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Tra moglie e marito


di AntonellaTrav6
16.02.2024    |    2.003    |    3 9.6
"Comincio a succhiarglielo, lentamente, con gli occhi chiusi..."
Avevo trovato in rete questo bellissimo uomo dal pisello decisamente spropositato. Dopo tanto chiacchierare mi decido, una domenica pomeriggio, ad incontrare quello che era il cazzo più grosso del web. Arrivo a casa sua in pieno centro in un appartamento signorile ed elegante di un antico palazzo, ed è subito gentile e mi mette a mio agio. Mi invita ad andarmi a cambiare in una delle tante camere da letto, arredate tutte con gusto e creatività. Mentre mi cambio e mi imputtanisco mi dice che gli piacerebbe molto se sua moglie potesse assistere e guardare soltanto. Inizialmente contrariata, capisco dopo poco che non posso opporre molta resistenza. L'unica alternativa sarebbe stata andare via, ma io quel cazzone lo bramavo da tempo e quando mi vedo arrivare una tappetta sorridente e simpatica, col culo a mandolino e fasciata in un vestito attillato di color rosso giungla, che mi invita a restare con i modi belli dell'educazione, ... beh io accetto di restare. Mi dice di chiamarsi Roberta e mi propone un triangolo soft : ".. fai finta che io quasi non ci sia" - dice, e io sorrido, subito consenziente. Mario, intanto, mi prende per mano e come una fidanzatina mi porta nel salone. Vedo, con la coda degli occhi, Roberta cominciare a trafficare tra dildo e lubrificanti vari, mentre Mario comincia a fare gli onori di casa toccandomi e sfiorandomi tra le gambe. Gli sfilo lo slip bianco e sexy, con cui mi aveva accolto, e tiro fuori un birillo di 20 centimetri duro come la pietra e largo abbastanza da lasciar presagire un caldo benvenuto. Comincio a succhiarglielo, lentamente, con gli occhi chiusi. Quando li riapro il mio sguardo si focalizza meglio su quel grosso cazzo: lungo e soprattutto largo da far spavento. Un grosso manico di legno, la punta di una mazza da baseball ma di carne calda e pulsante. La cappella grossa quanto un mela che non entra nella mia bocca. Dedico le mie attenzioni a quel marito che presto si rivelerà potente, doloroso e incendiario. Roberta, che aveva promesso solo di guardare, intanto che io comincio le olimpiadi del pompino, invece, si arma di lubrificante e lo usa in quantità industriali. Infila un primo dito, poi il secondo e infine si fa sentire con forza e li rotea entrambi per dilatarmi bene. Mentre gustavo in gola e con piacere il pene enorme del marito, il mio buchetto veniva stuzzicato dalla moglie, che ad un certo punto con un cenno invita il marito a posizionarsi dietro di me. La magia di quel momento di piacere assoluto viene interrotto da un dolore lancinante, una fitta all’ano che mi fa schizzare via come se una scossa elettrica mi avesse pervaso il corpo. Richiamo Mario, dicendo che se non sa scopare come dico io può anche smettere : "Sono qui per provare piacere , bastardo!". Si innervosisce molto e diventa scuro in volto pronto a farmi male, mentre la moglie si mette a ridere e lo redarguisce, invitandolo a fare piano. Mario, approfittando della distrazione indotta dalla voce della moglie, mi penetra tutto, ma stavolta con lentezza e gradualità e una dose di inaspettata gentilezza. Questa volta sento il mio intestino adeguarsi all’intruso, assestarsi intorno al quel cazzo duro e grosso. Comincia a pompare piano e io riprendo la mia estasi. Il cazzone di Mario più mi pompava dentro e più lo sentivo diventare duro e teso; la mia libidine, a sentirmelo dentro, era arrivata alle stelle. Mi incalzava, spingeva e mi sbatteva e salmodiava con la bocca i peggiori salmi della perversione, tra insulti, urla e bestemmie. Roberta, con una mano sulla nuca, intanto aveva preso ad affogarmi con uno strano dildo nero vibrante. Da dietro mi arrivano schiaffi e parolacce e in culo un bastone arroventato da movimenti spasmodici, mentre un movimento isterico muoveva quell'oggetto sessuale in bocca per mano della donna. La scopata, intanto, aveva assunto sempre più il carattere di una violenza senza pari al mio buco del culo. Non era il genere di esperienza che preferivo quel gioco al massacro, ma dovevo subirlo, non avevo altra scelta. Affannata ed allo stremo, sento che Mario si ferma e dice alla moglie di invertire le posizioni. A dire il vero, un dildo di silicone nel culetto non è che mi facesse proprio particolarmente impazzire, preferivo la carne dura e pulsante. Lei cercava di coinvolgermi al massimo, invece, afferrando con forza quel cazzo di silicone vibrante cosparso di vaselina e facendolo assaggiare al mio ano per pochi centimetri alla volta per poi ritrarlo. Dopo qualche minuto mi ha afferrata per i fianchi, e mi ha infilato il finto uccello, inculandomi con decisione. Ho in questo modo raggiunto un altro orgasmo anale. Poi mi sono messa a quattro zampe e ho atteso il cazzo ancora duro del marito che ha espressamente detto che era stanco della solita pecorina. Mi preparavo al peggio. Mario ha detto una frase precisa: " stavolta si fa alla mia maniera". Mi mette a pancia in su, mentre Roberta mi si siede in faccia e mi infila il birillo di gomma in gola. Io soffocata li vedo una sopra di me, una di fronte all’altro, baciarsi e limonare con le lingue fuori dalla bocca. Chiudo gli occhi per non essere spettatrice del mio massacro e sento come un ginocchio poggiarsi sul mio buchetto. Non era un ginocchio. Era la cappella di Mario che spingeva sverginandomi per l’ennesima volta, facendomi provare i dolori di un parto all’inverso, avanzando con il suo bastone, centimetro dopo centimetro fino a farmi sentire sfondata dentro. Entra tutto dentro al primo colpo e con una forza inaudita e con una decisione taurina, facendomi sentire ogni centimetro che avanza. Mi guarda negli occhi e io intanto comincio a lamentarmi e a contorcermi in timidi tentativi, per liberarmi. Quando Mario esce dal mio culo, questa volta sfondato completamente, sento un rivolo d’aria fredda entrami nel buco e capisco che era ormai un cratere. Rientra e comincia a stantuffare con decisione, ma per pochi centimetri della sua lunghezza. Allunga la pennellata con gradualità, questa volta. Solo in un secondo momento, comincia a fottermi forte forte e seriamente, imponendo a quella danza un ritmo tribale. Roberta impietosa, e incurante della devastazione dell'uomo, prende a fottermi con forza in gola con il cazzo finto. Mi manca il respiro per l’occlusione del dildo in bocca e per la tortura straziante che stavo subendo alla mia fica anale. Mi stavo pentendo quasi di aver osato tanto. Mi toccavo continuamente il culo e sentivo il palo dentro entrare ed uscire. Quanto era duro quel suo cazzo tanto il mio buchetto era teso e sfondato. Non resistetti e sborrai con piacere ed intensità senza segarmi. Nel frattempo le mie labbra si erano unite a quelle di Roberta e le nostre lingue si erano agganciate indissolubilmente. Mi aveva ficcato la lingua in gola e riempita di leccate oscene, mentre io, ad un certo punto, ho iniziato a strappare via il tanga che aveva sotto il vestito rosso, e con forza strofinavo la mia mano sulla sua vagina. Intanto Mario, imperterrito, continuava a spaccarmi il culo indegnamente e sempre più in profondità. Non so quanto sia durato quel massacro al culo, so solo che io ero nell'estasi più totale. Ho capito anche che razza di puttana ero diventata e ne ho preso ancora più consapevolezza quando alla fine ho sentito una calda onda anomala invadere il mio culo rotto. Soddisfatta alla fine ho salutato entrambi e ho ringraziato... Mi hanno accompagnata gentili a sistemarmi e mi hanno offerto del buon vino. Lui, mentre lei era in disparte, si è avvicinato e mi ha detto: "sei una grande figa e una troia immensa, meglio di cento donne messe assieme". Io ho sorriso, fiera, e lui mi ha dato una tenera carezza. In quel momento mi sono sentita pienamente soddisfatta. Avevo goduto come una matta, e guardandomi ad uno dei tanti specchi di quel salone mi sono vergognata un po', ma poi ho preso consapevolezza che per un intero pomeriggio mi sono sentita una vera Troia, una vacca da monta e una puttana perfetta e di questo ero pienamente soddisfatta. Sono andata via e tornata a casa felice e ho sperato a lungo che capitasse di rivederci, nei mesi successivi, ma non mi è più accaduto di fare triangoli con coppie. Ma ogni volta che penso a quella domenica pomeriggio mi eccito ancora!
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