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Flavia e suo "marito" Daniela


di Membro VIP di Annunci69.it Beaudenuit
17.08.2025    |    5.809    |    7 9.9
"Flavia però fece subito le “presentazioni” “Questo è Daniele, mio marito, questo è Rocco, ieri abbiamo scopato nei bagni della palestra, ma era scomodo, ho pensato di portarlo su per..."
Non so se questo racconto dovesse essere nella sezione Trav o Gay o altro, è un po' di tutto perciò lo metto qui.

Quello che più eccitava e meravigliava i maschi che scopavano mia moglie (e che all’inizio meravigliò anche me) era l’assoluto contrasto fra la sua faccetta quasi adolescenziale e la sua “disinvoltura” nel sesso.
Mai truccata, con un corpo perfetto, ma non esuberante, indossava minigonne mai volgari, con una disinvoltura di ragazza, anche a 50 anni, insomma, sia nella prima fase della sua dirompente sessualità (prima della gravidanza) sia nella seconda fase più matura, non ti aspettavi la sua troiaggine a letto.
La spiegazione che mi ero dato era semplice. Lei aveva fatto sesso per la prima volta con me, infatti sono stato io a deflorarla con il mio cazzo tutto sommato molto modesto, ed io non avevo nessuna esperienza etero precedente per cui il sesso che facevamo era oserei dire di qualità non eccelsa.
Il suo primo adulterio con Adamo (vedi “Inizia tutto con le corna”), che con il suo cazzo extralarge le aveva aperto, oltre la fica ed il culo, anche possibilità erotiche e sessuali mai conosciute prima, l’aveva trasformata in una donna alla continua ricerca di sesso appagante. Una puttanella insomma.
Lo sbaglio che fece lo stronzo di Adamo fu solo quello di volerla forzare ad un rapporto anale senza preparazione e senza lubrificante che lei, inculata fino ad allora solo dal mio cazzetto, non poteva sopportare.
Gli episodi che potrei raccontare sono infiniti, ma oggi voglio raccontarne alcuni che mi hanno emozionato di più.
Il “gioco” del telefono, ad esempio, iniziò con Piero.
Ho già detto che spesso partecipavo a convegni e congressi sulla Pubblica Amministrazione e, poco dopo aver “benedetto” l’unione fisica di mia moglie con il suo amante, Piero, mi capitò di scendere a Bari per uno di questi convegni.
Primo giorno di Convegno, mentre subivo la barbosità della conferenza, mi venne un’idea. Durante il breack chiamai Flavia e le dissi che dalle 18 in poi sarei stato nella stanza d’albergo e di chiamarmi se si portava a letto Piero (cosa di cui non dubitavo).
Verso le 18:30 mi dissero che c’era una telefonata in linea. Era lei.
“Ciao amore, indovina chi c’è qui con me?”
“C’è poco da indovinare, quel porco di Piero”
Sentii Piero che mi salutava
“Ciao cornuto, stai tranquillo che ci penso io a tua moglie”
“Mettete il viva voce sul cordless, voglio sentire tutto” dissi io
“Certo amore” disse Flavia “ti facciamo sentire tutto tutto”
“E descrivete quello che state facendo, che io già mi sto segando, siete già nudi?”
“Per forza, mia moglie mi aspetta per le otto, non possiamo perdere tempo, io già sto sgrillettando tua moglie con un dito in fica”
“Dai mettile il cazzo in bocca piuttosto”
“Agli ordini, dai lecca e succhia troia, lo vuole quel cornuto di tuo marito”
Cominciai a sentire il rumore della bocca di lei che si dava da fare, poi dei singulti soffocati come se lui glie lo stesse spingendo in gola e lei aveva quasi dei conati. Poi la sentivo respirare affannosamente.
Poi di nuovo rumore di soffocotti e di nuovo lei che si sfila e respira forte. E ancora lei
“La mia bocca da puttana ha bisogno di cazzi grossi, non come il tuo, e il suo è proprio grosso e duro”
“Dai, leccagli la fica piuttosto” dissi io
“Sì amore, adesso è dietro di me, me la lecca, mi fa impazzire”
Sentivo i suoi mugolii e stavo quasi già per venire. Mi fermai.
Sentii il rumore di due sculacciate.
“Lo senti cornuto, come mi tratta? Come una troia”
“Perché sei una troia amore, lo so bene” risposi
“Adesso sono tutta bagnata e me l’ha sbattuto tutto dentro, oddio cornuto quanto mi piace, Dai Piero, tutto dentro, sbattimi forte, fai sentire a quel cornuto il rumore delle palle che mi sbattono sulle chiappe”
Lo sentivo realmente. Ricominciai a segarmi.


