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trio

I colleghi di lavoro - La scena hard


di Membro VIP di Annunci69.it ScrittoreOsceno
17.01.2026    |    2.403    |    3 9.5
"Mario la baciò spingendole tutta la lingua in bocca mentre il ritmo dei colpi del cazzo di Luigi si faceva sempre più intenso..."
Vanessa non propose nulla subito.
Fu questa la parte più destabilizzante.
Per giorni continuò a scrivere a Mario e a Luigi separatamente, con messaggi che non parlavano mai dell’altro. Con Mario era riflessiva, quasi tenera. Gli faceva domande che sembravano innocue: cosa ti fa sentire davvero coinvolto? cosa ti eccita di più: toccare o sapere?
Con Luigi, invece, era diretta ma mai brutale. Lo portava a parlare di controllo, di decisioni prese e non prese, di quanto fosse abituato a guidare… e di quanto, in fondo, gli piacesse quando qualcun altro lo faceva al posto suo.
A entrambi diceva la verità. Ma solo a metà.
Quando li invitò di nuovo, non parlò di desiderio. Parlò di fiducia.
«Quello che vi chiederò non è normale», disse con calma, quando furono seduti davanti a lei. «E non è qualcosa che si improvvisa. Voglio sapere se siete capaci di restare, anche quando il vostro istinto vi direbbe di fare il contrario.»
Mario sentì un brivido sottile. Non di paura. Di riconoscimento.
Luigi incrociò le braccia, ma non distolse lo sguardo.
Vanessa parlava lentamente, come se stesse costruendo una stanza intorno a loro.
Spiegò che non voleva essere scelta, né condivisa. Voleva essere accettata come centro, senza competizione, senza urgenza. Chiese a Mario di rinunciare all’idea di intervenire, di “entrare” nella scena. Gli disse che il suo ruolo sarebbe stato più difficile: restare presente senza agire, sentire senza risolvere la tensione.
A Luigi chiese l’opposto: di muoversi solo quando lei lo avrebbe permesso, di lasciarsi guidare senza sapere fino a dove. Non per obbedienza, ma per fiducia.
«Se uno di voi due sta fingendo», concluse, «me ne accorgerò subito. E ci fermiamo.»
Ci fu silenzio. Un silenzio che non chiedeva risposta immediata.
Mario capì che ciò che lo attirava non era la scena che immaginava, ma la posizione che Vanessa gli stava offrendo: quella di chi prova piacere senza possesso, di chi resta lucido mentre il corpo tradisce. Luigi, invece, sentì il peso dolce di cedere qualcosa che di solito proteggeva con attenzione: il controllo.
Quando Vanessa si alzò, lo fece senza teatralità. Indossava ancora quella lingerie scura, ma ora sembrava quasi secondaria. Il vero nudo era altrove: nel modo in cui li guardava, uno alla volta, come se stesse verificando che fossero davvero pronti.
Indicò di nuovo la poltrona a Mario. Poi si avvicinò a Luigi, così lentamente che ogni passo sembrava una domanda a cui lui rispondeva restando fermo.
Mario osservava tutto con una lucidità quasi dolorosa. Ogni gesto aveva un significato che andava oltre il corpo. Sentiva il proprio piacere crescere non per ciò che vedeva, ma per ciò che stava accettando di non fare.
Vanessa si fermò.
Li guardò entrambi.
«Da qui in poi», disse piano, «non si torna indietro. Non perché succeda qualcosa di irreparabile. Ma perché capirete qualcosa di voi che non potrete più fingere di non sapere.»
Si avvicinò a Luigi, abbastanza da sfiorarne il respiro. Poi, senza guardarlo, parlò a Mario:
«Se resti, resti fino in fondo.»
Mario non rispose. Non ne aveva bisogno.
La luce era bassa. Il tempo sembrava sospeso. Tutto era pronto, ma nulla era ancora iniziato.
Vanessa si spogliò, completamente nuda davanti a Mario che rimase immobile sulla sedia. Poi si diresse verso Luigi, che nel frattempo si era seduto di fronte a Mario. Con le spalle rivolte a Luigi e gli occhi che fissavano lo sguardo di Mario, si abbassò e si sedette sul cazzo di Luigi che era rigido come un manico di legno. Con un sospiro profondo, si fece penetrare la figa fino in fondo, sempre fissando gli occhi di Mario. Poi iniziò a muoversi sul cazzo di Luigi, iniziando a gemere e a godere in modo molto intenso. Con le mani si toccava i capezzoli mentre Luigi la prese per i fianchi iniziando anche lui a spingere forte con il cazzo. Mario aveva una vista speciale: di fronte a lui, Vanessa a gambe aperte che lo fissava mentre Luigi la scopava sempre più intensamente. Vanessa chiese e Mario di avvicinarsi. Lui si alzò e si fermò in piedi davanti a lei. Gli chiese di baciarla, con la lingua. Mario la baciò spingendole tutta la lingua in bocca mentre il ritmo dei colpi del cazzo di Luigi si faceva sempre più intenso. Poi Vanessa aprì i pantaloni di Mario e prese in mano il suo cazzo. Iniziò a segarlo con 2 mani, con lo stesso ritmo con il quale stava ricevendo il cazzo da Luigi. Vanessa iniziò a godere e a urlare come mai aveva fatto prima. Poi diede una spinta fortissima in basso per prendere il cazzo di Luigi tutto dentro, che in quel momento le riempì la figa di sborra. Contemporaneamente, Mario le sborrò in faccia e sul seno. Vanessa continuava a godere, aveva raggiunto un orgasmo mai provato prima.
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