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L'aperitivo con la transgender


di Blackjack26
12.08.2026    |    1.061    |    6 9.5
"L'eccitazione era al massimo: Mauro, nel vedere sua moglie così assetata di cazzi e di voglie, iniziò a scoparla con forza e con colpi profondi..."
Sotto le luci soffuse della veranda, una semplice confidenza tra Mauro e Daniela si era trasformata in un'intesa travolgente. Lucia, l'affascinante presenza del Jolly Caffè, era diventata il centro di una fantasia condivisa: un desiderio nuovo da esplorare insieme, basato su una complicità profonda e priva di gelosie. Il piano era semplice solo in apparenza: frequentare il locale durante l'aperitivo, creare il contatto con eleganza e capire fin dove il gioco potesse spingersi.
​L'impatto con la realtà superò ogni aspettativa. Seduti al tavolino all'aperto, Mauro e Daniela osservarono Lucia avvicinarsi con la solita grazia felina. Nel servire i due spritz, la ragazza si chinò e, con studiata e deliberata malizia, fece sfiorare il proprio seno contro la spalla di Daniela. Lontano dal tirarsi indietro, Daniela assecondò il movimento, accogliendo quella provocazione con uno sguardo profondo e invitante. Il ghiaccio era rotto, il messaggio consegnato e ricevuto senza bisogno di parole.
​Pochi minuti dopo, tornata al tavolo, Lucia fece cadere ogni barriera formale. Rivelò di non essere una semplice cameriera, ma la proprietaria stessa del locale, e lanciò la sua proposta diretta: tornare verso le nove, all'ora della chiusura, quando la zona degli uffici si sarebbe svuotata. Dietro una tenda di velluto scuro si nascondeva una saletta riservata con porta a chiave, un tavolo e divani accoglienti, il luogo perfetto per trasformare la fantasia in qualcosa di concreto.
​Rientrati a casa, le due ore d'attesa scivolarono via in un clima di palpabile elettricità. Daniela si preparò con cura, scegliendo una lingerie in pizzo nero e autoreggenti che ne esaltavano la sensualità, frenando con dolcezza e fermezza l'impazienza di Mauro per preservare tutta la carica emotiva per la notte. Alle nove, mentre il quartiere si avvolgeva nel silenzio, la coppia si avviò verso la porta del Jolly Caffè.
​Lucia li vide, aprì la porta, li fece entrare e chiuse immediatamente dietro di sé, abbassando la serranda elettrica. Il rumore sordo del metallo che scendeva sigillò l'ambiente, tagliando fuori il silenzio della zona uffici ormai deserta. Lasciando il bar avvolto nelle luci soffuse sopra il bancone, Lucia fece strada verso la saletta riservata: un ambiente caldo e accogliete, dominato da un tavolo centrale con sedie e un bel divano.
​Daniela la osservava con attenzione. Lucia indossava ancora un grembiule bianco lungo, tipo medico, pulito e stirato, che con la sua linea rigida e professionale metteva ancora più in risalto la morbidezza delle sue forme e la sensualità dei suoi movimenti.
​"Benvenuti nel mio spazio," disse Lucia a bassa voce, chiudendo la porta in legno. Poi si lasciò scappare: "Daniela, non sai da quanto tempo ti osservavo... ti guardavo... un paio di volte ho accennato un gesto, ma tu eri sempre distratta..."
​Daniela la guardò incredula, portandosi una mano al petto: "Davvero? Non me ne sono mai accorta... Ma forse chissà, meglio così, no? Ma scusa... i nostri spritz?"
​"Arrivano subito," rispose Lucia con un sorriso carico di promesse.
​Uscì dalla saletta per tornare al bar e poco dopo rientrò con un vassoio e i tre spritz. Ma senza più il camice. Si presentò in un intimo bianco candido che risaltava su un corpo statuario. Mauro ebbe un fremito di stupore e puro piacere, mentre Daniela la ammirava incantata.
​Lucia appoggiò il vassoio e porse i bicchieri. Con i calici alla bocca bevvero un sorso, ma a Daniela uscì un po' di spritz dagli angoli delle labbra. Lucia allungò la mano e le asciugò dolcemente il viso. Daniela fu attraversata da un brivido profondo, una sensazione strana, mai provata prima; rimase immobile mentre Lucia si avvicinava e la baciava con trasporto. Mauro, in estasi, si lasciò avvolgere dal divano, osservandole eccitatissimo.
​Lucia sbottonò lentamente la camicetta bianca di Daniela e gliela sfilò, lasciandola in pizzo nero. La strinse a sé e con le mani le toccò il culo, alzando la gonna: due glutei sodi e duri finirono sotto le sue mani vogliose. Con le dita, Lucia accarezzava la figa di Daniela, già bagnata; lentamente, con due dita, sfiorava le grandi labbra fino al clitoride, per poi scendere di nuovo. Poi appoggiò due dita sulla figa, che le inghiottì senza ritegno. In tutto questo Daniela era immobile, la mente vuota: cercava solo il piacere e voleva dare piacere.
