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In vacanza con la mia ex 2


di Blackjack26
23.08.2026    |    944    |    2 10.0
"Lì, al riparo da piante selvatiche, c'era un piccolo prato verde, morbido e invitante..."
Il mare di Monastir era una tavola trasparente, ma la vera tempesta era iniziata la notte prima nella suite del resort. Dopo il primo e travolgente ménage à trois tra me, Daniela e il giovane cameriere Luis, la porta della camera si era aperta all'improvviso. Era entrata Amira, la ragazza di Luis che lavorava nello staff dell'hotel, spinta da una fiammata di gelosia.
​L'impatto iniziale era stato tesissimo, ma si era trasformato in qualcosa di completamente diverso non appena gli occhi scuri di Amira avevano incrociato quelli di Daniela. Daniela, ancora svestita e senza alcun imbarazzo, l'aveva studiata con audacia, cogliendo al volo il profondo lato bisessuale e la curiosità latente della ragazza tunisina. L'incontro tra le due nella suite era stato un duello di sguardi ad altissima tensione: Amira si era avvicinata con la scusa di affrontare Luis, ma si era ritrovata a pochi centimetri da Daniela. Tra loro era scattata un'intesa elettrica, un contatto di pelle e parole sussurrate in camera che aveva spazzato via ogni gelosia, trasformandola in pura attrazione e spingendo Amira ad accettare il nostro invito per un'escursione in barca la mattina seguente.
​Il giorno dopo, la nostra imbarcazione tagliò le onde verso una caletta deserta e protetta da alte scogliere. Sbarcati sulla spiaggia, la sensazione di isolamento era totale. La sabbia scottava sotto i piedi, così sistemammo subito la borsa termica all'ombra di un'ampia pianta selvatica. Spinti dal caldo asfissiante, entrammo tutti e quattro in quell'acqua cristallina. Tra schizzi e risate, la complicità nacque spontanea.
​Mentre eravamo immersi fino al petto, Luis tirò a sé Amira per darle un bacio. Lei contraccambiò in maniera voluttuosa, ma con gli occhi scuri spalancati e fissi su Daniela. Daniela non distolse lo sguardo: osservò Amira nell'atto di baciare il suo ragazzo, accannando un gesto di lento compiacimento con la testa. Un cenno muto: ti sto guardando, e mi piace quello che vedo.
​«Fa davvero caldo qui fuori...» mormorò Amira con il fiato corto, staccandosi dalle labbra di Luis. «Forse è il momento di stappare quella bottiglia.»
​«Idea eccellente,» le rispose Daniela, avvicinandosi. «Ma prima voglio vedere se sai brindare come si deve.»
​Il tappo di champagne partì con un secco pop. I quattro flûte di cristallo si riempirono di bollicine dorate. Ci radunammo sul bagnasciuga, con l'acqua che ci lambiva le caviglie.
​«Alla faccia delle vacanze da ex,» esclamai io, alzando il bicchiere.
​«Alla vita, e a quello che non ti aspetti di trovare,» corresse Daniela, facendo tintinnare il calice con il mio, con quello di Luis e infine fermandosi di fronte ad Amira.
​Facemmo scontrare i quattro flûte. Daniela squadrò Amira con aria maliziosa: «Ma tu... non puoi...»
​Amira capì l'allusione alle tradizioni locali e scoppiò in una risata bassa e roca: «Tranquilla. Io non sono musulmana. Le regole qui me le faccio da sola.»
​«Bene,» disse Daniela con uno sguardo d'intesa.
​In quel momento Luis mi si avvicinò: «Mauro, ti va di arrivare fin lassù? Ti mostro un panorama stupendo, con le isole Kuriate sullo sfondo.»
​«Ok, andiamo,» risposi. Entrambi sapevamo che era solo una scusa per lasciare sole le donne. Avevamo già capito l'evoluzione della storia.
​Rimaste sole, Daniela e Amira tentarono di stendersi sulla sabbia, ma scottava troppo.
​«Vieni qui, ti tolgo tutta la sabbia dalla schiena,» disse Daniela. Amira si voltò, lasciando che le dita bagnate di Daniela le accarezzassero la pelle calda.
​«Anche il tuo reggiseno è pieno...» mormorò Daniela, sciogliendole il laccetto dal collo.
​Il pezzo sopra cadde giù, rivelando due seni sodi, caldi per il sole. Amira, con un gesto deciso, prese la mano di Daniela e se la portò al seno. Daniela non cercava altro. Attratta com'era, ogni tabù crollò. Rimandendo da dietro, Daniela accarezzava i seni di Amira con palmi ampi, li sollevava per assaporarne il peso e li stringeva, strizzando i capezzoli ormai turgidi con decisione. Amira rispondeva a quelle carezze e a quella pressione con gemiti di piacere sempre più profondi, abbandonando la testa all'indietro sul petto di Daniela.
​Daniela le baciava e leccava il collo, sentendo il corpo di Amira fremere sotto di lei. Con un gesto la fece voltare e si guardarono negli occhi, vicinissime, affamate di sesso, di baci e di cose proibite. Daniela scese con le mani lungo il ventre, spostò il costume e iniziò ad accarezzare la figa di Amira: era bagnatissima. Con un dito la penetrava con delicatezza, entrando e uscendo mentre Amira sospirava. Ma Amira voleva di più: la bloccò con un gesto, si sfilò lo slip rimanendo completamente nuda, prese Daniela per mano e si diresse verso l'interno della spiaggetta. Lì, al riparo da piante selvatiche, c'era un piccolo prato verde, morbido e invitante. Amira lo sapeva... chissà quante volte era stata lì.
​Daniela sorrise. Pensava che aveva avuto solo una volta un piccolo rapporto con una donna, ma niente di che. Si chinò e con meraviglia vide la figa depilata, con un ciuffettino di peli sul pube che nella frenesia precedente non aveva notato. Allargò le labbra della figa: una vulva rossastra le apparve in netto contrasto con la carnagione dorata. Iniziò a leccarla e a penetrarla con la punta della lingua, come solo una donna sa fare.
​Con le mani le strizzava i seni e, ad ogni gemito di Amira, stringeva più forte i capezzoli. Daniela continuò a leccarla senza sosta e con un dito iniziò ad accarezzare il buco del culo di Amira. Amira sobbalzò, ma con la voce rocca dal piacere si fece scappare: «Sì... sì, infilalo! Sì, mi piace da impazzire!»
​Daniela premette il dito all'interno, facendolo entrare ed uscire dal culo, mentre con la lingua stuzzicava il clitoride, lo mordicchiava e lo teneva tra le sue labbra. All'orgasmo di Amira, Daniela non si fermò affatto: continuava a leccare e a stimolarla facendo piegare sulla schiena Amira, che oramai era in una vera trance sessuale.
​Alla fine, sommersa dalle sensazioni, Amira spinse con forza la testa di Daniela per farla staccare da lei: «Mi vuoi far morire...» disse respirando a pieni polmoni, esausta. Daniela sorrise e con la lingua leccò tutto l'umore di Amira rimasto sulla sua bocca.
​Ciò che le due non sapevano era che io e Luis non eravamo affatto ignari. Non eravamo mai saliti in cima alla scogliera: ci eravamo nascosti dietro la vegetazione e avevamo visto tutto. Ci eravamo eccitati vedendo quello spettacolo e ci eravamo segati come due ragazzini davanti a un film porno.
​Sentendole ricomporsi, facemmo un giro largo e riemergemmo sulla spiaggia facendo rumore con i sassi.
​«Eccoli, fine del gioco...» esclamò Amira ricomponendosi. Si avvicinò a Daniela e disse a bassa voce: «Volevo farti mia qui, ora... mi dispiace.»
​Daniela la guardò e rispose: «Dispiace anche a me... guarda il mio slip, è fradicio... Però deve essere una cosa tra noi due. Tranquilla, siamo solo al secondo giorno di vacanza... abbiamo altri cinque giorni tutti per noi.» Le diede un bacio leggero sulle labbra e uno schiaffetto malizioso su una natica.
​Raccogliemmo le nostre cose e risalimmo in barca mentre il sole cominciava a calare, tingendo d'oro il mare di Monastir. Io e Luis ci mettemmo ai comandi, scambiandoci uno sguardo d'intesa sul segreto che avevamo intenzione di giocarci più avanti. A poppa, Daniela e Amira sedevano vicine, scambiandosi sfioramenti di dita e sorrisi carichi di intesa. La traversata di ritorno era solo una breve tregua: la vacanza era appena iniziata, e la notte si preannunciava incandescente.
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