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Le mie prime Pleaser
10.11.2025 |
2.467 |
9
"E mentre la serranda si abbassava, i sandali Pleaser con tacco 15, le mie calze velatissime e lo smalto viola lucido divennero l’inizio di una storia molto più lunga… e molto più alta..."
Ero un ragazzo di venticinque anni, timido ma con una passione segreta che mi consumava da tempo: l’amore per le scarpe femminili con tacchi vertiginosi. Quel pomeriggio di primavera, con il cuore che mi batteva forte, entrai in un piccolo negozio specializzato nel centro città, famoso per la marca Pleaser. L’insegna al neon rosa lampeggiava “Sexy Shoes Paradise”, e l’aria era impregnata di profumo di pelle nuova e lucidalabbra.Il negozio era semi-vuoto, illuminato da luci soffuse che facevano risplendere le vetrine piene di stivali, pumps e sandali impossibili. Dietro il bancone c’era Lisa, una commessa sulla trentina, con capelli neri corti, piercing al labbro e un tatuaggio che spuntava dal top aderente. Indossava proprio un paio di Pleaser Adore con plateau e tacco 18, che la facevano torreggiare come una dea dominante.
«Buongiorno, cerchi qualcosa di speciale?» mi chiese con un sorriso malizioso, notando subito il mio sguardo nervoso.
Arrossii, deglutendo. «S-sì… vorrei provare dei sandali. Quelli con tacco alto. Tipo… 15 centimetri. Pleaser, se possibile.»
Lisa inarcò un sopracciglio, divertita. «Pleaser? Hai gusto, tesoro. Modello specifico? Abbiamo i nuovi Flamingo, tacco 15 esatti, piattaforma anteriore per bilanciare. Neri con strass, o rossi laccati?»
«Neri… neri con strass,» balbettai, sentendo il sudore sotto la camicia.
«Taglia? 41? 42?»
«41,» risposi, la voce un sussurro.
Lisa scomparve nel retro e tornò con una scatola lucida. «Siediti pure lì, sul pouf. Ti aiuto io a provarli. È il mio lavoro, no?» disse, indicandomi un divanetto di velluto rosso al centro del negozio.
Mi sedetti, le mani che tremavano. Indossavo jeans attillati e una camicia button-down, ma sotto… sotto c’era il mio segreto. Mi tolsi lentamente le sneakers, rivelando le calze femminili velatissime che avevo scelto con cura: color carne, 8 denari, con una leggerissima cucitura posteriore, quasi invisibili se non guardavi da vicino. Le avevo comprate online apposta, setose al tatto. E sui piedi, sotto quella trasparenza, lo smalto viola lucido che mi ero applicato la sera prima: un viola profondo, metallico, che catturava la luce a ogni movimento.
Lisa si chinò per aprire la scatola e i suoi occhi caddero subito sui miei piedi. Non disse nulla all’inizio, ma un sorriso lento le incurvò le labbra. «Interessante scelta di calze,» mormorò, prendendo il sandalo destro. «Velatissime… e quello smalto? Viola prugna lucido, stupendo. Ti dona.»
Impazzii di imbarazzo, ma anche di eccitazione. «Io… le indosso per… per sentire meglio le scarpe,» mentii debolmente.
«Non serve giustificarti, amore,» rise lei, sfiorandomi la caviglia con le dita mentre mi infilava il sandalo. Il tacco 15 era una lama affilata, la piattaforma anteriore di 5 cm mi arcuava il piede in modo perfetto. Il cinturino sottile si allacciò intorno alla caviglia, stringendo appena sulle calze velate. Lo smalto viola scintillava attraverso la trasparenza, come un gioiello proibito.
«In piedi, ora. Cammina un po’.»
Mi alzai, barcollando all’inizio. Il tacco mi costringeva a spingere in avanti i fianchi, a muovere i piedi con grazia forzata. Le calze scivolavano leggermente sulla suola interna, accarezzandomi la pianta a ogni passo. Lisa mi osservava, appoggiata al bancone, le braccia incrociate.
«Sei naturale, sai? Molti uomini vengono qui per questo. Ma tu… tu hai stile. Quel viola sullo smalto con le calze velate? Sexy da morire.»
Mi voltai, guardandomi nello specchio a figura intera. I sandali mi trasformavano: le gambe sembravano infinite, il piede inarcato mostrava lo smalto lucido che brillava a ogni clic-clac sul pavimento.
«Li prendo,» dissi d’un fiato.
Lisa si avvicinò, sistemandomi il cinturino. «Sicuro di non voler provare anche qualcos’altro? Abbiamo i Delight con tacco 15 e luci LED sotto la suola… o magari un paio di calze nuove, più sheer? Oppure… posso chiudere il negozio per cinque minuti e farti vedere come si cammina davvero con questi.»
I nostri sguardi si incrociarono. Sorrisi per la prima volta, il cuore non più spaventato.
«Chiudi pure,» sussurrai.
E mentre la serranda si abbassava, i sandali Pleaser con tacco 15, le mie calze velatissime e lo smalto viola lucido divennero l’inizio di una storia molto più lunga… e molto più alta.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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