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trans

Parcheggio Notturno


di sissybambola
10.08.2026    |    170    |    3 8.0
"» Il secondo se ne passò una bella quantità e gli entrò con una spinta secca..."
Il messaggio era secco.
«Cerco un frocio da inculare. Non una sissy vestita. Un frocio nudo, depilato, da prendere in giro e usare. Se ti va bene così, rispondi.»
Sara rispose quasi subito.
«Mi va bene.»
Mezz’ora dopo era nel piazzale. Il camionista lo stava aspettando. Lo squadrò e fece un cenno con la testa.
«Sali.»
Partirono. Dopo un pezzo di strada l’uomo si infilò in un’area di sosta buia dove erano fermi altri tre tir. Spense il motore e scese.
«Scendi. Togliti tutto. Tutto. Voglio vederti nudo e liscio.»
Sara obbedì. Restò completamente nudo sotto le luci fioche dei fanali. Il corpo depilato, il cazzo piccolo e floscio completamente esposto. L’uomo prese un tubetto di lubrificante dalla cabina e ne strizzò una quantità generosa sul suo buco.
«Gira. Mani sul paraurti.»
Gli entrò dentro con una spinta pesante. Iniziò a scoparlo con colpi profondi mentre gli altri due camionisti si avvicinavano.
«Che hai trovato stanotte?»
«Un frocio. Si è presentato da solo. Guardate che cosino si ritrova.»
Uno dei due gli si mise di fianco e gli prese il cazzo piccolo tra due dita, scuotendolo con disprezzo.
«Ma è ridicolo. Sembra un ditino. E morto. Non tira proprio.»
L’altro rise basso.
«Ecco perché lo vogliamo così. Nudi e depilati. Senza parrucca, senza reggiseno, senza niente. Solo un uomo pelato con il pisellino al vento. Fa molto più ridere.»
«Esatto. Le sissy vestite fanno ancora un po’ di scena. Queste invece sono solo froci nudi che si fanno sfondare. Guarda come gli dondola mentre lo inculano.»
L’uomo che lo stava scopando accelerò, tenendolo fermo per i fianchi.
«Sentite quanto è stretto. E ha il cazzetto che non si muove di un millimetro. Sei venuto qui sapendo di avere ‘sta vergogna tra le gambe?»
Sara ansimava.
«Sì…»
«Allora dillo. Cos’hai tra le gambe?»
«Un cazzo piccolo… e impotente.»
«Più forte. E guarda i miei amici mentre lo dici.»
«Ho un cazzo piccolo e impotente… non serve a niente…»
Uno dei due gli diede uno schiaffo leggero sul pacco.
«Bravo. Almeno sei sincero. Noi cerchiamo proprio questi. Froci lisci, nudi, senza niente da nascondersi dietro. Così si vede bene quanto siete patetici.»
Quando il primo terminò dentro di lui, uscì e passò il lubrificante al secondo.
«Metticene ancora. Non voglio entrare a secco su ‘sto buco.»
Il secondo se ne passò una bella quantità e gli entrò con una spinta secca. Mentre lo scopava, continuavano a parlarsi sopra la schiena di Sara.
«Guarda come resta floscio. Nemmeno un brivido. È solo carne morta.»
«E depilato tutto. Sembra un ragazzino, ma è un uomo che si fa riempire il culo da sconosciuti in un parcheggio. Patetico.»
«Le sissy vestite almeno fingono di essere qualcosa. Queste sono solo froci nudi. Più umiliante così, no?»
«Molto di più. Guarda che faccia. Sa di essere solo un buco con il pisellino.»
Il secondo scaricò dentro e lasciò il posto al terzo. Anche lui usò il lubrificante, se ne mise in abbondanza e iniziò a scoparlo con colpi lenti e pesanti.
«Ripeti cos’è quel coso.»
«Un cazzo piccolo e impotente…»
«E tu cos’è?»
«Un frocio… nudo… da usare…»
«Bravo. Ricordatelo. Noi non cerchiamo travestiti. Cerchiamo froci lisci e nudi da prendere in giro mentre li sfondiamo. Tu sei perfetto per questo.»
Quando anche l’ultimo ebbe venuto, lo lasciarono ancora piegato contro il paraurti. Lo sperma e il lubrificante gli colavano lungo le cosce. Uno dei camionisti gli diede una pacca sul sedere e gli buttò i vestiti per terra davanti ai piedi.
«Vestiti e sparisci. E se ti riscriviamo, sai già come devi presentarti. Nudo, liscio e con quel pisellino al vento. Capito?»
Sara annuì senza alzare lo sguardo.
Non rispose. Si vestì in silenzio mentre i quattro uomini restavano lì a guardarlo, qualcuno ancora commentando a bassa voce quanto fosse ridicolo quel cazzo piccolo su un corpo completamente depilato.
Quando si allontanò verso la strada, sentì uno di loro dire forte abbastanza da fargliela sentire:
«Alla fine i migliori sono questi. Nudi e senza scuse.»
Sara non si voltò. Camminò nel buio con le gambe molli, lo sperma che gli scendeva ancora e le parole che gli restavano conficcate più a fondo di qualsiasi cazzo.
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