Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > trio > Cuckoldress
trio

Cuckoldress


di Blackjack26
03.09.2026    |    659    |    2 8.0
"​Mentre il respiro tornava a farsi affannoso nella stanza, la voce di Clara ruppe il silenzio, spezzata dall'eccitazione: ​— Daniela..."
proprio corpo nudo avvolto solo nell'intimo bianco.
​— Lo volevo con tutta me stessa... — continuò, fissandolo negli occhi con uno sguardo in cui bruciavano insieme la vulnerabilità e una folle, disperata lucidità. — Volevo sapere cosa sbagliavo, cosa non ti piace più di me, cosa provavi a stare con un'altra... Avevo bisogno di vederlo, di sentirlo sulla mia pelle, anche se solo attraverso i miei occhi.
​Mauro rimase immobile, la mano ancora stretta sulla stoffa pesante della tenda. Lo sguardo scorreva dal viso di sua moglie ai resti di quella messa in scena che aveva superato ogni confine logico. Nel giro di pochi secondi, l'incredulità lasciò spazio a un'ondata complessa di emozioni: un misto profondo di tenerezza disarmata, turbamento e sconcerto totale.
​Lentamente, lasciò andare la tenda. Fece un passo verso di lei, le si accostò e, con un gesto dolce ma fermo, le prese la mano che Daniela teneva ancora vicina alla propria intimità, scostandola delicatamente per stringerla tra le sue dita calde.
​Nel frattempo, Clara si era alzata dal letto avvolgendosi alla meglio nelle lenzuola, i capelli scuri sciolti sulle spalle e gli occhi sbarrati dalla sorpresa. Il suo piano, nato come un gioco di complicità e trasgressione, si trovava ora a fare i conti con una verità emotiva molto più grande e devastante di quanto avesse mai immaginato. Fece qualche passo sul parquet e si avvicinò ai due, fermandosi a un soffio da loro, con lo sguardo perso tra lo smarrimento e il rimorso.
​Non sapendo cosa dire o quale parte recitare in quel silenzio denso di tensioni irrisolte, Clara tese le braccia e strinse Daniela in un abbraccio tenero, protettivo, appoggiandole una mano sulla schiena nuda.
​A quel contatto, il castello di difese che Daniela aveva retto con tanta freddezza e determinazione crollò di schianto. Lasciò andare la presa, nascose il viso contro la spalla di Clara e scoppiò improvvisamente a piangere, un pianto dirotto, liberatorio e disperato che scosse tutto il suo corpo.
Clara le prese il mento tra le dita, sollevandole il viso bagnato di lacrime e posandole un bacio dolce e prolungato sulle labbra. Poi, con un gesto premuroso, la prese per mano e l'accompagnò verso il letto, facendola sedere sul materasso ancora caldo.
​Nel muoversi, il lenzuolo che Clara teneva appoggiato addosso scivolò via, lasciandola completamente nuda. Di fronte a lei, Daniela sedeva con quel poco intimo bianco rimasto a fasciare il corpo, offrendo l'immagine di una nudità condivisa e vulnerabile.
​Mauro rimase in piedi davanti a loro, osservandole con un misto di sconcerto e incredulità. Sospirò, scuotendo la testa, e fece per abbassarsi a raccogliere i propri pantaloni da terra.
​— Siete due pazze... — mormorò, con un sorriso amaro.
​Ma prima che potesse toccare i vestiti, una mano gli afferrò il polso. Era Daniela. I suoi occhi, ancora lucidi di pianto, lo fissavano con una supplica disperata.
​— No, Mauro, ti prego... non andare. Resta qui con noi.
​L'uomo la guardò a lungo, catturato da quella fragilità così inedita. Sconfessando ogni intenzione di andarsene, fece un passo verso il letto e si sdraiò in mezzo a loro. Clara si scostò quel tanto che bastava per fargli spazio, e con un sorrisetto sfacciato, gli si riavvicinò all'orecchio:
​— Abbiamo un discorso interrotto noi due, vero?
​Mauro, ormai totalmente in trance e travolto da quella dinamica surreale, girò Clara verso di sé, facendola sdraiare sotto il suo peso. Iniziò ad accarezzarle la schiena e i glutei tondi, ma la stanchezza e la tensione emotiva avevano momentaneamente smorzato il suo corpo; il cazzo, ancora umido, si era afflosciato.
​Bastò un attimo. La mano di Daniela si allungò nell'ombra tra di loro, afferrandolo con decisione. Con tocchi esperti e rapidi, iniziò a masturbarlo, guardando dritto negli occhi suo marito mentre, quasi immediatamente, la carne tornava a pulsare e a irrigidirsi sotto le sue dita. Quando sentì che era di nuovo pronto, Daniela indietreggiò leggermente, lasciando il campo libero.
​Mauro appoggiò la punta sulla figa calda di Clara, che lo accolse con un sussurro di piacere, riprendendolo dentro di sé. Riprese a possederla con un ritmo alternato, ora profondo e lento, ora incalzante e deciso.
​Mentre il respiro tornava a farsi affannoso nella stanza, la voce di Clara ruppe il silenzio, spezzata dall'eccitazione:
​— Daniela... vieni qui davanti a me.
​Era esattamente quello che Daniela desiderava, il tassello finale di quel mosaico perverso. Si allungò carponi sul materasso, posizionandosi proprio davanti al viso di Clara. Con una mano iniziò ad accarezzarla, ma il vero fuoco era nei suoi occhi: fissava avidamente ogni singola sfumatura del volto di Clara, catturando le labbra socchiuse, le palpebre socchiuse e l'espressione estatica di una donna posseduta da suo marito, finalmente libera di contemplare dal vivo quel piacere che aveva cercato, orchestrato e preteso con ogni fibra del suo essere.
Clara si sporse in avanti, superando lo spazio che le separava, e catturò le labbra di Daniela in un bacio profondo. Per un solo istante Daniela rimase immobile, sorpresa da quell'iniziativa inaspettata, poi le sue difese cedettero e contraccambiò con la stessa intensità, lasciando che le loro lingue si cercassero e si intrecciassero in un bacio bagnato e febbrile.
​Più Mauro affondava i fianchi con forza crescente, imprimendo al corpo di Clara un ritmo implacabile e profondo sul materasso, più Clara cercava la bocca di Daniela, quasi a voler fondere il piacere che stava ricevendo con quello della donna che aveva orchestrato tutto.
​Le mani si mossero all'unisono in un turbine di carezze incontrollate: si toccavano i seni a vicenda, impastando la carne con dita avide, mentre Daniela premeva le labbra su quelli di Clara, baciandoli e mordicchiandone i capezzoli duri e turgidi per l'eccitazione. In quel groviglio di corpi madidi di sudore e respiri rochi, le tre figure persero ogni confine individuale, diventando un unico organismo pulsante che bruciava nel buio della stanza.
Un urlo strozzato, profondo e liberatorio, ruppe il silenzio febbrile della stanza, spezzando il ritmo di quella danza carnale. Mauro si irrigidì di colpo, scosso da un brivido violentissimo che partì dalla base della schiena: stava venendo. Con due ultimi colpi di reni profondi e prolungati, affondò con tutta la forza che gli era rimasta, stringendo Clara a sé per rilasciare ogni singola goccia del suo sperma nel profondo del suo corpo.
​Rimase immobile per qualche secondo, con la fronte appoggiata sulla spalla di lei, mentre il respiro gli fischiava nei polmoni. Poi, lentamente, si stacca da Clara e, respirando affannosamente, si lasciò cadere all'indietro, sdraiandosi disteso tra le due donne sul materasso disfatto. Accanto a lui, Clara giaceva con il petto che andava su e giù in modo irregolare, gli occhi socchiusi e il viso bagnato di un sudore sottile, completamente svuotata da quell'onda di piacere.
​Daniela si sollevò sul gomito, lo sguardo magnetico e febbrile fisso sul corpo di Mauro. Notò le tracce lucide del suo rilascio, miste al fluido intimo di Clara, che colavano lentamente. Senza esitare un solo istante, mossa da un desiderio perverso e totalizzante, si inginocchiò tra le sue gambe.
​Con un movimento avido, aprì le labbra e lo accolse interamente in bocca. Voleva assaporare tutto: il sapore denso dello sperma di suo marito mescolato all'essenza e al profumo inconfondibile di un'altra natura, chiudendo quel cerchio di voyeurismo e possesso con un atto definitivo di sottomissione e conquista insieme.
La luce della lampada da comodino proiettava ombre lunghe sui loro corpi sfiniti, mentre il silenzio tornava a riempire lentamente la stanza, interrotto solo dai respiri ancora profondi e irregolari. Daniela rimase immobile per qualche istante con il viso vicino a lui, il sapore di quell'intenso appagamento ancora sulle labbra, prima di sollevarsi e distendersi accanto a suo marito, con la testa appoggiata sul petto nudo di Mauro, là dove il battito del cuore stava gradualmente tornando a un ritmo regolare.
​Clara si girò dall'altro lato, un sorriso stanco e divertito dipinto sul volto, mentre allungava una mano per accarezzare la spalla di Daniela in un gesto di muta, profonda complicità. Tra le lenzuola disfatte e il profumo denso di quell'intimità condivisa, il confine invisibile che per anni aveva diviso i loro segreti si era dissolto per sempre, lasciandoli lì, sospesi in un equilibrio nuovo, inatteso e irrevocabilmente cambiato.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
8.0
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Cuckoldress:

Altri Racconti Erotici in trio:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni