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Ambra e i due camionisti di Tir


di Membro VIP di Annunci69.it Lorella65Trav
04.10.2025    |    5.979    |    16 9.3
"Quello di Antun non particolarmente lungo ma esageratamente largo mentre Josè ha tra le gambe un superlativo palo di carne sia in lunghezza che in larghezza..."
Mi chiamo Ambra, o meglio, questo è il nome che ho scelto,e che l'ho tenuto nascosto solo per me, fin dal giorno in cui ho cominciato a desiderare di diventare donna.
Lo stesso giorno della mia maggiore età, quando feci il primo passo del percorso che da sempre desideravo ad opera di una persona straordinaria che mi aprì fisicamente, quel nome lo conosceva solo quella persona con la quale andai a convivere in un rapporto in cui mi diedi anima e corpo ai piaceri del sesso tutte le notti e, quando, il negozio era chiuso nei giorni non lavorativi, anche più volte durante la giornata.
Quella persona, che era una bellissima trans e che aveva dato una svolta alla sua vita rilevando un negozio di parrucchiera ma ampliandone l'attività con quelle di estetista e make up quando andai a lavorare come apprendista e, poi nel giro di circa due anni, ero diventata una giovane professionista, si era molto affezionata a me e che avendo capito che ero femmina nell'animo ma non osavo farlo capire, mi esortò a comportarmi secondo la mia vera natura.
Quel giorno nacque ufficialmente Ambra e lei, a cui avevo confidato il mio sogno di diventare donna anche nell'aspetto, mi incoraggiò ad iniziare il percorso, sotto stretto controllo dei medici della Struttura a ciò preposta, fatto di ormoni femminili ed altri farmaci.
Nel giro di due anni, quei trattamenti agirono alla perfezione sul mio corpo trasformandolo in uno esile ma ben proporzionato di una giovane femmina con un seno a coppa di champagne, quasi una 3°misura, girovita 62cm e fianchi 93cm grazie alla distribuzione del grasso corporeo depositatosi nei punti femminili per eccellenza.
Anche il volto ne trasse grandissimo giovamento nella forma, perfettamente ovale che mise in risalto gli occhi da cerbiatto, di cui ero andata fiera fin dalla prima adolescenza, che esprimevano dolcezza, delicatezza e una innocenza che rasentava la purezza e nei quali negli anni successivi si persero tanti uomini ma che, in realtà invece, nascondevano una femmina disinibita, quasi spregiudicata e votata ai piaceri del sesso a cui raramente riusciva a trattenersi.
Oggi, è il mio 35° compleanno e per festeggiarlo degnamente andrò nel mio Privé preferito dove almeno due volte al mese mi reco per trascorrere una serata con alcune amiche che là ho conosciuto e, dopo quando l'atmosfera si riscalderà e i più saranno andati via, ho voglia di giocare e, perciò, mi vestirò molto sexy affinché diventi una serata, o meglio una notte, “particolare.” e molto hot.
Con un po' di anticipo, ho iniziato a truccarmi con cura il viso, poi una passata di matita nera sulle sopracciglia, un bellissimo ombretto sulle palpebre, un delizioso paio di ciglia finte molto lunghe che danno, agli occhi da cerbiatta, uno sguardo da mangiatrice di uomini e, infine, un rossetto colore mattone che ben si adatta al mio incarnato olivastro e mi sciolgo i capelli mossi e biondi con effetto luce che arrivano quasi al solco dei seni.
Guardandomi allo specchio illuminato da due file di lampadine ai lati, mi rallegro con me stessa per l'eccellente risultato ottenuto, d'altra parte, non sono una professionista in materia di make up?
Poi, con calma ho cominciato a vestirmi e, per l'occasione, indosso calze nere velatissime agganciate ad un reggicalze dello stesso colore e un mini abito con davanti una scollatura vertiginosa che lascia ben intravedere una parte dei seni con i capezzoli che spingono il tessuto ed essendo anche piuttosto sporgenti lasciano una visibile impronta mentre le mie lunghe gambe sono in bella mostra grazie ai due spacchi laterali che arrivano fin quasi ai fianchi e il mio fondoschiena, tondo e sodo che sporge creando una chiara curva, mi rende una strafiga incredibile.
Passo poi alla mia collana preferita che arriva poco più giù del solco dei seni, due orecchini pendenti con strass, vari anelli alle dita delle mani con unghie dello stesso colore mattone del rossetto e due braccialetti per braccia coperte da lunghi guanti a rete senza dita di pizzo.
Infine, calzati i nuovi stivali a metà coscia tacco 15, vado di nuovo a rimirarmi al grande specchio a figura intera, mi giro e mi rigiro più volte ed essendo un po' narcisista che adora essere ammirata, mi dico “Cara Ambra, ti sei davvero superata e stasera sei più strafiga del solito. Credo proprio che ti divertirai un mondo fino alla chiusura del Privé.”
Manca ancora una decina di minuti per uscire e prendere l'auto, chiamo allora la mia grande amica Gisele, una trans di una bellezza straordinaria con cui ho passato memorabili momenti di lussuria sfrenata per intere notti con più maschi a testa e con la quale ho appuntamento al Privé.
“Ciao Gisele, tra poco parto e tra un'oretta penso di essere lì sperando di trovare presto dove parcheggiare perché lo sai che è quasi una missione impossibile.”
“Lo so bene, speriamo che un po' di persone se ne sia andata a passare il weekend. Fai, comunque, attenzione perché c'è molta foschia e ho l'impressione che aumenterà, perciò non correre troppo.”
“Tranquilla, sono abituata e andrò piano, al massimo, arriverò con un po' di ritardo ma mi raccomando aspettami come al solito vicino al bar e non ti dare alla pazza gioia senza di me, Ok?”
In effetti, guardando fuori dalla finestra, la foschia è piuttosto forte, speriamo che per strada fuori dalla città non diventi proprio nebbia fitta ma che mi importa, guiderò piano e con molta attenzione pur di andare a festeggiare alla grande il mio compleanno e, poi, quando usciremo dal locale se proprio non dovesse essere possibile perché entrambe stanche, potremo sempre andare in un motel a dormire e ripartire domattina dopo colazione.
Afferro la pelliccia ecologica e la indosso davanti allo specchio. Mi sta da dio e mi fa molto elegante ma, poiché voglio essere anche molto sexy, infilo le mani nelle tasche e la apro e, l'immagine che vedo riflessa è quella di una strafiga con un corpo esageratamente appunto sexy e già immagino che, una volta entrata nel Privè, la sfilerò lentamente facendo strabuzzare gli occhi non solo ai maschi che di solito sostano lì ma anche di qualche coppia con la “lei” chiaramente in cerca di far sesso con maschi, altre coppie e, magari, anche con trav e trans.
Per fortuna, sull'autostrada, la nebbia è solo a banchi e, perciò vado un po' più spedita laddove c'è maggiore visibilità e, nonostante tutto, guido tranquilla e già penso come passare gran parte della notte magari con belle persone simpatiche e attraenti.
All'improvviso, mentre ho ridotto la velocità per un banco di nebbia davvero fittissima, sento che l'auto tira verso destra e, infatti, si è già accesa la spia della pressione delle gomme.
Per fortuna, a poche decine di metri, vedo un'area di sosta che conosco bene dove, di tanto in tanto mi fermo perché sempre piena di Tir in sosta notturna. Dopo essere entrata, mi fermo e, uscita dall'auto, mi accorgo che la gomma posteriore è quasi a terra.
“Porca miseria!” esclamo incazzata. “E adesso come faccio? Se chiamo il soccorso del carro attrezzi dell'Assicurazione, chissà quando arriverà ed io non so neanche da dove cominciare per sostituire la gomma con quella di scorta appesa al bagagliaio e poi, vestita così, tutta in tiro, rischio non solo di sporcarmi il vestito ma anche di rompermi le unghie delle mani.”
Mi guardo intorno, non c'è anima viva tranne quattro Tir parcheggiati e con le luci spente.
“Che faccio adesso?” mi dico “Non posso certo restare in auto tutta la notte ma se gli autisti dei Tir stanno dormendo, non me la sento di bussare ad una portiera. Mi viene da piangere”
Torno, allora, in macchina per calmarmi e decidere cosa fare ma appena pochi minuti dopo un leggero colpetto sul finestrino lato guida mi fa sussultare.
“Signora, ha bisogno di aiuto?” mi dice una voce con accento dell'Est Europa.
Mi giro e vedo un uomo alto e grosso che mi sorride e mi ripete la domanda.
“Ho la gomma totalmente sgonfia e non so cosa fare.” rispondo con tono di delusione.
“Se vuole, signora, la posso sistemare io. Anzi vado a chiamare anche un mio collega, così in due facciamo prima e lei può tranquillamente ripartire.”
Apro, allora la portiera e scendo prima con una gamba e poi con l'altra lentamente ma la pelliccia ovviamente si apre lasciando scoperte le gambe e, soprattutto, l'abitino con gli spacchi che, nel frattempo si è spostato verso l'alto.”