“Adesso ti lecco il culo puttana e poi te lo sfondo” sentii dire a Piero
“Sììì, sfondami col tuo cazzone” disse a lui, e poi a me “altro che il tuo, Daniele”
Sentii i mugolii di lei, poi lui che diceva che era sufficientemente bagnato, poi un urletto
“Ahhh, cazzo mi fai male così tutto in un colpo, fai piano cazzo, fai piano” evidentemente l’aveva inculata brutalmente, cosa a cui ormai era abituata.
“Sììì, dai così, adesso scopami forte, sbattimi, avvicina il telefono al culo, fai sentire a mio marito il rumore dei colpi che mi dai”
E infatti cominciai a sentire di nuovo il rumore delle palle di lui che sbattevano sulle chiappe di Flavia.
Stavo quasi per sborrare.
“Dai Piero, forte, inculala forte sta troia di moglie che ho, sborrale in culo”
Continuai a sentire i loro ansimi e mugolii, lei mi diceva “mi sta rompendo il culo Daniele, me lo rompe” e alla fine i grugniti di lui
“Sììììì, puttana, voltati prendila in bocca, sììììì, bevi troia, manda giù tutto”
Alla fine sentii Piero che mi diceva
“Scusa Daniele, ti ho disubbidito, le ho sborrato in bocca, ma devi capire che quando me la scopo è mia”
Aveva ragione, era lui il padrone in quei momenti, io ero solo il cornuto, oltretutto a 400 chilometri di distanza
Il secondo giorno di convegno, verso le 19, stavo quasi per uscire mi arrivò un’altra chiamata, era sempre Flavia.
“Ciao amore, volevo farti sapere chi c’è stasera”
“Chi c’è, ancora Piero?”
“No, sono tre ragazzi che ho conosciuto in piscina”
Che troia, pensai.
“Ti racconto quello che facciamo, vuoi?”
“Certo che voglio, puttana”
“Ho intorno tre maschi, ho il vestitino nero plissettato che conosci bene, le mani dei maschi mi sono addosso, mi aprono la lampo dietro e mi sfilano il vestito e scoprono un reggiseno trasparente e un perizoma che copre pochissimo, autoreggenti nere, le mani in fica, sul mio culo e sulle tette si fanno insistenti. Uno dei tre mi bacia in bocca, uno è sceso a leccarmi il culo e l’altro mi lecca la fica. Mi stanno sbattendo sul letto”
Sentivo anche in sottofondo i commenti dei tre maschi che gratificavano lei con epiteti di puttana, troia, succhia cazzi e me con cornuto con tutte le sue varianti.
“Si sono messi tutti il preservativo e uno mi sta entrando in fica alla missionaria, cazzo quanto è grosso amore… (il suo racconto veniva continuamente interrotto perché evidentemente la sua bocca era occupata, ma sentivo i grugniti e i gemiti dei maschi) adesso ne ho uno anche nel culo” poi i suoi mugolii dicevano il resto.
“Dai cornuto, che quando torni te la facciamo trovare bella aperta” sentivo in sottofondo
Poi i suoi mugolii si facevano sempre più intensi così come i grugniti dei porci che se la scopavano e inculavano.
“Cazzo, vedessi come sono coperta di sborra amore” disse lei alla fine
Con queste telefonate mi segavo fino allo sfinimento.
Il gioco ci piacque talmente tanto che lo ripetemmo più volte anche quando ero a Roma.
Quando lei sapeva che ero solo in ufficio mi chiamava e mi descriveva la scopata che si stava facendo con qualcuno conosciuto o sconosciuto.
La cosa singolare è che anni dopo, quando io le avevo già confessato la “riconquista” della mia femminilità, ripetevamo il gioco invertito. (Vedi “L’inevitabile ritorno di Daniela, nella sezione trav/trans)
La prima volta a parti invertite fu quando io ero in uno dei miei convegni, stavolta a Rimini. Ma nel frattempo era la prima decade del duemila e c’erano i cellulari e skype con la possibilità di videochiamate.
Venne in albergo da me un ragazzo che avevo contattato in chat, veniva da Sant’Arcangelo di Romagna, un bel ragazzone, un po’ sovrappeso ma appetibile. Io mi feci trovare con una minigonna leggera a pieghe e una t-shirt rosa; sotto tutta la lingerie più maiala che si può immaginare. Lui voleva andare subito al sodo ma io gli dissi che dovevo chiamare mia moglie. Ed infatti la chiamai con skype in videochiamata.
“Ciao amore, guarda che bel ragazzo mi sono portata in camera, si chiama Tony”
“Ciao Tony” disse lei “che fai ti scopi la puttana di mio marito”
Tony era interdetto, ma lo feci sciogliere presto aprendogli i pantaloni e prendendogli in mano il cazzo.
“Tu non hai nessuno che ti chiava stasera?” le dissi
“No stasera mi godo lo spettacolo di quel Tony che t’incula e mi masturbo con un vibratore”
Tony entrò presto nella parte, oltre che nel mio culo, me lo sentivo dentro e mugolavo mentre guardavo lei sullo schermo che si masturbava e diceva
“Dai Tony, sfonda quel bel culetto al mio maritino frocio e sborragli in bocca”
Ero al massimo dell’eccitazione, ma non volevo sborrare perché sapevo che subito dopo la mia “femminilità” sarebbe svanita, come mi succede ancora oggi. Tony si rivelò un toro d’eccezione, mi devastò il culo per una ventina di minuti in tutte le posizioni, mentre mia moglie dall’altro capo della videochiamata ci dava dentro col dildo e la vidi squirtare. Alla fine Tony, prendendo alla lettera mia moglie, si tolse il preservativo, me lo sbatté in bocca e reggendomi la testa mi sborrò direttamente in gola quasi soffocandomi.
Ripetemmo ancora più volte quelle videochiamate, che noi chiamavamo “video chiavate”, con grande piacere di entrambi. Una sola volta ci riuscì di combinare un “doppio incontro” con un toro che fotteva lei da una parte della videochiamata e due maturi porci che scopavano me dall’altra.
Un altro episodio singolare (anzi l’inizio di una serie di episodi) fu un sabato mattina (giornata della settimana che dedicavamo al sesso sfrenato perché nostra figlia era a scuola e noi non lavoravamo) quando Flavia arrivò con un palestrato che si era portata a casa. Il tizio, aspettandosi una tranquilla scopata, rimase evidentemente interdetto vedendomi in casa. Flavia però fece subito le “presentazioni”
“Questo è Daniele, mio marito, questo è Rocco, ieri abbiamo scopato nei bagni della palestra, ma era scomodo, ho pensato di portarlo su per stare più comodi” disse con un sorriso che conoscevo
Il palestrato aveva gli occhi di fuori e stava sotto un mattone dalla vergogna, non sapeva cosa fare.
Io lo tranquillizzai
“Non ci fare caso Rocco, ma non ti spaventare, veramente te la puoi scopare in camera da letto, l’unica condizione è che mi lasciate guardare, poteva avvertirti prima, ma lei si diverte così”.
Vidi il ragazzone (era veramente enorme e tutto muscoli) rasserenarsi e fare un sorrisino un po’ stupido.
Ma la sorpresa per il ragazzone doveva ancora venire perché mentre aveva cominciato i preliminari con Flavia e già lei era in ginocchio con il suo cazzo in bocca, mi presentai io con una minigonna plissettata, una t-shirt, calze autoreggenti bianche, tacchi a spillo, trucco e parrucca bionda.
Lui rimase un attimo interdetto, a bocca aperta.
Io mi posi ai bordi del letto e cominciai a segarmi dicendogli
“non ti fermare Rocco, dai scopatela per bene, o inculatela se vuoi”
Fu Flavia a intervenire sfilandosi il cazzo di bocca
“se poi ti vuoi inculare anche quel frocio cornuto di mio marito fai pure, io non mi offendo”
Il palestrato rivolse lo sguardo verso di me e deve avermi trovato godibile perché mi fece segno con la mano di avvicinarmi.
Quando gli fui vicino mi disse
“Dai frocio, vai giù e succhiamelo, vediamo chi spompina meglio di voi due”
Mi inginocchiai e cominciai a leccarlo tutto intorno alla cappella, poi a succhiarlo soltanto in punta con le labbra, poi con la lingua scesi lungo l’asta fino alle palle, poi risalii e continuai a occuparmi solo della cappella. Sapevo per esperienza cosa fa un uomo in quella situazione. Non resiste più, ti afferra la testa e ti affonda il cazzo fino in gola. Esattamente quello che fece Rocco.
“E succhiatelo tutto, troia” e cominciò a scoparmi la bocca con furore.
Flavia era andata con la faccia sotto di lui e gli leccava le palle ed il culo. Lui era al colmo del parossismo. Mi ordinò di mettermi sul letto a pecora e mi entrò nel culo brutalmente. Urlai. Flavia cercava di leccargli ancora il culo, ma i colpi violenti che lui affondava dentro di me non le consentivano di farlo adeguatamente.
Alla fine sentii i suoi grugniti, stava per venire, me lo tolse dal culo di corsa e lo mise in bocca a Flavia che in un attimo ingoiò tutta la sua sborra. Quando si sfilò leccai le sue ultime gocce, poi baciai Flavia profondamente.
Quell’estate Rocco salì spesso a casa nostra dopo la palestra. A volte ci trovava tutti e due, a volte solo Flavia e a volte solo me.
Quando sapevo che poteva salire lui io giravo per casa in lingerie e così andavo ad aprire e, una volta che ero sola in casa, mi si presentò alla porta con due amici della palestra.
Che non ci fosse anche mia moglie mi dispiacque un po’.
Ma neanche tanto. Due ore con tre cazzi assatanati di palestrati, che ne dite?


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