​Trovato il coraggio e guidata dalla curiosità, Daniela lasciò scivolare una mano sul seno di Lucia: era duro. Spostò la coppa del reggiseno e toccò il capezzolo, turgido e reattivo. Spinta da quel contatto, allungò la mano fino agli slip di Lucia e lì trovò un cazzo in erezione, duro e liscio. Proprio come nei suoi sogni.
​Lucia prese con una mano la testa di Daniela e la spinse giù, più giù, finché Daniela non si trovò con il viso all'altezza del suo cazzo. Daniela indugiò un istante, si voltò verso Mauro che con un cenno della testa approvava entusiasta, poi abbassò gli slip di Lucia, dischiuse le labbra e accolse quel cazzo sognato e desiderato. Con la lingua lo leccava fino ai testicoli; ne prese uno in bocca e dolcemente lo succhiò, per poi risalire lungo l'asta fino alla cappella, giocando con la punta della lingua mentre sentiva ansimare Lucia.
​A quel punto, Lucia fece a Mauro il cenno di raggiungerle. Mauro non si fece pregare e si alzò dal divano. Lucia, con le mani, sbottonò la cinghia dei suoi pantaloni, che scesero giù insieme agli slip: un cazzo duro e prepotente uscì fuori. Lucia fece spostare Daniela in ginocchio tra loro due, davanti a due cazzi duri e pronti. Daniela si lasciò scappare un sorriso, aprì la bocca e ingoiò fino alla gola il cazzo di Mauro. Entrava e usciva; quante volte aveva spompinato Mauro, ma questa sera aveva tutto un sapore diverso.
​Prese poi con le mani i due cazzi, li portò alla bocca e iniziò a leccarli insieme, per poi spingerli di nuovo tutto in fondo sino alla gola, alternando ora il cazzo di Lucia, ora il cazzo di Mauro.
​Lucia prese Daniela, la fece alzare e la accompagnò lentamente verso il tavolo centrale. La fece salire e sdraiare a pancia in su, con la testa che usciva dal bordo; Mauro subito si affrettò a metterle il cazzo in bocca. Nel frattempo Lucia, senza bisogno di lubrificante perché la figa di Daniela era eccitatissima e fradicia di umori, la penetrò e iniziò a scoparla con stoccate decise. Mauro era in piedi e vedeva sua moglie scopata da un'altra con due tette stupende che oscillavano vogliosamente sotto i colpi del corpo che la possedeva.
​D'un tratto Lucia si fermò e disse: "Mauro, ora fai il tuo...". Si sfilò e si sdraiò a pancia in giù sul tavolo, a fianco a Daniela, dicendogli: "Scopami!". Mauro, che nei suoi più profondi e zozzi pensieri non aveva mai immaginato questo, esitò un secondo. Daniela alzò la testa, spostò i capelli dal viso e disse: "Dai Mauro... dai!". Mauro si avvicinò al culo di Lucia, bagnò il cazzo con la saliva e lo infilò dentro. Daniela incitò: "Sì, sì, così!", allungando una mano per toccare il seno di Lucia, che godeva e ansimava sotto i colpi di Mauro. Preso da quella visione, Mauro iniziò a spingere sempre più forte, mentre Lucia afferrò il proprio cazzo e cominciò a masturbarsi con foga mentre Mauro la inculava.
​Si andò avanti così per diversi minuti, uno spettacolo degno del miglior film hard. Lucia, che conduceva il gioco, fece fermare Mauro e fece sdraiare Daniela a pancia in giù sul tavolo. Si mise davanti a lei e le infilò il cazzo in bocca; Daniela non si fece pregare e lo ingoiò tutto, quasi a soffocarsi, mentre Lucia con maestria guidava il pompino dando ordini su come farla godere. Mauro, dietro Daniela, infilò in un sol colpo il cazzo nella sua figa. L'eccitazione era al massimo: Mauro, nel vedere sua moglie così assetata di cazzi e di voglie, iniziò a scoparla con forza e con colpi profondi. Daniela era impazzita dal piacere: un cazzo in bocca e uno nella figa.
​Di colpo Mauro si fermò, tirò fuori il cazzo e con un grido di piacere se ne venne sulla schiena di Daniela. Quasi contemporaneamente, Lucia afferrò la testa di Daniela per i lunghi capelli neri e se ne venne nella sua bocca, dove Daniela ingoiò tutto continuando a leccare.
​Lucia si fermò stanca: "Che serata ragazzi... erano mesi che non scopavo!". Daniela, esausta, era ancora sdraiata sul tavolo. Lucia vide lo sperma di Mauro sulla sua schiena e disse: "Non possiamo sprecare questo nettare...". Si piegò e con la lingua iniziò a leccare e ingoiare lo sperma, causando a Daniela un lungo e intenso brivido lungo la colonna vertebrale.
​Poi si ricomposero, colmi di appagamento. Lucia li guardò negli occhi con un sorriso ammiccante e chiese: "Siete fantastici ragazzi... a quando il prossimo spritz?"
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