Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > trans > Riconosciuto
trans

Riconosciuto


di sissybambola
10.08.2026    |    216    |    1 9.3
"Ti sta bene?» «Sì…» «Sì cosa?» «Sì, mi sta bene… usami…» L’uomo accelerò..."
Era una serata qualsiasi.
Sara stava tornando a casa a piedi, borsa a tracolla, cuffie nelle orecchie, lo sguardo basso sul telefono. Aveva appena girato l’angolo di via Lamarmora quando una voce alle sue spalle lo fermò.
«Ehi. Sei tu, vero?»
Si voltò. Un uomo sulla quarantina, giacca di pelle, faccia comune, lo stava fissando con un mezzo sorriso.
«Scusa?»
L’uomo fece un passo avanti, abbassando un po’ la voce.
«Annunci69. Quello della sissy. Quello che scrive che gli piace essere usato e umiliato. Sei tu.»
Sara sentì il sangue salire alla testa. Per un attimo pensò di negare, di fare spallucce e andarsene. Ma l’uomo aveva già tirato fuori il telefono e gli mostrò lo schermo: il suo annuncio, le sue foto, il testo che aveva scritto solo pochi giorni prima.
«Non sbagliarti. Ti ho riconosciuto subito. Anche senza parrucca e senza tacco.»
Sara restò in silenzio. L’uomo lo studiò da capo a piedi, poi scosse la testa con un sorrisetto.
«In diretta sei ancora più patetico. Nelle foto almeno ti sforzi. Adesso sembri solo un frocetto qualunque che cammina per strada.»
«Io… stavo solo tornando a casa.»
«Certo. E io ti ho beccato. Sai cos’è che mi ha fatto scrivere il tuo annuncio? Quella parte in cui dici che ti piace essere trattato da oggetto. E che hai il cazzo piccolo. È vero o ti dai arie?»
Sara abbassò lo sguardo. L’uomo rise basso.
«Rispondi. È vero?»
«…Sì.»
«Mostramelo.»
«Qui? In mezzo alla strada?»
L’uomo lo guardò come se avesse detto una stupidaggine.
«Dietro quel muro. Subito. Oppure ti lascio qui e domani il tuo annuncio lo vedono anche quelli che non dovrebbero.»
Sara esitò solo un secondo. Poi lo seguì nel vicolo buio dietro il muro di cinta di un cantiere. L’uomo lo spinse contro il cemento freddo.
«Abbassa. Voglio vedere.»
Sara obbedì. Si abbassò i pantaloni e le mutande. Il cazzo piccolo e floscio restò esposto nella luce fioca che arrivava dalla strada. L’uomo lo fissò a lungo, poi scosse la testa.
«Peggio delle foto. È davvero una vergogna. Come fai a mettere un annuncio con ‘sta roba tra le gambe?»
Gli diede un colpetto con l’indice.
«Non si muove nemmeno. Morto. Sei venuto a farti riconoscere per strada con questo?»
Sara non rispose. L’uomo gli afferrò il mento e lo costrinse a guardarlo.
«Ho letto tutto. Hai scritto che ti piace il linguaggio umiliante. Allora ascolta bene: sei solo un frocio che si mette in vetrina su internet perché nessuno ti scoperebbe se non si facesse pietà. Hai un cazzetto ridicolo e ti piace farti trattare da troia. Giusto?»
«Sì…»
«Dillo intero.»
«Ho un cazzo piccolo… e mi piace essere trattato da troia.»
L’uomo annuì, soddisfatto. Si abbassò la cerniera, si tirò fuori e gli sputò in mano.
«Gira. Mani al muro. E stai zitto.»
Gli entrò dentro con una spinta secca. Sara emise un gemito corto. L’uomo iniziò a scoparlo con colpi profondi e regolari, tenendolo premuto contro il cemento.
«Ecco. Questo è quello che volevi quando hai messo l’annuncio. Farti riconoscere, farti usare e farti dire quanto sei patetico.»
A ogni spinta gli parlava all’orecchio, voce bassa e crudele.
«Camminavi per i fatti tuoi e adesso sei qui con il culo pieno e il pisellino al vento. Ti sta bene?»
«Sì…»
«Sì cosa?»
«Sì, mi sta bene… usami…»
L’uomo accelerò. Il suono umido dei corpi che si battevano riempiva il vicolo. Quando venne, si conficcò fino in fondo e restò fermo qualche secondo, scaricandosi dentro.
Poi uscì, si sistemò i pantaloni e gli diede una pacca sulla spalla, quasi amichevole.
«Rimetiti a posto. E la prossima volta che esci, ricordati che qualcuno potrebbe riconoscerti. Magari non sarà così gentile come me.»
Sara si tirò su i pantaloni con le mani tremante. L’uomo era già uscito dal vicolo. Quando Sara si affacciò sulla strada, quello stava già camminando via senza voltarsi.
Restò fermo qualche secondo con la schiena ancora contro il muro, lo sperma che gli colava lungo la coscia e le parole dell’uomo che gli ronzavano in testa.
Era uscito solo per tornare a casa.
Era tornato a casa con il culo pieno e la certezza di essere stato riconosciuto.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.3
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Riconosciuto:

Altri Racconti Erotici in trans:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni