trio
Donne e Motori I parte
69max
06.02.2026 |
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"Ad una certa Chiara ha deciso di interessare anche JO, abbassandogli i pantaloni iniziando a masturbarlo e a roteare la lingua attorno al glande del uomo..."
Donne e motori, gioie e dolori.Che cazzo, rompere la moto proprio ad inizio stagione con un notevole danno al motore non è il massimo.
Ho bisogno di un aiuto, ed allora contatto un mio amico, JO.
Lui si rende disponibile per aiutarmi a sezionare il motore.
Accordiamo l’appuntamento per sabato tardo pomeriggio, sera in garage da me visto il locale non è freddo ed abbiamo la possibilità pure di un divanetto rilassante per concentrarsi sul da farsi.
19 in punto JO si presenta a casa mia assieme a Chiara, la moglie, nonché cognata di Elena, la tipa che balla Liga in topless di fronte la finestra di casa mia in collina.
Iniziamo con il pianificare il lavoro da fare mentre Chiara seduta sul divano ci osserva con attenzione e curiosità.
Chiara è una di lingua veloce, quando per causa nostra dalla moto avviene un abbondante fuoriuscita di olio motore non tarda a strillarci contro:
“La moto sta sborrando da sotto “
Inavvertitamente JO aveva spostato il contenitore per recuperare l’olio, Chiara molto velocemente è corsa a sistemare tutto prendendosi cura di asciugare e raccogliere velocemente il tutto.
Battute e battutine.
Chiara : “Se non fosse freddo, avrebbe la viscosità giusta per altri utilizzi”
Chiara infila le dita in mezzo all’olio estraendole facendone colare il contenuto lungo le dita e strofinandole tra loro.
“Capisci a me. Sai come scivola”
Chiara è una donna sulla cinquantina, tre figli, un corpo tonico da montanara, senza peli sulla lingua.
Doppi sensi e battutine.
JO: “Chiara, è ora di ordinare le pizze”
Dovevamo anche mangiare qualcosa. Pizza e coca come ai vecchi tempi, ora birra rossa o nera però. Mentre io e JO eravamo intenti nello smontare distribuzione, ingranaggi, frizione, Chiara si è occupata del cibo e del bere.
Qui un piccolo flashback. Il divano su cui era seduta la donna, rappresenta la memoria delle nostre scopate giovanili.
Il divano era di JO, me l’ha regalato quando i genitori hanno venduto la vecchia casa. Un barocco tre posti ridotti, anni 70, ottimi per scoparci in due ma noi in età adolescenziale lo avevamo già sperimentato in tre, anzi quattro.
Io, Eugenia, JO e Chiara in aggiunta.
Chiara adorava le tette di Eugenia. Eugenia, la mia fidanzata di allora, piccole tette sode, talmente dure e distanziate tra loro che era difficoltoso farsi una spagnola in mezzo ma sborrare nel canale mammario era fantastico.
Ma torniamo ai giorni nostri, di Eugenia e Chiara vi racconterò di quando raccoglievano l’eiaculazione mia e di JO e la spalmavano sopra i loro corpi.
Pizza e birra per tutti. Io sono amante delle birre rosse e nere, fanno grado e sono ben resistenti alla degustazione. Chiara preferisce le bionde, ma in assenza di altro beve pure pastoso.
Arrivano le pizze. Da buoni amici le dividiamo.
Chiara: “Come ai vecchi tempi, condividiamo i sapori” Logicamente Chiara si rifaceva ad altri sapori.
Al termine della pizza io e JO abbiamo subito ripreso il nostro lavoro per un'altra oretta circa, mentre Chiara in relax sul divano giocava tra TLG e WA, gruppo delle mamme motocicliste.
Terminato il nostro lavoro, io e JO ci siamo seduti sul divanetto, una a DX e uno a SX di Chiara.
Uno scatolone rovescio ci faceva da tavolino.
Chiara: “Beh! Apriamo un'altra birra, almeno beviamo se la moto non l’abbiamo finita.”
Così Chiara alzandosi dal divano e dandomi il favoloso fondo schiena ha preso un paio di birre dallo scafale vicino tornando poi a sede in mezzo a noi.
“Mi sento un po' un fuoco tra due bombe”
Il mio sguardo deve averla turbata. Stavo pensando a come risolvere il problema della moto e questo Chiara lo aveva capito, così per distogliermi e farmi tornare presente tra loro ha iniziato a raccontato qualche aneddoto del passato di Eugenia e me.
La situazione si è subito scaldata, complice per lei il grado della birra. Il mio garage è un ottimo rifugio la sera d’inverno. Un locale caldo, tranquillo, così che Chiara ha iniziato a spogliarsi togliendo il maglione e rimanendo con una T-Shirt senza reggiseno come lei è solita essere.
I capezzoli di Chiara iniziavano a segnare la maglia e piano piano crescevano e calavano di volume. Il JO iniziava ad accordare pure lui lo strumento. Chiara raccontava del nostro passato e confidenzialmente si appoggiava su di me ridendo delle cazzate combinate in compagnia. La birra si faceva sentire su di lei.
Ad un tratto mi sono ritrovato Il braccio di Chiara al collo e la tetta calda appoggiata addosso. Il suo capo contro il mio mentre fantasticava nei racconti gesticolando e descrivendoli con le mani, fino ad arrivare al racconto bollente, il pezzo che ha incendiato la serata.
Il pomeriggio del porno.
Si. Io sono sempre stato un amante del porno e dal porno ho appreso molte pratiche, non tanto le solite trivellate, ma tutte quelle devianze e giochi che si possono attuare con un corpo.
A Chiara era rimasto impressa la penetrazione anale che feci ad Eugenia mentre lei ci guardava e le stimolava il Clito.
Eugenia era ed è tuttora una ballerina snodata. Eugenia sul divano a testa in giù ed io la cavalcavo al contrario nel suo splendido buco del culo aperto. Eugenia ha un buco del culo splendido e su questo si trovava concorde pure Chiara che molte folte lo ha deflorato con un cazzo di gomma inserito nella sua figa.
Quanti ricordi.
Chiara: “La vita non è fatta solo di ricordi”
Il respiro di Chiara sul mio collo, i capelli appoggiati tra spalla ed orecchio, il braccio al collo, le gambe accavallate sopra alle mie, potevo sentire il calore del suo corpo contro il mio. Ad un tratto uno struscio del suo viso contro il mio, tutto il calore della sua pelle contro la mia, una leccata profonda dal collo all’orecchio.
Chiara: “Ti ricordi?”
Mi ricordo sì. Era la partenza. Quando partiva la lingua volavano i vestiti, le vagine si bagnavano il cazzo iniziava ad inumidirsi.
Ecco rievocata in un baleno una serata tipo, mancava solo il porno, ma, Chiara avviando il suo Smartphone ha deliziati tutti noi di un fantastico filmato erotico.
Chiara a differenza di Eugenia era sempre stata pelosa.
Chiara avvicinandosi al mio orecchio mi ha sussurrato: “Eugenia non aveva pelo perché ballava, doveva essere liscia, a me piaceva molto appoggiare la lingua tra le sue calde cosce ed asciugare la sborra della sua figa. Io invece il pelo l’ho tuttora e si è bagnato, vuoi sentirlo?”
Il sapore delle parole di Chiara hanno risvegliato in me il sapore della sua calda figa che leccavo dal culo al Clito salendo per il monte di venere per assaporarne il profumo di pelo bagnato.
Chiara: “Sono ancora pelosa e molto aromatica, vuoi assaggiare”
Chiara si è alzata dal divano e dando il fondo schiena a me e JO ha fatto scendere lentamente il Jeans stretto che le disegnava forme tonde e perfette.
Chiara: “La ricordi. Sono passati molti anni, non è mai tardi per replicare”
E replica sia. Chiara era proprio bagnata. Tra il suo folto pelo il sapore dell’umido vaginale, aroma inconfondibile.
Chiara: “Toccala. Sono calda e bagnata”
Così come da copione anni 90, le ho infilato tre dita tra le cosce facendole scorrere lentamente tra pelle e figa. Medio tra vagina e Clito, indice anulare a massaggiare le labbra calde e bagnate, il pollice contro il Clito.
In tutto questo JO assisteva. Purtroppo Eugenia non era con noi, è sposata con il militare e non vive più vicino a noi, anche se, qualche cornetto segreto lo abbiamo fatto al milite ignoto mentre era in missione.
