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SONO MAGGIORENNE ESCI
trio

Alfio


di poeta57
21.07.2026    |    5.078    |    11 9.7
"Mentre la prendevo, ormai anche io fuori di zucca, le respirai nell’orecchio “sei una porcella”..."
Vorrei raccontarvi la mia storia. Non so quanto possa essere comune o di interesse per altri mariti. Vedrete voi.
Sposato ormai da più di un decennio, il sesso in casa, che all’inizio era stato fantastico, ormai da anni era solo un dovere. Per entrambi, credo, anche se mia moglie, forse grazie a qualche mia dote, veniva sempre con grande regolarità e anche più volte. I suoi orgasmi multipli ci sono sempre stati e di norma funziona che inizia ad averne uno dopo i preliminari (che comunque ci facciamo punto di onore di mantenere, almeno nel limite della decenza) (le piace da pazzi quando la lecco) e il secondo all’unisono con me quando finalmente vengo anche io.
Il tema è banale e si sintetizza nel solito motto della solita minestra.
Badate bene: mia moglie è ancora decisamente in forma e quando nei preliminari prende in mano la situazione è decisamente brava. Lo dico perché prima di lei (e come vedremo presto, anche dopo di lei) esperienze ne ho avute tante e in tutta onestà devo ammettere che Lorella, così si chiama mia moglie, è tecnicamente ineccepibile.
Però la solita minestra porta a frequentare altri ristoranti e io, dopo aver esaurito le amiche e le conoscenti occasionali, alla fine, su suggerimento di un amico, sono finito su un sito specializzato in incontri diciamo così mirati.
Il mio nick “bendotato” chiariva subito la mia migliore qualità, anche se la mia resistenza è sempre stata particolarmente apprezzata. Niente foto. Solo una descrizione di massima (età, altezza, peso, colore degli occhi, colore dei capelli)
A beccare la prima ci è voluto un po’. Poi la voce deve essere girata perché da allora sia sigle che coppie che cercano un bull attempato, ma a modo, mi hanno cercato con una certa regolarità.
Sarà un anno, diciamo, che sono sul sito e avrò incontrato almeno una quarantina di amanti. Una alla settimana, tenendo presente che nel primo mese non ho battuto chiodo. La maggior parte sono donne sole o sposate in cerca di distrazioni. Delle sole bisogna stare attenti, perché per quanto io dica subito che sono felicemente sposato, quelle quasi sempre ci provano a trovare il compagno della vita. Qualcuna è diventata ricorrente e con un paio ho fatto proprio amicizia e ci si sente non solo per fissare gli incontri. Sono donne stupende, felicemente sposate anche loro, intelligenti e spiritose, con le quali il sesso è molto stimolante perché spesso inventano loro situazione proprio piccanti.
Fatto sta, che come dicevo, tramite il sito continuano ad arrivare richieste. Io valuto. In genere respingo le single che via messaggi iniziano strani discorsi, mentre vado avanti con le altri e gli altri.
E qui, finalmente, arriviamo al punto.
Avevo accettato l’invito di una coppia irregolare e quindi all’ora stabilita mi sono presentato all’albergo indicatomi. Il lui mi aspettava nella hall. Mi ha detto che lei ci stava aspettando ansiosa in camera e che io dovevo prendere una camera attigua alla loro. La direzione dell’albergo sapeva tutto e chiudeva un occhio purché quella formalità delle due camere fosse rispettata.
Intanto che finivo le formalità con la reception, l’altro lui, Giuseppe, mi pare, era sparito anche quello. Anche lui in camera mi sono detto e sono salito tranquillo.
Per sicurezza ho comunque aperto la camera che avevo affittato prima di presentarmi a bussare alla loro.
Giuseppe mi aprì ed entrai e quasi mi cadde la mascella. Sul letto mi aspettava mia moglie che a vedermi cacciò un urlo e si coprì con le lenzuola (era già senza reggiseno – d’altronde ha delle tette stupende), poi, dopo, un attimo col capo coperto dal lenzuolo ne emerse e scoppiò in una risata liberatoria.
“Anche tu qui, amore mio?!?”
Io non risi per niente. Feci giravolta e uscii lasciando l’albergo immediatamente dopo aver pagato la camera.
La sera a casa, la cena fu gelidamente silenziosa. Lei mi osservava come si osserva una bestiola che soffre. Io non riuscivo non solo a dire qualcosa, ma neanche a pensare.
Dopo cena fu lei che cercò un dialogo dicendomi che lei l’aveva capito da tempo che io la tradivo. Poi aveva visto sul PC di casa il sito aperto. Aveva giracchiato un pochino e intuito che fosse lì che io trovavo le mie nuove avventure. Quello che non sapeva era che mi dedicavo anche alle coppie.
“Ma quel tizio dove l’hai beccato?” riuscii solo a dire.
“Beh, sempre su quel sito. Ha un nick che stuzzica la fantasia e poi si presenta bene, hai visto, no?”
Dovevo ammettere che si era comportato molto signorilmente e aveva parlato in maniera appropriata e persino forbita.
“Che nick ha?”
“Tiriempiotutta. Beh devo dire che anche il tuo Bendotato non è male. E poi non posso negare che sia vero.” Poi carezzandomi una mano che immediatamente ritrassi lei sorridendo e prendendomi in giro continuò “Se vuoi approvo e magnifico le tue referenze”
“Come hai potuto?”
“E tu?”
“Ma è diverso!”
“Dici sul serio, amore mio? Solo perché io prendo e tu dai. Per questo è diverso?”
Non sapevo che dire. Mi alzai e andai a letto. Lei mi raggiunse solo quando io ormai dormivo, o, meglio, facevo finta di dormire.
Al buio, sentii la sua pelle sfiorarmi la mano. Era tesa e fresca. Lasciai che le mie nocche capissero cosa stavo toccando. Era il suo sedere ed era senza mutandine. Di solito era il nostro segnale. Non so a voi, ma nella nostra coppia c’è come una reazione immediata e istintiva ai segnali convenuti. Il cazzo mi si rizzò immediatamente. La sua mano si sporse oltre il suo fianco e mi prese scapellandomi e accostando ancora di più il suo sedere al mio fianco. Era teso e fresco, il suo culo, ma forse l’ho già detto, tanto quanto il mio cazzo era duro e bollente.. Mi girai anche io verso di lei, le afferrai i seni liberi e nudi e cercai di infilarmi tra le sue rotondità. Lei mi condusse dove dovevo. Era pronta e tutto fu semplice e naturale.
Mentre la prendevo, ormai anche io fuori di zucca, le respirai nell’orecchio “sei una porcella”. Lei ansimando mi rispose “perché tu no?” Affondando i colpi me ne uscii “Ti piace il cazzo?!?” Di solito, le altre volte, avevo sempre detto e chiesto “ti piace il mio cazzo”. Lei come sempre rispose con un “sìì” profondo e sentito. A quel sììì un brivido e smentendo tutta la mia fama di resistente le venni dentro come un fiume in piena.
Lei si girò, mi abbracciò e mi baciò sulle labbra per poi sussurrare “sono tua, solo tua”
“E adesso?” le chiesi appena il cervello si collegò di nuovo.
“Andiamo avanti come prima, no?” rispose lei.
“Insieme?”
“Ma sei matto! Che imbarazzo!”
“Vuoi continuare a trombare in giro?
“E tu?”
Il mio silenzio la autorizzò: “Non ti piace l’idea di una moglie fedele, ma vivace?”
“Non capisco”
“Inizierò a raccontarti delle storie e tu non saprai mai se sono successe davvero o no”
“Ma se continui, saranno tutte vere”
“Non è detto. Per esempio, per me oggi è stata la prima volta che provavo a farlo con due uomini”
Deglutii.
“Ma io non ti basto? E quel Giuseppe lì con il suo Tiriempiotutta non ti basta?”
“Mai sentito il detto, l’appetito vien mangiando?”
“Ma ti riempie davvero tutta?”
“Ah, già che non hai visto e sei andato via prima dello spettacolo. Ti giuro che nudo merita. Un gran bel coso, davvero”
Silenzio.
“Ma sei geloso? Vuoi anche tu la tua parte di torta?” mi chiese accendendo la luce sul comodino e allargando le cosce. Tra le mie il mio bastone era tornato tale.
Affondai su e dentro di lei. Ve l’ho già detto quanto le piace essere baciata lì? Venne quasi subito ululando. Io non le lasciai pace e la presi immediatamente facendole sobbalzare sul letto.
“Mi piace, mi piace, mi piace” se ne uscì respirando forte “mi piace quando gli uomini mi desiderano. Quando sento che mi scoperebbero lì davanti a tutti. Mi piace, mi piace. Mi bagno. Quegli sguardi, quelle parole, quando ti intortano credendo che tu non capisca e invece sono io che decido, io che scelgo.”
Più parlava e più mi diventava grosso. Mi sembrava impazzire. E lei continuò: “Giuseppe ci sa fare quasi quanto te e Alfio, Alfio, oddio Alfio” e perse le forze venendo.
Io ero ancora duro. La girai sulla pancia. Non aveva forza. Non oppose nessuna resistenza. La aprii e la presi anche da dietro. Sentendomi entrare, si riprese e gridò un sì così forte da farsi sentire in piazza.
“Chi cazzo è Alfio?” chiesi rabbioso scopandola come un ossesso.
Lei agitò le braccia aprendo e chiudendo le dita e mormorando continuamente e ripetutamente un Alfio che sembrava una preghiera.
Ormai fuori di testa urlai “Come ti scopa Alfio?!
“Come un dio”
“Ce l’ha grosso?”
“Una cifra. Mai sentito uno così”
“Non ti fa male?”
“Nooooo, noooo, nooooo” e venne di nuovo
Uscii e le dissi solo “succhiamelo”
Lei si accoccolò e me lo mangiò, me lo leccò, me lo carezzò fino a quando io non le chiesi: “ti piace il mio cazzo?” e lei rispose: “Sì, Alfio”
E io venni e lei mi pulì tutto con la lingua come non faceva da tempo.
Il mattino dopo le chiesi di questo Alfio e lei ridendo mi rispose: “quanto sei sciocco. Non devi sempre credere a quello che ti dicono”
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