Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Lui & Lei > vacanze a Ponza - Terza parte
Lui & Lei

vacanze a Ponza - Terza parte


di Ulissex
18.08.2025    |    783    |    0 8.7
"Camilla inarcava il bacino e alzava la propria vulva sempre di più, per offrila alle attenzioni della bocca della donna, per godere della sua lingua ma anche per permettere a Giovanni di scivolare..."
Sognò che sulla porta della cabina comparisse una donna, che una sconosciuta si materializzasse improvvisamente senza che loro l’avessero sentita scendere le scale.
Era alta più o meno come lei, avrà avuto all’incirca 30 anni, con i capelli nerissimi e un bel corpo formoso, non grassa ma nemmeno troppo magra. Aveva lineamenti orientali, occhi grandi e viso largo, zigomi leggermente sporgenti. Era carina, molto carina. Camilla non si stupì della sua irruzione nel sogno, tanto presa era dal proprio piacere.
La donna era scalza, indossava soltanto un prendisole bianco, semi trasparente sotto cui si intravedeva uno slip da bagno anch’esso bianco. Non aveva reggiseno e la trasparenza dell'abitino lasciava intravvedere il rosso cupo delle areole e la dura sporgenza dei capezzoli.
Nel sogno Camilla non capì se Giovanni la conoscesse o meno, a lei era sconosciuta ma in fondo questi dettagli non la interessavano. Si trovava in una posizione particolarmente sfacciata. Inginocchiata con la guancia sprofondato sul cuscino, lo sguardo verso l’oblò in alto, stava mostrando il culo a Giovanni che la possedeva sino in fondo con gli occhi chiusi e il collo e il petto resi rubizzi dall'eccitazione.
Camilla era imbarazzata ma orgogliosa di mostrare a questa sconosciuta la propria sottomissione a Giovanni. Le piaceva che lei la vedesse mentre lui la stava inculando, in modo che capisse che lei era tutta sua.
Anche Giovanni sembrava essersi accorto della presenza di quella sconosciuta ma non mostrava segni di imbarazzo, né tanto meno di voler smettere. Continuava con il lento movimento a darle piacere ed a procurarsi il proprio. Lei sentiva il caldo duro e pulsante del suo cazzone nel suo ventre e voleva continuare a goderselo. Non riteneva che l’irruzione improvvisa dell’altra donna valesse l’interruzione di quel piacere per lei del tutto nuovo.
La sconosciuta, ferma sulla porta, li guardava ammirata ed eccitata. Appoggiò la sua piccola borsetta su di una sedia ed entrò nella stanza, non sembrava affatto disturbata dallo spettacolo, anzi, avanzò per guardarli meglio.
Lanciò uno sguardo di complice intesa a Camilla e si avvicinò al letto. Quando fu vicino guardò Giovanni, che abbassò leggermente il capo, come in un cenno d’intesa. La donna allora si tolse il leggero abitino facendo scivolare le spalline con un gesto provocante e rimase in mutandine. Si sedette quindi sulla poltrona ai piedi del letto
Camilla aveva sempre avuto fantasie di fare l'amore davanti ad un'altra donna, ma non le era mai successo che queste fantasie fossero così esplicite, forti fino al punto da farla sognare di viverle realmente.
La bella sconosciuta continuava a guardarli, ma fissava soprattutto Camilla. Questa ne era un po’ lusingata e molto eccitata. Giovanni continuava a scivolare in su ed in giù ma Camilla non poteva vedere cosa lui facesse, se stesse con gli occhi chiusi oppure se anche lui guardasse la misteriosa sconosciuta. Senza sorprendersi si era accorta che il cazzo di lui per quanto possibile era diventato ancor più duro da quando la donna era entrata nella stanza, quasi come se trovasse la nuova situazione ancora più intrigante.
La sconosciuta allora iniziò a giocare con il proprio corpo, stringendosi i grandi capezzoli color terra d’ombra e inarcando la schiena quasi come se stesse iniziando a godere. Scese poi con una mano fino all'inguine e iniziò senza pudore a masturbarsi stimolandosi il clitoride sopra le mutandine. Continuò quella stimolazione per un po', finché Camilla poté vedere il colore bianco di queste diventare più scuro degli umori della vulva di lei. Allora la donna ne tirò l’elastico verso l'altro riducendole a una piccola stringa che si infilò dentro le grandi labbra. Camilla notò anche che non aveva peli pubici, era, come lei, tutta depilata.
