Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > trio > La coppia esibizionista in barca
trio

La coppia esibizionista in barca


di Membro VIP di Annunci69.it CapitanX
30.01.2026    |    3.033    |    1 7.7
"Fu un dialogo fatto di presenze, di sguardi che si incrociavano e si lasciavano, di gesti che non chiedevano permesso perché erano già stati concessi..."
Ci sono coppie che non cercano esperienze.
Le creano.

Li conobbi a fine giugno, una sera che il porto si stava svuotando e la luce diventava dorata. Lui mi scrisse per un’uscita breve, nulla di impegnativo: un’ora di mare, un aperitivo, rientro prima del tramonto. Quando salirono a bordo capii subito che il tempo era solo una scusa.

Lei si muoveva come se sapesse di essere osservata. Non cercava attenzione, la accettava. Indossava un vestito leggerissimo, senza reggiseno, che col vento si appoggiava al corpo e poi si staccava, lasciando intravedere quanto bastava. Lui la guardava con un mezzo sorriso, rilassato. Non era gelosia: era controllo.

Appena usciti dal porto, lei si sedette a prua. Gambe distese, schiena dritta, mento alto. Il vento le scopriva le cosce e lei non fece nulla per impedirlo. Anzi. Ogni tanto incrociava il mio sguardo nello specchio del parabrezza, come per verificare che stessi guardando davvero.

Lui mi parlava di barche, rotte, motori. Parlava troppo, apposta.
Era il suo modo di dire: guarda pure.

Quando passammo vicino a una cala frequentata, lei si alzò. Si tolse lentamente il vestito, restando in costume. Non cercò riparo, non abbassò lo sguardo. Sapeva benissimo che da altre barche potevano vederla. Si sedette di nuovo, incrociò le gambe e chiuse gli occhi.

Il gioco era iniziato.

Io non feci nulla. Continuai a guidare.
Ed era proprio quello che volevano.

Dopo un po’ lui si avvicinò a lei. Le parlò all’orecchio, una frase sola. Lei sorrise appena. Poi si girò verso di me.

«Ti va di fermarti un po’ più al largo?»

Gettai l’ancora dove il mare era profondo e silenzioso. Nessuna barca vicina. Nessun testimone. O quasi.

Lei si spostò verso poppa. Si sedette sul bordo, i piedi nell’acqua. Lui restò in piedi dietro di lei, senza toccarla. Era una distanza studiata, carica. Ogni tanto lei si muoveva apposta, come per provocarlo. Lui non reagiva. La lasciava fare.

Poi lei parlò, senza guardarlo:

«Secondo te ci sta osservando?»

Non rispose lui.
Risposi io, con calma.

«Sì.»

Quel sì rimase sospeso nell’aria più del vento.
Non era una conferma: era un permesso.

Lui si avvicinò a lei senza fretta, come se ogni secondo in più servisse a caricare il gesto che sarebbe venuto dopo. Le appoggiò una mano sulla spalla. Non la strinse. Non la accarezzò. La posò. Ferma. Presente. Inequivocabile.

Lei reagì subito. Non con il corpo, ma con lo sguardo.
Si voltò verso di me lentamente, come se stesse scegliendo il momento esatto in cui farsi vedere. Gli occhi le brillavano di una luce diversa, lucida e profonda. Il sorriso che le attraversò le labbra non aveva nulla di innocente: era consapevole, complice.

Non stava più esibendosi per il mondo.
Ora lo stava facendo per me.

Scese nel cabinato per prima. Non cercò appigli, non guardò dove metteva i piedi. Conosceva quello spazio prima ancora di entrarci. Ogni gradino era un gesto studiato, ogni movimento lasciava qualcosa dietro di sé.

Lui rimase un istante sul ponte.
Mi guardò.

«Se non ti va, resta su.»

Lo disse senza cambiare tono.
Non era un invito.
Era una linea tracciata.

Lo seguii.

La porta si chiuse piano, senza rumore. Il mondo rimase fuori: il mare, il sole, il vento. Dentro c’era una luce più morbida, un’aria più ferma. Lei era già lì, appoggiata con naturalezza, come se quel luogo fosse stato pensato per contenerla.

Non parlava.
Aspettava.

Lui si fermò accanto a me. Non mi guardava, ma sapevo che era perfettamente consapevole di ogni mio movimento. Di ogni respiro. In quel silenzio non c’era imbarazzo. C’era intesa.

Lei fece un passo avanti. Poi un altro.
Ridusse le distanze senza fretta, scegliendo lei il ritmo.

Quello che accadde lì dentro non ebbe bisogno di parole né di spiegazioni. Fu un dialogo fatto di presenze, di sguardi che si incrociavano e si lasciavano, di gesti che non chiedevano permesso perché erano già stati concessi.

Il tempo smise di avere una direzione.
Fuori il mare continuava a muoversi.
Dentro tutto rimase sospeso.

Quando tornammo sul ponte il sole stava scendendo, tingendo l’acqua di riflessi caldi. Lei era diversa. Non nel corpo — quello era sempre lo stesso — ma nel modo in cui lo abitava. I movimenti erano più lenti, più pieni. Lo sguardo più profondo.

Si sedette accanto a lui, intrecciò le dita alle sue con naturalezza, come se fosse il gesto più normale del mondo. Poi alzò gli occhi verso di me. Non c’era più sfida. Non c’era più esibizione.

C’era soddisfazione.

Rientrammo senza parlare. Il rumore del motore sembrava superfluo, quasi invadente. Al molo si alzarono entrambi insieme. Prima di scendere, lui si voltò.

«A noi piace così. Prima mostrare. Poi scegliere.»

Lei sorrise appena, come se quella frase fosse anche sua.

Li guardai allontanarsi mano nella mano e capii che non avevo partecipato a un gioco.
Avevo assistito a un rituale, costruito con precisione, rispetto e desiderio.

E se il mare quella sera era più calmo del solito…
forse non era un caso.

Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
7.7
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per La coppia esibizionista in barca:

Altri Racconti Erotici in trio:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni