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Nuove albe


di Lick_88
17.03.2023    |    782    |    0 8.0
"Si avvicinò a lei, che era gattoni sul divano concentrata sul mio cazzo, e iniziò a leccarle il culo..."
Quell'ultima "trasferta", lunga sette mesi, era stata particolarmente dura. Ero passato dal caldo asfissiante ai gelidi venti invernali, con frequenti tempeste di sabbia, poco riposo, niente sesso e tante situazioni rischiose. Prima di partire io e Bianca ci eravamo lasciati, non potevamo chiedere al nostro rapporto di sopportare questo ennesimo calvario, non sarebbe stato giusto. Anche perché tra noi non era mai stato amore. Per carità, c'era stato affetto, complicità e sesso (tanto) ma non era mai sbocciato altro. I motivi penso potessero essere ricondotti alle mie continue lunghe assenze lavorative e alla difficoltà nel legarmi a una sola donna. Nonostante tutto, eravamo rimasti in ottimi rapporti, tanto da sentirci spesso durante quei sette mesi e tanto da farla insistere nel voler venire a prendermi al mio ritorno in aeroporto, in Italia.

E fu proprio così in quel pomeriggio di febbraio. Oltrepassata la rampa di coda dell'aereo e poggiati i piedi a terra, mi soffermai un attimo per godermi appieno quel momento: il cielo era limpido, l'aria fresca. Una ventata di puzza di cherosene, proveniente dall'aereo, rovinò quel momento ma non mi importava. Ero al sicuro, ero a casa. Zaino in spalla mi avviai verso l'uscita del piccolo aeroporto. Vidi Bianca in lontananza, bellissima come sempre, indossava tacchi alti, collant e trench lungo. Il suo abbigliamento non mi convinceva, era troppo per l'occasione. Chissà cosa aveva in mente. Ci abbracciammo a lungo senza parlare, qualche lacrima di gioia scese sulle sue guance, sorrise e ci avviammo verso l'auto. "Guida tu" mi disse, lanciandomi le chiavi "ti devi riabituare subito a vivere nel mondo civile". Presi le chiavi al volo e non me lo feci ripetere una seconda volta, mi era sempre piaciuto guidare. Partimmo e, tra chiacchiere e risate, arrivammo in un attimo a prendere l'autostrada che in un paio d'ore mi avrebbe portato a casa. "Che programmi hai per questa sera?" mi chiese. Risposi di non averne, che mi sarei bevuto in solitaria una santissima bottiglia di Amarone, letteralmente sognata in sette mesi senza alcolici, e che poi sarei andato a dormire per la troppa stanchezza. Quasi seccata dalla mia risposta, incalzò: "Sei pazzo? Torni dopo tutto questo tempo e vuoi rimanere a casa, bere da solo e andare a dormire? Ho io una proposta...". Probabilmente non capiva la stanchezza che portavo dentro, oppure la capiva e non le importava, comunque non avevo scampo e decisi di ascoltare la sua proposta. Mi prospettò la possibilità di una cena a casa di una sua amica, mi disse che saremmo stati una decina di persone in tutto e mi pregò di accompagnarla, anche per non presentarsi da sola. Le dissi di essere riluttante all'idea, perché sarei dovuto andare a casa di qualcuno che non conoscevo, insieme ad altre persone che non avevo mai visto, convinto che non sarei stato per nulla di compagnia vista la tanta stanchezza. Bianca però seppe farmi ragionare... Lentamente si avvicinò a me con fare malizioso, dicendo: "Eddai, ci divertiremo..." e, mentre lo diceva, iniziò a baciarmi il collo, mordicchiare l'orecchio e accarezzarmi la coscia. Poi la sua mano salì e iniziò ad accarezzare il pacco che si faceva via via sempre più gonfio, tanto da iniziare a far male costretto nei pantaloni. Lei sembrò capirlo, lo tirò fuori e iniziò a lavorare di mano mentre ero alla guida in autostrada. Ormai era buio, le altre auto non potevano vedere la sua maestria nel trattare il mio cazzo. Cazzo che, dopo sette mesi di nulla, si sarebbe accontentato anche di una sega. Invece no, decise di scendere con la bocca e iniziò a succhiarlo e leccarlo golosamente, facendomi capire quanto le era mancato. Mentre succhiava e leccava con irrefrenabile cupidigia, con tono languido, mi disse: "Stasera ci divertiremo moltissimo, dopo cena scoperemo con tutti i presenti, sono già tutti d'accordo, sarà stupendo... Ma la tua prima sborrata, quella più abbondante, deve essere mia". Ero in estasi. Stavo ricevendo un lavoretto da vera artista e avevo un'orgia come appuntamento per quella stessa sera, cosa avrei potuto desiderare di più? Decisi di accostare in una piazzola di sosta, non volevo più dividermi tra la guida e il pompino, decisi di volermi concentrare appieno su quell'opera d'arte. La lunga astinenza si fece sentire, sia per la poca resistenza sia per la quantità di schizzi che uscì fuori dal mio cazzo e di cui Bianca, come accennato, non sprecò neanche una goccia, continuando a succhiare e ingoiare tutto golosamente. "Mmmm quanto mi era mancato... E non è finita qui, muoviti ad arrivare a casa tua" disse, con tono provocatorio e guardandomi maliziosamente. Inserii la marcia e ripartii guidando più veloce che potevo, avevo voglia di prenderla, di possederla, di sentirla gemere e godere come non mai.

Arrivati a casa, entrammo, accesi le luci, mi girai verso di lei e rimasi incantato. Si era già tolta il trench e quello che indossava sotto era da infarto, i miei dubbi sul suo abbigliamento in aeroporto si erano rivelati fondati. Indossava solo l'intimo, un bellissimo completino di pizzo nero, con tanto di collant e reggicalze neri, conditi da quel tacco vertiginoso che donava alle sue gambe uno slancio e una tonicità da brividi. "Ti piace?" mi chiese, facendo un giro su se stessa. Io non risposi, non dissi nulla, la presi in braccio e la scaraventai sul divano. Iniziai a baciarla e morderla ovunque, indugiando sui capezzoli che si fecero subito duri, finché non scesi con la mia bocca tra le sue gambe, dove mi abbandonai a succhiare il suo perizoma già bagnato dei suoi umori. Continuai a mordicchiare e succhiare ancora, fino a scostare l'intimo e leccarla per bene, con passione e irrefrenabile voglia. Alla lingua e alle labbra si aggiunsero le dita e dopo un po', tremante di piacere, si lasciò andare in un irrefrenabile orgasmo. Poi prese il mio cazzo e di nuovo succhiò e leccò, era insaziabile e questo mi faceva impazzire. La fermai prendendole il mento, la feci sdraiare sul divano, le allargai le gambe e le entrai dentro facendole sentire tutta la mia eccitazione. Era calda e bagnata, avrei voluto subito gettarmi ancora con la bocca tra quelle gambe, in quel paradiso, ma resistetti e iniziai a muovermi per bene, con colpi sempre più forti, sempre più veloci e profondi. Guardandomi fisso negli occhi, ansimava, gemeva e con le mani stringeva fortissimo le mie braccia. Poi fu il suo turno, venne sopra di me, lo prese in mano e iniziò ad accarezzarsi il clitoride con il mio cazzo durissimo. Eccitata lo fece scivolare dentro, iniziò a muoversi sempre più velocemente mentre mi baciava con passione. Ebbe un secondo orgasmo. Mise le sue dita nella mia bocca, se le fece bagnare per bene e le passò sul suo culo, lubrificandolo come si deve. Mi sussurrò all'orecchio: "Voglio che vieni dentro". Così dicendo si girò di spalle, io non persi occasione per leccarla e lubrificare ancora, lo prese in mano e lentamente lo infilò nel suo sedere. Com'era stretto... Avrei già voluto scoppiare di piacere. Il suo muoversi lento e sinuoso mi mandava in delirio, faceva movimenti completi, profondi, lo voleva sentire tutto. Riuscii a resistere ancora un po' e alla fine mi lasciai andare a un orgasmo degno di nota, riempiendole il culo come richiesto.

Poco dopo stappammo quella bottiglia di Amarone che avrei dovuto bere da solo e brindammo al mio ritorno, che fino ad allora era stato eccezionale. Ci facemmo una doccia, ci preparammo e uscimmo per andare a casa della sua amica. La serata si prospettava molto interessante.

Durante la cena, contrariamente a ciò che credevo, riuscii ad essere di grande compagnia. Questo grazie a Bianca, che aveva saputo indubbiamente tirarmi su di morale. Mi soffermai a osservare gli altri presenti, erano in egual numero uomini e donne e, a dirla tutta, erano davvero tutti molto carini e alla mano. Ci divertimmo molto, la cena proseguì tra battute, risate e sguardi ammiccanti. In particolare Vanessa, una donna sui 40 che mi sedeva di fronte, per tutta la cena non aveva fatto altro che concentrare le sue attenzioni su di me. Anche Bianca, che mi sedeva di fianco, se ne era accorta e avvicinandosi al mio orecchio, quasi eccitata, mi sussurrò: "A quanto pare hai fatto colpo...".

E fu proprio così, perché qualche minuto dopo Vanessa, guardandomi fisso negli occhi, iniziò ad accarezzare le mie gambe sotto il tavolo con i suoi piedi, poi si abbassò un po' sulla sedia per arrivare nel bel mezzo delle mie gambe, per accarezzare il mio cazzo con i suoi piedini stupendi. "Che spettacolo!" sussurrai. Bianca se ne accorse, mi guardò maliziosamente, con tanto di occhiolino si alzò e andò a sedersi sul divano. Mi fece cenno con il dito di raggiungerla. Ero combattuto, il lavoretto di quei piedini mi stava piacendo molto, così feci cenno a Vanessa di seguirmi. Ci sedemmo entrambi sul divano, le due donne sedute ai miei fianchi iniziarono a baciarmi ovunque e, poco dopo, anche a baciarsi tra loro, attirando gli sguardi eccitati di tutti i presenti. In pochi minuti si formarono diversi gruppetti e la serata poteva considerarsi davvero iniziata. Bianca e Vanessa iniziarono a giocare con il mio cazzo, leccando e succhiando divertite. Mi resi conto di non riuscire a concentrarmi come avrei voluto su entrambe, così feci cenno a un bel ragazzo, che ci stava guardando, di raggiungerci e iniziò a giocare con Bianca. Si avvicinò a lei, che era gattoni sul divano concentrata sul mio cazzo, e iniziò a leccarle il culo. Bianca sembrò apprezzare e così feci mettere Vanessa su di me iniziando un 69 da sballo. Mi girai verso Bianca, i nostri sguardi si incontrarono persi in un turbinio di emozioni ed eccitazione, quel ragazzo era già dentro di lei. Vanessa, dal canto suo, era incontenibile. Avevo i suoi pazzeschi piedini stretti tra le mani e lei, quasi fosse un queening, dimenava quello spettacolo di figa sulla mia bocca come indiavolata, godeva, urlava e i suoi umori mi stavano riempiendo la bocca e tutti i sensi. Si lasciò andare ad un prolungato orgasmo schizzando ovunque i suoi liquidi, inondando la mia faccia. Quella situazione mi fece impazzire, mi alzai e la misi gattoni sul divano. La presi da dietro e mi lasciai andare ad un martellamento incessante che Vanessa apprezzò molto, lasciandosi andare nuovamente, dopo un po', ad un altro copioso squirting.