La situazione prendeva animo, un gioco soft molto caldo ed eccitante. Chiara giocava con me difronte al suo uomo. Ad una certa Chiara ha deciso di interessare anche JO, abbassandogli i pantaloni iniziando a masturbarlo e a roteare la lingua attorno al glande del uomo. L’unico vestito ero rimasto io. Chiara e JO non avevano pantaloni ed allora anche io me ne sono liberato.
Il gesto è stato molto apprezzato da Chiara che subito ha iniziato ad occuparsi del mio cazzo.
Chiara: “Wow. Ma hai rotto nuovamente il frenulo.”
Chiara era presente la volta che si è rotto il mio frenulo, ricordava molto bene, l’accaduto. In quel occasione ho fatto il disastro, sangue su di lei e su Eugenia. All’inizio pensavano di esser loro ad avere delle perdite, ma poi ci siamo accorti che il sangue che fuoriusciva era il mio. Capita.
“Si il mio frenulo si è nuovamente staccato più volte. In un rapporto vaginale, successivamente in un altro rapporto anale con una donna molto stretta. Per ultima in gang, una lei segandomi con violenza lo ha staccato del tutto. Molto il dolore in quella occasione quando si è raffreddato il pipo ma il piacere del momento lo superava.
Chiara attratta dal mio frenulo e dal prepuzio che si abbassava molto, ha iniziato a stuzzicarli con la lingua fino a farne diventare la cappella gonfia e spessa.
Chiara: “Ottimo, potrebbe penetrare perfettamente, che ne dici. Sei ancora in grado di sollevarmi per una doppia?”
Che sfida. Io e JO come ai vecchi tempi in spiaggia a Rosolina.
“Certo”
Chiara è tosta e leggera, bilanciata. Sollevarla tra le braccia ed infilarne il cazzo tra le cosce pelose è un gioco.
E così è stato. Braccia attorno al collo, gambe attorno al bacino ed il mio cazzo è sprofondato dentro di lei.
JO osservava la situazione e si masturbava.
Chiara: “Dai JO. Entra anche tu.”
JO con molta cura ha puntato la cappella nel culo attendendo che Chiara si spostasse indietro per penetrarsi.
Un caldo sospiro di voglia, dolore, piacere mi ha invaso il collo eccitandomi particolarmente.
Chiara: “Spero non abbiate perso le doti?”
JO ha dato la prima spinta ed ho sentito la sua calda cappella entrare nel culo di Chiara, urtando la mia al di là dell’utero.
Un sospiro prolungato di Chiara, un gemito.
Chiara: “Mi avete aperto”
Io ero sempre frontalmente a lei. Chiara eccitata leccava qualsiasi parte del corpo a portata della sua lingua. Il mio collo era il più vicino. Sentivo la lingua di Chiara bramare dalla voglia e la sua carica erotica. Chiara inarcava la schiena, schiacciava il seno contro di me. Una dea del sesso.
Io e JO non potevamo mollare la preda altrimenti cadeva, Chiara quando ha due cazzi dentro non si tiene con le braccia, si lascia sprofondare i membri all’interno dello splendido corpo. Così Chiara con le mani libere, ha provveduto a sfilare la mia maglietta e quella di JO.
Pelle a pelle, come ai vecchi tempi, mancava solo la quarta persona.
Chiara ha goduto follemente del momento, abbiamo continuato per una buna mezzora fino a quando la donna ha chiesto di stendersi sul divano.
Chiara: “Sono esausta. Mi tremano le gambe. Come una volta, lo stesso divano, gli stessi amici. Che bello.”
Già amici cosi si scordano difficilmente, come io non scordo il caldo pelo bagnato di Chiara.
Ed è proprio su di lui che mi sono nuovamente soffermato. Lei a gambe divaricate con la bocca impegnata a guastava il membro del proprio uomo, godeva della mia lingua che lisciava il suo pelo, il suo Clito fino a quando un forte gemito ed un urlo di piacere mi ha scaldato bocca e viso.
Chiara era venuta ed aveva rilasciato un caldo getto di gratitudine dalla sua vagina aperta calda e pelosa.
Questa la serata di sabato. La moto ora è smontata, tempo tecnico di recuperare i ricambi e poi dovremmo rimontare tutto.
Eugenia?
Chissà se Chiara la inviterà la prossima volta?
Questa è la prima parte del racconto, nella speranza che Eugenia si unisca la settimana prossima.
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Magari la settimana prossima ci scappa una video chat.
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