Per un po’ la sconosciuta si masturbò con la striscia delle mutandine che le penetrava la vagina e le sfregava il clitoride. Poi sollevò il lembo superiore dell’elastico e fece entrare la mano destra dentro di esse accarezzandosi oscenamente, senza alcun ritegno davanti a loro. La masturbazione era lenta e particolarmente goduta, la bruna gemeva in modo sempre più forte e fissava ormai solo Camilla come se Giovanni non esistesse.
Camilla ricambiava lo sguardo e godeva in modo altrettanto esplicito, un po’ intimorita e molto intrigata dall’ inconsueta situazione.
Giovanni decise che era il momento di iniziare un nuovo gioco. Smise di spingere e senza togliere il proprio membro dall’ano di lei la fece stendere sul letto, poi piano piano accompagnò il suo corpo in una rotazione, in modo che lui si trovasse sotto e lei sopra. In questo modo mostravano entrambi i loro corpi verso la poltrona dove si trovava la sconosciuta. Giovanni allargò le gambe di Camilla per penetrarla meglio e piano piano riprese il movimento dentro di lei. La nuova posizione le piacque molto. Il cazzo di lui la penetrava nel ventre stimolandole l’ano ma anche l’interno dell’utero, procurandole sensazioni intensissime. In mezzo alle gambe spalancate la donna poteva vedere la sua vulva altrettanto depilata e il cazzone di Giovanni che la penetrava da dietro.
La donna si sfilò le mutandine rimanendo completamente nuda. Divaricò le gambe appoggiandole oscenamente sui braccioli della poltrona. Con una mano riprese a stimolarsi il clitoride mentre l'altra scese alla fighetta entrandovi profondamente con due dita. Si scopava con una mano e si masturbava con l'altra senza ritegno.
Camilla era paonazza per l'eccitazione e per l'imbarazzo e non riusciva a staccare gli occhi dalle dita di quella donna che si scopava lascivamente con le gambe completamente aperte. Avrebbe desiderato essere lei a procurarle piacere, a masturbarla e a leccarla dappertutto. Oppure immaginava che fosse la donna a procurare piacere a lei, complice Giovanni che le teneva le gambe divaricate con le mani affinché lei non ostacolasse le attenzioni della sconosciuta. Sapeva che non ce ne sarebbe stato alcun bisogno perché la sua eccitazione era tale che ormai in lei non c'era più ormai la benché minima inibizione
Giovanni scese con le dita al suo clitoride e prese a masturbarla con un dito. Il tocco aggiunse piacere ad uno stato di godimento già profondissimo, e fece sprofondare Camilla sempre di più nel limbo onirico. Immaginò che la sconosciuta scendesse dalla poltrona per avvicinarsi a lei, che immergesse la propria testa tra le sue gambe a leccarle voluttuosamente la vulva totalmente fradicia dei propri umori
Immaginò le attenzioni della lingua di lei e godette ancora. Non capì dove avesse trovato la forza per quell’ennesimo orgasmo, tali e tanti erano stati quelli susseguitisi nelle ultime ore. Era la prima volta che godeva completamente con un'altra donna, e anche se soltanto in sogno, ma forse proprio per quello, le sensazioni erano estremamente coinvolgenti.
La sconosciuta era esperta, sapeva bene come leccarla e muoveva la sua linguetta torturante in sintonia con i suoi gemiti ed i suoi movimenti ormai sempre più frenetici e sincopati. Camilla sognava la bocca di lei dentro la propria vulva, sul suo clitoride, e immaginava quella stessa bocca inumidirsi degli umori che il suo piacere generava. Immaginava gli occhi di lei spalancati a osservare il membro di Giovanni scomparire del tutto nel suo ventre.
Era stordita dal fatto di subire insieme le attenzioni di Giovanni e della sconosciuta e orgogliosa di essere lei a possedere il membro del suo uomo, e non l’altra donna. Era sodomizzata e sottomessa a lui in tutto e per tutto. Si sentiva un po’ superiore all'altra che, come un ancella viziosa, doveva far godere la sua padrona, obbligata a succhiare tutti i suoi umori, mentre essa si concedeva senza vergogna al suo uomo.
