In vacanza con la mia ex
Più tardi al nightclub dell'hotel ci eravamo ritrovati tutti e tre insieme a bere e a ballare. Notando le occhiate e l'intesa tra Daniela e Luis, mi era balzata in testa un'idea ardita. Quando la serata era giunta al termine, avevo invitato Luis a salire nella nostra suite per stappare una bottiglia di champagne insieme.
Una volta arrivati in camera, Daniela si voltò ed entrò in bagno per rinfrescarsi, lasciando la porta socchiusa. In quel preciso istante, un bussare leggero risuonò all'ingresso. Andai ad aprire e mi trovai davanti Luis con un carrellino elegante: sopra c'era un secchiello con il ghiaccio, una bottiglia di champagne e tre flute. Mi guardò con un sorriso malizioso; era chiaro che l'intenzione fosse quella di fermarsi per un drink. In quel momento la mia idea si trasformò nel desiderio di mettere in atto una fantasia che io e Daniela avevamo solo immaginato senza mai realizzarla.
«Rimani un attimo qui fuori dalla porta,» gli sussurrai. «Ti chiamo io tra pochissimo.»
Poco dopo Daniela uscì dal bagno, del tutto ignara. Notò subito il mio sguardo strano. «Mauro, tutto bene?» mi chiese.
«Certo, Daniela... Guarda, io stasera ho davvero voglia di fare l'amore con te, ma ovviamente dipende solo da te.»
Daniela scoppiò in una risatina furba. «Sei proprio scemo! E meno male che doveva essere una tranquilla vacanza da ex... Ma secondo te non lo sapevo che venendo in vacanza insieme saremmo finiti a scopare?»
«Senti allora... stasera ti vorrei bendata. Voglio che ti godi ogni singola sensazione senza vedermi.»
«Mmm... ok, mi piace. Ci sto.»
Si sedette sul bordo del letto. Presi una fascia di seta e gliela legai delicatamente attorno agli occhi. Rimanendo seduta proprio lì, sul bordo del materasso con le gambe leggermente divaricate, si lasciò andare alle mie mani. Andai alla porta, la aprii senza fare rumore e feci cenno a Luis di entrare.
Rimanendo dietro e di fianco a lei, iniziai a baciarla lungo la schiena, mentre lei si gustava ogni tocco. Con le mani le accarezzai i seni duri e belli come se fosse la prima volta, giocando con i capezzoli turgidi, per poi tornare con la lingua sul collo e sulla spina dorsale. Daniela era tutto un fremito, l’eccitazione saliva rapida. Luis mi guardava entusiasta, toccandosi il cazzo, immobile e in attesa di un mio cenno.
Le mie dita continuarono a scivolare sulla sua pelle. Con il condizionatore che soffiava un filo d'aria fresca, il contrasto con il calore del suo corpo rendeva ogni sensazione amplificata. Luis osservava la scena a pochissimi passi. Mi spostai di lato senza fare il minimo rumore e feci un cenno chiaro con la testa verso di lui.
Luis si avvicinò con estrema delicatezza. Le sue dita calde sfiorarono i fianchi di Daniela, sempre seduta sul bordo del letto, agganciando il bordo del micro tanga e sfilandoglielo lentamente lungo le gambe, lasciandola completamente nuda. Iniziò ad accarezzarle l'interno coscia, prima con i polpastrelli, scendendo piano piano fino alle ginocchia. Risalì con la stessa lentezza, senza fretta, finché la sua mano non sfiorò delicatamente la figa rasata bagnata. Daniela ebbe un forte sussulto improvviso, un brivido evidente che le fece inarcare la schiena.
In quel preciso istante Luis si spostò di lato come d'accordo e riprendo io, facendole scivolare le mani sui fianchi per non farle avvertire alcuna interruzione. Daniela mosse il bacino verso di me, la pelle calda e percorsa da un fremito continuo, ancora convinta che fosse stata un'unica, ininterrotta carezza mia.
Sempre da seduta sul bordo del letto, con le mani giocai con il suo viso, le accarezzai le labbra, le aprii e le infilai un dito in bocca: lei lo baciò e lo succhiò con malizia e lentezza.
Poi Daniela mi abbracciò forte, portando il mio bacino all'altezza della sua bocca e premendo la testa proprio contro il mio cazzo. Con un colpo secco mi abbassò i pantaloni e gli slip in un solo movimento rapido. Avvicinò la bocca al mio cazzo, ormai duro e voglioso, aprì la bocca e lo prese tutto in gola, muovendo la testa avanti e indietro con gesti voluttuosi.
L'atmosfera era incandescente. Feci un cenno impercettibile a Luis, che si posizionò in silenzio alle spalle di Daniela. Le fece scivolare le mani grandi sulle spalle nude, scendendo sui seni turgidi per manipolarli con decisione e stringerle i capezzoli, baciandole la schiena.