Alla vista di quella scena, si avvicinò una coppia e, con uno sguardo di intesa con il lui, ci scambiammo partners. La nuova lei mi fece sedere sul divano e iniziò a leccare tutti gli umori di Vanessa ancora presenti sul mio cazzo e sulle mie palle. Leccava tutto, puliva e assaporava per bene, poi passò a succhiarlo eccitatissima. Salì sopra di me e iniziò a muoversi veementemente, era incontenibile, si lasciò andare godendo immensamente e poi mi disse che voleva che venissi dentro di lei. Chiamò il suo compagno, gli fece mettere la sua faccia sotto le mie palle e gli disse: "Guarda come mi sborra dentro...". Lui obbedì senza batter ciglio, si sdraiò a terra e posizionò la sua faccia sotto il culo della moglie, con Vanessa che prese a cavalcarlo e si godeva lo spettacolo. Io, nel sentire quella frase, mi eccitai ancora di più e nel giro di qualche minuto la inondai di sperma caldo come richiesto. Si alzò dal mio cazzo e poggiò la sua figa colante sulla faccia del compagno, che leccò tutto e la ripulì a dovere. Eccitato, venne anche lui mentre Vanessa gli succhiava il cazzo. Lei si avvicinò e mi baciò con molta passione, mi ringraziò e si allontanò con il suo uomo in cerca di altre emozioni.

Sfinito, mi alzai dal divano e andai in bagno per darmi una rinfrescata. Uscito dal bagno, mi versai un po' di vino e presi una sigaretta dal pacchetto di Bianca. Non ero un fumatore ma in quel momento ne sentivo proprio il bisogno. Così, mentre ero seduto sul balcone a bere vino e fumare, in una pausa dopo tutto quel piacevole sforzo precedente, venne da me la proprietaria di casa, la maestra e la direttrice d'orchestra di quella stupenda serata, che fino a quel momento era stata fuori dai giochi, si era limitata a guardare, e mi chiese: "Vorrei fare gli onori di casa, ti va di seguirmi in camera mia?". Era una donna sui 50 anni o poco più, con forme prosperose e uno sguardo magnetico che sembrava dicesse: "Scopami!". Non esitai nel rispondere affermativamente mentre già mi baciava. Senza perdere tempo, mi prese per mano e mi portò in camera. Aveva preparato tutto con molta cura: candele profumate, luci soffuse... Lasciò la porta della camera, che affacciava sul salone, aperta, quasi come se invitasse tutti gli altri a raggiungerci e mi baciò, mi buttò sul letto e iniziò anche lei succhiare a dovere. Ero completamente in balìa delle sue attenzioni e la lasciavo fare, era davvero una maestra. Dopo i tre orgasmi della giornata, ero ormai sicuro di riuscire a controllarmi fino a quando avessi voluto. Infatti ci lasciammo andare a tutte le posizioni, all'esplorazione di tutte le parti del nostro corpo, leccammo e succhiammo vicendevolmente tutto ciò che potevamo. Era incontenibile e non volevo deluderla, volevo ringraziarla per l'ospitalità e volevo anche che si ricordasse per sempre della mia presenza in quella serata. Diversi furono i momenti apicali per lei, finché chiamò anche altri uomini che ci raggiunsero in camera e lei iniziò a succhiare tutti i loro cazzi gonfi di passione. Era al centro di questo mucchio e voleva essere inondata e dissetata. Fu accontentata da ognuno di loro con abbondanti sborrate, di cui non perse neanche una goccia. Infine rivolse nuovamente le sue attenzioni su di me, mi fece distendere nuovamente sul letto e si lasciò andare ad un pompino davvero capace di mandare fuori di testa qualsiasi uomo. Non seppi più resistere e le regalai anche io una bella bevuta, della quale mi ringraziò ingoiando tutto mentre mi guardava negli occhi.

Mi girai verso la porta, c'era Bianca che mi guardava e sorrideva mordendosi il labbro, in un mix di eccitazione e divertimento. Sfinito, non riuscii a dirle altro che una parola con il solo labiale: "Grazie...".
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