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I miei vicini - La prima volta


di Scrittoreghost
26.04.2025    |    10.459    |    11 9.6
"La cerniera si abbassa, e quando mi libera, il suo sguardo si sofferma su di me, carico di desiderio..."
Il profumo di cera delle scale del condominio si mescola alla fragranza di lavanda che Anastasia sembra portare con sé come un’aura. È un pomeriggio di sole, e la incontro mentre scende con una borsa della spesa, la sua camicetta di seta color crema che accarezza le sue curve generose. A 60 anni, ha un corpo che sfida il tempo: morbido, invitante, con un seno abbondante che cattura il mio sguardo ogni volta. I suoi occhi castani brillano di una dolcezza che nasconde un pizzico di malizia, e io, 35 anni e già ammaliato, mi fermo sul pianerottolo.

«Sempre di corsa, caro?» chiede, la voce vellutata che sembra sfiorarmi la pelle.

«Non per te, Anastasia,» rispondo, con un sorriso che tradisce il mio desiderio. Lei ride, un suono caldo e musicale, e allunga una mano per toccarmi il braccio. Il contatto è come una scintilla, e quando le sue dita scivolano sulla mia spalla, accarezzandomi con una tenerezza quasi materna, sento il cuore battere più forte. C’è qualcosa nei suoi gesti, un misto di affetto e seduzione, che mi fa perdere la testa. Non riesco a non fissare il suo décolleté, la seta che si tende appena, lasciando intravedere la pelle chiara e morbida.

«Dovresti passare da me, uno di questi giorni,» sussurra, chinandosi leggermente verso di me. «Per un tè, magari.»

«Sarebbe un piacere,» dico, e il suo sorriso si allarga, carico di promesse.

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Qualche ora dopo, il campanello suona. Apro la porta e la trovo lì, con un cardigan leggero che le scivola sulle spalle e un’espressione che è un invito silenzioso. «Ti va quel tè, ora?» chiede, e io annuisco, il desiderio che già mi scalda il sangue.

La seguo al piano di sopra, il suo profumo che mi guida come un filo invisibile. La sua casa è un rifugio caldo, con tende di pizzo e un divano di velluto blu che sembra fatto per accogliere segreti. C’è suo marito, Roberto, un uomo robusto con i capelli brizzolati e un sorriso cordiale. Mi presento, stringendogli la mano, e nei suoi occhi leggo una curiosità che mi intriga.

Ci sediamo sul divano, io al centro, Anastasia così vicina che il calore del suo corpo mi avvolge. Roberto prende posto su una poltrona di fronte, il tè profuma di bergamotto, ma la conversazione scivola presto su argomenti più intimi. Anastasia mi chiede delle mie relazioni, delle mie fidanzate, se sono il tipo che si lascia andare facilmente. Le sue domande sono gentili, ma c’è una tensione nell’aria, un’aspettativa che mi fa fremere.

Poi, la sua mano si posa sulla mia gamba. È un tocco leggero, ma deciso, e le sue dita si fermano appena sopra il ginocchio, mandandomi un’onda di calore dritta all’inguine. Alzo gli occhi e vedo Roberto che ci osserva, un sopracciglio inarcato, ma non c’è gelosia nel suo sguardo. Al contrario, sembra… soddisfatto.

Colgo il momento. Con un gesto lento, prendo la sua mano e la guido più in alto, verso il mio inguine, dove il desiderio è già evidente. Lei non si ritrae. I suoi occhi si accendono, e un sorriso appena accennato le curva le labbra. «Oh, caro,» sussurra, e la sua voce è un invito che non posso ignorare.

Si alza, si mette davanti a me, e con una lentezza che è pura seduzione inizia a slacciarsi la camicetta. Un bottone alla volta, la seta si apre, rivelando un reggiseno di pizzo nero che fatica a contenere il suo seno generoso. Mi guarda, gli occhi che brillano di desiderio, e con un gesto fluido sgancia il reggiseno. Le sue tette si liberano, pesanti e perfette, i capezzoli rosei che sembrano chiamarmi. Sono un sogno, e io non resisto.

«Toccami,» murmura, e allungo le mani, sfiorando la sua pelle morbida. Le stringo delicatamente, sentendo il loro peso, e lei geme, un suono basso che mi fa pulsare. Mi chino, la mia lingua trova un capezzolo, lo accarezzo piano, poi lo succhio, assaporando la sua dolcezza. Anastasia mi infila le mani nei capelli, premendomi la testa contro il suo seno, e i suoi gemiti si fanno più intensi, un canto di piacere che mi avvolge. «Sì, così,» ansima, e io mi perdo in lei, la bocca che esplora ogni curva, il suo profumo che mi inebria.

Con la coda dell’occhio, vedo Roberto. Si è slacciato i pantaloni, la mano che si muove lentamente sul suo membro, gli occhi incollati su di noi. Il suo respiro è pesante, e il modo in cui ci guarda, senza dire una parola, aggiunge una tensione erotica che mi fa quasi tremare.

Anastasia si inginocchia davanti a me, le sue tette che sfiorano le mie cosce mentre mi slaccia i jeans. La cerniera si abbassa, e quando mi libera, il suo sguardo si sofferma su di me, carico di desiderio. «Lasciati andare,» sussurra, e poi si china, le sue labbra morbide che mi avvolgono, prima con una delicatezza che mi fa impazzire, poi con una passione che mi travolge. La sua lingua danza, calda e avvolgente, e il piacere mi colpisce come un’onda.

Roberto continua a guardarci, la mano che si muove più veloce, il suo silenzio un’approvazione che rende tutto più intenso. Anastasia si dedica a me con una devozione che mi fa stringere i pugni sul velluto del divano, ogni movimento un’esplorazione che mi porta più vicino al confine. I suoi gemiti vibrano contro di me, e l’immagine di lei, così elegante eppure così abbandonata, mi manda in estasi.

Il piacere monta, inarrestabile, e quando finalmente esplodo, lei accoglie tutto, le sue labbra che non si fermano, prolungando il mio godimento. Si rialza lentamente, le labbra arrossate, un sorriso che è allo stesso tempo dolce e trionfante.

Roberto si schiarisce la voce, rompendo il silenzio. «Direi che il tè è stato… memorabile,» dice, con un tono ironico che mi strappa un sorriso, nonostante il cuore mi batta ancora all’impazzata. Anastasia si siede di nuovo accanto a me, la sua mano che torna sulla mia gamba, come se niente fosse.

«Torna presto, caro» mi sussurra all’orecchio, e io so già che non potrò resistere a quell’invito.
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