“Posso permettermi di dirle che lei è una donna davvero stupenda? Mi scusi se glielo chiesto ma sono rimasto folgorato dalla sua bellezza.”
“Grazie.” gli rispondo e aggiungo “Lei è un angelo che è venuto a salvarmi da questa situazione. Le sarò molto grata e vorrei ricompensarla per il fastidio che le sto, involontariamente dando.”
“Di nulla, signora, la sua bellezza mi ricompensa ampiamente. Ah, ecco sta arrivando anche il mio amico José, è un ragazzo latino molto educato e che sarà contento di aiutarla insieme a me.”
José, arriva, mi saluta con un sorriso “Tranquilla, signora, ci penseremo noi due a sistemare a dovere la ruota di scorta. Sarà con immenso piacere che lo facciamo, vero, Antun?”
“Certo e poi con una signora così straordinariamente bella ed elegante sarà ancora più piacevole.”
“Beh, che dire? Sono molto gentili e anche parecchio interessanti. Se fossimo stati tutti e tre nel Privè non mi sarei sicuramente trattenuta dall'assaggiare entrambi e contemporaneamente.” penso tra me e me guardando la stazza di tutti e due.
Poi mi chiedo “Ma visto che li ho già a portata di mano, che differenza fa? Qui almeno non c'è la solita rissa di maschi che scopano trav, coppie cuckold con il “lui” che osserva eccitato la moglie o compagna mentre viene infilzata da grossi cazzi in tutti i buchi, trav che lesbicano tra di loro ecc. perciò tanto vale che ne approfitti e poi mi dicono che i Tir sono super attrezzati con comodi letti.”
Mi appoggio allora, con le spalle sul lato sinistro dell'auto e aprire la pelliccia facendo finta di sistemare l'abitino che e rimasto parecchio su e lascia scoperte le gambe stivalate.
Fa un freddo boia ma resisto anche se mi vengonoi brividi, forse per il freddo e l'umidità ma forse anche per un pensierino che mi sta attraversando maliziosamente la mente.”
Antun e Josè, sgranano gli occhi a quella vista e, soprattutto il ragazzo latino, per un attimo si tocca la patta dei pantaloni mentre guarda il suo amico.
Nel giro di neanche quindici minuti, il lavoro di smontare la gomma ormai totalmente a terra e montare quella di scorta viene effettuato e, rimesso tutto in ordine, Antun mi dice.
“Signora, è tutto a posto. Tra poco potrà rimettersi sulla carreggiata e proseguire con tranquillità ma vedo che lei sta tremando, ha tanto freddo?”
“Si Antun, sono gelata ma sono felice di avervi incontrati. Come posso ringraziarvi?”
“Ha molta fretta?” mi chiede José toccandosi di nuovo la patta.
“Non mi manca molto per arrivare in città, perciò adesso mi metto in macchina, accendo l'aria calda per scongelarmi un po'. Peccato che questo posto non sia un'area di servizio perché avrei molto volentieri bevuto qualcosa di caldo.”
“Se vuole, può salire nella mia cabina dove ho un thermos di tè caldo, E' molto comoda e spaziosa e una volta acceso il riscaldamento vedrà che si sentirà molto meglio.”
“Mi sembra un'ottima idea. Non le andrebbe di scaldarsi bene, se vuole salgo anch'io così ci possiamo conoscere meglio. Che ne pensa?” mi dice José con malcelata eccitazione.
“Beh, come si fa a rifiutare il vostro invito, vengo volentieri e penso di poter aspettare che, magari, nel frattempo vada via questa maledetta nebbia e voglio essere anche riconoscente sia per aver risolto il problema della gomma che per il tè caldo di cui ne sento proprio il bisogno!”
“Benissimo, se invece del tè, preferisce invece del latte caldo, ne abbiamo in abbondanza.”
“Ancora meglio.” dico ad Antun con un sorriso malizioso e passando la lingua sul labbro superiore.
Salgo, quindi, in auto e in retromarcia mi accosto dietro al secondo Tir sulla parte destra dell'area di sosta mentre quella sulla sinistra ce ne sono tre.
Scendo e con passo lento, mi avvicino alla portiera passeggero del Tir di Antun, che viene aperta ed io, con non poca difficoltà a causa degli altissimi tacchi che mi costringono ad aprire ulteriormente la lunga pelliccia, salgo e mi aggrappo alla mano di José che mi tira su come un fuscello.
“Ciao e benvenuta nel mondo degli autisti dei Bisonti della strada.”
“Grazie” gli rispondo mentre afferro la sua mano ed entro in cabina ma inciampo con il tacco nell'ultimo scalino e per parare il colpo, la mia mano cade sul suo pacco che è durissimo.
José mi sorride e poggia, a sua volta la sua mano sulla mia e la spinge leggermente verso il suo pube. “Senti quanto è duro, ti piacerebbe vederlo?” mi dice con voce piena di libidine.
“Certo! Sono salita apposta per questo!” gli rispondo con voce altrettanto libidinosa.
“Vuoi sentire anche il mio? Il latte caldo che desideri ce l'abbiamo qui.” esclama indicando le patte.
“Fatemi vedere, allora i vostri contenitori che spero siano molto grossi!”
In pochi secondi sono entrambi nudi e con mia grande gioia entrambi hanno cazzi di dimensioni davvero grossi. Quello di Antun non particolarmente lungo ma esageratamente largo mentre Josè ha tra le gambe un superlativo palo di carne sia in lunghezza che in larghezza.
Allora mi spoglio anch'io restando con le tette che, per il freddo patito all'esterno, hanno i capezzoli durissimi e col solo tanga ben infilato dentro le mia chiappe e gli stivali a coscia che arrivano appena al di sotto delle calze agganciate al reggicalze.
“Facci vedere se oltre ad essere una splendida donna, ci sai fare con la bocca.” esclama Antun.
L'abitacolo della cabina è molto spazioso e mentre lo stesso Antun controlla che le tendine coprano interamente il parabrezza e i vetri laterali, José sposta la tendina dietro la quale c'è un letto piuttosto grande dove si può stare agevolmente in tre.
Mi siedo, allora, su quel letto, loro si posano davanti a me ed io, prendendo i loro cazzoni uno per mano, inizio a leccarli e succhiarli in alternanza per poi passare ad ingoiarne uno a gola profonda mentre sego l'altro e viceversa.
“Non immaginavo che tu fossi così zoccola e brava a fare pompini” esclama Antun mentre il suo largo cazzo mi riempie totalmente il cavo orale e perciò, rispondo con un mugolio e annuisco con la testa e guardandolo dritto negli occhi e affondando la mia testa fino alle sue palle belle grosse.
“Dai, ora girati e mettiti a pecora che arriva il bello della serata!” esclama José.
Non me lo faccio ripetere una seconda volta e poggiando le ginocchia sul letto alzo ben in alto il culo e dicendo a mia volta “Prima Antun che col suo cazzone mi allarga ben bene in modo che poi José lo possa trovare sufficientemente largo e non avere troppo difficoltà ad entrare ma, soprattutto, viste le sue dimensioni esagerate, non mi apra in due come una mela.
In quella posizione, col culo ben in alto, quando Antun mi sposta il filo posteriore del tanga, si accorge delle mie palle che, tra l'altro, sono piuttosto grosse.
“Ma...ma tu sei....cioè...non sei una donna!” esclama quasi inorridito.
“No, sono quasi una trans nel senso che ho preso ormoni per molto tempo ma non ho voluto sottopormi a nessun trattamento estetico perché non ce n'era bisogno. Vuoi dire che non ti vado più bene e che non scopate con trav e trans?”
“Non è questo, sai quante trav e trans ci scopiamo normalmente? Era solo per la meraviglia che ho provato, perché mai l'avrei, l'avremmo, immaginato visto che sei davvero uno splendore di donna.” e, così dicendo, affonda la cappella dentro di me.
Ho un sussulto nel sentirla entrare perché pur essendo già ben sfondata, il suo è davvero un signor cazzo con una larghezza esagerata ma è quello che voglio in questo momento ed è un po' di tempo che non ne prendo di queste dimensioni.
Nel frattempo, José, si è messo inginocchiato sul letto girato verso di me e, perciò, ho proprio a portata di bocca il suo esagerato palo nero di carne sul quale mi fiondo appena un secondo dopo che il “tronco” di Antum, con due ben assestati colpi di bacino, mi apra totalmente il culo.
Quel cazzone nero, diventa per me una vera àncora di salvezza perché i colpi del suo amico iniziano ad aumentare in potenza e velocità , mi sta quasi sfondando però sto provando anche un piacere che aumenta ad ogni colpo mentre Josè continua a scoparmi forte la gola e mi meraviglia non poco il fatto di poter “ospitare” quel grosso cazzone interamente fino alla base e riuscire a sopportarne le sempre più frequenti percussioni sul fondo.
“Ti piace il cazzo, anzi ti piace averne due che ti scopano, eh?” mi dice Antun eccitatissimo.
“Siiii, tantissimo, è una sensazione che mi fa impazzire di piacere, ogni volta che lo faccio!”
“Sei proprio una grande troia, te lo stai ingoiando tutto da almeno un quarto d'ora senza fare una piega, beato il tuo uomo che può scoparsi una femmina calda e soprattutto brava come te.”
Ma più che rispondergli a voce perché preferisco avere la bocca piena, annuisco con la testa mentre glielo riprendo a gola profonda facendolo gemere di piacere.
“Dai Antun, adesso tocca a me farle quella meraviglia di culo!”
Cambiano pertanto di posizione ma, mentre Antun si sfila il preservativo e mi ficca in gola il suo poderoso e larghissimo cazzone, José, che ha già messo il condom si sta posizionando dietro di me.
Sposto, allora, la mia attenzione su Antun e il suo largo tronco sperando che José non mi spacchi in due come una mela anche se lo ho tanta voglia sentirlo tutto dentro di me.
E, infatti, senza alcuna esitazione, José con un preciso colpo di schiena entra con metà asta ma, in pochi secondi, con un nuovo affondo entra interamente fino alla base producendo il rumore delle sue cosce contro le mie natiche.
Poi, torna indietro, e subito dopo rientra ma stavolta lentamente ed io lo sento percorrere tutti i suoi 23 centimetri dentro le mie viscere, cosa che mi procura un gemito lunghissimo di piacere a cui si aggiunge quello che sto provando nel sentire la nerchia di Antun che scorre avanti e indietro freneticamente sulla mia lingua e sul mio palato.
Lascio, per un attimo, quella di Antun e, sapendo per esperienza che la frase eccita moltissimo i maschi, gli urlo “Porco, mi stai sfondando il culo. Ti piace, eh?”
“Aspetta che ti faccio una foto del buco, così puoi vedere quanto è largo adesso!” mi dice il latino.
Prende, allora, lo smartphone, mi inquadra l'ano e me la mostra.
“Guarda come è diventato largo e dimmi se vuoi che te lo sfondi anche di più!” esclama.
Guardo la foto, il mio buchetto è diventato perfettamente rotondo e addirittura più largo della circonferenza del suo cazzo.
“Dacci dentro e fammi godere!” gli dico quasi urlando di piacere.
“Sei una vera troia!” esclama con forza il latino.
“Zitto e datti da fare ma non sborratemi né in bocca né addosso. Chiaro?”
Andiamo avanti, così, per più di mezz'ora fino a quando non avverto che stanno per eiaculare.
“Voglio vedere quanta ne fate, mi fa impazzire vedere i maschi quando sborrano.”
Ubbidienti ai miei desideri/ordini, i due si scostano da me, si stendono sul letto della cabina e si segano con forza e con un suono vocale più simile ad un grugnito di un maiale che a quello di un essere umano, sborrano a ripetizione numerosi fiotti che raramente ho visto nella mia vita sia per quantità, che se ho visto giusto, saranno stati almeno 8/9 a testa che per la potenza con cui sono stati “sparati” con così tanta violenza che gli schizzi si sono innalzati per poi ricadere a molti centimetri lontano dai due “cannoni”.
E' ora di andare, mi alzo allora, mi rivesto e controllo che sia tutto in ordine com'era prima di questa straordinaria scopata.
Poi, tiro fuori dalla mia borsetta per make up quello che mi serve per ridarmi una sistemata al trucco e, infine, una sistematina anche alle labbra visto che per i pompini il rossetto si è sbavato del tutto.
Dopodiché, saluto i mie partner camionisti e risalita in auto, riparto velocemente per poter arrivare al Privè in tempo utile per godermi il prosieguo della serata con Gisele, prima tra di noi – lei oltre ad essere bellissima ha pure un cazzo di 24 centimetri che è un piacere succhiarglielo mentre il mio, supera di poco i 20 centimetri – e, magari qualche coppia potrebbe anche aggregarsi al nostro gioco per far scopare la “lei” mentre il marito sbava per l'eccitazione e, poi, finalmente, metterci in bella mostra in una stanzetta per far godere tutti, e quando dico tutti è la verità, i maschioni che vorranno montarci fino alla chiusura del locale, ovvero fino alle 4 di mattina.
Poi, si vedrà cosa fare tutte se andare a dormire oppure continuare a dare e ricevere piacere.




Anche questo racconto è frutto della fantasia e, perciò, i fatti narrati, i luoghi e in nomi dei protagonisti sono del tutto inventati.
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