Daniela si bloccò di colpo, il respiro sospeso, e fece per portarsi le mani alla benda per togliersela.
Le bloccai subito i polsi con delicatezza. «Mauro, cosa cavolo combini... sei pazzo?» esclamò diffidente.
«Fidati... Daniela fidati, lo sai che non farei mai una cosa che ti possa fare male. Tieni la benda ancora per un po'... credimi.»
Daniela si riammorbidì, mi riabbracciò e prese di nuovo il mio cazzo in bocca, fino in fondo. Luis riprese a toccarle i seni, le stringeva i capezzoli e le baciava la spina dorsale, eccitatissimo. Il suo cazzo strofinava e sbatteva con decisione contro la schiena nuda di Daniela, che apprezzava e, con il mio ancora in bocca, ripeteva soffocata: «Tu sei pazzo... tu sei pazzo...»
Daniela ormai comandava il gioco: ingoiava, leccava, stuzzicava. Rispose al mio invito e scivolò in ginocchio per terra. Luis si mise al mio fianco: Daniela si trovò così in mezzo a due cazzi duri ed eccitati che non aspettavano altro che lei. Non si fece pregare: con le due mani li prese, li avvicinò tra loro, aprì la bocca e con la lingua leccava ora l'uno ora l'altro. Poi prese il cazzo di Luis e lo ingoiò tutto, mentre con la mano giocava con il mio.
Quel momento andò avanti per diversi minuti intensi e prolungati. Daniela godeva immensamente della presenza e della forma di quei due cazzi, completamente estasiata dal piacere di leccarli e accarezzarli insieme. Muoveva la lingua esperta alternandosi tra noi due, stuzzicando le cappelle, stringendo le aste con le dita calde e gustandosi ogni millimetro di quel doppio contatto, persa nell'oscurità della benda di seta.
Poi disse, mettendosi in ginocchio sul letto: «Ne voglio uno dentro, voglio un cazzo che mi scopi!»
Guardai Luis e gli feci un cenno con la testa. Lui si inginocchiò dietro Daniela e diede sfogo a tutta l'eccitazione accumulata penetrandola con foga. Io mi posizionai davanti a lei e le infilai il mio cazzo in bocca. Lei succhiava, ingoiava e strillava di piacere.
«Quante volte lo hai immaginato? Quante volte ne abbiamo parlato... ora goditi questo momento,» le dissi.
Lei ansimava e si muoveva al ritmo del cazzo di Luis, al massimo della tensione. Con la voce rotta dall'estasi continuava a gridare: «Sì, così scopami... continua così! Ti sento tutto... fino in fondo... non fermarti, più forte!»
All'improvviso Luis fece un urlo strozzato, uscì di scatto da Daniela e venne copioso sulla sua schiena. Daniela continuò a succhiarmi il cazzo con foga fino a farmi venire, ingoiando tutto il mio sperma e leccandolo per pulirlo. Poi, curiosa, disse: «Spero che tu non mi abbia fatto un brutto scherzo... chi è lui?»
Nel frattempo Luis si era sdraiato sul letto esausto. Daniela si tolse la benda e mi guardò con un'espressione strana, quasi con paura di voltarsi. Mi fissò e io le feci un cenno con la testa come per dirle di voltarsi.
Il suo viso si illuminò di colpo. Sorrise, si avvicinò a Luis e lo baciò con dolcezza. Poi si voltò verso di me e ripeté ridendo: «Tu sei pazzo... PAZZZOOO!»
Stappai lo champagne con un botto leggero, versandolo nei tre flute. Daniela si tirò addosso il lenzuolo, prese il suo calice con la mano ancora leggermente tremante e ci guardò con aria di sfida.
«Ora voglio fare una cosa che mi appaga davvero... e mi basta vedervi nudi,» sussurrò con gli occhi che le brillavano di puro desiderio.
Allargò le gambe al centro del letto, sotto i nostri sguardi. Prese il calice e lasciò scivolare qualche goccia di champagne dorato e frizzante direttamente sulla figa, facendola sussultare per la scossa di fresco. Poi portò la mano tra le cosce e iniziò a masturbarsi senza freni, straziando il clitoride con movimenti precisi, calcolati e sempre più rapidi.
Ribagnò la pelle con un altro sorso di champagne per far scivolare le dita, accelerando il ritmo in un crescendo travolgente, mentre io e Luis la fissavamo ipnotizzati. Un urletto liberatorio, profondo e vibrante, sancì finalmente il suo orgasmo, lasciandola appagata e senza fiato sul lenzuolo, a coronamento di una notte che non avremmo mai più dimenticato.
Daniela.
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