendo per mano il biondo e lo spingo nell’unico bagno delle donne che avevo già adocchiato.
“Non resisto scusa, dalla voglia di sentire il sapore del tuo cazzo”.
Lo spingo contro il muro e gli abbasso il bermuda, come avevo già notato è senza mutande, ce l’ha già bello duro, mi inginocchio e lo faccio sparire tutto nella gola.
Devo solo dare il tempo a Minnie di nascondersi, dopo qualche istante mi rialzo, lui resta per un attimo sorpreso, ma prima che possa dire qualcosa, gli prendo una mano e me la metto sulla fica,
“dai che tra meno di mezz’ora la potrai scopare per tutto il tempo che ti pare.”
Durante il viaggio non parliamo, vado piano, lo osservo, è un bel ragazzo, anche il sapore del suo cazzo mi piace, non fosse che chissà quali intenzioni avrà con lui Big Mama, e se domani vedrà sorgere il sole, mi immagino di infilarlo nel letto, insieme a Rosmary.
Appena entriamo nella stanza, ci strappiamo i pochi vestiti che indossiamo, e voliamo nel letto, dove il suo cazzo ormai pronto da almeno mezz’ora, si infila all’istante dentro di me, iniziando a scoparmi ad un ritmo forsennato.
Vorrei lasciarmi andare, la voglia di godere mi assale, ma il pensiero di Minnie in agguato, con chissà quale strumento in grado di mettere fuori combattimento il biondo che mi sta scopando, non mi abbandona, resto vigile, lo tengo sopra di me, gli dico di scoparmi più forte, osservo la stanza, e poi la intravedo, è seminascosta dietro ad una tenda, attende il momento, per colpire.

“Big Mama sarà molto contenta, vedrai che bella ricompensa avrà già preparato”
Me lo dice mentre sbadiglia, cercando di non addormentarsi, seduta sul sedile del passeggero, mentre guido nella notte la Camaro,sulla dritta autostrada deserta.
Il biondo è chiuso nel bagagliaio, Minnie quando ha visto che stava godendo, sentivo gli schizzi sulla pancia, è saltata fuori, e con una strana arma lo ha colpito alla base della nuca.
Si è accasciato su di me, come morto, e lei con un rotolo di nastro adesivo, gli ha immediatamente legato i piedi e le mani.
Poi lo abbiamo messo a sedere e lo ha imbavagliato.
“Ma mica lo hai ammazzato”?
“Scherzi? E’ solo svenuto, tra non molto si risveglia non ti preoccupare”.
“Rivestiti, che ora chiamo qualcuno che ci darà una mano a caricarlo nel bagagliaio”.
Dopo aver composto il numero della portineria, dopo qualche minuto sono arrivati due portoricani, che lo hanno preso per le mani e per i piedi e depositato nella Camaro.
Comprendo che le lunghe mani di Big Mama arrivano molto lontano.
“In ogni caso complimenti, hai veramente una grande abilità nel rimorchiare gli uomini e nel farti scopare”
“Questo tizio è un californiano”
“L’avevo capito da come parla”.
“Non avevo dubbi sei sveglia, io e te potremmo lavorare insieme, ci sono anche altri oltre a Big Mama che hanno bisogno dei servigi di due come noi”.
“Dicono che è un chimico abilissimo nel preparare acidi e polvere d’angelo, due droghe sintetiche che stanno spopolando sul mercato”.
“Big Mama gli ha offerto un sacco di soldi perché lavorasse per lei ma non ha voluto”.
“Ora mi sa che lo farà per forza”.
Resto in silenzio, la pericolosità di questa ragazza, mi spaventa, non la voglio irritare e nemmeno troppo assecondare, dovrò imparare a stare molto attenta con lei a quello che faccio e a quello che dico.
Siamo uscite dall’autostrada, imbocco la strada che porta nella casa di Big Mama, che Minnie mi ha indicato.
Ci fermiamo davanti al portico, dove i due con le giacche di pelle marrone ci stanno aspettando.
Mentre scaricano il biondo dal bagagliaio Minnie mi si avvicina, e mi accarezza una coscia.
“Non spegnere il motore, puoi tornare dalla tua rossa che ti aspetta, la Camaro la puoi tenere, così smetterai di girare in taxi.”
Mi afferra per i capelli e mi bacia in bocca, un bacio profondo, che mi risucchia tutta la lingua, quasi a farmi male.
Scende con un movimento leggero e chiudendo la porta mi dice,
“Buonanotte bionda, e ogni tanto pensa a me, mentre ti scopi la rossa.”
Parto con una sgommata e per scaricare l’adrenalina lancio la Camaro a tutta velocità lungo la strada deserta che mi riporta sull’autostrada.



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