Camilla inarcava il bacino e alzava la propria vulva sempre di più, per offrila alle attenzioni della bocca della donna, per godere della sua lingua ma anche per permettere a Giovanni di scivolare su e giù nel suo ano che diventava sempre più eccitato e sensibile. All'improvviso sentì le dita di lei entrarle nella figa, le sentì scivolare fino in fondo e premere contro la parete anteriore torturandola ancora di più in modo quasi insopportabile.
E fu allora che venne, ancora una volta, all'improvviso, di un orgasmo multiplo ed estemporaneo, godendo simultaneamente attraverso le sensazioni del suo ano della sua vulva e del suo clitoride. Venne stringendo il suo buchetto sul cazzo di Giovanni che scoppiò dentro di lei, eiaculando tutto il piacere che aveva così a lungo trattenuto, come fosse un fiume in piena
Camilla rilasciò il suo piacere nella bocca e sulle labbra della sconosciuta che eccitatissima, prese a strusciare tutto il suo viso sulla vagina della sua padrona per sentirne gli umori dappertutto. Il clitoride di Camilla si inturgidì all'inverosimile, ingrandendosi quasi come fosse il cazzone di Giovanni. Ancora una volta si perse nell'oblio degli spazi siderali. Viaggiò con la mente serena e leggera tra le stelle, perdendosi tra di esse. E dopo un tempo che sembrava infinito ritornò sulla terra.
La donna la baciò che lei aveva ancora gli occhi chiusi. Sentì una linguetta umida penetrarle la bocca, e sentì il profumo dei propri umori sul viso di lei. Poi la linguetta si allontanò.
Quando riaprì gli occhi, dopo qualche minuto, la donna del sogno era sparita. Il membro di Giovanni ancora duro, nonostante l'eiaculazione, rimaneva dentro di lei, e lei ne era contenta. Le piaceva quella sensazione mista di abbraccio e possesso che la loro strana posizione le trasmetteva. Il perdurare dell'erezione di Giovanni anche dopo l'orgasmo era una caratteristica che le piaceva particolarmente. Le permetteva di rimanere in intimità con lui più a lungo, anche dopo che l'impeto del gioco si era placato.
Giovanni, ancora disteso sotto di lei, non poteva baciarle le labbra ma le baciava teneramente la nuca e il collo, immergendo la testa nei suoi capelli sciolti.
Camilla sorrideva per via del suo piccolo segreto, per quella fantasia così inusuale che aveva vissuto per la prima volta. Giovanni non poteva di certo immaginare quello che lei aveva sognato mentre facevano l'amore.... non poteva proprio immaginare... Forse un giorno gliene avrebbe parlato, chissà. Per il momento voleva godersi questa sensazione di segreto mista a intimità senza parlarne con lui.
Passarono alcuni momenti, poi, lentamente, entrambi si ricomposero e si voltarono abbracciandosi e baciandosi affettuosamente.
Rimasero per un po’ in silenzio e poi Giovanni le chiese: “Vuoi che ti prepari qualcosa? “
Camilla rispose che sì, aveva appetito, tutti quegli orgasmi le avevano fatto venir fame. Giovanni si alzò e andò in bagno a farsi una doccia.
Camilla si godette ancora per qualche minuto la freschezza e la serenità di quei momenti e poi, stropicciandosi le braccia e le gambe, decise che si sarebbe alzata anche lei.
Aprì gli occhi e guardò la poltrona, con un sorriso malizioso ….. Quella era la poltrona del peccato, pensò.
Poi, improvvisamente, notò che su di un bracciolo di questa era appoggiato uno slip bianco, da mare. Del tipo a stringa brasiliana, microscopico e provocante .. Strabuzzò gli occhi stupita per guardare meglio… Non ci poteva credere ….
Sollevò la testa dal cuscino per assicurarsi che fosse vero. Sì, era proprio uno slip da donna bianco. Spalancò la bocca incredula. Si alzò dal letto e si avvicinò alla poltrona, fu allora che notò anche un segno rosso sulla parte anteriore del costume, l’impronta di due labbra lasciate con il rossetto…

Camilla si sentì avvampare in un misto di stupore, sorpresa e compiacimento.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
8.7
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per vacanze a Ponza - Terza parte:

Altri Racconti Erotici in Lui & Lei:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni