La nostra prima orgia-La versione di Daniela
Il velluto bordeaux del divano accoglieva le mie cosce nude, ancora fresche, ma sentivo la mia pelle scaldarsi secondo dopo secondo sotto la luce calda e radente della stanza. Gli specchi dorati sulle pareti moltiplicavano ogni dettaglio, restituendomi un’immagine perfetta di ciò che per mesi avevamo soltanto vagheggiato nel buio della nostra camera. Mauro mi teneva la mano: la sua presa era salda, ma sentivo le sue dita tremare per l'attesa. I suoi occhi non riuscivano a staccarsi da me, divorando la mia figura in quel completino provocante ancora prima che chiunque altro mi toccasse.
Poi la serratura ha fatto scatto. Il rumore netto dei tacchi sul parquet ha scandito il mio respiro affannato. Laura e Clara si sono avvicinate senza fretta. Ho guardato Laura inginocchiarsi tra le mie ginocchia, le dita laccate che risalivano lente l'interno delle mie cosce, forzandomi dolcemente ad aprirmi. Contemporaneamente Clara si è piegata da dietro, affondando la bocca nel mio collo e infilando le mani sotto il pizzo, stringendomi i seni spinti verso l'alto dalla coppa del push-up. Quando la mia schiena si è inarcata e mi sono sentita cedere al primo gemito liquido, ho capito che ogni mia resistenza si era sciolta.
Mauro ha staccato la mano dalla mia ed è indietreggiato lentamente fino al mobile bar. Vederlo fare quel passo indietro, mettersi nell'angolo a godersi lo spettacolo con la mano che già lavorava sul cavallo dei suoi pantaloni, mi ha provocato una scarica elettrica spaventosa. Attraverso il riflesso dello specchio i nostri sguardi si incrociavano continuamente: sapevo che mi stava guardando, e vederlo rapito, sopraffatto da quella visione, mi rendeva ancora più audace. Ero io il centro assoluto di quella stanza.
L'ingresso di Roberto e Giulio ha cambiato l'aria, facendola diventare pesante, densa di sesso ed eccitazione pura. Senza convenevoli, Giulio si è chinato su di me, mi ha afferrata per le spalle e mi ha bloccata contro lo schienale del divano, piantandomi la sua lingua in gola con una foga cieca. Nel frattempo, le mani di Roberto staccavano i laccetti del completino, lasciandomi le coppe del push-up sbottonate e sfilandomi il perizoma per liberare i fianchi dagli ultimi veli.
Prima ancora che arrivasse la penetrazione, Laura si è piegata più a fondo tra le mie gambe spalancate, affondando la lingua direttamente sul mio clitoride con una spinta ritmica e continua, mentre le dita di Clara mi penetravano da dietro, bagnate dai miei stessi umori.
Giulio si è poi alzato in piedi sopra il mio viso. Ho accolto il suo cazzo tra le labbra e in gola con avidità, alternando la spinta della lingua al movimento delle mie mani sulla suo cazzo. In quel preciso istante, Roberto si è inginocchiato davanti al divano, ha allineato la suo cazzo spesso e venoso e, con una spinta decisa e senza interruzioni, si è infilato fino in fondo dentro di me.
Il senso di dilatazione era immenso: sentivo ogni venatura della sua carne scorrere e fare presa contro le mie pareti interne, già bollenti. Il suono sordo e bagnato del suo bacino che sbatteva contro di me rimbombava nella stanza, mescolandosi al ritmo con cui Giulio spingeva nella mia gola. Essere al centro di quell'assedio era una deviazione totale dei sensi: Roberto che spingeva nella fica, Giulio che mi riempiva la bocca, Laura che lavorava sul clitoride e Clara che mi penetrava l'ano da dietro pizzicandomi i capezzoli rigidi.
Ma la cosa che mi ha travolta di più è stato il momento in cui ho smesso di subire la scena per prenderne il controllo. Ho piantato i tacchi sulle natiche di Roberto, usando le gambe come una morsa per tirarmelo ancora più dentro, esigendo che ogni sua affondata toccasse il fondo. Con le mani ho afferrato il bacino di Giulio, imponendo io il ritmo e l'inclinazione alle sue spinte sulla mia lingua. Dominavo io quella macchina di carne, respiro e fluidi.
Poi ho alzato gli occhi e ho cercato Mauro nello specchio. L'ho visto lì, immobile sui piedi, con il fiato corto e i movimenti disperati. Gli ho fatto un cenno imperioso con la testa. Roberto ha recepito il segnale e si è sfilato con un colpo secco, lasciando la mia fica aperta, umida e pulsante.
Mauro non ci ha visto più: si è lanciato in ginocchio sul divano tra le mie gambe. Spingere il suo cazzo dentro di me, ritrovando la mia carne dilatata, bollente e zuppa del passaggio di Roberto, è stato un impatto quasi brutale. Le sue affondate erano cieche, disperate, cariche di tutta la gelosia e il desiderio accumulati mentre guardava. Giulio si è sfilato dalla mia bocca e ha iniziato a venire con getti caldi e densi direttamente sul mio petto e sul push-up ormai spalancato, mentre le dita di Clara mi continuavano a stimolare da dietro e la lingua di Laura mi devastava la clitoride.
Mauro ha accelerato ancora, senza un ritmo logico, guidato solo dall'ossessione. L'attrito della suo cazzo dentro la mia fica in fiamme ha fatto scattare un orgasmo devastante: una serie di contrazioni violentissime che hanno chiuso la mia fica attorno al suo cazzo in una presa serrata. L'ho sentito ringhiare sopra di me prima di sfilarsi all'ultimo secondo e venire insieme a Roberto sul mio ventre, sulle mie cosce e tra le mani delle ragazze. I loro schizzi caldi hanno coperto interamente il mio corpo nudo prima di farci crollare tutti insieme, svuotati, anelanti e senza fiato, sul velluto ormai zuppo del divano.
Abbandonata sul sedile passeggero dell'auto, osservavo le luci della città scivolare sul vetro nella notte. Mi sono sfiorata le labbra con la punta delle dita, sentendole ancora calde, gonfie, segnate da ogni respiro di quella stanza. La donna timida che era entrata in quella villa solo poche ore prima era rimasta indietro, dissolta su quel divano di velluto bordeaux. Al suo posto c'era una consapevolezza nuova, liquida e potente, già affamata del prossimo invito.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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