In vacanza con la mia ex 2
L'impatto iniziale era stato tesissimo, ma si era trasformato in qualcosa di completamente diverso non appena gli occhi scuri di Amira avevano incrociato quelli di Daniela. Daniela, ancora svestita e senza alcun imbarazzo, l'aveva studiata con audacia, cogliendo al volo il profondo lato bisessuale e la curiosità latente della ragazza tunisina. L'incontro tra le due nella suite era stato un duello di sguardi ad altissima tensione: Amira si era avvicinata con la scusa di affrontare Luis, ma si era ritrovata a pochi centimetri da Daniela. Tra loro era scattata un'intesa elettrica, un contatto di pelle e parole sussurrate in camera che aveva spazzato via ogni gelosia, trasformandola in pura attrazione e spingendo Amira ad accettare il nostro invito per un'escursione in barca la mattina seguente.
Il giorno dopo, la nostra imbarcazione tagliò le onde verso una caletta deserta e protetta da alte scogliere. Sbarcati sulla spiaggia, la sensazione di isolamento era totale. La sabbia scottava sotto i piedi, così sistemammo subito la borsa termica all'ombra di un'ampia pianta selvatica. Spinti dal caldo asfissiante, entrammo tutti e quattro in quell'acqua cristallina. Tra schizzi e risate, la complicità nacque spontanea.
Mentre eravamo immersi fino al petto, Luis tirò a sé Amira per darle un bacio. Lei contraccambiò in maniera voluttuosa, ma con gli occhi scuri spalancati e fissi su Daniela. Daniela non distolse lo sguardo: osservò Amira nell'atto di baciare il suo ragazzo, accannando un gesto di lento compiacimento con la testa. Un cenno muto: ti sto guardando, e mi piace quello che vedo.
«Fa davvero caldo qui fuori...» mormorò Amira con il fiato corto, staccandosi dalle labbra di Luis. «Forse è il momento di stappare quella bottiglia.»
«Idea eccellente,» le rispose Daniela, avvicinandosi. «Ma prima voglio vedere se sai brindare come si deve.»
Il tappo di champagne partì con un secco pop. I quattro flûte di cristallo si riempirono di bollicine dorate. Ci radunammo sul bagnasciuga, con l'acqua che ci lambiva le caviglie.
«Alla faccia delle vacanze da ex,» esclamai io, alzando il bicchiere.
«Alla vita, e a quello che non ti aspetti di trovare,» corresse Daniela, facendo tintinnare il calice con il mio, con quello di Luis e infine fermandosi di fronte ad Amira.
Facemmo scontrare i quattro flûte. Daniela squadrò Amira con aria maliziosa: «Ma tu... non puoi...»
Amira capì l'allusione alle tradizioni locali e scoppiò in una risata bassa e roca: «Tranquilla. Io non sono musulmana. Le regole qui me le faccio da sola.»
«Bene,» disse Daniela con uno sguardo d'intesa.
In quel momento Luis mi si avvicinò: «Mauro, ti va di arrivare fin lassù? Ti mostro un panorama stupendo, con le isole Kuriate sullo sfondo.»
«Ok, andiamo,» risposi. Entrambi sapevamo che era solo una scusa per lasciare sole le donne. Avevamo già capito l'evoluzione della storia.
Rimaste sole, Daniela e Amira tentarono di stendersi sulla sabbia, ma scottava troppo.
«Vieni qui, ti tolgo tutta la sabbia dalla schiena,» disse Daniela. Amira si voltò, lasciando che le dita bagnate di Daniela le accarezzassero la pelle calda.
«Anche il tuo reggiseno è pieno...» mormorò Daniela, sciogliendole il laccetto dal collo.
Il pezzo sopra cadde giù, rivelando due seni sodi, caldi per il sole. Amira, con un gesto deciso, prese la mano di Daniela e se la portò al seno. Daniela non cercava altro. Attratta com'era, ogni tabù crollò. Rimandendo da dietro, Daniela accarezzava i seni di Amira con palmi ampi, li sollevava per assaporarne il peso e li stringeva, strizzando i capezzoli ormai turgidi con decisione. Amira rispondeva a quelle carezze e a quella pressione con gemiti di piacere sempre più profondi, abbandonando la testa all'indietro sul petto di Daniela.
Daniela le baciava e leccava il collo, sentendo il corpo di Amira fremere sotto di lei. Con un gesto la fece voltare e si guardarono negli occhi, vicinissime, affamate di sesso, di baci e di cose proibite. Daniela scese con le mani lungo il ventre, spostò il costume e iniziò ad accarezzare la figa di Amira: era bagnatissima. Con un dito la penetrava con delicatezza, entrando e uscendo mentre Amira sospirava. Ma Amira voleva di più: la bloccò con un gesto, si sfilò lo slip rimanendo completamente nuda, prese Daniela per mano e si diresse verso l'interno della spiaggetta. Lì, al riparo da piante selvatiche, c'era un piccolo prato verde, morbido e invitante. Amira lo sapeva... chissà quante volte era stata lì.
Daniela sorrise. Pensava che aveva avuto solo una volta un piccolo rapporto con una donna, ma niente di che. Si chinò e con meraviglia vide la figa depilata, con un ciuffettino di peli sul pube che nella frenesia precedente non aveva notato. Allargò le labbra della figa: una vulva rossastra le apparve in netto contrasto con la carnagione dorata. Iniziò a leccarla e a penetrarla con la punta della lingua, come solo una donna sa fare.
Con le mani le strizzava i seni e, ad ogni gemito di Amira, stringeva più forte i capezzoli. Daniela continuò a leccarla senza sosta e con un dito iniziò ad accarezzare il buco del culo di Amira. Amira sobbalzò, ma con la voce rocca dal piacere si fece scappare: «Sì... sì, infilalo! Sì, mi piace da impazzire!»
Daniela premette il dito all'interno, facendolo entrare ed uscire dal culo, mentre con la lingua stuzzicava il clitoride, lo mordicchiava e lo teneva tra le sue labbra. All'orgasmo di Amira, Daniela non si fermò affatto: continuava a leccare e a stimolarla facendo piegare sulla schiena Amira, che oramai era in una vera trance sessuale.
Alla fine, sommersa dalle sensazioni, Amira spinse con forza la testa di Daniela per farla staccare da lei: «Mi vuoi far morire...» disse respirando a pieni polmoni, esausta. Daniela sorrise e con la lingua leccò tutto l'umore di Amira rimasto sulla sua bocca.
Ciò che le due non sapevano era che io e Luis non eravamo affatto ignari. Non eravamo mai saliti in cima alla scogliera: ci eravamo nascosti dietro la vegetazione e avevamo visto tutto. Ci eravamo eccitati vedendo quello spettacolo e ci eravamo segati come due ragazzini davanti a un film porno.
Sentendole ricomporsi, facemmo un giro largo e riemergemmo sulla spiaggia facendo rumore con i sassi.
«Eccoli, fine del gioco...» esclamò Amira ricomponendosi. Si avvicinò a Daniela e disse a bassa voce: «Volevo farti mia qui, ora... mi dispiace.»
Daniela la guardò e rispose: «Dispiace anche a me... guarda il mio slip, è fradicio... Però deve essere una cosa tra noi due. Tranquilla, siamo solo al secondo giorno di vacanza... abbiamo altri cinque giorni tutti per noi.» Le diede un bacio leggero sulle labbra e uno schiaffetto malizioso su una natica.
Raccogliemmo le nostre cose e risalimmo in barca mentre il sole cominciava a calare, tingendo d'oro il mare di Monastir. Io e Luis ci mettemmo ai comandi, scambiandoci uno sguardo d'intesa sul segreto che avevamo intenzione di giocarci più avanti. A poppa, Daniela e Amira sedevano vicine, scambiandosi sfioramenti di dita e sorrisi carichi di intesa. La traversata di ritorno era solo una breve tregua: la vacanza era appena iniziata, e la notte si preannunciava incandescente.
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